Transazione fiscale INAIL

in sede di soluzione negoziale delle crisi d’impresa è possibile transigere anche i crediti contributivi

 

Con circolare n. 8 del 26 febbraio 2010 l’Inail ha fornito le istruzioni in ordine alle modalità di utilizzo della transazione, per quanto attinenza i contributi di propria pertinenza.


Partendo dal dettato normativo di riferimento, vediamo di evidenziare gli aspetti di maggiore interesse.


LA NORMA


Il decreto-legge n. 185/2009 ha modificato l’articolo 182-ter della legge fallimentare ed ha previsto gli “accordi sui crediti contributivi”, aventi ad oggetto i “contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie” nonché i “relativi accessori”.


Successivamente, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto 4 agosto 2009, con il quale sono state definite le modalità di applicazione, i criteri e le condizioni di accettazione da parte degli enti previdenziali degli accordi sui crediti contributivi ( gli accordi sui crediti previdenziali dell’INAIL sono ammessi nell’esclusivo ambito dell’art. 182-ter della legge fallimentare e nei limiti stabiliti dal D.M. di attuazione).


AMBITO DI APPLICAZIONE


L’accordo sui crediti previdenziali ai sensi dell’articolo 182-ter può essere proposto dal debitore:


a) nell’ambito del concordato preventivo, con il piano previsto dall’articolo 160, che può prevedere la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione anche parziale dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca;


b) nell’ambito delle trattative per l’accordo di ristrutturazione dei debiti, disciplinato dall’articolo 182-bis, da stipularsi con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti.


In entrambi i casi, è necessaria l’omologazione da parte del Tribunale, che in tale fase verifica la regolarità delle procedure nonchè la concreta attuabilità dell’accordo per la ristrutturazione dei debiti.


Presupposti soggettivi


Possono proporre l’accordo sui crediti previdenziali gli imprenditori soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo.


Pertanto, possono accedervi gli imprenditori che esercitano un’attività commerciale, eccettuati gli enti pubblici, con esclusione degli imprenditori commerciali che dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:


a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti alla data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo non superiore ad euro 300.000;


b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro 200.000;


c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro 500.000.


Modalità applicative


La proposta di accordo deve essere accompagnata dalla seguente documentazione:


a) aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa;


b) stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;


c) elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore;


d) valore dei beni e creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili;


e) relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano dell’impresa.


Oggetto dell’accordo


Con l’accordo il debitore può proporre sia il pagamento parziale del debito contributivo complessivo, sia il pagamento dilazionato.


Per quanto riguarda l’INAIL, oggetto della proposta di accordo possono essere i crediti per premi assicurativi ed accessori, intendendosi con tale termine le sanzioni civili e gli interessi.


La proposta di accordo può comprendere:


a) i crediti assistiti da privilegio, sia iscritti a ruolo, che non iscritti a ruolo;


b) i crediti aventi natura chirografaria, sia iscritti a ruolo, che non iscritti a ruolo.


La proposta di accordo può interessare sia i crediti già oggetto di contenzioso, previa rinuncia alle controversie pendenti nell’ipotesi in cui venga approvato l’accordo transattivo, sia i crediti oggetto di rateizzazione ordinaria concessa dall’Istituto ovvero dall’Agente della riscossione.


Crediti esclusi dall’accordo


Sono esclusi dalla proposta di accordo i crediti oggetto di cartolarizzazione ai sensi dell’art. 13 della L. n. 448/1998 – riguardante l’INPS – ed i crediti dovuti in esecuzione delle decisioni assunte dagli organi comunitari in materia di aiuti di Stato.


Per quanto riguarda l’INAIL, i crediti “cartolarizzati” possono essere compresi nella proposta, in quanto a seguito della chiusura dell’operazione di cartolarizzazione di cui alla legge 23 dicembre 1999, n. 488, i crediti sono stati retrocessi all’Istituto.


Limiti dei crediti ammissibili


La proposta di pagamento parziale non può essere inferiore:


– al 100% per i crediti privilegiati di cui al n.1 dell’art.2778 c.c., tra i quali rientrano per l’intero ammontare i premi assicurativi;


– al 40% per i crediti privilegiati di cui al n.8 dell’art. 2778 c.c., tra i quali rientra il 50% dell’importo degli accessori dei premi;


– al 30% per i crediti chirografari, tra i quali rientra il restante 50% degli accessori.


I crediti per premi assicurativi dovuti all’INAIL sono infatti collocati al primo posto nell’ordine dei privilegi per il loro intero ammontare, mentre gli accessori dei premi stessi sono collocati per il 50% all’ottavo posto e per il restante 50% costituiscono crediti chirografari.


Ne deriva che i crediti per premi devono essere sempre integralmente soddisfatti e gli accessori di legge devono essere soddisfatti per il 50% nella misura minima del 40% e per il restante 50% nella misura minima del 30%.


La proposta di dilazione può prevedere anche il pagamento dilazionato fino ad un massimo di 60 rate mensili, con applicazione degli interessi al tasso legale vigente al momento della presentazione della proposta stessa.


Condizioni di accettazione


L’art. 4 del D.M. definisce le condizioni alle quali gli Enti previdenziali possono accedere alla proposta di accordo.


La disposizione richiede “l’essenzialità dell’accordo ai fini della continuità dell’attività dell’impresa e di ogni possibile salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto conto dell’importanza che la stessa riveste nel contesto economico-sociale dell’area in cui opera”.


Sono inoltre richieste le seguenti condizioni:


a) idoneità dell’attivo ad assicurare il soddisfacimento dei crediti “anche mediante prestazioni di eventuali garanzie”;


b) riconoscimento formale e incondizionato del credito previdenziale e “rinuncia a tutte le eccezioni che possano influire sulla esistenza e azionabilità dello stesso”;


c) correntezza dei pagamenti dovuti “per i periodi successivi alla presentazione della proposta di accordo”.


Revoca dell’accordo


L’art. 4, c. 2, del D.M., dispone che “il mancato rispetto degli obblighi previsti dall’accordo, comporta la revoca dell’accordo medesimo”.


A seconda che l’accordo riguardi il pagamento parziale, il pagamento dilazionato, oppure entrambe le ipotesi, la revoca si verifica:


a) nel caso in cui si accerti il mancato o inesatto pagamento delle somme stabilite nell’accordo ai sensi dell’articolo 3, commi 1 e 2, del D.M. (pagamenti parziali);


b) nel caso in cui non sia rispettato il piano di rateazione.


PROCEDURA


La procedura relativa alla transazione fiscale è stabilita dall’articolo 182 ter che è ora dettagliatamente disciplinata dalle disposizioni dettate dal D.M. 4 agosto 2009 per i crediti previdenziali.


L’ipotesi più ricorrente è che il debitore abbia contestualmente sia debiti iscritti a ruolo che debiti non iscritti a ruolo e che i debiti riguardino sia tributi, sia contributi previdenziali, sia premi assicurativi, e relativi accessori, pertanto nell’accordo possono essere coinvolte più amministrazioni.


Nel caso in cui l’accordo sia proposto nell’ambito del concordato preventivo, la procedura delineata dalla legge fallimentare e dal decreto ministeriale prevede che il debitore – contestualmente al deposito della domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo presso il Tribunale del luogo in cui l’impresa ha la propria sede principale – presenti copia della domanda all’Agente della riscossione e agli enti previdenziali interessati.


Nel caso in cui la proposta di accordo venga effettuata nell’ambito delle trattative per l’accordo di ristrutturazione, il debitore deve presentare la domanda all’Agente della Riscossione e agli enti previdenziali interessati.


Proposta e Sede competente


Il debitore deve presentare la proposta di accordo all’Agente della riscossione e alla Sede INAIL competente per territorio.


La proposta si considera validamente presentata alla Sede dell’INAIL, anche se il debitore la trasmette all’INAIL tramite l’Agente della riscossione.


La proposta di accordo deve essere sottoscritta dal debitore e deve contenere:


a) il codice ditta dell’impresa;


b) i dati anagrafici dell’impresa, compreso il codice fiscale, e quelli del legale rappresentante;


c) tutti gli elementi utili a valutare l’essenzialità dell’accordo ai fini della continuità dell’attività dell’impresa e della salvaguardia dei livelli occupazionali nonché l’importanza dell’impresa nel territorio socio-economico in cui opera;


d) l’ammontare e la tipologia (premi o accessori) dei debiti oggetto della proposta di accordo con indicazione dei limiti proposti, fermo restando che per i premi deve essere proposto il 100%, nonché del numero delle rate proposte ( al fine di velocizzare l’istruttoria, è opportuno che il debitore unisca alla proposta una “Stampa dei titoli” aggiornata);


e) i tempi di pagamento e le eventuali garanzie che il debitore intende prestare;


f) la dichiarazione di riconoscimento dei debiti e la rinuncia ad eventuali azioni ed eccezioni.


Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, gli Agenti della riscossione provvedono a rilasciare al debitore apposita certificazione dei debiti iscritti a ruolo scaduti o sospesi.


Qualora la proposta sia presentata nell’ambito del concordato preventivo ed il Tribunale abbia emesso il decreto di apertura della procedura, gli Agenti della riscossione trasmettono la certificazione al Commissario Giudiziale.


Fase istruttoria


La Sede competente protocolla la proposta di accordo e controlla la regolarità della proposta stessa e la completezza della documentazione allegata.


Qualora la proposta risulti carente dei dati e delle informazioni necessarie per decidere in ordine all’accordo o manchi di uno o più dei documenti che la legge richiede, la Sede deve richiedere i dati e i documenti mancanti con apposita comunicazione al debitore e per conoscenza all’Agente della riscossione, fissando un termine di 5 giorni per l’integrazione, con l’avvertimento che in mancanza la proposta è da ritenersi inammissibile.


Nel caso in cui la proposta sia regolare e completa, la Sede avvia l’istruttoria di merito, effettuando la ricognizione della situazione debitoria sulla base degli atti e delle informazioni esistenti.


La verifica della posizione contributiva e assicurativa deve essere effettuata con le stesse modalità con cui si verifica la regolarità contributiva ai fini del DURC, avendo cura di controllare anche le sanzioni civili collegate a titoli principali.


Per i premi scaduti non iscritti a ruolo, devono essere calcolate le sanzioni civili alla data di presentazione della proposta di accordo, con riserva di aggiornare il conteggio fino alla data di omologazione dell’accordo.


Devono essere verificate la correttezza e l’attualità sia dei crediti iscritti a ruolo, sia di quelli non ancora iscritti a ruolo, procedendo per questi ultimi ad effettuare anche le compensazioni, qualora siano presenti nella situazione contabile somme a credito, anche di modesto ammontare.


Individuati i debiti che possono formare oggetto di accordo, la Sede verifica che la proposta di pagamento parziale non sia inferiore ai limiti previsti dall’articolo 3, commi 1 e 2, del D.M. 4 agosto 2009 e che la proposta di pagamento dilazionato non superi le sessanta rate mensili.


Occorre altresì verificare lo stato delle procedure di esazione coattiva, richiedendo apposita relazione all’Agente della riscossione che indicherà le azioni di riscossione in corso al momento della presentazione della proposta di accordo contributivo, lo stato dell’eventuale contenzioso di cui sia parte in causa esclusivamente l’Agente e le azioni cautelari e/o esecutive in corso aventi riflessi sul recupero del credito, con indicazione in caso di ipoteche, degli estremi delle formalità, il loro grado, le passività iscritte che precedono ed il valore del cespite ai sensi dell’art. 79 del D.P.R. n. 602/1973.


A conclusione dell’istruttoria, da completarsi nel minor tempo possibile, la proposta di accordo con la documentazione a corredo deve essere trasmessa – a firma del Dirigente della Sede – al Direttore Regionale, con apposita comunicazione nella quale si propone l’accettazione ovvero il diniego, unitamente ad una relazione nella quale sono indicate le risultanze dell’istruttoria effettuata.


Il diniego deve essere motivato.


Fase decisoria


Il Direttore Regionale valuta la convenienza della proposta sulla base della documentazione ad essa allegata ed esprime, con apposito atto di determinazione motivato, l’accoglimento oppure il diniego della proposta di accordo, da trasmettere immediatamente alla Sede competente.


Anche in questo caso, in caso di diniego, l’atto deve indicare in motivazione gli elementi che impediscono di accedere alla proposta.


Qualora sia proposto il pagamento dilazionato, deve essere valutata l’opportunità di richiedere garanzia personale o reale, in relazione all’entità del debito e al numero delle rate proposte.


La decisione del Direttore Regionale deve essere immediatamente comunicata con raccomandata a.r. al debitore e all’Agente della riscossione a cura della sede competente.


L’atto finale deve riportare in modo analitico i crediti contributivi che saranno pagati e quelli oggetto di rinuncia, compresi gli interessi di mora ex art. 30 del D.P.R. n. 602/1973, con indicazione degli estremi delle cartelle esattoriali, al fine di gestire correttamente i successivi rapporti con l’Agente della riscossione.


Fasi successive


Nel caso in cui l’accordo sia stato proposto nell’ambito del concordato preventivo, l’articolo 182-ter, comma 3, stabilisce che l’adesione o il diniego alla proposta di concordato è espresso mediante voto favorevole o contrario espresso in sede di adunanza dei creditori o con le modalità di cui all’articolo 178, primo comma, con atto del direttore dell’ufficio per tributi non iscritti a ruolo, e dell’agente della riscossione, per i tributi iscritti a ruolo.


Pertanto per i premi e accessori non iscritti a ruolo, il voto sarà espresso dal Direttore della Sede INAIL competente o da un suo incaricato, mentre per i crediti iscritti a ruolo il voto sarà manifestato dall’Agente della riscossione su indicazione della Sede competente, comunicata con raccomandata a.r.


Analogamente, nel caso che la proposta sia presentata nell’ambito delle trattative che precedono la stipula dell’accordo di ristrutturazione previsto dall’articolo 182-bis, per i crediti non iscritti a ruolo la determinazione favorevole del Direttore Regionale dell’INAIL equivale a sottoscrizione dell’accordo di ristrutturazione, mentre per i crediti iscritti a ruolo, l’assenso all’accordo sarà espresso dall’Agente della riscossione, sulla base della comunicazione ricevuta dalla Sede competente.


Nel caso di concordato preventivo tutte le azioni cautelari ed esecutive sono automaticamente sospese dalla data di presentazione della proposta ai sensi dell’art. 168 della legge fallimentare, mentre analoga disposizione non è prevista in caso di accordo di ristrutturazione.


Infine, per quanto riguarda l’aggio, Equitalia spa ha precisato che questo matura sulle somme a ruolo che dovranno essere effettivamente pagate dal debitore a seguito dell’accordo sui crediti contributivi.


Per quanto riguarda gli accordi nell’ambito del concordato preventivo, il pagamento dell’aggio sarà acquisito dall’Agente della riscossione nei tempi, nella misura e nei modi previsti dal concordato, qualora questo risulti approvato e omologato.


Nel caso di accordo contributivo inserito nell’accordo di ristrutturazione dei debiti, occorre invece che il debitore si impegni a corrispondere l’aggio relativo alle somme che dovrà versare all’Agente della riscossione per i debiti iscritti a ruolo, una volta definito e omologato l’accordo stesso.


24 giugno 2010


Francesco Buetto

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