Novità fiscali del 2 luglio 2010: società di comodo: istanza di interpello entro oggi; impugnabile la comunicazione di iscrizione a ruolo spedita a mezzo posta poiché equiparata alla cartella esattoriale; legittimo l’avviso di accertamento notificato al curatore con rinvio al PVC; avviato l’obbligo per l’applicazione della ritenuta d’acconto del 10% da parte di banche e poste; per compensare occorre sempre emettere le fatture; i giudici non possono imporre al fisco la procedura dell’autotutela; mod. 770 Semplificato, dati previdenziali ed assistenziali INPS: trasmissione entro il 2 agosto; entro il termine di scadenza il contribuente può presentare più ricorsi per il medesimo atto fiscale impositivo; maggiorazione dell’imposta regionale nelle regioni Lazio, Campania e Calabria; detrazioni/deduzioni Irpef: nuovi chiarimenti

 

 

Indice:

 

1) Superata la problematica della congruità del compenso dell’amministratore

 

2) Impugnabile la comunicazione di iscrizione a ruolo spedita a mezzo posta poiché equiparata alla cartella esattoriale

 

3) Legittimo l’avviso di accertamento notificato al curatore con rinvio al PVC

 

4) Società di comodo: Istanza di interpello entro oggi

 

5) Avviato l’obbligo per l’applicazione della ritenuta d’acconto del 10% da parte di banche e poste

 

6) Per compensare occorre sempre emettere le fatture

 

7) I giudici non possono imporre al fisco la procedura dell’autotutela ma chi perde poi in giudizio paga anche i danni

 

8) Mod. 770 Semplificato, dati previdenziali ed assistenziali INPS: Trasmissione entro il 2 agosto

 

9) Entro il termine di scadenza il contribuente può presentare più ricorsi per il medesimo atto fiscale impositivo

 

10) Maggiorazione dell’imposta regionale nelle regioni Lazio, Campania e Calabria

 

11) F24 e Fondi pensione istituiti in Trentino Alto Adige

 

12) Detrazioni/deduzioni Irpef: nuovi chiarimenti dalle entrate

 

 

1) Superata la problematica della congruità del compenso dell’amministratore

Superata la questione sulla congruità del compenso dell’amministratore, che autorizzerebbe l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate a riprendere a tassazione la parte di esso eccedente il ragionevole importo in relazione alle caratteristiche della società.

Dopo alcune sentenze della Corte di Cassazione (17 maggio 2000 n. 12813 e 30 ottobre 2001 n. 13478), che ritennero censurabile da parte dell’Amministrazione finanziaria la congruità del compenso anche in assenza di irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o di vizi degli atti giuridici compiuti nell’esercizio dell’impresa, la situazione è stata ribaltata dalla stessa Cassazione (sentenza n. 6599 del 9 maggio 2002; n. 21155 del 31 ottobre 2005; n. 20748 del 25 settembre 2006; n. 28595 del 2 dicembre 2008) che ha escluso, in base alla attuale normativa, che l’Amministrazione finanziaria abbia la possibilità di valutare la congruità dei compensi agli amministratori e di disconoscere la deducibilità del relativo costo se superiore ad un determinato livello, giacché l’art. 95 del TUIR non prevede più, a differenza del precedente art. 59 del DPR n. 597/1973, che gli emolumenti siano deducibili nei limiti dei “valori correnti’’.

 

 

2) Impugnabile la comunicazione di iscrizione a ruolo spedita a mezzo posta poiché equiparata alla cartella esattoriale

E’ possibile impugnare la comunicazione di iscrizione a ruolo delle somme dovute, spedita al contribuente debitore a mezzo del servizio postale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14373 del 15 giugno 2010, che ha così affermato un principio importante in materia di accertamento e contenzioso tributario, equiparando la semplice comunicazione di iscrizione a ruolo agli atti autonomamente impugnabili previsti dall’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992.

Nella citata sentenza la Suprema Corte é tornata ad occuparsi del problema relativo all’identificazione degli atti impugnabili in sede di accertamento e processo tributario, pronunciandosi a favore dell’impugnabilità della “comunicazione di iscrizione a ruolo”, che viene equiparata alla cartella esattoriale.

L’art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992 elenca gli atti emanati dall’Amministrazione finanziaria o da un altro Ente che possono essere impugnati dal contribuente. In particolare, è possibile presentare ricorso avverso il ruolo o la cartella esattoriale notificati al debitore sottoposto ad accertamento fiscale.

Nel ruolo sono iscritte tutte le somme dovute dal contribuente se l’accertamento è divenuto definitivo; ovvero, la metà delle imposte contestate nel caso in cui venga impugnato l’atto dell’Ufficio.

La disposizione di cui al citato art. 19 sancisce inoltre che gli atti “diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente”.

Pertanto la legge non prevede espressamente la possibilità di impugnare la comunicazione di iscrizione a ruolo in quanto atto non citato nel D.Lgs. n. 546/1992.

Nel caso di specie, un contribuente aveva impugnato l’atto con il quale il proprio Comune gli richiedeva il pagamento di una somma a titolo di Tarsu, avendo in realtà già provveduto al pagamento di tale tributo.

Contestualmente viene impugnata la relativa delibera della Giunta dell’Ente locale, il ruolo e la comunicazione di iscrizione a ruolo.

I giudici di primo grado hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal contribuente, rilevando che la sola comunicazione di iscrizione a ruolo non è atto autonomamente impugnabile, non avendo né le caratteristiche della cartella esattoriale, né del ruolo.

Anche i giudici di secondo grado avevano sostenuto la stessa tesi, sottolineando che la comunicazione di iscrizione a ruolo non è un atto idoneo a produrre effetti giuridici e pertanto il contribuente non ha alcun interesse a proporne ricorso.

Dal canto loro, i giudici della Suprema Corte, adita avverso la decisione dei giudici di merito, hanno accolto il ricorso del contribuente, ribaltando di fatto il giudizio espresso sia in primo che in secondo grado.

Secondo la Corte, l’atto qualificato come “comunicazione di iscrizione a ruolo” spedito a mezzo posta ordinaria e non tramite notifica, è da ritenersi atto autonomamente impugnabile ai sensi dell’art. 32, co 1, lett. a) del D.Lgs. n. 46/1999.

 

 

3) Legittimo l’avviso di accertamento notificato al curatore con rinvio al PVC

E’ legittimo l’avviso di accertamento notificato al curatore del fallito, motivato “per relationem”, mediante rinvio al P.V.C. precedentemente notificato al contribuente ancora “in bonis”, poiché la dichiarazione di fallimento comporta solo la perdita della legittimazione sostanziale e processuale da parte del suo titolare ed il subentro del curatore fallimentare nella sua posizione.

Per conseguenza, gli atti del procedimento tributario formati in epoca anteriore alla dichiarazione di fallimento del contribuente, ancorché intestati a quest’ultimo, sono opponibili alla curatela.

(Corte di Cassazione, sentenza, Sez. Trib., n. 11784 del 14/05/2010)

 

 

4) Società di comodo: Istanza di interpello entro oggi

Le società che, nell’esercizio 2009, hanno realizzato ricavi, proventi e incrementi di rimanenze inferiori a quelli derivanti dalla disciplina degli enti non operativi, e che non sono interessate da cause di esclusione automatica per avere certezza di risposta prima della scadenza del Modello Unico 2010, devono inviare le istanze di disapplicazione entro oggi (02 luglio 2010).

 

 

5) Avviato l’obbligo per l’applicazione della ritenuta d’acconto del 10% da parte di banche e poste

E’ scattato dal 01 luglio 2010 l’obbligo per l’applicazione della ritenuta d’acconto del 10% da parte di banche e poste sugli importi bonificati dai clienti ai loro fornitori per spese legate ad interventi di recupero edilizio che beneficiano della riduzione del 36% o relative al risparmio energetico che danno diritto alla detrazione del 55% dall’Irpef.

Il 30 giugno 2010, sul filo di lana, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dettato le nuove regole per l’applicazione della ritenuta d’acconto.

Come è noto il provvedimento che lo dispone è contenuto nel Decreto Legge n. 78/2010.

In particolare, dal 1° luglio 2010 (in base all’art. 25 di tale D.L.), le banche e le Poste Italiane S.p.A. devono operare una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.

Con il provvedimento emanato il 30/06/2010, l’Agenzia delle Entrate ha individuato le tipologie di pagamento effettuate mediante bonifico bancario o postale, in relazione alle quali trova applicazione la nuova ritenuta alla fonte:

– spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio;

– spese per interventi di risparmio energetico.

Il provvedimento ha, inoltre, definito gli adempimenti di certificazione e di dichiarazione a carico delle banche e delle Poste Italiane SPA, che devono:

– operare, all’atto dell’accreditamento delle somme, la ritenute d’acconto, con obbligo di rivalsa,

– effettuare il relativo versamento con le modalità di cui all’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997;
– rilasciare la certificazione delle ritenute d’acconto effettuate al beneficiario stesso;
– indicare nella dichiarazione dei sostituti d’imposta i dati relativi ai pagamenti effettuati.

Il versamento (tramite modello F24) delle ritenute d’acconto deve essere effettuato utilizzando il codice tributo:

1039, denominato “Ritenuta operata da banche e Poste Italiane Spa all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi a bonifici disposti per beneficiare di oneri deducibili e detrazioni d’imposta, ai sensi dell’articolo 25, dl n. 78/2010”, istituito con la risoluzione n. 65/E diffusa il 30 giugno 2010.

(Provvedimento Agenzia delle Entrate del 30/06/2010, n. prot. n. 94288/2010)

 

 

6) Per compensare occorre sempre emettere le fatture

La compensazione di un credito con un fornitore non esonera dall’obbligo di emettere la fattura.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15441 del 30 giugno 2010, che ha accolto il ricorso presentato dal fisco a seguito della circostanza che l’azienda non aveva emesso fattura perché i servizi non erano stati pagati ma erano stati oggetto di compensazione legale.

I giudici di legittimità, in particolare, hanno precisato come, in tema di Iva, ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972, “le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo, con la conseguenza che nel caso in cui i rapporti dare/avere siano stati definiti tra le parti mediante compensazione, la relativa fattura deve essere emessa alla data in cui, per effetto dell’accordo raggiunto dalle parti, si verifica l’estinzione del credito”.

Il contribuente, in definitiva, é obbligato ad emettere fattura anche nel caso in cui il servizio non sia stato effettivamente pagato ma sia stato compensato con il credito di un fornitore. 

 

 

7) I giudici non possono imporre al fisco la procedura dell’autotutela ma chi perde poi in giudizio paga anche i danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15451 del 30 giugno 2010, ha ribadito che non è impugnabile dal contribuente il rifiuto del fisco di annullare in via di autotutela atti amministrativi quali una rendita catastale già definita con sentenza passata in giudicato.

I giudici hanno seguito l’interpretazione, sfavorevole al contribuente, espressa dalle Sezioni unite nella sentenza n. 2870/2009 dove veniva ribadito che il giudice tributario non può sindacare, nelle cause sull’ autotutela, se la pretesa tributaria è sindacabile o meno. Al più può vagliare la legittimità formale del rifiuto. Con eventuale risarcimento del danno a favore del contribuente e, quindi, con contestuale condanna dell’Amministrazione finanziaria.

Pertanto, alla luce di tali decisioni, l’Amministrazione non è obbligata ad accogliare l’istanza di autotutela, tuttavia, se in seguito si scopre che il contribuente aveva ragione ed il fisco non ha fatto nulla per impedirlo (non accogliendo l’istanza di autotutela), allora l’Amministrazione deve essere condannata , oltre al pagamento delle spese processuali, anche per il risarcimento del danno a favore del contribuente.

 

 

8) Mod. 770 Semplificato, dati previdenziali ed assistenziali INPS: Trasmissione entro il 2 agosto

Approssimandosi la scadenza relativa alla trasmissione telematica del modello 770/2010 Semplificato, prevista entro il 2 agosto 2010, l’INPS ha riepilogato le modalità di compilazione dei dati previdenziali ed assistenziali.

Il modello 770/2010 Semplificato e le relative istruzioni per la compilazione sono state approvate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2010 (successivamente modificato dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 10 maggio 2010).

Il 770/2010 Semplificato deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta, comprese le Amministrazioni dello Stato, per comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate sia i dati fiscali, relativi alle ritenute operate nell’anno 2009 nonché gli altri dati contributivi ed assicurativi richiesti.

Detto modello contiene i dati relativi alle certificazioni rilasciate ai soggetti cui sono stati corrisposti in tale anno redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, indennità di fine rapporto, prestazioni in forma di capitale erogate da fondi pensione, redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi nonché i dati contributivi, previdenziali ed assicurativi e quelli relativi all’assistenza fiscale prestata nello stesso anno 2009 per il periodo d’imposta precedente.

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente per via telematica direttamente o tramite intermediario abilitato.

La data di presentazione coincide con il giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione rilasciata per via telematica dall’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento.

La trasmissione telematica deve essere effettuata entro il 2 agosto 2010, (in quanto il 31 luglio è sabato e il 1° agosto è festivo).

La parte C dei Dati Previdenziali ed assistenziali INPS è suddivisa in due sezioni:

– Sezioni 1 per i lavoratori subordinati;

– Sezioni 2 per i collaboratori coordinati e continuativi

(Circolare INPS n. 81 del 30 giugno 2010)

 

 

9) Entro il termine di scadenza il contribuente può presentare più ricorsi per il medesimo atto fiscale impositivo

Il contribuente può notificare un secondo ricorso contenente motivi diversi dal precedente: Al ricorso introduttivo del procedimento tributario non è applicabile il principio di consumazione di impugnazione.

Ammissibile la notifica di un altro ricorso purché entro il termine di decadenza previsto per l’impugnazione dell’atto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15441/2010 depositata il 30 giugno 2010.

Il caso ha riguardato una società a cui era stato notificato un avviso di accertamento per omessa fatturazione di prestazioni a favore di un’altra società.

Il contribuente ha proposto ricorso sostenendo nel complesso di non avere ricevuto il pagamento delle prestazioni effettuate presentando due ricorsi a tre settimane di distanza l’uno dall’altro.

La Commissione Tributaria Provinciale aveva respinto i ricorsi, poi, invece, accolti dalla Commissione Tributaria Regionale ed, infine, anche dalla Cassazione che ha confermato le ragioni del contribuente.

 

 

10) Maggiorazione dell’imposta regionale nelle regioni Lazio, Campania e Calabria

Il Tavolo per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, nelle riunioni del 19 e 20 maggio 2010, con riferimento alla verifica dei risultati d’esercizio 2009, hanno constatato per le regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria la sussistenza delle condizioni per l’applicazione delle disposizioni recate dall’articolo 2, comma 86, della legge 191/2009, secondo le procedure di cui all’articolo 1, comma 174, della legge 311/2004.

Pertanto, per l’anno d’imposta 2010, nelle suddette regioni si applicano le maggiorazioni dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive nella misura di 0,15 punti percentuali e dell’addizionale regionale all’IRPEF nella misura di 0,30 punti percentuali, rispetto al livello delle aliquote vigenti.

L’Agenzia delle entrate comunicherà le modalità di calcolo dell’acconto IRAP da effettuare a novembre 2010 tenendo conto della maggiorazione di aliquota.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa del 01 luglio 2010)

 

 

11) F24 e Fondi pensione istituiti in Trentino Alto Adige

Al via dal 1° luglio la sperimentazione, a ottobre la contribuzione. Parte in via sperimentale dal 1° luglio il sistema di riscossione, gestito dall’Agenzia delle Entrate, dei contributi ai fondi pensione istituiti a livello regionale e di quelli promossi dalla Regione Trentino Alto Adige.

Con le risoluzioni n. 63/E e 64/E del 2010 l’Agenzia ha istituito i codici necessari ai datori di lavoro, sia privati sia pubblici per versare con l’F24 oppure con l’F24“enti pubblici” i contributi ai fondi pensione.

Il nuovo sistema di versamento, che ha preso il via grazie a una convenzione firmata lo scorso 10 marzo tra l’Agenzia e la Regione autonoma Trentino Alto Adige, diventerà operativo a tutti gli effetti dal 1° ottobre 2010.

 

 

12) Detrazioni/deduzioni Irpef: nuovi chiarimenti dalle entrate

Una ulteriore circolare ha dissipato i dubbi dei Caf su deduzioni e detrazioni. Le spese di intermediazione per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale sono ammesse in detrazione, anche se pagate prima del “compromesso” e del rogito, purché sostenute in occasione dell’acquisto. Detrazione possibili anche per le prestazioni sanitarie rese, ad esempio, dal podologo, dal fisioterapista e dal logopedista, a patto che siano state prescritte da un medico.

Con la circolare 39/E del 01 luglio 2010, l’Agenzia delle entrate ha fornito ulteriori chiarimenti su deduzioni e detrazioni Irpef, rispondendo ai dubbi sollevati nelle scorse settimane dai Centri di assistenza fiscale (Caf).

“Bonus intermediazione”

Possono essere detratti nella dichiarazione dei redditi i costi per intermediazione immobiliare sostenuti, prima della stipula sia del preliminare sia del rogito, per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale. Ciò a patto che le spese siano sostenute in occasione dell’acquisto dell’abitazione.

Il beneficio, invece, viene meno nel caso in cui l’acquisto non sia stato concluso.

Contributi per il riconoscimento della laurea all’estero

Niente detrazione del 19% per i contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio conseguito fuori dall’Italia.

Non possono, infatti essere assimilati alle “spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria”, che sono ammesse al beneficio anche se il corso è tenuto presso università straniere.

Fisioterapia con l’aiuto del Fisco se prescritta da un medico

Rientrano tra le prestazioni sanitarie detraibili quelle rese dalle figure professionali individuate dal Dm 29 marzo 2001 (art. 3), e quindi, tra gli altri, dal podologo, dal fisioterapista, dal logopedista, dall’ortottista e dall’educatore professionale. Il bonus – pari al 19% delle spese sanitarie per la parte che eccede 129,11 euro – però, scatta solo a condizione che la prestazione sia stata prescritta da un medico.

Bonus 55%

Condizioni precise per accedere al bonus per la riqualificazione energetica di edifici oggetto di ampliamento. In particolare, in caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione si può accedere all’incentivo solo se la ricostruzione è fedele. Quindi, la detrazione non spetta in caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento, perché l’intervento è considerato “nuova costruzione”.

In caso di ristrutturazione senza demolizione dell’esistente e ampliamento, invece, si può usufruire della detrazione solo per le spese riferibili alla parte esistente. In questo caso, comunque, l’agevolazione non può riguardare gli interventi di riqualificazione energetica globale dell’edificio.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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