Studi di settore: novità per il periodo d’imposta 2009

Studi di settore: Novità per il periodo d’imposta 2009


 


L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 34/E del 18 giugno 2010 ha fornito tanti chiarimenti sulle principali novità relative agli studi di settore in vigore nel periodo d’imposta 2009.


Con decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2010 sono stati approvati 69 studi di settore (il cui elenco viene riportato nell’allegato n. 1 della citata circolare), che costituiscono la revisione di altrettanti studi precedentemente in vigore.


In particolare, i complessivi 69 studi interessati dalla prima o dalla seconda revisione riguardano le evoluzioni di:


– 12 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;


– 24 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi;


– 12 studi relativi ad attività professionali;


– 21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.


Il decreto del 12 marzo 2010, per le attività professionali, ha, inoltre, previsto che, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, gli studi di settore UK02U, UK06U e UK17U sono approvati definitivamente; per tali studi, pertanto, é cessato il regime di applicazione monitorata.


Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2010 sono stati inoltre approvati:


– 3 nuovi specifici indicatori territoriali;


– l’aggiornamento di alcune aree territoriali omogenee;


– l’aggiornamento dei minimi provinciali per gli studi di settore delle attività professionali.


I 69 studi approvati con decreti del 12 marzo 2010 non si applicano nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi o ricavi di ammontare superiore a euro 5.164.569.


L’evoluzione è stata condotta analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2007 (tranne lo studio VK04U – Attività degli studi legali, che è stato elaborato anche sui dati 2008).


Altresì, sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, e riguardano in specie:


– l’analisi discriminante;


– l’analisi di coerenza;


– l’analisi della normalità economica;


– l’analisi della congruità.


Con riferimento all’analisi di coerenza, le Note tecniche e metodologiche relative ai nuovi studi indicano, per ogni cluster, i valori di soglia degli indicatori di coerenza, mentre, per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, oltre alle modalità di funzionamento dei relativi indicatori, sono state esplicitate anche:


– le formule di calcolo degli indicatori;


– i valori di soglia degli indicatori di normalità economica, suddivisi per cluster;


– le modalità di distribuzione.


Tenuto conto del parere della Commissione, è stata approvata con decreto ministeriale 20 maggio 2010, la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2009, che si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 69 nuovi studi che gli altri 137 studi già in vigore.


Per le nuove versioni degli studi, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2009, vengono segnalate le principali novità, rinviando nell’allegato n. 3 alla neo circolare il commento analitico delle principali novità concernenti i singoli studi.


Le novità degli studi di settore per il periodo d’imposta 2009


Le principali novità in materia di studi di settore applicabili all’annualità 2009, a parte gli interventi correttivi finalizzati a cogliere la particolare congiuntura economica sono da individuare nella deroga al termine di approvazione, nell’approvazione di nuove analisi di territorialità, nell’elaborazione del primo studio su base regionale e nella nuova modalità di stima dell’apporto fornito dai soci amministratori.


I nuovi termini di approvazione degli studi di settore


Il D.L. n. 194 del 30.12.2009 (“Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”) ha modificato, con riguardo ai periodi d’imposta 2009 e 2010, i termini entro cui deve avvenire la pubblicazione degli studi di settore nella Gazzetta Ufficiale ciò al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica e dei mercati per gli anni 2009 e 2010 il termine entro il quale gli studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale è fissato rispettivamente al 31 marzo 2010 ed al 31 marzo 2011”.


L’approvazione di nuove analisi della territorialità specifica e l’aggiornamento di alcune aree territoriali omogenee e dei minimi provinciali per gli studi di settore delle attività professionali


Con il decreto ministeriale 12 marzo 2010 sono state approvate tre nuove analisi delle territorialità specifiche che hanno consentito l’individuazione di indicatori territoriali in relazione ai quali differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore e renderli sempre più aderenti alla realtà economica cui le imprese si riferiscono.


In particolare, le predette analisi delle territorialità specifiche fanno riferimento, rispettivamente, ai seguenti indicatori:


– “livello delle retribuzioni”;


– “livello del reddito disponibile per abitante”;


– “livello delle quotazioni immobiliari”.


Il primo indicatore, individuato a livello provinciale, consente di tener conto della diversa incidenza del costo delle retribuzioni sulla determinazione dei ricavi, in relazione alle specifiche realtà territoriali.


L’indicatore relativo al “livello del reddito disponibile per abitante” consente di tener conto della capacità dei contribuenti a produrre ricavi/compensi, in funzione dei diversi livelli di benessere e grado di sviluppo economico che caratterizzano il luogo in cui svolgono l’attività.


Tale indicatore è stato individuato per tutti i comuni, nonché per ciascun provincia e ciascuna regione.


L’ultimo indicatore, relativo al “livello delle quotazioni immobiliari”, individuato in particolare per gli studi di settore UG69U (Costruzioni) e UG40U (Valorizzazione immobiliare), consente di differenziare il territorio nazionale sulla base dei valori di mercato


degli immobili per comune, provincia, regione e aree territoriali.


L’individuazione dei tre specifici indicatori territoriali dovrebbe permettere il loro utilizzo nelle funzioni di regressione dei 69 studi in evoluzione dal 2009, garantendo una sempre più precisa stima dei ricavi/compensi.


Il citato decreto ministeriale 12 marzo 2010 ha approvato, altresì, l’aggiornamento:


1) delle aree territoriali omogenee, modificate a seguito dell’istituzione di altre 4 province nella regione Sardegna (Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra, Olbia-Tempio) delle province di Fermo, Monza-Brianza, e Barletta-Andria-Trani, della modifica della provincia di Rimini e dell’istituzione del comune di Campolongo Tapogliano, con la conseguente soppressione dei preesistenti comuni;


2) dei minimi provinciali per gli studi di settore TK29U (Studi di geologia), UK01U (Attività degli studi notarili), UK02U (Studi di ingegneria), UK06U (Revisori contabili, periti e consulenti) e UK17U (Periti industriali), integrate per effetto dell’istituzione delle citate nuove province.


Elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale: lo studio di settore UG69U


Lo studio UG69U – Costruzioni rappresenta la prima elaborazione degli studi di settore su base regionale prevista dall’art. 83, commi 19 e 20, del D.L. n. 112 del 2008.


Tale disposizione prevede, in particolare, che “in funzione dell’attuazione del federalismo fiscale, a decorrere dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore […] vengono elaborati, sentite le associazioni professionali e di categoria, anche su base regionale o comunale, ove ciò sia compatibile con la metodologia prevista dal comma 1” dell’articolo 62-bis del decreto legge n. 331 del 1993.


Il nuovo studio delle costruzioni rappresenta una innovazione per la nuova metodologia su base “regionale” adottata.


In particolare, l’elaborazione dello studio di settore su base regionale ha consentito di prendere in esame, distintamente, le singole imprese sulla base della loro localizzazione, allo scopo di analizzare le realtà imprenditoriali più simili tra loro sotto il profilo territoriale.


Allo stesso tempo, è stato necessario che la numerosità delle imprese riconducibili ad un determinato cluster fosse sufficientemente alta, al fine di garantire la significatività statistica del dato analizzato.


L’effetto congiunto di tali aspetti dell’analisi – regionalizzazione, da una parte, e diminuzione della numerosità dei cluster, dall’altra – ha permesso, di fatto, considerando i cluster suddivisi per regione, l’individuazione di ben 408 differenti gruppi omogenei di imprese.


I gruppi omogenei sono stati definiti sulla base dei seguenti elementi strutturali:


– Dimensione e struttura;


– Specializzazione;


– Modalità di acquisizione lavori;


– Modalità di realizzazione lavori;


– Tipologia dell’attività;


– Tipologia della clientela.


Per ogni gruppo omogeneo e per ciascuna regione sono state definite le funzioni di ricavo.


Complessivamente, quindi, sono state determinate 408 “funzioni regionali” di ricavo.


Altra novità rilevante è il percorso seguito, in relazione al citato studio UG69U, in merito alla valutazione dei risultati forniti dallo studio stesso, che ha visto attivamente coinvolti, oltre alle organizzazioni di categoria, anche gli Osservatori Regionali, integrati come disposto dal decreto ministeriale 19 maggio 2009 con un rappresentante dell’ANCI.


La gestione dei soci amministratori


Per 61 dei 69 studi evoluti per il periodo d’imposta 2009, è stata introdotta una nuova modalità di stima dell’apporto dei soci amministratori ai fini della determinazione presuntiva dei ricavi basata sugli studi di settore.


La novità riguarda, in particolare, tutti i nuovi studi relativi alle attività economiche dei settori delle manifatture, dei servizi e del commercio, e, nell’ambito degli studi relativi ad attività professionali evoluti per il periodo d’imposta 2009, dei seguenti studi (che gestiscono le relative attività, sia svolte in forma di impresa che di lavoro autonomo):


TK30U – Attività di cartografia e aerofotogrammetria, UK19U – Fisioterapia, UK23U – Servizi veterinari, VK21U – Attività degli studi odontoiatrici.


Nell’ambito di tali studi, indipendentemente dalla modalità di relazione intrattenuta dai soci amministratori con la società (collaborazione coordinata e continuativa, ecc.), è stata adottata la metodologia di stima fondata sulle “teste”, normalizzate in base alla percentuale di lavoro prestato, in luogo di quella fondata sulle “spese” sostenute per la remunerarazione dell’attività da essi prestata.


Gli indicatori di normalità economica


I 69 studi di settore evoluti prevedono gli indicatori di normalità economica elaborati, in sostituzione di quelli elaborati in precedenza, che da quest’ultima evoluzione cessano di trovare applicazione.


I citati indicatori, che partecipano alla determinazione dei ricavi/compensi stimati, hanno, analogamente a quelli individuati per gli studi di settore approvati a decorrere dai periodi d’imposta 2007 e 2008, l’obiettivo di dissuadere i contribuenti da una compilazione non corretta dei modelli e contrastare così i fenomeni di “infedele dichiarazione” dei dati.


Tali indicatori costituiscono un valido supporto all’Amministrazione Finanziaria nell’attività di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo.


Revisione congiunturale speciale degli studi di settore


L’articolo 8 del decreto legge n. 185 del 2008 ha previsto una “revisione congiunturale speciale” degli studi di settore.


In attuazione di tale disposizione e per sterilizzare gli effetti causati dalla crisi sulla realtà delle piccole e medie imprese e dei professionisti cui si applicano gli studi, il decreto ministeriale del 20 maggio 2010 ha introdotto quattro tipologie di correttivi.


Tali correttivi sono stati sottoposti alla Commissione degli esperti, la quale, nella riunione del 31 marzo 2010, ha espresso parere favorevole sulla loro idoneità a cogliere gli effetti della particolare congiuntura economica.


Al fine di realizzare la revisione congiunturale in oggetto, le informazioni già presenti nella Banca dati degli studi di settore sono state integrate attraverso un’attenta analisi delle pubblicazioni e delle informazioni fornite da fonti quali:


– Banca d’Italia;


– Istituto nazionale di statistica (ISTAT);


– Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE);


– Prometeia;


– Ministero dello Sviluppo Economico;


– Assoreti.


Al fine di aggiornare al 2009 i trend economici dei singoli modelli organizzativi (cluster), anche in relazione al territorio, le informazioni contenute nella Banca dati degli studi di settore sono state integrate con i dati relativi alle comunicazioni ed alle dichiarazioni annuali IVA, presentate entro lo scorso mese di febbraio.


Inoltre, sono state acquisite, per il tramite delle Organizzazioni di Categoria, informazioni di natura strutturale e contabile al fine di riscontrare, su esempi reali, il grado di efficacia degli interventi correttivi individuati.


Sulla base delle analisi svolte in relazione alle diverse fonti informative e tenuto conto delle valutazioni degli Osservatori regionali, sono state apportate opportune modifiche all’analisi di normalità economica e sono stati introdotti specifici correttivi, da applicare ai risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore, che prendono in considerazione alcune grandezze e variabili economiche e le relative relazioni, modificate a seguito della crisi economica verificatasi nel corso del 2009, tra cui:


– le contrazioni più significative dei margini e delle redditività;


– il minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari;


– gli andamenti congiunturali negativi intervenuti nell’ambito dei diversi settori, anche in relazione al territorio;


– la ritardata percezione dei compensi da parte dei professionisti a fronte delle prestazioni rese.


In attuazione dell’art. 8 del D.L. n. 185 del 2008 sono stati, pertanto, definiti i seguenti correttivi:


1. relativi all’analisi della normalità economica;


2. specifici per la crisi;


3. congiunturali di settore;


4. congiunturali individuali.


I correttivi sopra indicati agiscono secondo un meccanismo che può essere definito “a cascata” e che prevede l’applicazione in sequenza dei correttivi a partire da quello di cui al punto 1.


In particolare, i correttivi di cui ai punti 2, 3 e 4, che si attivano automaticamente, indipendentemente dal posizionamento rispetto all’analisi di normalità economica, sono applicati ai soggetti che presentano nel periodo d’imposta 2009 ricavi/compensi ai fini della congruità inferiori al ricavo/compenso puntuale di riferimento derivante dall’applicazione dell’analisi di congruità e di normalità economica, quest’ultima come modificata a seguito


degli interventi correttivi di cui al punto 1.


Correttivi relativi all’analisi della normalità economica


Nei confronti dei soggetti che presentano una riduzione dei ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità per il periodo d’imposta 2009, rispetto a quelli relativi al periodo d’imposta 2008, è stato previsto per l’indicatore “Durata delle scorte” (cosiddetti INE “a regime”), un adattamento della soglia massima finalizzato a tener conto dell’incremento di rimanenze finali riconducibile alla crisi economica.


Per i soggetti che rimangono non normali anche dopo l’applicazione delle nuove soglie di normalità di tale indicatore, il maggior costo del venduto, che costituisce il parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, viene diminuito dell’incremento delle rimanenze finali riconducibile alla crisi economica.


Per l’applicazione di tale correttivo è stata prevista l’introduzione, nel quadro X – Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, del modello per la comunicazione dei dati, di un apposito rigo in cui viene richiesta l’informazione relativa ai Ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità relativi al periodo d’imposta 2008.


Correttivi specifici per la crisi


I correttivi in argomento sono finalizzati ad adeguare, per il periodo d’imposta 2009, i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore rispetto agli effetti collegati con la crisi economica e dei mercati.


Per lo studio di settore TG91U, relativo agli agenti, mediatori e periti assicurativi, promotori e agenti finanziari e mediatori creditizi, è stato predisposto, analogamente a quanto avvenuto per il periodo di imposta 2008, un particolare procedimento per tener conto dell’impatto della crisi che ha investito i mercati finanziari nel 2009.


In particolare, è stato introdotto un apposito fattore correttivo da applicare, per il periodo d’imposta 2009, alla variabile “Dimensione del portafoglio prodotti”.


Anche per lo studio di settore UM04U, relativo alle farmacie, è stato predisposto un procedimento analogo a quello realizzato per il 2008 al fine di tener conto della riduzione dei ricavi dovuta alla liberalizzazione del prezzo di vendita di medicinali SOP e automedicazione/OTC.


Per i seguenti studi di settore dei professionisti, che applicano funzioni di compenso basate sul numero degli incarichi:


– TK29U – Studi di geologia;


– UK01U – Studi notarili;


– UK02U – Studi di ingegneria;


– UK06U – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi;


– UK17U – Periti industriali;


– UK23U – Servizi di ingegneria integrata;


– UK24U – Consulenza agraria fornita da agrotecnici e periti agrari;


– UK25U – Consulenza agraria fornita da agronomi;


– VK03U – Attività tecniche svolte da geometri;


– VK04U – Studi legali;


– VK05U – Servizi forniti da dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro;


– VK18U – Studi di architettura;


è stato predisposto un particolare correttivo, che può essere applicato dai soggetti che presentano compensi dichiarati ai fini della congruità inferiori al maggior valore tra i compensi dichiarati ai fini della congruità per i periodi d’imposta 2007 e 2008, per tener conto della ritardata percezione dei compensi da parte dei professionisti a fronte delle prestazioni rese.


Il correttivo è stato individuato a seguito dell’analisi della relazione esistente tra l’andamento dei compensi dichiarati, il posizionamento rispetto all’analisi di congruità e la percentuale di compensi relativi ad incarichi iniziati e completati nell’anno.


L’applicazione di tale correttivo determina un valore di riduzione dei compensi stimati, inversamente proporzionale alla percentuale di compensi relativi agli incarichi iniziati e completati nell’anno.


Per lo studio di settore VK21U, relativo alle attività degli studi odontoiatrici, è stato predisposto un particolare procedimento per tener conto degli effetti del progetto “Odontoiatria sociale”, che ha l’obiettivo di favorire l’accesso alle cure odontoiatriche a particolari categorie svantaggiate, invitando i professionisti ad applicare un onorario ridotto rispetto a quelli mediamente praticati.


Per lo studio di settore UG44U, relativo agli Alberghi e affittacamere, è stato individuato, nell’ambito dei correttivi specifici per la crisi, un correttivo riferito alla variabile “Altri costi per servizi”.


L’applicazione di tale correttivo determina un valore di riduzione dei ricavi stimati, calcolato come differenza tra il ricavo puntuale derivante dall’applicazione della analisi di congruità sui dati dichiarati e il ricavo puntuale ricalcolato utilizzando nella funzione di regressione la variabile “Altri costi per servizi” al netto delle “Spese per manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione relative agli immobili”.


Dalle analisi effettuate, l’incidenza delle “Spese per manutenzione, riparazione,


ammodernamento e trasformazione relative agli immobili” risulta, per il settore alberghiero, particolarmente rilevante e penalizzante in termini di stima dei ricavi.


Infine, per lo studio di settore UG68U, relativo al trasporto merci su strada, sono stati approvati due correttivi specifici per la crisi, uno relativo al credito d’imposta per caro petrolio ed un altro afferente il familiare che svolge esclusivamente attività di segreteria.


L’applicazione di tali correttivi determina un valore di riduzione dei ricavi stimati, calcolato come differenza tra il ricavo puntuale derivante dall’applicazione della analisi di congruità sui dati dichiarati e il ricavo puntuale ricalcolato utilizzando nella funzione di regressione:


– la variabile “Costo per carburanti e lubrificanti” al netto dell’“Ammontare del credito d’imposta per caro petrolio”;


– la variabile “Collaboratori dell’impresa familiare e coniuge dell’azienda coniugale e familiari diversi (numero normalizzato)” al netto del contributo del familiare che svolge esclusivamente attività di segreteria.


Correttivi congiunturali di settore


I correttivi congiunturali di settore sono stati previsti per 147 dei 206 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2009.


Per tali studi di settore sono stati individuati specifici coefficienti correttivi congiunturali, calcolati per singolo modello organizzativo (cluster).


I valori di tali correttivi sono stati determinati sulla base dell’analisi per gruppo omogeneo (cluster) dell’andamento dei conti economici e del valore dei beni strumentali “mobili” rispetto all’anno cui si riferiscono i dati presi a base per l’evoluzione dello specifico studio e, nel caso di riduzione dei margini e della redditività o di minor grado di utilizzo degli impianti e dei macchinari, sulla base di una valutazione comparativa dell’andamento dei ricavi/compensi dichiarati e stimati.


Per lo studio di settore UG69U, costruito su base regionale, i correttivi sono stati definiti per ogni regione.


L’applicazione di tali correttivi determina un valore di riduzione dei ricavi o compensi stimati, da considerarsi in valore assoluto, calcolato moltiplicando il ricavo o compenso puntuale derivante dall’applicazione della sola analisi di congruità per i coefficienti congiunturali di settore previsti per lo studio, ponderati con le probabilità di appartenenza ai gruppi omogenei (cluster).


Correttivi congiunturali individuali


L’applicazione del correttivo congiunturale individuale determina un valore di riduzione dei ricavi o compensi stimati calcolato moltiplicando il ricavo o compenso puntuale di riferimento, derivante dall’applicazione dell’analisi della congruità, per un coefficiente di ponderazione che tiene conto sia della contrazione dei ricavi/compensi dichiarati non spiegata dai correttivi congiunturali di settore, sia del fatto che la rigidità del modello di stima degli studi di settore aumenta in modo più che proporzionale al crescere della riduzione dei ricavi/compensi dichiarati.


I correttivi congiunturali individuali sono stati previsti per tutti i 206 studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2009 e possono essere applicati dai soggetti che presentano, per tale periodo d’imposta, ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità inferiori ai ricavi/compensi storici di riferimento, individuati come segue:


– per gli studi di settore UD07A, UD07B, UD08U, UD13U, UD14U, UD18U, UD21U, UD33U, sono i ricavi dichiarati ai fini della congruità per il periodo d’imposta 2005;


– per lo studio di settore UM05U, sono pari alla media dei ricavi dichiarati ai fini della congruità per i periodi d’imposta 2006, 2007 e 2008;


– per i restanti 197 studi di settore, si tratta del maggior valore tra i ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità per i periodi d’imposta 2007 e 2008.


I correttivi adeguano la flessibilità del modello degli studi di settore con riferimento a quei soggetti che hanno presentato nel 2009 una situazione di crisi, manifestatasi con una contrazione di ricavi o compensi, superiore rispetto a quella riscontrata per i modelli organizzativi (cluster) di assegnazione e, pertanto, non interamente colta dai correttivi congiunturali di settore.


A tal fine sono stati individuati, per ogni modello organizzativo (cluster), dei coefficienti congiunturali strutturali e, con riferimento alle analisi della territorialità, dei coefficienti congiunturali territoriali.


In particolare, per gli studi di settore non evoluti nel periodo d’imposta 2009 sono stati confermati i coefficienti congiunturali individuali già approvati per la revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo d’imposta 2008.


Invece, per gli studi:


– UD07A – Fabbricazione di articoli di calzetteria a maglia;


– UD07B – Confezione ed accessori per abbigliamento;


– UD08U – Fabbricazione di calzature;


– UD13U – Finissaggio dei tessili;


– UD14U – Lavorazione della lana;


– UD18U – Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta;


– UD21U – Fabbricazione e confezionamento di occhiali comuni e da vista;


– UD33U – Settore orafo;


– UM05U – Commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature;


per cui è già prevista in fase di approvazione l’applicazione del correttivo congiunturale strutturale, sono stati confermati i coefficienti congiunturali territoriali già approvati per la revisione congiunturale speciale per il periodo d’imposta 2008.


Infine, per i 69 studi di settore evoluti nel periodo d’imposta 2009 sono stati individuati dei coefficienti congiunturali analizzando un insieme di contribuenti che hanno applicato gli studi per i periodi d’imposta 2007-2008.


In particolare, per ogni modello organizzativo (cluster) sono stati dapprima definiti i valori dei coefficienti congiunturali strutturali sulla base del confronto tra i tassi di variazione (2008 rispetto al 2007) dei ricavi/compensi dichiarati e dei ricavi/compensi teorici.


Successivamente, per ogni area territoriale omogenea sono stati definiti i valori dei coefficienti congiunturali territoriali sulla base del confronto tra i tassi di variazione (2008 rispetto al 2007) dei ricavi/compensi dichiarati e dei nuovi ricavi/compensi teorici.


Per cogliere le differenze territoriali, sono state utilizzate le analisi delle territorialità definite nell’ambito dell’applicazione degli studi di settore.


Per le attività economiche del settore del commercio sono stati utilizzati i risultati dello studio relativo alla “territorialità del commercio”, mentre per le attività economiche del comparto manifatturiero, dei servizi e delle professioni sono stati utilizzati i risultati dello studio relativo alla “territorialità generale”.


L’utilizzo retroattivo degli studi evoluti e di quelli “integrati” in fase accertativa


Gli studi di settore evoluti possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento, ove più favorevoli al contribuente ed a richiesta del medesimo, anche con riguardo a periodi d’imposta precedenti quello della loro entrata in vigore.


Come è noto “in sede di contraddittorio, l’Ufficio dovrà attentamente valutare, caso per caso, l’eventuale accoglimento della richiesta avanzata dai contribuenti di far valere le risultanze dello studio di settore evoluto per giustificare scostamenti tra l’ammontare dei ricavi dichiarati e quelli presunti in base alla precedente versione dello stesso studio.


In particolare, l’Ufficio avrà cura di verificare se effettivamente il nuovo studio evoluto sia in grado di poter meglio valutare la posizione del contribuente anche per i periodi d’imposta precedenti e con riferimento alle medesime attività esercitate e previste nello studio evoluto”.


Quindi, le risultanze degli studi di settore approvati in evoluzione con il decreto ministeriale 12 marzo 2010 potranno pertanto essere utilizzate, oltre che per i periodi d’imposta 2009 e seguenti, anche per quelli precedenti al 2009, ove ciò venga chiesto dal contribuente.


Ovviamente, tale possibilità di utilizzo retroattivo è esclusa per le risultanze che derivino dagli studi in parola, così come integrati dagli interventi correttivi apportati dal decreto 20 maggio 2010, in quanto in tal caso le risultanze tengono conto degli effetti della crisi economica del 2009, non applicabili con riguardo ad annualità precedenti.


Analoga conclusione vale per tutti i restanti studi, non in evoluzione per il 2009, per i quali pure operano i correttivi introdotti dal citato decreto ministeriale 20 maggio 2010.


Anche per tali studi è infatti da escludere che le risultanze della loro applicazione con riguardo al periodo d’imposta 2009, le quali tengono conto degli effetti della crisi mediante gli interventi correttivi, possano avere alcun valore retroattivo.


In definitiva, le risultanze degli studi che tengono conto dei correttivi di cui al decreto 20 maggio 2010 si applicano, ai fini dell’accertamento, per il solo periodo d’imposta 2009.


Gli indicatori di normalità economica “a regime”


Gli studi evoluti per il 2009, prevedendo gli indicatori di normalità economica superano i precedenti INE.


Per quanto attiene alle risultanze dell’applicazione dell’analisi di congruità e dell’analisi di normalità economica fondata sugli indicatori di normalità economica, la circolare n. 38/E del 12 giugno 2007 ha evidenziato che “nel triennio 2007-2009 tutti gli studi vigenti per il periodo d’imposta 2006 saranno sottoposti gradualmente a revisione.


Pertanto, gli Uffici dovranno sempre valutare, nella fase del contraddittorio, i risultati derivanti dalla applicazione degli studi revisionati anche sulla base dell’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998 e, ove più favorevoli al contribuente, utilizzarli in luogo di quelli ottenibili con l’applicazione degli studi che tengono conto degli indicatori di normalità economica approvati con il decreto ministeriale del 20 marzo 2007”.


Le principali novità della modulistica studi di settore 2009


In relazione alle novità degli studi di settore e delle disposizioni tributarie applicabili, sono state apportate modifiche alla modulistica e alle modalità di compilazione della stessa.


In particolare, tali novità hanno comportato la necessità di modificare, tra l’altro, il quadro del personale addetto all’attività, i quadri contabili F e G, nonché le relative istruzioni.


Oltre alle modifiche citate è stato necessario predisporre i quadri Z per la raccolta delle informazioni utili ai fini della revisione degli studi di settore prevista per il 2011 e le modifiche ai quadri X, finalizzati all’acquisizione dei dati per l’applicazione dei correttivi per il periodo d’imposta 2009.


Le novità del quadro A


Per adeguare la modulistica fiscale alla nuova metodologia di stima adottata per gli studi evoluti per il periodo d’imposta 2009, è stato variato il quadro A – Personale addetto all’attività – dei relativi modelli.


In particolare, il predetto quadro è stato interessato dalle seguenti modifiche:


– introduzione di due nuovi righi denominati “Soci amministratori” e “Soci non


amministratori” in luogo dei precedenti “Soci con occupazione prevalente nell’impresa” e “Soci diversi da quelli di cui al rigo precedente”;


– introduzione del nuovo rigo “Associati in partecipazione”, che sostituisce quelli presenti in precedenza, denominati “Associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell’impresa” e “Associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo precedente”.


Ai fini della corretta compilazione del rigo relativo ai “Soci amministratori”, le istruzioni ai modelli evidenziano che: “Le informazioni relative all’attività inerente la qualifica di socio amministratore devono essere fornite in corrispondenza del rigo Soci amministratori indipendentemente dalla natura del rapporto intrattenuto con la società (collaborazione coordinata e continuativa, lavoro dipendente, altri rapporti).


Nella colonna relativa alla percentuale di lavoro prestato, deve essere indicata “la percentuale dell’apporto di lavoro prestato dai soci amministratori per l’attività inerente tale qualifica”.


Devono essere indicati solo i compensi corrisposti ai soci per l’attività di amministratore, al fine di consentire la determinazione presuntiva dei ricavi in base alla nuova modalità di stima di tale componente.


Qualora il socio amministratore svolga anche altre attività, per le quali riceve compensi in base a un rapporto contrattuale intrattenuto con la società (collaborazione coordinata e continuativa, lavoro dipendente, lavoro autonomo), la percentuale di lavoro prestato dal socio amministratore, da indicare nel quadro A, deve essere calcolata al netto della componente afferente l’attività per la quale si ricevono detti compensi.


In tale ipotesi l’apporto di lavoro prestato dal socio amministratore sarà valorizzato dal software GERICO secondo il seguente criterio:


– con riguardo all’attività inerente la qualifica di amministratore, sulla base della percentuale indicata nel quadro A;


– con riguardo alle altre attività (ulteriori rispetto a quella di amministratore) svolte in virtù di un rapporto contrattuale intrattenuto con la società, sulla base dei compensi indicati nel rigo F16, ovvero nel rigo F19, al netto di quelli afferenti l’attività di amministratore (indicati nei relativi campi interni).


Viceversa, nel caso in cui il socio amministratore svolga anche altre attività, oltre a quella di amministratore, per le quali non sono corrisposti compensi sulla base di un rapporto contrattuale intrattenuto con la società, la percentuale di lavoro prestato dal socio amministratore da indicare nel quadro A dovrà tenerne conto. In questa ultima ipotesi, l’apporto di lavoro prestato dal socio amministratore sarà valorizzato dal software GERICO esclusivamente sulla base della percentuale indicata nel quadro A.


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