Novità fiscali del 31 agosto 2010: salva la deduzione IRES per i compensi ad amministratori societari; modelli studi di settore per il 2009: approvata nuova modifica alle istruzioni per la compilazione; iscrizione nell’albo unico dei promotori finanziari: individuati i requisiti di onorabilità e di professionalità; energia: decreto incentivazioni

salva la deduzione IRES per i compensi ad amministratori societari; modelli studi di settore per il 2009: approvata nuova modifica alle istruzioni per la compilazione; iscrizione nell’albo unico dei promotori finanziari: individuati i requisiti di onorabilità e di professionalità; energia: decreto incentivazioni; istituito il nuovo Albo degli esperti ricercatori sul sistema agricolo; altre di fisco…

 







 


Indice:


 


1) Iscrizione nell’Albo unico dei promotori finanziari: modificato il Regolamento che individua i requisiti di onorabilità e di professionalità


 


2) Energia: Decreto incentivante in G.U.


 


3) Salva la deduzione IRES per i compensi ad amministratori societari


 


4) Istituito il nuovo Albo degli esperti ricercatori sul sistema agricolo


 


5) Modelli studi di settore per il 2009: approvata nuova modifica alle istruzioni per la compilazione


 


6) Altre di fisco


 


 


1) Iscrizione nell’Albo unico dei promotori finanziari: modificato il Regolamento che individua i requisiti di onorabilità e di professionalità


Promotori finanziari, fuoriescono dall’Albo quelli senza i previsti requisiti di onorabilità. Sono, infatti, cambiati i requisiti per l’iscrizione nell’Albo dei promotori finanziari


E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 200 del 27 agosto 2010, il Decreto n. 140 del 08 luglio 2010, recante “Modifiche al Regolamento recante norme per l’individuazione dei requisiti di onorabilità e di professionalità per l’iscrizione all’Albo unico dei promotori finanziari”.


Il regolamento adottato con Decreto 11/11/1998,  n.  472, contiene le seguenti modifiche:


La  CONSOB è sostituita dall’Organismo per  la  tenuta  dell’Albo dei promotori finanziari.


Non possono  essere  iscritti all’Albo coloro che per almeno i due esercizi  precedenti  l’adozione dei relativi provvedimenti hanno svolto funzioni di  amministrazione, direzione o controllo:


– in imprese sottoposte a fallimento;


– in  imprese  operanti  nel  settore  creditizio,  finanziario, mobiliare o assicurativo sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta amministrativa;


  in  intermediari  finanziari  nei  cui  confronti  sia  stata disposta la cancellazione dall’elenco generale o da  quello  speciale;


– in imprese nei cui confronti sono state irrogate, in relazione a  reati  da  loro  commessi,  le  sanzioni   interdittive.


Inoltre, non possono essere iscritti all’Albo:


– coloro che  nell’esercizio  della  professione  di  agente  di cambio non hanno fatto fronte agli impegni previsti dalla legge o  si trovano in stato di  esclusione  dalle  negoziazioni  in  un  mercato regolamentato;


– i consulenti finanziari radiati dal  relativo  albo.


Le frazioni di un esercizio superiori a sei mesi equivalgono a un esercizio intero.


L’impedimento non  opera se l’interessato dimostra la propria estraneità ai fatti  che  hanno determinato  la  crisi  dell’impresa  ovvero  la  sua   cancellazione dall’elenco generale o speciale degli intermediari finanziari.


L’Organismo per la tenuta dell’Albo, entro i  termini  e  secondo  le modalità dallo stesso stabilite con  proprio  regolamento,  comunica all’interessato  la  propria  motivata  decisione  in   merito   alla sussistenza   dell’impedimento.   Nelle   more   della    valutazione l’interessato non viene iscritto all’Albo.


Gli impedimenti hanno  la  durata  di  tre anni  decorrenti  dall’adozione  dei  provvedimenti   relativi.


Il periodo viene ridotto ad un anno nelle ipotesi in cui il provvedimento di avvio  della  procedura  sia stato adottato su istanza  dell’imprenditore,  di  uno  degli  organi d’impresa  o  in  conseguenza  della  segnalazione  dell’interessato.


 


 


2) Energia: Decreto incentivante in G.U.


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2010 il Decreto del 06 agosto 2010, relativo alla “Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”.


Finalità e campo di applicazione


Il suddetto Decreto, che stabilisce i criteri per incentivare la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici e lo sviluppo di tecnologie innovative per la conversione fotovoltaica, si applica agli impianti fotovoltaici di cui ai titoli II e III e al titolo IV che entrano in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010, nonché agli impianti fotovoltaici di cui all’art. 2, comma 1, lettera u), che entrano in esercizio in data successiva all’entrata in vigore del provvedimento di cui all’art. 14-bis del presente decreto.


Il Decreto 19/02/2007 si continua ad applicare, tenuto conto di quanto previsto all’art. 19 e delle modificazioni di cui all’art. 20, agli impianti fotovoltaici che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2010.


Agli impianti fotovoltaici di cui al titolo IV, che entrano in esercizio dopo la data di entrata in vigore del presente decreto ed entro il 31 dicembre 2010, si applicano le tariffe incentivanti di cui al presente decreto e le procedure per l’accesso alle tariffe medesime di cui al decreto ministeriale 19 febbraio 2007.


 


 


3) Salva la deduzione Ires per i compensi ad amministratori societari


Contribuenti e addetti ai lavori niente particolari allarmismi. Si è solo trattato di un “infortunio” di un giudice della Cassazione (in tal senso, Raffaello Lupi in Postilla Ipsoa del 30 agosto 2010). Ciò conferma la mancanza della teoria della tassazione attraverso le aziende.


La sentenza, secondo Lupi, è stato presa troppo sul serio dagli addetti ai lavori peraltro depositata “di corsa” in un periodo (13/8) in cui tutti dovevano andare in ferie.


R. Lupi afferma ulteriormente come Il Sole 24 Ore equivocamente titolava “indeducibili i compensi ai manager” già portando fuori strada rispetto all’oggetto dell’ordinanza. Invero, è, tuttavia, da rilevare come l’allarmismo (a parere di R. Lupi ingiustificato) sia dapprima derivato dal quotidiano Italia Oggi e dai suoi noti commentatori.


Ecco di seguito, invece, le mie osservazioni in merito alla querelle:


Società (di persone o di capitali): Rimane deducibile il compenso erogato per la funzione svolta di amministratore (carica di amministratore che gestisce la società) nella misura deliberata dall’Assemblea dei soci (sezioni unite Cassazione sentenza n. 21933 del 29/08/2008).


Ciò anche dopo quanto è stato riportato nell’ordinanza, n.  18702 depositata il 13 agosto 2010, della Cassazione (si vedano i quotidiani fiscali cartacei al 28.08.2010, si veda anche il mio articolo on line sulle novità fiscali del 27/08/2010).


Massimi esponenti di ordini nazionali mobilitati per una sentenza, presumibilmente, impostata “male” dai giudici supremi (si veda la tesi sopra riportata di R. Lupi).


Ciò è confermato dal combinato disposto degli artt. 60 e 95 del TUIR che esclude espressamente la deducibilità del compenso per l’opera prestata o per il lavoro svolto dall’imprenditore, non essendo configurabile nel vigente ordinamento giuridico il salario cosiddetto figurativo.


Pertanto non viene ammessa in deduzione solo la spesa sostenuta a titolo di compenso per il lavoro prestato dall’amministratore unico di una società, mentre, invece, viene ammessa la deduzione del compenso per la qualifica stessa di amministratore, indipendentemente dal lavoro prestato nella società.


Peraltro, é incompatibile la qualifica di amministratore con quella di lavoratore subordinato, quando l’amministratore della società possiede tutti i poteri di controllo, gestione, comando e disciplina, ovvero quando la società sia amministrata da un amministratore unico.


Le due qualifiche non possono coesistere in quanto se così non fosse l’amministratore sarebbe subordinato a se stesso, determinandosi un’ipotesi di


auto-assunzione od auto-controllo.


Quale data rileva per la deduzione dei compensi degli amministratori


La stessa Agenzia delle Entrate è intervenuta di recente offrendo un importante chiarimento in merito alla data d’incasso nel corso della video conferenza MAP tenutasi il 3 giugno 2010.


Nel caso di proventi incassati mediante bonifico, ha affermato che rileva la data dell’accredito della somma sul conto corrente dell’amministratore di società, la cosiddetta “data disponibile” che coincide col giorno a partire dal quale l’importo può essere effettivamente utilizzabile.


La data disponibile, infatti, indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata per pagamenti o prelievi; la data contabile, invece, rappresenta il momento in cui viene effettivamente eseguita la registrazione; la data valuta è la data da cui decorrono gli interessi sull’importo dell’operazione.


Società: E’ indeducibile lo stipendio dell’amministratore (dipendente)


Con la Sentenza n. 24188 depositata il 13.11.2006 la Corte di Cassazione ha stabilito che ai sensi del combinato disposto degli artt. 60 e 95 TUIR è esclusa la deducibilità dal reddito d’impresa delle spese sostenute da una società di capitali a titolo di compenso per il lavoro subordinato prestato dall’amministratore unico della società stessa, in virtù dell’equiparazione sotto il profilo giuridico tra l’attività gestoria svolta dall’amministratore unico di società e quella svolta dall’imprenditore.


La controversia ha avuto origine da un avviso di accertamento con il quale l’ufficio, sulla base della incompatibilità della qualità di amministratore unico di


società, con quella di lavoratore subordinato, ha rettificato il reddito d’impresa


dichiarato da una Srl, sul presupposto dell’indeducibilità dei costi relativi alla prestazione di lavoro subordinato resa dall’amministratore unico della stessa società.


Peraltro, la disciplina delle spese per il costo delle prestazioni di lavoro dipendente è disciplinata dal combinato disposto degli artt. 60 e 95 TUIR.


Ai sensi del co. 1 dell’art. 60 del TUIR (“spese per prestazioni di lavoro”) è esclusa la deducibilità dal reddito d’impresa delle spese sostenute a titolo di compenso per il lavoro prestato o per l’opera svolta dall’imprenditore, dal coniuge, dai figli affidati o affiliati minori di età o permanentemente inabili al lavoro e degli ascendenti, nonché dai familiari partecipanti all’impresa familiare.


Il successivo art. 95 TUIR disciplina il trattamento fiscale delle spese per prestazioni di lavoro dipendente, nonché la deducibilità fiscale dei compensi agli amministratori di società di capitale ed enti commerciali, applicabile, in virtù del richiamo contenuto nel comma 1 dell’art. 56 anche alle Snc e alle Sas.


Dalla lettura di tali norme viene consentita la deducibilità fiscale dei compensi


corrisposti agli amministratori di società, mentre non è ammessa in deduzione la spesa sostenuta a titolo di compensi corrisposti per il lavoro prestato e per l’opera svolta dall’imprenditore e da tutti gli altri soggetti indicati dall’art. 60 TUIR.


In merito alla compatibilità del ruolo di amministratore con la condizione di lavoratore subordinato alle dipendenze della società, in assenza di disposizioni di legge in merito, occorre fare riferimento alla giurisprudenza, la quale ha riconosciuto, in alcuni casi, la coesistenza delle due qualifiche.


Nelle società di capitali il rapporto di lavoro dei “soci non amministratori” può definirsi subordinato, allorché:


– a) la prestazione lavorativa abbia tutti i requisiti del lavoro dipendente;


– b) l’attività sia diversa da quella svolta in qualità di socio;


– c) la retribuzione consista in un’aggiunta alla quota di partecipazione agli utili


Nel caso di “soci amministratori” si concretizza un rapporto di lavoro dipendente, compatibile con la carica di amministratore, quando l’attività espletata non rientra nel mandato e sia svolta in forma subordinata ossia sotto la direzione di altro organo sociale (consiglio di amministrazione).


Secondo il costante orientamento della giurisprudenza “per la configurabilità di un rapporto di lavoro subordinato tra un membro del consiglio di amministrazione di una società di capitali e la società stessa è necessario che colui che intende fare valere tale tipo di rapporto fornisca la prova della sussistenza del vincolo di subordinazione e cioè l’assoggettamento al potere direttivo, di controllo e disciplinare dell’organo di amministrazione della società nel suo complesso, nonostante la suddetta qualità di membro del consiglio di amministrazione” (Cassazione Sentenza n. 6819 del 24/05/2000; Cassazione Sentenza n. 5418 del 13/6/1996; Tribunale di Roma Sentenza n. 21752 del 29/12/2000).


Nel caso in cui il socio sia “amministratore unico” di una società di capitali è esclusa la cumulabilità nella medesima persona della duplice qualità di socio amministratore di una società e di lavoratore subordinato della stessa, con conseguente impossibilità di ricollegare ad una volontà sociale distinta da quella dell’unico amministratore la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro (Cassazione Sentenza n. 654 del 27/1/1984).


E’ incompatibile la qualifica di amministratore con quella di lavoratore subordinato, quando l’amministratore della società possiede tutti i poteri di controllo, gestione, comando e disciplina, ovvero quando la società sia amministrata da un amministratore unico.


Le due qualifiche non possono coesistere in quanto se così non fosse l’amministratore sarebbe subordinato a se stesso, determinandosi un’ipotesi di


auto-assunzione od auto-controllo.


Riguardo tale ultimo aspetto, la Circolare n. 179 dell’08/08/1989 dell’INPS, ha


evidenziato che “quando il presidente, l’amministratore unico e il consigliere delegato esprimono da soli la volontà propria dell’ente sociale, come anche i poteri di controllo, di comando e di disciplina, in veste di lavoratori essi verrebbero ad essere subordinati a se stessi, cosa che non è giuridicamente possibile.


Per essi, pertanto, in linea di massima, è da escludere ogni riconoscibilità di rapporto di lavoro subordinato”.


In definitiva, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla società contribuente, affermando che la qualifica di “amministratore unico” di una società non è compatibile con la condizione di “lavoratore-subordinato alle


dipendenza della medesima, in quanto non ricorrere l’effettivo assoggettamento al potere direttivo, di controllo e disciplinare di altri, che si configura come requisito tipico della subordinazione”.


L’attività gestoria svolta dall’amministratore unico ha contenuto sostanzialmente imprenditoriale, con la conseguenza che non “è individuabile la formazione di una volontà imprenditoriale distinta, tale da determinare la soggezione dipendente dell’amministratore unico”.


Assodata l’equiparazione sotto il profilo giuridico tra l’attività gestoria svolta dall’amministratore unico di società e quella svolta dall’imprenditore, la Suprema Corte ha ritenuto che non è ammessa in deduzione la spesa sostenuta a titolo di compenso per il lavoro prestato e per l’opera svolta dall’amministratore unico di una società di capitali, giacché l’attività svolta come dipendente rientra in quella svolta dall’imprenditore.


Ciò è confermato dal combinato disposto degli artt. 60 e 95 TUIR che esclude espressamente la deducibilità del compenso per l’opera prestata o per il lavoro svolto dall’imprenditore, non essendo configurabile nel vigente ordinamento giuridico il salario cosiddetto figurativo.


Viceversa, rimane deducibile il compenso erogato per la funzione svolta di amministratore (carica di amministratore che gestisce la società) nella misura


deliberata dall’Assemblea dei soci.


 


 


4) Istituito il nuovo Albo degli esperti ricercatori sul sistema agricolo


E’ stato istituito presso il Ministero delle politiche agricole  alimentari e forestali l’Albo degli esperti in materia di ricerca sul sistema  agricolo.


Ciò è stato reso possibile con la pubblicazione sulla G.U. n. 188 del 13 agosto 2010 del Decreto 22 aprile 2010 del Ministero delle politiche agricole.


Le finalità sono quelle di attestare le specifiche  professionalità in materia di  ricerca  e  di  valorizzazione  dell’innovazione  per  la valutazione gestionale dei progetti di ricerca.


Contestualmente all’istituzione del neo Albo viene soppresso il precedente introdotto dal D.M. n. 375 del 21/07/2003.


Gli iscritti alla precedente gestione dell’Albo avranno 60 giorni di tempo per manifestare l’intenzione di passare nel nuovo.


In particolare, la novella normativa prevede che gli  esperti  già  iscritti  al precedente Albo,  se  ancora  interessati,  devono inviare, entro  sessanta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  del presente decreto sulla Gazzetta  Ufficiale (avvenuta il 13/08/2010),  i  curricula  aggiornati sulla base della nuova articolazione delle aree.


Le domande presentate verranno valutate dal comitato  di  valutazione  scientifica   di cui al D.M. n. 406/2003.


I  componenti  del  comitato  di  valutazione  scientifica  dei progetti di ricerca  e  sperimentazione, a richiesta, saranno  inseriti nell’albo, fino ad un massimo di tre aree tematiche.


La presentazione  da parte degli esperti suddetti dei curricula nei termini  previsti  darà titolo per l’iscrizione all’Albo.


L’incarico di esperto sarà revocato qualora le relazioni non siano redatte secondo la modulistica allegata al  presente  decreto  o  non pervengano nei termini  stabiliti.


Gli  esperti  che saranno inseriti  nell’Albo  dovranno   dichiarare l’assenza di cause di incompatibilità in relazione ai progetti per i quali sono chiamati alla valutazione.


Le domande stesse, previa verifica  della  regolarità  formale, saranno valutate dal Ministero delle  politiche  agricole  alimentari  e forestali


Particolarmente, la selezione degli esperti viene  effettuata  dal  Ministero  delle politiche agricole alimentari e forestali    ex  Direzione  Generale dello sviluppo rurale, delle infrastrutture e dei servizi – SVIRIS IV – Programmi nazionali di  ricerca  e  sperimentazione  agraria.


Tale selezione verrà  effettuata  sulla  base  di  una  valutazione finalizzata ad accertare la   specifica   competenza tecnico-scientifica del richiedente, nonché  la  qualificata  esperienza di valutazione e gestione della ricerca e sperimentazione avuto riguardi alle previste aree tematiche.


Infine, la  valutazione  delle  domande  verrà  effettuata tenuto conto del  valore  complessivo  delle  esperienze  che dovranno essere indicate nella dichiarazione (allegato 1 al neo decreto).


Presentazione delle domande


Le  domande,  una  per  ciascuna  area tematica, compilate e sottoscritte, andranno  inviate  a  mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno  a:


Ministero  delle  politiche agricole  alimentari  e  forestali    Dipartimento  delle  politiche competitive del mondo rurale e della qualità – ex Direzione Generale


dello sviluppo rurale, delle infrastrutture e dei servizi – SVIRIS IV – Programmi nazionali di ricerca e sperimentazione agraria –  Via  XX Settembre, 20 – 00187 Roma.


Le domande vanno, quindi, corredate  di  curriculum,  predisposto secondo l’allegato modello (All. 1) al decreto.


Requisiti per l’ammissibilità all’Albo


Per ultimo, riguardo ai requisiti di ammissibilità all’Albo, viene previsto che potranno partecipare alla selezione i  soggetti  appartenenti  ad una delle seguenti categorie:


a) professori universitari di ruolo;


b) dirigenti di ricerca, ricercatori degli Enti pubblici  di  cui al D.P.C.M. 30/12/1993, n. 593;


C) professionisti con comprovata esperienza nella valutazione  di programmi e progetti di ricerca  (es.  anche  dottori  di  ricerca  e assegnisti di ricerca).


 


 


5) Modelli studi di settore per il 2009: Approvata nuova modifica alle istruzioni per la compilazione


Approvata la modifica alle istruzioni per la compilazione dei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore da


utilizzare per il periodo d’imposta 2009.


Ciò con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prot. 2010/118964 del 30 agosto 2010.


La modifica si è resa necessaria poiché anche nelle ipotesi di cessazione attività, o di non normale svolgimento del tipo di attività esercitato, occorre comunque compilare (quindi, anche nei casi di esclusione dagli studi di settore) il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


In particolare, per la particolarità della situazione dovuta al sisma del 6 aprile 2009, viene adesso stabilito che, per il 2009, i soggetti individuati dal comma 1 dell’art. 1 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837, che nel caso in cui, in ragione della specifica situazione soggettiva, dichiarino una delle cause di esclusione dall’applicazione degli studi di settore di cui all’art. 1, comma 19, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non devono compilare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.


La modifica non riguarda i soggetti di cui al secondo periodo del comma 1 dell’art. 39 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78 come convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.


Sisma in Abruzzo, studi di settore con adempimenti ridotti


Stop all’invio dei modelli per gli “esclusi”. E quanto ha precisato l’Agenzia delle Entrate nel comunicato stampa del 30 agosto 2010.


Resta in “bianco” il modello dei dati rilevanti per gli esclusi dagli studi di settore che operano in zone colpite dal sisma del 2009.


L’esenzione dalla compilazione e dall’invio del modello in questione non coinvolge, tuttavia, le banche e le imprese di assicurazione che osservano normalmente tutti gli adempimenti richiesti.


L’indicazione è contenuta nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate diffuso il 30 agosto 2010, che modifica le istruzioni relative ai modelli degli studi, eliminando gli obblighi di compilazione e invio della comunicazione dei dati rilevanti per i contribuenti “esclusi” per fatti anomali, recependo così le problematiche sollevate dagli operatori attivi nelle aree colpite dal sisma in Abruzzo. Normalmente, infatti, anche i contribuenti a cui non si applicano gli studi sono comunque tenuti a compilare e spedire il modello dedicato ai dati rilevanti, anche in presenza di specifiche cause di esclusione dovute alla cessazione e al non normale svolgimento dell’attività o alla liquidazione ordinaria.


L’eccezionalità del sisma e l’individuazione di indicatori di normalità economica  Le ragioni della modifica sono strettamente legate all’evento sismico.


La norma generale, infatti, prevede che, per individuare specifici indicatori di normalità economica idonei a rilevare ricavi o compensi non dichiarati e rapporti di lavoro irregolare, anche nei casi di esclusione può comunque essere richiesta ai soggetti la compilazione del modello per gli studi.


Chi sono gli interessati


Nel dettaglio, l’alleggerimento degli adempimenti riguarda i contribuenti individuati dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 dicembre 2009, n. 3837.


L’esonero non riguarda le banche e le imprese di assicurazione, che devono comunque compilare e inviare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi.


 


 


6) Altre di fisco:


 


– Antiriciclaggio: Nuovi indici spia pubblicati dalla Banca d’Italia


Dal 28 agosto 2010 sono partite le nuove segnalazioni di operazioni sospette. Sono ventotto le ipotesi di anomalia che possono sottendere fatti di riciclaggio. Tra i soggetti obbligati alla segnalazione sono esclusi i liberi professionisti, perché il provvedimento che li interessa era già stato pubblicato con decreto del ministro della Giustizia del 16 aprile 2010.


 


 


– Edilizia: Dal 10/09/2010 entrerà in vigore il D.L. 139/2010, accorciando i tempi per le autorizzazioni paesaggistiche


La deregulation entrerà in vigore il 10 settembre 2010. Le sopraintendenze e la pubblica amministrazione avranno un termine ultimativo di 60 gg. per rispondere in merito ad autorizzazioni paesaggistiche relative ad interventi immobiliari.


In termini pratici ci vorrà meno tempo per ottenere autorizzazioni per creare un nuovo box, installare antenne paraboliche, creare da una “fetta” di tetto un nuovo terrazzo, installare un serbatoio GPL fuori terra, costruire nuove tettoie o porticati.


 


 


– Gli assegni fuori contabilità sono prove per l’accertamento


La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18809 del 20 agosto 2010, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate che aveva notificato un avviso di rettifica Iva a una società per avere ricevuto assegni, emessi a proprio favore da un’altra impresa individuale, rinvenuti durante una verifica fiscale presso quest’ultima, ma non contabilizzati.


Sostanzialmente, i movimenti bancari che non risultano dalle scritture aziendali sono elementi idonei a far scattare l’accertamento per possibile evasione fiscale.


Ne ha dato sintesi il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 30 agosto 2010.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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