Novità fiscali del 19 luglio 2010: manovra correttiva (D.L. n. 78/2010): conversione in Legge – sintesi dei tanti contenuti fiscali; il Fisco porta a casa PC e scrivania; ore di guida notturna limitate per gli autisti dei Tir; dall'1 agosto decorre la sospensione feriale dei termini processuali; altre di fisco

conversione in Legge della manovra correttiva (D.L. n. 78/2010): ampia sintesi dei tanti contenuti fiscali; il Fisco porta a casa PC e scrivania; ore di guida notturna limitate per gli autisti dei Tir; dall’1 agosto decorre la sospensione feriale dei termini processuali; altre di fisco

 

Indice:

 

1) Manovra correttiva (D.L. n. 78/2010): Conversione in Legge – sintesi dei tanti contenuti fiscali

 

2) Il Fisco porta a casa PC e scrivania

 

3) Ore di guida notturna limitate per gli autisti dei Tir

 

4) Dal 1° agosto decorre la sospensione feriale dei termini processuali

 

5) Altre di fisco

 

 

1) Manovra correttiva (D.L. n. 78/2010): Conversione in Legge – sintesi dei tanti contenuti fiscali

Il dossier n. 234 di luglio 2010 del servizio studi del Senato ha illustrato sinteticamente il contenuto del Decreto Legge n. 78 del 2010 (cd. manovra correttiva), con le modifiche approvate dalla Commissione bilancio.

Articolo 18 (Partecipazione dei comuni all’attività di accertamento tributario e contributivo)

L’articolo 18 reca una serie di disposizioni in tema di partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento fiscale e contributivo.

Dopo che il comma 1, con una disposizione di carattere generale, prevede che la partecipazione dei Comuni all’attività di accertamento fiscale e contributivo è disciplinata dai commi successivi, il comma 2, anche nell’ottica di segnalare all’Agenzia delle entrate, alla Guardia di finanza e all’INPS elementi utili ad integrare i dati delle dichiarazioni dei contribuenti, prevede la costituzione dei Consigli tributari secondo modalità diverse a seconda se si tratti di Comuni con popolazione superiore o inferiore a 5.000 abitanti.

Il comma 2-bis, inserito da un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio, specifica che gli adempimenti organizzativi devono essere svolti con le risorse disponibili a legislazione vigente.

Il comma 3 prevede che già dalla loro prima seduta i Consigli tributari deliberino in ordine alla loro collaborazione con l’Agenzia del territorio nell’ambito delle attività per l’individuazione delle unità immobiliari che non risultano dichiarati al catasto.

Il comma 4 reca una serie di modifiche agli articoli 44 e 45 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 prevedendo, tra l’altro, una forma di collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle entrate.

Il comma 5 reca una serie di modifiche all’articolo 1 del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, per effetto delle quali viene tra l’altro accresciuto l’incentivo riconosciuto ai Comuni per il contributo da loro fornito all’accertamento fiscale e contributivo.

Il comma 6 modifica l’articolo 83, comma 17, ultimo periodo, del decreto legge n. 112 del 2008 aumentando anche in tal caso – dal 30 al 33 per cento – la quota spettante al Comune a titolo di incentivo per il contributo offerto nella lotta all’evasione, in particolare nel contrasto all’evasione fiscale derivante dalle estero-residenze fittizie delle persone fisiche; il comma 7 rimanda a un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze per l’individuazione, tra l’altro, dei tributi su cui calcolare la suddetta quota pari al 33 per cento.

Il comma 8 fa salvi alcuni provvedimenti emanati del direttore dell’Agenzia delle entrate mentre il comma 9, infine, prevede che gli importi riconosciuti dallo Stato ai Comuni per il loro contributo all’attività di accertamento sono calcolati al netto delle somme spettanti ad altri enti ed alla Unione Europea.

Articolo 19 (Aggiornamento del catasto)

L’articolo 19, modificato dalla Commissione, ai commi 1, 2 e 3 disciplina l’attivazione dell'”Anagrafe Immobiliare Integrata”, per l’integrazione delle banche dati disponibili presso l’Agenzia del Territorio, con l’individuazione dei soggetti titolari dei diritti reali.

Si demanda a più decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze la disciplina dell’accesso da parte dei comuni all’Anagrafe suddetta e le modalità di erogazione, effetti e diritti di rilascio di un’attestazione integrata ipotecario – catastale.

Articolo 20 (Adeguamento alle disposizioni comunitarie delle limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore)

L’articolo 20 interviene, al comma 1, sull’articolo 49 del D.Lgs. n. 231 del 2007 riducendo da 12.500 a 5.000 euro la soglia massima per l’utilizzo del contante e dei titoli al portatore.

La predetta modifica, realizzata al fine di adeguare le disposizioni adottate in ambito comunitario dirette a prevenire l’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Il comma 2-bis, aggiunto con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, esclude infine dall’applicazione delle sanzioni i casi in cui le violazioni dei limiti di importo siano state commesse nel periodo dal 31 maggio 2010 al 15 giugno 2010.

Articolo 21 (Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate)

L’articolo 21 prevede che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate siano individuate modalità e termini per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo non inferiore a 3.000 euro.

Articolo 22 (Aggiornamento dell’accertamento sintetico)

L’articolo 22 modifica la disciplina relativa al cosiddetto accertamento sintetico dei redditi, novellando a tal fine i commi quarto, quinto, sesto, settimo e ottavo dell’articolo 38 del DPR 29 settembre 1973, n. 600.

Le modifiche apportate hanno effetto per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali non è ancora scaduto il termine di dichiarazione alla data di entrata in vigore del decreto.

La nuova disposizione prevede, tra l’altro, che nella determinazione sintetica del reddito potrà essere presa in considerazione la tipologia e la consistenza del nucleo familiare del contribuente nonché la sua localizzazione territoriale.

I contenuti specifici che verranno presi a base per l’individuazione della capacità contributiva saranno tuttavia individuati in un secondo momento con provvedimento ministeriale.

La norma prevede che se il reddito complessivo accertabile è superiore di almeno un quinto a quello dichiarato, è ammessa la determinazione sintetica del reddito complessivo; ai fini dell’accertamento dovrebbe essere sufficiente che lo scostamento si realizzi anche in un singolo periodo di imposta.

Articolo 23 (Contrasto al fenomeno delle imprese apri e chiudi)

L’articolo 23 prevede che al fine dell’individuazione delle posizioni che devono essere sottoposte a controllo da parte dell’Agenzia delle entrate, dalla Guardia di Finanza e dall’INPS, vadano specificamente considerate le imprese che cessano l’attività entro un anno dalla data di inizio.

Articolo 24 (Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita “sistemica”)

L’articolo 24 prevede, al comma 1, una specifica azione di vigilanza fiscale sistematica sulle imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per più di un periodo d’imposta e che non abbiano deliberato (e interamente liberato) – come specificato con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio – aumenti di capitale a titolo oneroso di importo almeno pari alle perdite fiscali nello stesso periodo.

A tal fine l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza predispongono una programmazione dei controlli fiscali che assicuri tale vigilanza, basata su specifiche analisi di rischio. Restano escluse, peraltro, le situazioni in cui le perdite fiscali siano determinata da compensi erogati ad amministratori e soci.

Il comma 2 stabilisce che, anche al fine di effettuare la vigilanza di cui al comma 1, l’Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza realizzano piani di intervento annuali nei confronti dei contribuenti non soggetti agli studi di settore né a tutoraggio.

Articolo 25 (Contrasto di interessi)

L’articolo 25 assoggetta ad una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, i pagamenti effettuati mediante bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta. La ritenuta d’acconto deve essere operata da Poste Italiane SPA o dalle banche del beneficiario del bonifico nel momento in cui le somme sono accreditate in favore del soggetto. La decorrenza è fissata dal 1° luglio 2010.

Articolo 26  (Adeguamento alle direttive OCSE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento)

L’articolo 26 interviene nella disciplina dei prezzi di trasferimento, prevedendo l’introduzione di misure finalizzate ad aumentare l’azione di controllo dell’amministrazione finanziaria.

Specificamente, viene modificato l’articolo 1 del decreto legislativo n. 471 del 1997 affinché, nell’ipotesi di rettifica del valore normale dei prezzi di trasferimento praticati nell’ambito delle operazioni di cui all’articolo 110, comma 7, del TUIR, da cui derivi una maggiore imposta o una differenza del credito, non si procede a sanzione se il contribuente consegna all’Amministrazione finanziaria la documentazione indicata in apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate che consenta di riscontrare che i prezzi di trasferimento praticati sono conformi al valore normale.

Articolo 27  (Adeguamento alla normativa europea in materia di operazioni intracomunitarie ai fini del contrasto delle frodi)

L’articolo 27 reca una serie di novelle all’articolo 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, il quale disciplina le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività ai fini dell’applicazione dell’IVA: per effetto delle modifiche viene disciplinata, in sede di registrazione ai fini IVA, la facoltà di effettuare operazioni intracomunitarie attraverso un regime di autorizzazione a cura degli uffici dell’Agenzia delle entrate.

Articolo 28  (Incrocio tra le basi dati dell’INPS e dell’Agenzia delle entrate per contrastare la microevasione diffusa)

L’articolo 28 prevede che l’Agenzia delle Entrate esegue specifici controlli nei confronti di quei soggetti che risultano aver percepito e non dichiarato redditi di lavoro dipendente ed assimilati sui quali, in base ai flussi informativi dell’INPS, risultano versati i contributi previdenziali senza che risultino le previste ritenute.

Articolo 29, commi 1-6  (Concentrazione della riscossione nell’accertamento)

L’articolo 29 prevede, al comma 1, una serie di disposizioni dirette ad accelerare la riscossione delle somme dovute a seguito dell’attività di accertamento svolta dall’Agenzia delle entrate in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto.

In sostanza, per effetto di tale disposizione l’avviso di accertamento emesso ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, a decorrere dal 1° luglio 2011, devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati e divengono esecutivi – a seguito di una modifica apportata con un emendamento della Commissione Bilancio – non più all’atto della notifica, ma decorsi 60 giorni dalla notifica.

Il comma 2 reca disposizioni in materia di transazione fiscale in sede di concordato preventivo, di cui all’articolo 182-ter della legge fallimentare, al fine di specificare, tra l’altro, che in sede di transazione fiscale, anche le somme relative a ritenute operate e non versate sono oggetto esclusivamente di un’eventuale dilazione di pagamento e non di falcidia, al pari di quanto previsto relativamente all’imposta sul valore aggiunto.

Il comma 3 dispone in merito alla proposta di concordato fallimentare introducendo una procedura diretta a velocizzare l’approvazione di eventuali proposte di concordato da parte dell’agente della riscossione, nel caso in cui riguardino debiti per tributi erariali.

Il comma 4 modifica l’articolo 11 del DLgs 10 marzo 2000, n. 74, concernente il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, al fine di rendere più severa la sanzione penale ivi prevista e introdurre un nuovo reato in materia di falsità nella documentazione presentata ai fini della procedura di transazione fiscale.

Il comma 5 reca una modifica alla disciplina dettata dall’articolo 27, comma 7, del D.L. n. 185 del 2008, in materia di validità delle misure cautelari.

Il comma 6 pone a carico del curatore fallimentare l’obbligo di comunicare, in caso di fallimento, entro quindici giorni dall’accettazione della nomina, i dati necessari a garantire l’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale.

Articolo 30 (Potenziamento dei processi di riscossione dell’INPS)

L’articolo 30 reca una nuova disciplina sulla riscossione dei crediti da parte dell’INPS, decorrente dal 1° gennaio 2011.

La nuova normativa si fonda sullo strumento dell’avviso di addebito, notificato al debitore e avente valore di titolo esecutivo.

Tale strumento concerne il recupero di tutte le somme dovute all’INPS, ivi comprese quelle risultanti da accertamenti da parte degli uffici dell’Istituto (nonché quelle dovute a titolo di sanzioni, somme aggiuntive e interessi).

Qualora l’avviso di addebito riguardi somme dovute a titolo di contributi previdenziali ed assistenziali, il cui pagamento alle scadenze periodiche sia stato omesso in tutto o in parte, l’agente della riscossione procede, in assenza di pagamento, all’espropriazione forzata dopo trenta giorni dalla consegna dell’avviso all’agente della riscossione – consegna che è contestuale alla notifica dell’avviso al debitore -.

Nel caso in cui, invece, l’avviso riguardi crediti accertati dagli uffici dell’INPS, il debitore può proporre ricorso amministrativo nei termini previsti dalla normativa vigente (in relazione alla natura dell’obbligo amministrativo) e comunque non oltre 90 giorni dalla notifica dell’avviso. Decorso il termine di 90 giorni, in assenza sia di pagamento sia di presentazione del ricorso, l’agente della riscossione procede ad espropriazione forzata nei successivi trenta giorni.

Articolo 31  (Preclusione alla autocompensazione in presenza di debito su ruoli definitivi – compensazione tra debiti iscritti a ruolo e crediti maturati nei confronti di enti)

L’articolo 31, modificato con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, vieta la compensazione dei crediti, relativi alle imposte erariali, qualora al contribuente siano state notificate cartelle di pagamento per imposte erariali per le quali sia scaduto il termine di pagamento. Il divieto opera, a decorrere dal 1° gennaio 2011, limitatamente all’importo dei debiti, per imposte e relativi accessori, iscritti a ruolo e non pagati, a condizione che tale importo sia superiore a 1.500 euro.

Con l’emendamento approvato è stata modificata la sanzione applicata per l’inosservanza del divieto di compensazione, che non è più pari al 50% dell’ importo indebitamente compensato ma al 50%  dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali (con i relativi accessori) per i quali è scaduto il termine di pagamento fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato.

Tale sanzione incontra peraltro dei limiti in quanto:

non è applicabile finché sull’ iscrizione a ruolo penda una contestazione giudiziale o amministrativa. In tali ipotesi i termini di decadenza e prescrizione previsti dall’articolo 20 del decreto legislativo n. 472 del 1997 decorrono dal giorno successivo a quello di definizione della contestazione;

– il suo ammontare non può superare il cinquanta per cento delle somme indebitamente compensate.

Il comma 1-bis, aggiunto dalla Commissione bilancio, inserisce nel DPR n. 602 del 1973 un nuovo articolo 28-quater diretto a consentire la compensazione tra i debiti iscritti a ruolo ed i crediti maturati nei confronti di Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti. Per effettuare tale compensazione, possibile a decorrere dal 1° gennaio 2011, è necessario che:

i crediti verso gli enti siano non prescritti, certi, liquidi ed esigibili;

-il creditore acquisisca la certificazione, prevista dall’articolo 9, comma 3-bis, del decreto legge n. 185 del 2008, che il credito relativo a somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti sia certo, liquido ed esigibile.

La certificazione è peraltro necessaria ai fini dell’estinzione del debito a ruolo.

È previsto altresì (rimandando, per ulteriori disposizioni attuative, ad un successivo decreto ministeriale) che, in caso di mancato versamento da parte di Regione, ente locale o ente del servizio sanitario nazionale dell’importo certificato entro 60 giorni dal termine indicato nella certificazione, l’agente della riscossione possa procedere alla riscossione coattiva nei confronti dell’ente sulla base del ruolo emesso a carico del creditore.

Il vigente comma 3-bis prevede la possibilità, da parte di regioni ed enti locali, nel rispetto delle norme del Patto di stabilità, di certificare, entro il termine di venti giorni dalla ricezione dell’istanza, ai creditori che ne facciano istanza, l’esigibilità di crediti relativi a somme dovute per somministrazioni, forniture ed appalti, anche al fine di consentirne al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari.

Per effetto dell’emendamento approvato la possibilità di ricorrere a tale certificazione, attualmente prevista solo per il 2009 ed il 2010, viene estesa a tutti gli anni successivi al 2009; il ricorso alla certificazione viene inoltre consentito, coerentemente con quanto previsto dal comma 1-bis, anche agli enti del servizio sanitario nazionale.

Il comma 2 provvede infine ad effettuare una riduzione delle dotazioni finanziarie del programma “Regolazioni contabili, restituzioni e rimborsi di imposte”.

Articolo 32  (Riorganizzazione della disciplina fiscale dei fondi immobiliari chiusi)

L’articolo 32 – modificato dalla Commissione Bilancio con l’emendamento 9.1000 (testo 2) – prevede l’istituzione di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi a carico delle società di gestione del risparmio (SGR) che hanno istituito fondi comuni d’investimento immobiliari, che si applica – a seguito delle modifiche apportate dalla disposizione in esame al regime civilistico di tali fondi – al momento dell’adeguamento o del non adeguamento alla nuova normativa.

Il comma 1 reca una serie di modifiche al decreto legislativo n. 58 del 1998 (TUF), anzitutto (lettera a) al fine di modificare la nozione civilistica dei fondi comuni di investimento immobiliare; la lettera b) interviene sul regime di responsabilità dei fondi comuni di investimento; la lettera c) interviene invece in materia di vigilanza.

Il comma 2 prevede che le disposizioni di attuazione del comma 1 vadano emanate con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame.

Il comma 3 stabilisce che – entro trenta giorni dall’emanazione del decreto di cui al comma precedente – le società di gestione del risparmio che hanno istituito fondi comuni d’investimento immobiliare non più rispondenti alla definizione civilistica possono adottare le conseguenti adeguamento.

In tal caso, ai sensi del comma 4, con la delibera di adeguamento la SGR preleva, a titolo di imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, un ammontare pari al 5 per cento del valore netto del fondo risultante dal prospetto redatto al 31/12/2009 (base imponibile cosi modificata22 dall’emendamento approvato in Commissione Bilancio).

l comma 5, nell’ipotesi in cui la SGR non intenda adeguarsi ai nuovi requisiti dettati dal comma 1, prevede che la società debba deliberare, sempre entro trenta giorni dall’emanazione del decreto sopra menzionato, la liquidazione del fondo comune d’investimento. L’imposta sostitutiva dovuta in tal caso è pari al 7 per cento della media dei valori netti del fondo risultanti dai prospetti semestrali redatti nei periodi d’imposta 2007, 2008 e 2009.

Con l’emendamento approvato in Commissione Bilancio sono stati precisati ulteriori elementi del procedimento di liquidazione del fondo, prevedendo in particolare che:

la liquidazione debba chiudersi entro tre anni al massimo;

sui risultati conseguiti dal 1° gennaio 2010 fino alla chiusura della liquidazione si applica un’imposta sostitutiva del 19%;

– tale imposta è versata, annualmente, dalla SGR il 16 febbraio per ogni anno di durata della liquidazione.

Con l’emendamento approvato in Commissione Bilancio sono stati quindi inseriti tre ulteriori commi.

Il comma 5-bis prevede che, fino a concorrenza degli importi assoggettati alle imposte sostitutive di cui ai commi precedenti, non si applica la ritenuta del 20% sui proventi derivanti dalla partecipazione a fondi d’investimento immobiliare prevista dall’articolo 7 del decreto legge n. 351 del 2001.

Il costo delle quote è riconosciuto fino a concorrenza dei valori che hanno concorso alla formazione della base imponibile per l’applicazione dell’imposta sostitutiva, ma solo in caso di plusvalenza.

Ai sensi del comma 5-ter gli atti di liquidazione del patrimonio sono soggetti all’imposta fissa di registro, ipotecaria e catastale.

Il comma 5-quater detta ulteriori disposizioni fiscali concernenti le cessioni di immobili, i conferimenti in società di pluralità di immobili e le cessioni di azioni o quote effettuate durante la fase di liquidazione.

Il comma 6 prevede l’applicazione delle disposizioni del titolo IV del DPR n. 600 del 1973 ai fini dell’accertamento delle modalità di determinazione e versamento dell’imposta sostitutiva.

Il comma 7, interamente sostituito dall’emendamento approvato in Commissione Bilancio, riformula il comma 3 dell’articolo 7 del citato decreto-legge n. 351 del 2001 (che veniva invece soppresso nel testo originario).

In particolare si prevede l’esenzione da ritenuta per i proventi percepiti da fondi pensione e OICR esteri istituiti in Stati o territori c.d. “white list”, nonché da enti od organismi internazionali costituiti in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia e da banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.

Il nuovo comma 3-bis dell’articolo 7 citato detta disposizioni sulla procedura da adottare nel caso di proventi spettanti a soggetti residenti in Stati con i quali siano in vigore convenzioni contro la doppia imposizione: in particolare, in tale ipotesi i sostituti d’imposta devono acquisire una dichiarazione del soggetto effettivo beneficiario da cui risulti – tra l’altro – la sussistenza di tutte le condizioni necessarie per l’applicazione del regime convenzionale, nonché un’attestazione dell’autorità fiscale competente dello Stato ove l’effettivo beneficiario dei proventi ha la residenza, efficace fino al 31 marzo dell’anno successivo a quello di presentazione.

Il comma 7-bis, anch’esso aggiunto dall’emendamento approvato in Commissione Bilancio, stabilisce che il regime introdotto dal comma precedente produce effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto se riferiti a periodi di attività dei fondi che hanno inizio successivamente al 31 dicembre 2009, mentre per i proventi percepiti a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge e riferiti a periodi di attività del fondo chiusi fino al 31 dicembre 2009 continua ad applicarsi il regime previgente.

Il comma 8 abroga invece i commi da 17 a 20 dell’articolo 82 del decreto legge n. 112 del 2008, concernente l’imposta patrimoniale sull’ammontare del valore netto dei fondi d’investimento immobiliare chiusi, mentre il comma 9 demanda ad un successivo provvedimento direttoriale la definizione delle modalità attuative delle disposizioni concernenti l’imposta sostitutiva in esame.

Articolo 33 (Stock options ed emolumenti variabili)

L’articolo 33, alla luce degli effetti distorsivi prodotti sul sistema economico-finanziario da meccanismi di remunerazione erogati sotto forma di bonus e stock options, introduce una addizionale del 10% sui compensi corrisposti a questo titolo che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.

Ai fini dell’applicazione dell’addizionale, è necessario che i compensi in parola siano attribuiti ai seguenti soggetti operanti nel settore finanziario:

– dipendenti che rivestono la qualifica di dirigenti;

– titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Articolo 34 (Obbligo per i non residenti di indicazione del codice fiscale per l’apertura di rapporti con operatori finanziari)

L’articolo 34 novella l’articolo 6 del DPR n. 605 del 1973 al fine di introdurre l’obbligo di indicazione del numero di codice fiscale per i soggetti non residenti relativamente a determinati atti e negozi.

Articolo 35 (Razionalizzazione dell’accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale)

L’articolo 35 inserisce due nuovi articoli, rispettivamente nel DPR del 29 settembre 1973, n. 600 e nel DLgs 19 giugno 1997, n. 218, al fine di ricondurre l’accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale ad un unico atto da notificare sia alla consolidata che alla consolidante.

Articolo 36  (Disposizioni antifrode)

L’articolo 36 demanda al ministero dell’Economia l’individuazione una black list dei Paesi a maggior rischio di riciclaggio, di finanziamento del terrorismo e in cui lo scambio di informazioni in materia fiscale sia difficoltoso.

I destinatari delle misure previste devono evitare o porre fine a rapporti continuativi, operazioni o prestazioni professionali con società fiduciarie, trust, società anonime o controllate aventi sede nei Paesi individuati dalla black list. Per la violazione delle nuove disposizioni introdotte sono previste sanzioni amministrative pecuniarie.

Articolo 37 (Disposizioni antiriciclaggio)

L’articolo 37 introduce disposizioni in materia di trasparenza degli assetti proprietari e di gestione dei soggetti che chiedono di partecipare alle procedure di appalto pubblico, attribuendo al Ministro dell’economia e delle finanze il potere di autorizzare quelli provenienti dai paesi che sono inseriti nella black list, ovvero di derogare a tale lista per specifici paesi o settori d’attività, ovvero, ancora, di escludere paesi non presenti nella lista.

Articolo 38, commi 1-3  (Controlli sulle prestazioni sociali agevolate)

I commi da 1 a 3 recano alcune norme in materia di controllo sulle prestazioni sociali agevolate (ivi comprese quelle inerenti al diritto allo studio universitario), erogate in base alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva unica.

Articolo 38, commi 2-bis – 2-ter (Trasferimento di denaro verso l’estero)

I commi 2-bis e 2-ter dell’articolo 38, introdotti con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, recano disposizioni in materia di trasferimento di denaro contante verso l’estero.

In particolare il comma 2-bis novella l’articolo 49 del decreto legislativo n. 231 del 2007 al fine di apportare le seguenti modificazioni:

– viene introdotto il limite di 1.000 euro (in luogo di quello di carattere generale, già esistente, di 2.000 euro) per il trasferimento di denaro contante tramite esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell’incasso e trasferimento dei fondi, nel caso in cui il trasferimento avvenga verso Paesi al di fuori dell’Unione europea (comma 18).

Contemporaneamente, viene soppressa la previsione che escludeva dal limite di 2.000 euro la moneta elettronica di cui all’articolo 25, comma 6, lettera d) (cioè quella in cui, se il dispositivo non è ricaricabile, l’importo massimo memorizzato sul dispositivo non ecceda 150 euro, oppure in cui, se il dispositivo è ricaricabile, venga imposto un limite di 2.500 euro sull’importo totale trattato nell’anno civile);

– viene ridotto da 2.000 a 1.000 euro il limite al di sopra del quale il trasferimento di denaro contante (sino a 5.000 euro), effettuato tramite esercenti attività di prestazione di servizi di pagamento nella forma dell’incasso e trasferimento dei fondi, è consentito solo consegnando all’intermediario una documentazione che attesti la congruità dell’operazione rispetto al profilo economico dell’ordinante (comma 19).

Il comma 2-ter rimanda ad un successivo decreto ministeriale per l’emanazione di specifiche disposizioni per il controllo ed il monitoraggio delle attività di prestazione di servizi di pagamento sotto forma di incasso e trasferimento fondi (c.d. money transfer) per il trasferimento di denaro verso l’estero e dei soggetti che si avvalgono di tali modalità. Tale controllo è finalizzato ad individuare eventuali anomalie riscontrabili nei trasferimenti, che potrebbero fare emergere  abusi e illeciti in materia di lavoro;

illeciti fiscali;

Articolo 38, comma 4 (Razionalizzazione delle modalità di notifica in materia fiscale)

L’articolo 38, comma 4, reca una serie di modifiche al DPR n. 600 del 1973 ed al DPR n. 602 del 1973 finalizzate a razionalizzare le modalità di notifica in materia fiscale.

Tra l’altro, vengono modificate le modalità di comunicazione all’Agenzia delle entrate dell’elezione di un domicilio diverso dalla residenza, effettuata ai fini della notifica degli atti di accertamento.

Si prevede inoltre che la notifica della cartella di pagamento può essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge (consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione).

Articolo 38, comma 5  (Utilizzo dei servizi telematici)

Il comma prevede l’estensione del ricorso ai servizi telematici da parte dell’amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, assistenziali e assicurativi.

Articolo 38, comma 6  (Comunicazione del codice fiscale)

La disposizione in oggetto prevede la possibilità per la pubblica amministrazione di effettuare la verifica dei codici fiscali e dei correlati dati anagrafici, al fine di adottare un criterio univoco di identificazione del cittadino-contribuente.

Articolo 38, commi 7 e 8 (Rateizzazione di pagamenti per soggetti con basso reddito di pensione)

I commi 7 e 8 introducono misure a favore dei soggetti che hanno un basso reddito di pensione, dando loro la possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte dovute in sede di conguaglio e, a richiesta degli interessati, del canone di abbonamento RAI, senza corresponsione di interessi, con trattenute mensili sulla pensione. Si prevede inoltre la possibilità, per gli enti erogatori di pensione, di trattenere altri tributi dovuti ad altri enti, in base ad apposite convenzioni.

Articolo 38, comma 9  (Accelerazione della riscossione)

Il comma 9 dell’articolo 38 viene soppresso con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio.

Il comma contiene previsioni normative finalizzate ad accelerare la trattazione delle cause in materia tributaria e previdenziale.

Articolo 38, comma 10  (Riscossione di entrate degli enti locali)

Il comma in esame novella l’articolo 3, comma 24, lettera b) del D.L. n. 203 del 2005, consentendo alle società beneficiarie del ramo d’azienda relativo alla fiscalità locale di richiedere le informazioni relative ai beni dei contribuenti iscritti nei ruoli in carico alle stesse all’Ente locale, che viene a tal fine legittimato ad accedere al sistema informativo del Ministero dell’economia e delle finanze.

Articolo 38, comma 10-bis  (Capitale sociale delle società di riscossione dei tributi)

Il comma 10-bis dell’articolo 38, introdotto con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, novella il decreto-legge n. 40 del 2010, inserendo un nuovo comma (2-bis) all’articolo 3-bis con il quale sono stati individuati i requisiti quantitativi di capitale sociale delle società di accertamento e riscossione dei tributi degli enti locali.

Per effetto della modifica apportata vengono escluse dall’applicazione dei suddetti commi 1 e 2 le società a prevalente partecipazione pubblica.

Articolo 38, comma 11 (Disposizioni tributarie relative agli enti di previdenza obbligatoria)

Il comma 11 reca alcune norme tributarie relative agli enti di previdenza obbligatoria, ivi compresi quelli di diritto privato.

Articolo 38, comma 12 (Norme sui termini di riscossione di crediti da parte degli enti pubblici previdenziali)

Il comma 12 modifica, in via transitoria, la disciplina sui termini di decadenza per l’iscrizione in ruoli resi esecutivi dei crediti degli enti pubblici previdenziali.

Si dispone che i termini di decadenza non trovino applicazione, limitatamente al periodo 1° gennaio 2010-31 dicembre 2012, per i contributi non versati e gli accertamenti notificati successivamente al 1° gennaio 2004.

Articolo 38, comma 13  (Monitoraggio fiscale)

La disposizione del comma in titolo contiene alcune deroghe agli obblighi relativi al monitoraggio fiscale di cui al D.L. 28 giugno 1990, n. 167, applicabili ai dipendenti di ruolo pubblici che risiedono all’estero per motivi di lavoro, al personale che lavora presso le organizzazioni internazionali cui l’Italia aderisce e che mantengono, ai fini fiscali, la residenza in Italia nonché ai frontalieri.

Articolo 38, commi 13-bis – 13-quater (Computo delle variazioni delle riserve tecniche obbligatorie per la determinazione del reddito d’esercizio delle imprese di assicurazione)

I commi da 13-bis a 13-quater dell’articolo 38, inseriti con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, intervengono sulla disciplina della determinazione del reddito delle società e degli enti che esercitano attività assicurative.

In particolare il comma 13-bis, tramite una novella al D.P.R. n. 917 del 198624, inserisce un nuovo comma 1-bis all’articolo 111 (concernente la determinazione del reddito delle imprese di assicurazione) al fine di specificare che la variazione delle riserve tecniche obbligatorie relative al ramo vita concorre alla formazione del reddito d’esercizio nella misura del 90%.

Il comma 13-ter prevede che la modifica introdotta dal comma precedente sia efficace, nella misura del 50%, già a decorrere dal versamento del secondo acconto IRES dovuto per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente provvedimento.

Il comma 13-quater stabilisce infine che l’applicazione della norma suddetta a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente provvedimento è effettuata in deroga all’articolo 3 dello Statuto dei diritti del contribuente (legge n. 212 del 2000).

Articolo 38, comma 13-bis (Riparto del 5 per mille IRPEF)

Il comma in esame, introdotto con un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio, consente per l’anno finanziario 2010 anche ai soggetti già inclusi nell’elenco degli enti della ricerca scientifica e dell’Università predisposto per l’esercizio 2009 di accedere al riparto della quota del cinque per mille.

A tal fine sono previsti controlli a campione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca diretti ad accertare che tali enti mantengano ancora al 30 giugno 2010 i requisiti necessari per accedere al beneficio.

Articolo 38, comma 13-bis (Operazioni non soggette all’obbligo di certificazione fiscale )

Il comma 13-bis dell’articolo 38, introdotto con un emendamento approvato dalla Commissione bilancio, reca una novella all’articolo 2, comma 1, del DPR n. 696 del 1996.

Per effetto di tale modifica vengono aggiunte all’elenco delle operazioni che non sono soggette all’obbligo di certificazione fiscale le prestazioni di servizi effettuate da Poste Italiane s.p.a. attraverso la rete degli uffici postali e filatelici, dei punti di accesso e degli altri centri di lavorazione postale cui ha accesso il pubblico, nonché le prestazioni rese al domicilio d

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