Disciplina antiriciclaggio: novità dalla manovra 2010 e chiarimenti delle Finanze

Disciplina antiriciclaggio: Novità dalla manovra 2010 e chiarimenti delle Finanze con esempi


Ai fini della normativa antiriciclaggio, non saranno applicate sanzioni per le violazioni commesse tra il 31/05/2010 ed il 15/06/2010 se riferite ad importi compresi tra € 5.000,00 – € 12.500,00.


E’ questo uno dei primi chiarimenti contenuti nella circolare n. 281178 emessa all’inizio (prima quindicina) di agosto 2010 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ed avente per oggetto le neo misure introdotte dal D.L. 78/2010 (convertito in Legge n. 122/2010) in materia di normativa antiriciclaggio.


Con decorrenza dal 31 maggio 2010, cioè dall’entrata in vigore del D.L. n. 78/2010 (convertito in Legge n. 122/2010), sono scattati i “nuovi” limiti per il trasferimento del denaro contante e dei titoli al portatore di cui alla normativa in materia di antiriciclaggio.


L’art. 20 della “Manovra 2010” ha modificato l’art. 49, commi 1, 5, 8, 12 e 23 del D.Lgs 21 novembre 2007, n. 231.


Pertanto il precedente limite pari a 12.500 euro é stato ridotto a 5.000 euro. A partire da tale data l’uso del contante e dei titoli al portatore devono essere inferiori alla nuova soglia massima.


Ulteriori novità hanno poi interessato anche le relative penalità.


In particolare é stato modificato l’art. 58 del medesimo D.Lgs. disponendo l’aumento delle sanzioni minime. Tale aumento é stato graduato, in alcuni casi anche fino a cinque volte, in relazione all’entità della violazione commessa.


Un’altra modifica normativa, cioé l’art. 36 della “Manovra” ha introdotto alcune disposizioni antifrode con l’inserimento dei commi 7 – bis, 7 – ter e 7 – quater nel corpo dell’art. 28 della normativa antiriciclaggio (D.Lgs n. 231/2007).


In particolare la disposizione citata disciplina gli “obblighi rafforzati di adeguata verifica della clientela cui sono tenuti i destinatari della normativa antiriciclaggio in presenza di un rischio più elevato di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.


Il medesimo art. 36 ha poi modificato l’art. 41 del D.Lgs n. 231/2007 con l’aggiunta di un periodo che ha introdotto un nuovo indice di anomalia.


In particolare, la parte della diposizione aggiunta precisa che deve considerarsi elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contante, anche laddove non vengano violati i limiti di cui all’art. 49, nonché il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari


o superiore all’importo massimo di 15.000 euro.


La citata circolare delle Finanze fornisce indicazioni operative per la corretta applicazione della normativa antiriciclaggio.


Con effetto a decorrere dal 31 maggio 2010, la soglia ovunque indicata di 12.500 euro è ridotta a 5.000 euro, mentre rimane inalterata la struttura delle violazioni previste dai commi dall’1 al 19 dell’art. 49 del DLgs 231/2007.


Viene chiarito che non saranno applicate le sanzioni per le violazioni previste dai commi 1,3, 5, 8, 12 e 13 dell’art. 49, commesse tra il 31 maggio 2010 e il 15 giugno 2010, qualora siano riferite ad importi compresi tra 5.000 e 12.500 euro.


Per conseguenza, alla luce della nuova soglia, viene precisato quanto segue:


È consentito il trasferimento di contanti e titoli al portatore tra soggetti diversi solamente quando il valore oggetto del trasferimento è inferiore a 5.000 euro.


Non sono consentiti i trasferimenti, di importo inferiore alla citata soglia, quando sono artificiosamente frazionati allo scopo di eludere la legge.


È consentita l’emissione di assegni bancari e postali, assegni circolari e vaglia postali e cambiari liberi per importi inferiori a 5.000 euro.


Viene confermato che, ai sensi dell’articolo 49, comma 10 del DLgs 23 1/2007, il rilascio di assegni bancari, circolari, vaglia cambiari o postali in forma libera, di importo inferiore a 5.000 euro, è consentito soltanto previa richiesta in forma scritta e pagamento dell’imposta di bollo di 1,50 euro per singolo modulo di assegno o vaglia.


Gli assegni utilizzati, anche per la medesima transazione, non sono cumulabili ai fini del calcolo dell’importo totale del trasferimento.


La soglia è intesa soltanto per il singolo assegno.


Gli assegni bancari e postali per importi pari o superiori a 5.000 euro devono recare l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario.


Gli assegni emessi all’ordine del traente (i cd. assegni “a me medesimo”) non possono circolare, qualunque sia l’importo: l’unico utilizzo possibile è la girata per l’incasso allo stesso nome del traente/beneficiano.


I libretti che eccedano tale soglia al 31 maggio 2010 dovranno essere ricondotti al di sotto di 5.000 euro entro il 30 giugno 2011.


I libretti circolanti aventi un saldo pari o superiore alla citata soglia potranno essere trasferiti prima di tale data, a condizione di essere stati riportati a un saldo inferiore a 5.000 euro.


Le sanzioni applicabili sono state parzialmente modificate: il nuovo comma 8 dell’art. 58 del DLgs 231/2007 fissa a 3.000 euro l’importo minimo della sanzione.


Questo valore di partenza per le sanzioni amministrative è applicabile a prescindere dalla tipologia di trasferimento in contanti o a mezzo assegni o titoli al portatore.


L’intento è di scoraggiare l’uso di strumenti di pagamento anonimi che possono favorire il riciclaggio e l’evasione fiscale.


In merito alle sanzioni applicabili, viene precisato quanto segue:


Per tutti i trasferimenti di importo tra 5.000 e 50.000 euro, avvenuti in violazione dei commi 1, 5, 6 e 7 dell’art. 49 del decreto legislativo 231/2007, si applica una sanzione compresa tra l’1% e il 40% cento dell’importo trasferito. La sanzione non potrà comunque essere inferiore a 3.000 euro.


Per i trasferimenti di importo superiore a 50.000 euro, avvenuti in violazione delle suddette disposizioni, si applica una sanzione compresa tra il 5% (cinque volte il minimo percentuale, che per tali violazioni è dell’1%) e il 40% dell’importo trasferito, fermo restando che l’importo della sanzione non potrà essere inferiore a 3.000 euro.


Esempio 1 (per il comma 5 dell’art. 49):


– per il trasferimento di un assegno bancario di 55.000 euro, privo della clausola di non trasferibilità, la sanzione minima prevista è pari a 3.000.


Esempio 2 (per il comma 5 dell’art. 49):


– per il trasferimento di un assegno bancario di 100.000 euro, privo della clausola di non trasferibilità, applicando la sanzione minima del 5%, la somma da pagare è di 5.000 euro.


Esempio 3 (per il comma 5 dell’art. 49):


– per il trasferimento di un assegno bancario di 200.000 euro, privo della clausola di non trasferibilità, applicando la sanzione minima del 5%, la somma da pagare è di 10.000 euro.


Resta in vigore la possibilità, per le violazioni dei commi 1, 5 e 7 dell’art. 49, per transazioni di importo non superiore a 250.000 euro, di effettuare un pagamento in misura ridotta (oblazione), pari al 2% dell’importo (doppio del minimo edittale) ai sensi dell’art 60 dello stesso decreto.


Il pagamento, da effettuarsi entro 60 giorni dall’avvenuta notifica della contestazione, definisce e chiude il procedimento sanzionatorio.


Per gli assegni trasferiti in violazione del comma 6 dell’art. 49, la sanzione si applica anche per importi inferiori a 5.000 euro (gli assegni al traente non possono circolare).


Per questa violazione non è prevista la facoltà di oblare.


Un esempio per il comma 6 dell’art. 49:


– per il trasferimento di un assegno bancario di 1.000 euro, emesso all’ordine del traente, la sanzione minima è comunque di 3.000 euro.


Per le violazioni dei commi 12, 13, 14, 18 e 19 dell’art. 49, per importi superiori a 50.000 euro, le sanzioni minime e massime sono aumentate del 50%.


Peraltro, viene precisato che violazioni riguardanti tale inasprimento interessano anche i trasferimenti effettuati tramite esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento, nella forma dell’incasso e trasferimento di fondi, limitatamente alle operazioni per le quali si avvalgono di agenti in attività finanziaria (money transfer), come specificato nei commi 18 e 19 dell’art. 49.


Un esempio per il comma 12 dell’articolo 49 per importi fino a 50.000 euro:


– per un libretto al portatore con saldo di 50.000 euro la sanzione minima a carico del possessore è di 10.000 euro (pari al 20%), quella massima è di 20.000 euro (pari al 40%).


Un secondo esempio per il comma 12 per importi superiori a 50.000 euro:


– per un libretto al portatore con saldo di 60.000 euro la sanzione minima a carico del possessore è di 18.000 euro (pari al 30%), quella massima di 36.000 euro (pari al 60%).


Obblighi di comunicazione al Ministero dell’Economia e Finanze


La riduzione dell’importo massimo da 12.500 euro a 5.000 euro interessa anche i professionisti tenuti ad osservare gli adempimenti in materia di antiriciclaggio.


Si tratta di Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Consulenti del lavoro, Notai, ecc.


Infatti se in relazione ai loro compiti di servizio hanno notizia dell’infrazione dei predetti divieti devono effettuare un’apposita comunicazione entro 30 giorni al Ministero dell’Economia e delle Finanze.


In caso di omessa comunicazione dell’infrazione il professionista si vede applicare la sanzione di tipo amministrativo variabile dal 3% al 30% dell’importo dell’operazione, del saldo del libretto ovvero del conto (art. 58, comma 7 D.Lgs n. 231/2007).


Ad es. un Commercialista é tenutario delle scritture contabili (contabilità ordinaria);


– viene a conoscenza della circostanza che il suo cliente ha effettuato il pagamento di una fattura in contanti per un importo superiore al limite consentito (che è di 5.000 euro);


– la circostanza emerge proprio dagli adempimenti connessi alla tenuta della contabilità;


– il professionista é quindi obbligato, se intende evitare nei suoi confronti l’irrogazione di una sanzione dal 3% al 30% a segnalare l’infrazione al Ministero dell’Economia e delle finanze.


L’obbligo potrebbe non scattare nell’ipotesi in cui la contabilità sia di tipo semplificato e quindi qualora non necessiti della rilevazione degli incassi e dei pagamenti.


La disposizione che individua gli obblighi del professionista precisa che la notizia dell’infrazione deve essere appresa in relazione ai compiti di servizio assolti dal medesimo e nei limiti delle attribuzioni.


Pertanto nel caso di tenuta della contabilità semplificata potrebbe verificarsi che il professionista sia nella concreta impossibilità di rilevare il pagamento in contante della predetta fattura oltre la soglia.


In caso di infrazioni riguardanti gli assegni bancari, assegni circolari, libretti al portatore o titoli similari, la comunicazione deve essere effettuata dalla banca o da Poste italiane che li accetta in versamento.


 
























                     Manovra 2010 antiriciclaggio (D.L. n. 78/2010)


Art. 20


Con decorrenza dal 31 maggio 2010 il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali o titoli al portatore, tra soggetti diversi, può essere effettuato solo se il valore dell’operazione è inferiore a 5.000 euro


Art. 20


I libretti di deposito bancari o postali al portatore dovranno essere estinti ovvero il loro saldo dovrà essere ridotto ad una somma inferiore a 5.000 euro entro il 30 giugno 2011


Art. 20


Per tutti i tipi di violazioni la sanzione minima è stata elevata a 3.000 euro;


per le violazioni che riguardano il trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali o titoli al portatore tra soggetti diversi, o l’emissione di assegni bancari o postali senza l’indicazione del beneficiario o la clausola di non trasferibilità (con valore dell’operazione pari o superiore a 5.000 euro); per l’emissione di assegni bancari o postali a favore del traente girati a terzi anzichè direttamente per l’incasso a banche o Poste italiane; per l’emissione di assegni circolari, vaglia postali o cambiari senza l’indicazione del beneficiario o la clausola di non trasferibilità, la sanzione minima viene aumentata di cinque volte nel caso in cui ci sia stato un trasferimento di denaro per importi superiori ai 50.000 euro;


 per la violazione relativa al possesso di libretti di deposito bancari o postali al portatore, con saldo pari o superiore a 5.000 euro; per la mancata comunicazione alla banca alle poste italiane entro 30 giorni dei dati identificativi del cessionario, l’accettazione dello stesso e la data del trasferimento nel caso di trasferimento di tali libretti; per le violazioni relative al trasferimento di denaro contante effettuate da intermediari, le sanzioni minime e massime sono aumentate del 50% nel caso in cui le violazioni interessino importi superiori a 50.000 euro


Art. 36


il ministero delle Finanze con proprio decreto individuerà una lista di Paesi a rischio riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o mancanti di un adeguato scambio di informazioni anche in materia fiscale.


La maggior parte dei soggetti tenuti ad osservare le disposizioni in materia di antiriciclaggio sono tenuti ad astenersi dall’instaurare un rapporto continuativo, eseguire operazioni o prestazioni professionali, ovvero porre fine ai rapporti già in essere con “parti” aventi sede nei Paesi individuati con il predetto decreto.


Art. 36


Si considera elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non viene violato il limite di 5.000 euro;


si considera elemento di sospetto il prelievo o il versamento in contante con intermediari finanziari di importo pari o superiore a 15.000 euro.


Art. 37


Gli operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi ‘‘black list’’, per partecipare alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici relativi a lavori devono essere autorizzati dal ministero dell’Economia e delle finanze.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


30 agosto 2010

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