Novità fiscali dell'1 luglio 2010: riscossione fiscale meno accelerata; registro delle Imprese: diritti annuali entro il 6 luglio 2010; il canone di locazione sull’immobile è stato abbassato dalle parti contraenti: niente obbligo di nuova registrazione alle Entrate; accertamento tributi immobiliari e aggiornamento del catasto: da oggi inadempimento sanzionato; imposta ipotecaria a doppio binario su operazioni aziendali straordinarie

 






 


Indice:


 


1) Riscossione fiscale meno accelerata ?


 


2) Registro delle Imprese: Diritti annuali entro il 6 luglio 2010


 


3) Il canone di affitto sull’immobile è stato abbassato dalle parti contraenti: Niente obbligo di nuova registrazione alle Entrate


 


4) Adempimenti contabili degli enti non commerciali


 


5) Accertamento tributi immobiliari e aggiornamento del catasto: Da oggi inadempimento sanzionato


 


6) Imposta ipotecaria a doppio binario su operazioni aziendali straordinarie: Competenza Entrate o Territorio, dipende dai casi


 


 


1) Riscossione fiscale meno accelerata ?


Sono undici gli emendamenti alla manovra presentati il 29 giugno 2010 in commissione Bilancio del Senato dalla maggioranza.


La modifica più importante riguarda le Regioni e non gli altri enti locali: L’entità dei tagli non cambia ma muta il modo di definirli, perché a deciderne la modalità saranno la Conferenza Stato-Regioni e quella Stato-Città.


Gli altri emendamenti riguardano le pensioni per le donne, il catasto, le casse private, l’Abruzzo, l’invalidità e il fisco. Proprio sul fronte del fisco viene previsto che gli accertamenti diventeranno esecutivi non più all’atto della notifica, ma trascorsi 60 giorni dalla stessa.


Raddoppia da 150 a 300 giorni il tempo in cui varrà la sospensiva.


L’art. 29 del Decreto Legge  n. 78/2010 ha riscritto la procedura di riscossione nel campo fiscale (cd. riscossione accelerata).


Sono state potenziate le attività di riscossione relative agli atti di accertamento notificati a partire dal 1° luglio 2011 e relativi ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007 e successivi.


L’avviso di accertamento, ai fini delle imposte e dell’IVA, diverrà infatti titolo esecutivo e conterrà l’intimazione ad adempiere, per cui non sarà più seguito dalla cartella di pagamento.


Gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate conterranno anche l’intimazione a pagare, entro il termine di presentazione del ricorso, gli importi negli stessi indicati ovvero, in caso di tempestiva proposizione del ricorso ed a titolo provvisorio, gli importi frazionati come stabilito dall’art. 15 DPR 602/1973.


L’art. 29, di fatto, dà all’avviso di accertamento tutte le funzioni in precedenza svolte dalla cartella di pagamento.


Dal 1° luglio, quindi, decorsi trenta giorni (forse 60 giorni a seguito dell’emendamento parlamentare presentato il 29/06/2010) dal termine di pagamento, la riscossione delle somme richieste verrà affidata all’Agente della Riscossione, «con modalità determinate con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, di concerto con il Ragioniere Generale dello Stato».


Ciò significa che Equitalia potrà procedere all’esecuzione forzata e – solo se ciò non avvenisse entro un anno dalla notifica dell’accertamento – dovrà prima notificare l’avviso di mora di cui all’art. 50 del DPR 602/73.


In ogni caso l’espropriazione dovrà essere avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento si è reso definitivo.


In caso di mancato pagamento del dovuto, l’agente per la riscossione procederà all’esecuzione forzata senza la preventiva notifica della cartella di pagamento.


L’esecuzione forzata dovrà avvenire al massimo entro due anni dal mancato pagamento.


Pertanto, ha osservato l’UNGDCEC nel proprio documento del 15/06/2010, se da una parte con tale disposizione si vuol rendere più efficiente la fase di riscossione delle somme derivanti da accertamento e ridurre il rischio di occultamento o sottrazione di attività nei confronti del creditore Fisco, dall’altra si palesa una chiara limitazione temporale alla difesa del contribuente.


Il rafforzamento della riscossione trova ulteriore supporto anche nella gestione della «sospensiva», atto con cui il contribuente può interrompere il processo esecutivo.


A parziale mitigazione per i contribuenti, gli emendamenti alla manovra fiscale hanno rivisto anche la disposizione che ha limitato a 150 giorni la durata della sospensiva dell’esecuzione che il giudice tributario può concedere in primo grado al contribuente. Il nuovo limite dovrebbe venire, infatti, fissato a 300 giorni.


 


 


2) Registro delle Imprese: Diritti annuali entro il 6 luglio 2010


Anche per il diritto camerale annuale 2010, come per le altre imposte, il termine ultimo per il versamento senza maggiorazione scade il 6 luglio.


Lo ha confermato il Ministero dello Sviluppo Economico con la nota protocollo n. 0077133 del 23 giugno 2010.


Il Ministero dello sviluppo economico, con tale nota ha, quindi, chiarito che la proroga dei versamenti delle imposte al 6 luglio 2010, disposta dal D.P.C.M. 10 giugno 2010 per i contribuenti per i quali sono stati elaborati gli studi di settore, trova applicazione anche relativamente al pagamento dei diritti annuali.


Infatti, l’art. 8, comma 2, D.M. 11 maggio 2001, n. 359 dispone che “il diritto annuale è versato dai contribuenti in un’unica soluzione …… entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto di tali imposte”.


Pertanto, la proroga del versamento del primo acconto viene contestualmente estesa anche al diritto camerale annuale.


 


 


3) Il canone di affitto sull’immobile è stato abbassato dalle parti contraenti: Niente obbligo di nuova registrazione alle Entrate


Il canone di affitto sull’immobile è stato abbassato dalle parti contraenti: Nessun problema, infatti, non occorre recarsi all’Agenzia delle Entrate per registrare tale evento.


Insomma per le locazioni al ribasso sono previste meno formalità poiché se scende il canone non c’è l’obbligo di una nuova registrazione.


L’accordo tra locatore e conduttore per ridurre il canone di locazione inizialmente pattuito non va necessariamente comunicato all’Amministrazione finanziaria.


Il ribasso del corrispettivo, infatti, non comporta il versamento di ulteriore imposta o la fine del vecchio patto, ma si limita solo a modificarne alcune parti accessorie.


A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.60/E del 28 giugno 2010, che è scaturita dalla richiesta del legale rappresentante di una società che ha concesso in locazione un immobile commerciale, accordando poi uno “sconto” sul canone.


In particolare, detta risoluzione ha precisato che la nuova versione del patto, con la locazione ribassata, non deve essere registrata in termine fisso perché non comporta né cessione, né risoluzione o proroga del vecchio contratto. Resta fermo che le parti possono sempre chiederne la registrazione volontaria, per garantire certezza all’accordo, dal momento che pattuire l’abbattimento del canone può determinare la diminuzione della base imponibile per il registro, l’Iva e le imposte sui redditi.


In questo caso, l’imposta di registro da pagare è pari a 67 euro in misura fissa.


Il versamento dell’imposta (67 euro) deve avvenire entro 30 giorni dall’evento.


Pertanto, è possibile la registrazione volontaria del nuovo patto in base all’art. 8 del Tur, il quale prevede che, anche in assenza di un obbligo di legge, “Chiunque vi abbia interesse può richiedere in qualsiasi momento, pagando la relativa imposta, la registrazione di una atto”.


La citata risoluzione ha, infine, precisato che sulla scrittura privata tra il locatore e il conduttore si applica anche l’imposta di bollo fin dall’origine, nella misura di 14,62 euro per ogni foglio.


 


 


4) Adempimenti contabili degli enti non commerciali


L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 58/2010 ha fornito chiarimenti per quanto riguarda gli obblighi contabili previsti per gli enti non commerciali, che determinano il proprio reddito forfetariamente.


L’Agenzia delle entrate precisa che gli obblighi contabili previsti per gli enti non commerciali, che determinano il proprio reddito forfetariamente, purché in possesso di determinati requisiti, restano invariati nonostante la soppressione dello speciale regime contabile semplificato previsto all’articolo 3, commi da 165 a 170, legge 662/1996 in seguito all’entrata in vigore di quello dei contribuenti minimi.


In sostanza tale abrogazione non ha avuto alcun effetto sugli adempimenti a carico degli Enti non commerciali in quanto il regime contabile semplificato abrogato era destinato alle persone fisiche esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo di minori dimensioni. Gli enti non commerciali non sono, quindi, per loro natura, tra i destinatari di tale regime


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 30 giugno 2010) 


 


 


5) Accertamento tributi immobiliari e aggiornamento del catasto: Da oggi inadempimento sanzionato


Il Decreto Legge n. 78/2010, nell’ambito dei provvedimenti a contrasto dell’evasione fiscale e contributiva, ha introdotto all’art. 19 ulteriori misure in tema di identificazione catastale degli immobili oggetto di compravendita nonché di registrazione dei contratti di locazione e affitto di immobili.


Da oggi (01 luglio 2010), l’eventuale inadempimento degli obblighi previsti comporterà una sanzione che varia a seconda dell’atto: nullità per il trasferimento, lo scioglimento e la costituzione di proprietà o altri diritti reali su fabbricato, ove non sia possibile verificare l’aggiornamento dei dati catastali e la conformità delle relative planimetrie; sanzione amministrativa da 120 a 240% dell’imposta dovuta per la registrazione dei contratti di locazione e affitto, ove non siano indicati o risultino errati i dati catastali dell’immobile.


Sono stati introdotti, inoltre, provvedimenti per contrastare il fenomeno dei c.d. “immobili fantasma”, per i quali la dichiarazione di aggiornamento va effettuata entro il 31 dicembre 2010, e l’abusivismo edilizio.


Pertanto, dal primo luglio i dati catastali risultano fondamentali per contratti di locazione e trasferimento, costituzione o scioglimento di diritti reali sugli immobili.


Trasferimento, scioglimento o costituzione di un diritto reale su fabbricato già esistente


In base all’art. 19, comma 14, gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi che hanno per oggetto il trasferimento, lo scioglimento o la costituzione di un diritto reale su un fabbricato già esistente devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in Catasto e la dichiarazione degli intestatari sulla conformità di dati catastali e planimetrie allo stato di fatto.


Prima della stipula, il notaio deve individuare gli intestatari catastali e verificare la loro conformità a quanto risulta dai registri immobiliari.


Tale formulazione elimina la nullità dell’atto nel caso in cui ci sia discordanza tra registri catastali e immobiliari.


La regolarizzazione potrà avvenire anchesuccessivamente al rogito.


Contratti di locazione e di affitto


La richiesta di registrazione dei contratti di locazione e di affitto, scritti o verbali, e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite, deve sempre riportare l’indicazione dei dati catastali degli immobili.


La loro mancata o errata indicazione è considerata fatto rilevante per l’applicazione dell’imposta di registro ed é punito con la sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.


Secondo dottrina, l’indicazione dei dati catastali nel contratto non è obbligatoria ma è opportuna.


L’Agenzia delle Entrate ha già provveduto all’aggiornamento del Modello 69 per la registrazione dei nuovi contratti di locazione, affitto o comodato successivi al 1 luglio 2010 oltre alla predisposizione del Modello CDC da utilizzare per la comunicazione dei dati catastali relativi ai beni immobili oggetto di cessione, risoluzione e proroga dei contratti di locazione o affitto già registrati alla data del 1 luglio 2010.


Aggiornamento catastale e Anagrafe Immobiliare Integrata


Per quanto riguarda l’aggiornamento catastale, l’Agenzia del Territorio il 30 settembre 2010 terminerà i rilievi degli edifici sconosciuti al Catasto c.d. “immobili fantasma”.


Entro il 31 dicembre i proprietari o titolari di altri diritti reali sugli immobili non censiti dovranno presentare all’Agenzia del Territorio una dichiarazione di aggiornamento.


Tale dichiarazione deve essere presentata anche da coloro che hanno effettuato ristrutturazioni e interventi edilizi con variazione di consistenza o cambio di destinazione.


I dati saranno a disposizione dei Comuni, che potranno avviare gli accertamenti sulla regolarità urbanistica e edilizia per individuare eventuali casi di abusivismo.


Dal 1 gennaio 2011 l’Agenzia del Territorio avrà a disposizione il telerilevamento per un monitoraggio costante.


In caso di mancata presentazione della dichiarazione, l’Agenzia attribuisce un rendita presunta ai fabbricati e provvede ai relativi accertamenti che retroagiscono nei limiti dei termini di decadenza (5 anni) con applicazione integrale di sanzioni ed interessi.


Dal 1 gennaio 2011 sarà istituita l’Anagrafe Immobiliare Integrata, gestita dall’Agenzia del Territorio, che attesterà, ai fini fiscali, lo stato di integrazione delle banche dati disponibili presso l’Agenzia del Territorio, individuando per ciascun immobile il soggetto titolare di diritti reali.


Le modalità di attuazione sono devoluti a successivi decreti ancora da emanare.


 


 


6) Imposta ipotecaria a doppio binario su operazioni aziendali straordinarie: Competenza Entrate o Territorio, dipende dai casi


Imposta ipotecaria a doppio binario: Riscossione alle Entrate sui conferimenti in società. In pista il Territorio, invece, su fusioni e scissioni.


La presenza o meno di effetti traslativi di beni immobili o di diritti reali determina la competenza a riscuotere.


La competenza alla riscossione delle imposte ipotecaria e catastale dovute per un atto di conferimento di beni immobili spetta all’Agenzia delle Entrate.


A riscuotere l’imposta ipotecaria nell’ipotesi di fusione per incorporazione di una società titolare di beni immobili provvede, invece, l’Agenzia del Territorio. Così anche in caso di scissione societaria.


Battono cassa le Entrate per l’imposta ipotecaria dovuta in caso di conferimento di un’azienda nel cui patrimonio sono presenti anche beni immobili.


Spetta all’Agenzia del Territorio, invece, riscuotere l’imposta ipotecaria sugli atti di fusione e scissione che riguardano società intestatarie di immobili.


Con le risoluzioni n. 61 e n. 62/E, del 2010 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’ambito di competenza tra i diversi enti della fiscalità.


In particolare, spetta all’Agenzia delle Entrate riscuotere l’imposta ipotecaria dovuta in caso di conferimento in una società di un’azienda individuale nel cui patrimonio sono presenti anche beni immobili.


Infatti, il Testo unico delle imposte ipotecarie e catastali (Tuic) stabilisce che gli uffici delle Entrate sono competenti per le imposte catastale e ipotecaria relative agli atti che determinano il trasferimento di beni immobili.


Sul punto anche la giurisprudenza di legittimità ha più volte affermato la natura traslativa del conferimento.


Viceversa, né la fusione, né la scissione producono effetti traslativi dei diritti immobiliari, come confermato anche da un consolidato orientamento della Corte di Cassazione.


In questo caso, l’imposta ipotecaria dovuta è, dunque, di competenza dell’Agenzia del Territorio.


Fusione per incorporazione e scissione societaria


In materia di imposizione indiretta, gli atti di fusione per incorporazione e gli atti di scissione riguardanti società intestatarie di beni immobili vanno assoggettati alle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 168 euro ciascuna (articolo 4, lettera b), della Tariffa, parte prima, allegata al Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro (Tur) – Dpr 131/1986; articolo 4 della Tariffa allegata al Testo unico delle disposizioni concernenti le imposte ipotecaria e catastale (Tuic) – Dlgs 347/1990; articolo 10, comma 2, dello stesso Tuic).


E’ sempre il Tuic (articolo 12) a ripartire la competenza alla riscossione delle imposte tra gli uffici delle Entrate e quelli del Territorio.


I primi sono competenti per le imposte ipotecaria e catastale dovute per gli atti che importano trasferimenti di beni immobili ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali immobiliari di godimento; i secondi, invece, per l’imposta ipotecaria sulle altre formalità che vi sono soggette.


Per stabilire se la fusione per incorporazione di una società titolare di beni immobili integri effetti traslativi occorre considerare la disciplina codicistica: secondo l’articolo 2504-bis cc, “La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione”.


Pertanto, anche in base al consolidato orientamento della Corte di cassazione (sentenze 1476/2007, 2637/2006, 14256/2006), la fusione non produce effetti traslativi dei diritti immobiliari dell’incorporata.


Le stesse considerazioni sono valide anche per l’ipotesi della scissione, ritenuta dalla Cassazione (sentenza 7219/2001) un’operazione “… similare alla fusione…”.


Sulla base di tali argomentazioni, l’Agenzia delle Entrate ha concluso che l’imposta ipotecaria dovuta è di competenza dell’Agenzia del Territorio, giacché la fusione per incorporazione, così come la scissione societaria, non determina trasferimenti di beni immobili ovvero costituzione o trasferimento di diritti reali immobiliari di godimento.


L’Amministrazione finanziaria, ha, inoltre, precisato che se in relazione al medesimo atto vengono eseguite più formalità di trascrizione, ciascuna di esse è soggetta al pagamento del tributo, venendosi a concretizzare per ognuna un autonomo presupposto impositivo.


Operazioni di conferimento di beni immobili


Infine, l’individuazione della competenza alla riscossione dell’imposta ipotecaria e catastale ha riguardato anche il conferimento, da parte di un socio di una società unipersonale a responsabilità limitata, di un’azienda nel cui patrimonio sono presenti beni immobili.


La competenza alla riscossione delle imposte ipotecaria e catastale dovute sul conferimento di azienda nel cui patrimonio sono presenti beni immobili è riservata esclusivamente all’Agenzia delle Entrate.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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