I rimborsi IVA intracomunitari

Con il provvedimento nr. 53471 firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate il primo aprile 2010, si forniscono le istruzioni operative per poter richiedere il rimborso dell’Iva assolta in uno degli Stati membri della Comunità europea da soggetti stabiliti in altro Stato membro, evidenziando nel dettaglio modalità e tempi tecnici.


Le norme sono in vigore dal 1° gennaio 2010 partendo con i rimborsi relativi all’anno 2009, il cui termine finale di scadenza è fissato tassativamente al 30 settembre 2010: dunque, l’istanza va presentata entro il 30 settembre dell’anno successivo al periodo di riferimento, nei limiti e con la periodicità stabiliti dallo Stato membro competente per il rimborso.


L’operatività nuova presentata nel provvedimento si caratterizza per una minore burocrazia e liquidità in tempi più brevi; questo sarà possibile grazie alla procedura esclusivamente telematica per presentare la domanda di rimborso sul sito dell’Agenzia dell’Entrate e non più all’amministrazione finanziaria dell’altro Stato, utilizzando Entratel o Fisconline, direttamente o tramite intermediari abilitati.


Analizziamo in pillole la procedura:




  • dopo l’invio della presentazione della richiesta di rimborso telematicamente, ci saranno controlli che richiederanno 15 giorni;



  • subito dopo l’istanza di rimborso verrà inoltrata allo Stato membro dove è stato effettuato l’acquisto;



  • in questo modo, l’amministrazione estera, entro quattro mesi, (ulteriore modifica temporale se si considerano i sei mesi del vecchio sistema), comunicherà direttamente al contribuente l’esito della richiesta di rimborso e, quindi, erogherà le somme spettanti nei dieci giorni successivi;



  • È possibile inviare delle istanze correttive per comunicare l’eventuale variazione dei dati inseriti nella richiesta originaria, mentre nuove fatture o bollette di importazione richiedono, invece, la presentazione di una nuova domanda;



  • in caso di rifiuto di inoltro dell’istanza, l’Agenzia delle Entrate provvede a notificare al richiedente il provvedimento di diniego all’invio dell’istanza, impugnabile ex D.Lgs. 542/1996.



  • con il provvedimento dell’Agenzia viene indicato anche l’elenco delle informazioni da indicare all’interno della richiesta di rimborso che possono variare in base allo Stato a cui l’istanza è indirizzata.


La modifica del sistema parte dalla direttiva 2008/9/CE, recepita nell’ordinamento italiano dal decreto legislativo 18 del 2010 che ha modificato il Dpr 633/72 introducendo l’art. 38-bis1, per le richieste di rimborso del’IVA assolta dai soggetti passivi nazionali in altro Paese UE, l’art. 38-bis2, concernente l’esecuzione dei rimborsi per l’IVA assolta in Italia da parte di soggetti non residenti stabiliti in altro Paese UE e modificando l’art. 38-ter, riguardante i rimborsi dell’imposta in favore dei soggetti passivi residenti in Paesi non appartenenti alla comunità europea con cui sussistono accordi di reciprocità: tali nuove norme permettono ai cittadini europei di non recarsi più presso le Amministrazioni finanziarie straniere, ma di colloquiare direttamente con quelle nazionali.


Il fine fondamentale della disciplina è quello di ridurre la burocrazia ed inutili lungaggini temporali, per questo il sistema si basa sull’uso dilatato degli strumenti informatici: si vede l’utilizzo del web per la trasmissione delle richieste di rimborso, lo sviluppo di una procedura di trasmissione telematica, in collaborazione con la Banca d’Italia, delle disposizioni di pagamento a favore degli operatori economici comunitari e l’uso della posta elettronica per interfacciarsi con le varie Amministrazioni.




In particolare:




  • gli operatori economici nazionali non dovranno più inoltrare la domanda di rimborso a livello cartaceo ma solo telematicamente presentandola direttamente o via web con i canali telematici Entratel e Fisconline. L’Agenzia dell’Entrate entro 15 giorni, dopo i controlli previsti nel provvedimento del 1° aprile dell’Agenzia dell’Entrate, inoltrerà la domanda di rimborso allo Stato membro competente.



  • gli operatori economici comunitari presenteranno la domanda di rimborso per le operazioni effettuate in Italia tramite la propria Amministrazione finanziaria e non più al Centro operativo di Pescara.


Per tutti gli operatori, l’erogazione dei rimborsi dovrà sempre avvenire nei 10 giorni successivi alla comunicazione di accoglimento della richiesta;






  • gli operatori economici residenti in Svizzera, Norvegia e Israele, Paesi con i quali l’Italia ha stipulato specifici accordi, dovranno continuare a presentare, in forma cartacea, il modello Iva 79 al Centro operativo di Pescara.


La presentazione dell’istanza può essere effettuata dall’operatore italiano direttamente, tramite “Entratel” o “Fisconline”, tramite un intermediario abilitato incaricato della trasmissione telematica, tramite le Camere di Commercio italiane all’estero che hanno ottenuto il riconoscimento governativo ex Legge 518/1970 oppure tramite soggetti delegati in possesso di adeguata capacità tecnica, economica, finanziaria ed organizzativa.


L’istanza di rimborso sarà ufficialmente presentata nel giorno in cui è completata, da parte dell’Agenzia delle Entrate, la ricezione del file contenente i dati della richiesta: la ricezione dell’istanza è attestata con apposita ricevuta, contenuta in un file munito del codice di autenticazione per il servizio Entratel e del codice di riscontro per il servizio Fisconline, ricevuta disponibile entro i 5 giorni lavorativi successivi al corretto invio del file.


Il provvedimento dell’Agenzia dell’Entrate riporta una tabella con tutte le informazioni che i contribuenti italiani devono conoscere con riferimento al paese che deve eseguire il rimborso, poiché le condizioni possono variare a seconda del paese cui Pescara invierà l’istanza ed è necessario che il contribuente sappia le regole ivi vigenti.


Nella domanda di rimborso, mensile, trimestrale o annuale, la descrizione dei beni deve essere inserita in base a una tabella per evitare che qualche amministrazione finanziaria possa rifiutare l’esecuzione del rimborso: per i soggetti comunitari che chiedono il rimborso dell’Iva versata in Italia, se il contribuente vanta un credito per un periodo inferiore al trimestre potrà chiedere il rimborso di tale credito con la richiesta annuale, per le richieste relative al trimestre l’importo minimo rimborsabile è pari a 400 euro, in caso di cifra inferiore, il rimborso sarà annuale; mentre, per le richieste relative all’anno è di 50 euro.


Ultima precisazione riguarda la cd variazione pro rata: caso in cui il soggetto passivo nazionale abbia diritto a detrarre l’IVA secondo il pro-rata con percentuale di detrazione alla fine dell’anno diversa da quella indicata nella richiesta di rimborso.




In questo caso la percentuale di detrazione definitiva deve essere comunicata a tutti gli Stati membri ai quali sia stata presentata l’istanza di rimborso, entro l’anno solare successivo a quello di presentazione dell’istanza: la comunicazione di adeguamento della percentuale di detrazione deve essere contestuale alla presentazione della domanda di rimborso o, nel caso in cui il contribuente non effettui domande di rimborso, deve essere effettuata tramite apposita comunicazione.




9 settembre 2010


Sonia Cascarano

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