Fatturazione elettronica ed IVA per cassa: semplificazione della normativa in materia di fatturazione Iva; la Direttiva procede verso l’equiparazione effettiva fra la fatturazione cartacea e la fatturazione elettronica

La necessaria trasformazione ed evoluzione dei sistemi tecnologici e burocratici impone una revisione, anche italiana, dei meccanismi atti a garantire una semplificazione: a tal proposito emblematico appare il nuovo istituto della fatturazione, modificata a seguito della cd riforma digitale approvata consiglio ECOFIN.


Il Consiglio dei ministri finanziari dell’Unione Europea ha approvato il 13 luglio la Direttiva per la semplificazione della normativa in materia di fatturazione Iva: la Direttiva procede verso l’equiparazione effettiva fra la fatturazione cartacea e la fatturazione elettronica, garantendo la rimozione delle problematiche che si potrebbero avere riguardo alla vecchia disciplina giuridica di trasmissione e archiviazione delle fatture elettroniche fondato sulle norme della Direttiva 2001/115/CE, come previsto dalla proposta di revisione delle regole di fatturazione della Commissione n. 21 del 2009.


Naturalmente i processi di semplificazione e di armonizzazione si giustificano anche alla luce delle più importanti innovazioni in merito alla lotta alle frodi fiscali: entro fine 2012 gli Stati Membri dovranno adottare la direttiva, quindi, in vigore dal gennaio 2013.


I vantaggi derivanti dalla completa smaterializzazione del ciclo di fatturazione riguardano sia il processo di e-invoicing che garantirebbe un importante risparmio ed anche la sicura riduzione di carta all’interno delle aziende garantendo, così, altre forme di risparmio non solo economico ma anche ambientale.


Quindi, i vantaggi legati alla fatturazione elettronica fossero sono tanti ma la difficoltà di attivazione completa della disciplina, fino a questo momento è stata quella relativa alle difficoltà di gestire soluzioni diverse per garantire conformità di trattamento tra paesi con differenti regimi fiscali.


Dunque la non linea comune avuta dagli Stati membri nell’applicazione dell’e-invoicing, ha rallentato lo sviluppo di una pratica economica che avrebbe avuto immediati sviluppi e positività soprattutto per alcune aziende come le PMI che avevano proposto istanze che lamentavano costi di compliance sempre in crescita in ragione degli oneri amministrativi connessi al sistema di fatturazione in essere.


Le innovazioni inserite nel consiglio ECOFIN sono principalmente due:




  • per quanto riguarda le PMI, la direttiva introduce nel sistema un modello di Iva per cassa, sottolineando quanto di obbligatorio ci sia nella adozione ai fini di non creare processi di disarmonizzazione: quindi i Paesi Membri non potranno creare sistemi normativati derogatori;



  • per quanto riguarda la fatturazione è prevista l’equiparazione fra fatturazione Iva cartacea ed elettronica. L’equiparazione è il frutto più immediato del processo di semplificazione che comporterà la reale identità di trattamento fra le fatture cartacee ed elettroniche, al fine di eliminare i vincoli che impediscono la larga diffusione dello strumento elettronico.


Naturalmente tra gli obiettivi della direttiva, oltre alla creazione di processi semplificativi, c’è quello di unificare la normativa a livello comunitario, rendendo minime le scelte degli Stati, anche per rendere più veloci e più omogenee le operazioni intra-comunitarie, così da trasmettere tempestivamente i dati mediante i modelli INTRASTAT: la normativa cerca di risolvere un problema di crescente “autonomia” degli Stati membri che avevano scelto di adottare regimi propri in deroga a quello comunitario.


In particolare, per quanta riguarda la fatturazione elettronica,




  • viene eliminato l’obbligo di impiegare una determinata tecnologia per garantire l’autenticità e la correttezza delle fatture elettroniche, che per essere applicata deve ancora avere il consenso del destinatario, ricorrendo ad alcune tecnologie esistenti, come la trasmissione elettronica di dati e le firme elettroniche avanzate. L’esistenza di altre tecnologie porta al non obbligato ricorso, da parte dei soggetti passivi, ad una particolare tecnologia;



  • per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi dove l’imposta è dovuta in reverse charge è stabilito l’emissione della fattura entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello dell’operazione, eliminando la discrezionalità degli Stati membri;



  • nelle cessioni intracomunitarie gli acconti non vanno più ad influenzare l’esigibilità dell’Iva inerente solo all’operazione principale;



  • nelle cessioni continuative di beni fra stati Ue ,si è prevista la fissazione convenzionale dell’effettuazione dell’operazione alla fine di ogni mese di calendario (secondo quanto previsto dall’articolo 64 della direttiva 2006/112/CE per i servizi ultrannuali);



  • per gli operatori di modeste dimensioni si crea la fatturazione semplificata: che prevede l’emissione di documenti per corrispettivi di importo inferiore a 100 euro dal contenuto ridotto con i soli dati del l’emittente, della quantità, della qualità e del prezzo dei beni/servizi;


per quanta riguarda le PMI,




  • la Direttiva ha recepito l’impossibilità delle PMI di applicare i sistemi di fatturazione elettronica prima delle innovazioni per gli ingenti oneri pecuniari ed amministrativi;



  • si introduce un regime di Iva “per cassa”: il fornitore o prestatore deve versare l’imposta solo dopo aver pagato da parte dell’acquirente o committente;



  • il diritto alla detrazione, così viene in essere solo in seguito all’avvenuto pagamento.



  • le condizioni soggettive-oggettive per accedere a tale regime sono quelle relative al volume d’affari che non deve superare 500mila euro, elevabile a 2 milioni di euro su base nazionale previa consultazione del Comitato Iva.


18 agosto 2010


Sonia Cascarano

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