Novità fiscali del 16 giugno 2010: comunicazione unica per la nascita dell’impresa: pratiche non evase dagli operatori camerali; artigiani e commercianti: saldo 2009 e primo acconto entro il 16 giugno; INPS: contributi parasubordinati utili per il diritto all’indennità di disoccupazione; detrazione Irpef 2010 per sicurezza, difesa e soccorso; accertamento su c/c del contribuente: inversione onere della prova; DURC anche alle imprese in amministrazione straordinaria; professionisti: diritto al compenso per l’attività di consulenza fiscale non esclusiva

 






 


Indice:


 


1) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: Pratiche non evase dagli operatori camerali


 


2) Artigiani e commercianti: Saldo 2009 e primo acconto entro il 16 giugno


 


3) Inps: Contributi parasubordinati utili per il diritto all’indennità di disoccupazione


 


4) Detrazione Irpef 2010 per sicurezza, difesa e soccorso


 


5) Accertamento su c/c del contribuente: Inversione onere della prova


 


6) Durc anche alle imprese in amministrazione straordinaria


 


7) Professionisti: Diritto al compenso per l’attività di consulenza fiscale non esclusiva


 


 


1) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: Pratiche non evase dagli operatori camerali


Sono state segnalate difficoltà operative, presso il registro delle imprese, durante l’espletamento, in qualità di intermediario, delle pratiche di Comunicazione unica.


Su tale problematica il Ministero dello Sviluppo Economico, con un parere (prot. 64327 del 04/06/2010) ha osservato quanto segue:


La procedura della “Comunicazione unica per la nascita dell’impresa” consente di svolgere attraverso un unico front office – individuato dalla legge negli uffici del registro delle imprese presso le camere di commercio – adempimenti relativi a più Amministrazioni: Agenzia delle entrate, Albi provinciali delle imprese artigiane, INPS, INAIL, Ministero del lavoro e gli stessi Uffici del registro delle imprese.


La procedura della Comunicazione unica implica l’utilizzo degli strumenti informatici e telematici, nonché della firma digitale (art. 3, D.P.C.M. 6-5-2009), da parte di tutti gli imprenditori, anche quelli di dimensioni minime.


A tal fine, è stato predisposto un formulario “tipo” di procura speciale, per la presentazione della Comunicazione unica con l’utilizzo della sola firma digitale del soggetto incaricato.


Tuttavia, la Comunicazione unica è  “una collezione di file”, composta da: modello Comunicazione; modulistica registro imprese; modulistica Agenzia delle entrate; modulistica INAIL; modulistica INPS (allegato A al DM 2 novembre 2007, ora modificato nel decreto interdirettoriale 19 novembre 2009, sezione “Struttura della pratica”).


Ciascuna delle predette modulistiche (compreso il modello per la Comunicazione unica) è accompagnata da una propria “distinta di firma”, da sottoscrivere digitalmente, a cura del soggetto obbligato o legittimato all’adempimento in base alla disciplina di settore.


La nuova procedura non modifica in alcun modo la normativa di riferimento di ciascuna Amministrazione coinvolta, limitandosi a semplificare gli adempimenti solo per la Pubblica Amministrazione (e non certo per le imprese, come, invece, affermato anche dall’Inail).


Restano, in particolare, inalterati i termini per la presentazione delle denunce d’esercizio e per le altre denunce previsti dall’art. 12 del Testo Unico per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124).


Restano, inoltre, fermi i requisiti che devono possedere gli intermediari per svolgere gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, in base alle norme per l’ordinamento della professione di consulente del lavoro.


La procura speciale consente, quindi, al professionista o all’intermediario di sottoscrivere digitalmente, per conto dell’obbligato o del legittimato, solo la distinta relativa al “modello di Comunicazione unica”, non anche le distinte relative alle altre modulistiche che viaggiano allegate al “modello di Comunicazione”, restando la legittimazione alla sottoscrizione di queste ultime governata dalle specifiche norme di settore.


Pertanto, alla luce di ciò, secondo il Ministero dello Sviluppo economico: La procedura della Comunicazione unica impone un approccio innovativo da parte delle diverse categorie di professionisti coinvolte, ciascuna secondo le rispettive competenze; un approccio interdisciplinare in cui gli studi professionali sappiano collegarsi “in rete”, sia in senso informatico, sia in senso organizzativo.


L’apposito software predisposto dal sistema camerale (denominato, “Comunica


imprese”) prevede, proprio in tale ottica, una funzione “importa ed esporta”, che consente a ciascuno studio professionale di collaborare nella preparazione della medesima pratica Comunica, occupandosi degli aspetti (fiscali, assicurativi, previdenziali, ecc.) di sua specifica competenza.


 


 


2) Artigiani e commercianti: Saldo 2009 e primo acconto entro il 16 giugno


Prima chiamata per i contributi sul reddito eccedente il minimale. Per il versamento dei contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale il primo appuntamento è il 16 giugno 2010 per il saldo 2009 ed il primo acconto 2010.


Lo ha ribadito la circolare dell’INPS, n. 73 del 14/06/2010, relativa a:


Riscossione 2010 dei contributi dovuti dagli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti sulla quota di reddito eccedente il minimale e dai liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995 n. 335.


Tale documento dell’Istituto previdenziale, ha, in particolare, trattato i seguenti argomenti, in prossimità della scadenza di oggi (16 giugno 2010):


– Termini e modalità di versamento


– Reddito imponibile


– Reddito imponibile per i contribuenti minimi


– Rateizzazione


– Quadro “RR” del modello UNICO 2009


– Compensazione


Termini e modalità di versamento


L’Inps, ha spedito un prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali per il versamento dei contributi previdenziali relativi all’anno 2010, nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi dovuti dai commercianti ed artigiani titolari di partita IVA.


Per i soggetti non titolari di partita IVA sono stati spediti anche i relativi modelli F24.


In relazione al pagamento dei contributi previdenziali dovuti nel 2010 dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali, i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi.


Per tale anno le suddette scadenze sono quelle del 16 giugno 2010 per il saldo 2009 ed il primo acconto 2010 e del 30 novembre 2010 per il secondo acconto 2010.


Al riguardo, il versamento del saldo 2009 e del primo acconto 2010 (e non di altre somme eventualmente a debito) può essere effettuato entro il 16 luglio 2010, anziché entro il 16 giugno 2010, maggiorando l’importo dei contributi dovuti dello 0,40% a titolo di interessi.


La predetta maggiorazione dello 0,40 per cento deve essere versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo “API” (artigiani) o “CPI” (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo.


Reddito imponibile


In merito all’individuazione dell’ammontare del reddito da assoggettare all’imposizione dei contributi previdenziali, deve essere preso in considerazione il totale dei redditi d’impresa seguiti nel 2009, al netto delle eventuali perdite dei periodi d’imposta precedenti scomputate dal reddito dell’anno.


Per i soci di S.r.l. iscritti alle gestioni degli artigiani o dei commercianti la base imponibile è costituita dalla parte del reddito d’impresa della S.r.l. corrispondente alla quota di partecipazione agli utili, ovvero alla quota del reddito attribuita al socio per le società partecipate in regime di trasparenza.


Per tale fine, questi di seguito sono gli elementi che costituiscono la base imponibile per il calcolo della contribuzione dovuta, indicati eventualmente nei quadri RF (impresa in contabilità ordinaria), RG (impresa in regime di contabilità semplificata e regimi forfetari) e RH (redditi di partecipazione in società di persone ed assimilate):


RF47 – (RF48 + RF50, col.1) + [RG29 – (RG31+RG33, col.1)] + [somma algebrica (colonne 4 da RH1 a RH4 con codice 1,3 e 6 e colonne 4 da RH5 a RH6) – RH12].


Detti redditi devono essere integrati anche con quelli eventualmente derivanti, agli iscritti alle Gestioni, dalla partecipazione a società a responsabilità limitata denunciati con il mod. Unico S. C. (società di capitali).


Reddito imponibile per i contribuenti minimi


Per i soggetti che – ai sensi dell’art. 1, commi da 96 a 117, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 – fruiscono del regime semplificato per i contribuenti minimi, la base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti viene determinata come segue:


CM6 (Reddito lordo o perdita) – CM9 (Perdite pregresse).


Il reddito da assoggettare ad imposizione contributiva previdenziale, infatti, deve essere considerato al netto delle perdite pregresse ma al lordo dei contributi previdenziali, che il contribuente dovrà indicare nel rigo CM7.


Rateizzazione


La rateizzazione può avere ad oggetto esclusivamente i contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale imponibile, con esclusione quindi dei contributi dovuti sul minimale predetto, ancorché risultanti a debito del contribuente nel quadro “RR” in quanto non versati in tutto o in parte all’atto della compilazione del modello UNICO 2010.


La prima rata deve essere corrisposta entro il giorno di scadenza del saldo e/o dell’acconto, eventualmente differito; le altre rate entro il giorno 16 di ciascun mese di scadenza (per i titolari di partita IVA) ed entro la fine di ciascun mese (per gli altri contribuenti).


In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre 2010.


L’importo da pagare ad ogni scadenza è dato dalla sorte capitale, a cui va sommata l’eventuale maggiorazione dovuta per differimento (0,40%), divisa per il numero delle rate, e dagli interessi relativi alla singola rata, da calcolare al tasso dello 0,5% mensile.


Gli interessi devono essere corrisposti utilizzando, per ogni sezione del modello, l’apposita causale (API o CPI) e la medesima codeline relativa al contributo cui afferiscono. Essi decorrono dal termine previsto per il versamento in via ordinaria dell’acconto e/o del saldo, eventualmente differito, che coincide con il termine di versamento della prima rata.


In merito alle modalità di compilazione del modello F24 in caso di pagamento rateale, l’Inps ha poi precisato quanto segue:


– Gli interessi vanno esposti separatamente dai contributi;


– le causali CP, CPR, AP, APR devono quindi riguardare solo contributi;


– la rateizzazione riguarda sia i contributi dovuti, che la maggiorazione dello 0,40 per cento nel caso in cui il versamento della prima rata sia effettuato dal 17 giugno al 16 luglio.


La quota parte dell’importo relativo alla maggiorazione deve comunque essere inclusa nella causale CPI o API, unitamente agli eventuali interessi sulle rate successive alla prima.


Quadro “RR” del modello UNICO 2010


Il quadro “RR” del modello “UNICO 2010 persone fisiche” deve essere compilato, ai fini della determinazione dei contributi dovuti per l’anno 2009, sulla base dei redditi dichiarati per il medesimo anno, dai soggetti iscritti alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali (sezione I).


I liberi professionisti iscritti alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 terranno conto della circolare n. 13 del 28 gennaio 2009 per la determinazione della contribuzione dovuta, mentre per la compilazione del quadro RR – sezione II, avranno cura di osservare le istruzioni contenute nel mod. Unico 2010.


Adesso la neo circolare ha evidenziato che, qualora dal quadro RR emergano debiti a titolo di contributi dovuti sul minimale di reddito ed il contribuente intenda regolarizzare la propria posizione tramite mod. F24, la codeline da riportare nel modello è sempre quella relativa ai predetti contributi sul minimale di reddito (codeline del titolare).


In caso di importi diversi da quelli originari, la codeline deve essere rideterminata secondo i criteri esposti al punto 6 che segue. Qualora l’importo da corrispondere si riferisca a più di una rata, dovrà essere riportato quale numero rata “0”.


Compensazione


L’importo eventualmente risultante a credito dal quadro RR del modello UNICO 2010 può essere portato in compensazione nel modello di pagamento unificato F24.


Per effettuare la compensazione il contribuente compilerà uno o più righi di uno o più modelli F24 indicando la causale contributo AP o AF (artigiani) o CP o CF (commercianti), il codice sede, il codice INPS (17 caratteri) relativo alla riscossione dell’anno 2008, se il credito è evidenziato nella colonna 16 o 28 del quadro RR (credito dell’anno precedente) o dell’anno 2009, se il credito emerge dalla dichiarazione 2010 (i codici INPS sono rilevabili dai prospetti inviati unitamente ai modelli F24 dei predetti anni).


Sarà quindi indicato il periodo di riferimento (l’anno 2008 ovvero il 2009, secondo quanto appena evidenziato) e l’importo che si intende compensare.


Qualora venga portata in compensazione soltanto una quota parte della contribuzione originariamente versata con una delle quattro rate relative al minimale imponibile il codice INPS (codeline di n. 17 caratteri) dovrà essere rideterminato in funzione del nuovo importo secondo i criteri di cui al punto 3 della circolare n. 98 del 7 maggio 2001.


A tal fine potrà essere utilizzata la funzione di calcolo della codeline rilevabile nel sito Internet www.inps.it – servizi on line – art./com. – calcolo codeline.


 


 


3) Inps: Contributi parasubordinati utili per il diritto all’indennità di disoccupazione


In via sperimentale per l’anno 2010, ai fini del perfezionamento del requisito contributivo per l’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali, si computano anche i periodi svolti nel biennio precedente in via esclusiva sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di tredici settimane.


L’Inps con la circolare n. 74 del 15 giugno 2010 ha fornito chiarimenti sull’art. 2, comma 131, legge 23 dicembre 2009, n. 191 (finanziaria per il 2010).


Verifica del requisito contributivo


L’articolo 2, comma 131, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 ha inserito un comma 2-ter all’art. 19 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, che prevede:


«2-ter. In via sperimentale per l’anno 2010, per l’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali di cui all’articolo 19, primo comma, del regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, ai fini del perfezionamento del requisito contributivo si computano anche i periodi svolti nel biennio precedente in via esclusiva sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di tredici settimane.»


L’assicurato che presenta domanda di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali, per accedere alla prestazione, deve far valere almeno un anno di contribuzione ovvero 52 contributi settimanali che si collocano, anche non continuativamente, nel biennio precedente l’inizio del periodo di mancanza di lavoro.


I contributi settimanali validi per il raggiungimento del requisito contributivo sono:


– i contributi da lavoro dipendente accreditati/dovuti nel biennio antecedente alla cessazione/sospensione del rapporto di lavoro che determina la domanda di prestazione;


– per le indennità relative a cessazioni del rapporto di lavoro intervenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010, in via sperimentale, anche i contributi accreditati nel medesimo biennio per la iscrizione, in via esclusiva, alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335/95 relativi a periodi svolti sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nella misura massima di tredici settimane.


La norma limita espressamente la sperimentazione annuale al perfezionamento del solo requisito contributivo.


Per la verifica del requisito assicurativo, continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore.


Pertanto, per tutti i richiedenti – anche quelli che, beneficiando della sperimentazione in esame, facciano valere ai fini del requisito contributivo periodi da parasubordinati – è necessario verificare la sussistenza di un contributo contro la disoccupazione involontaria almeno due anni prima dell’inizio del periodo di mancanza di lavoro.


Quanto alla misura della prestazione, la base di calcolo è costituita dalla retribuzione relativa all’ultimo trimestre di lavoro dipendente, secondo le istruzioni già impartite, da ultimo con circolare n. 115 del 31 dicembre 2008.


Calcolo delle settimane computabili.


Il secondo periodo del comma 2-ter cit. prevede:


«Per quantificare i periodi di copertura assicurativa svolti sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa si calcola l’equivalente in giornate lavorative, dividendo il totale dell’imponibile contributivo ai fini della Gestione separata nei due anni precedenti per il minimale di retribuzione giornaliera».


Pertanto, ai fini del calcolo delle settimane, svolte da parasubordinato, computabili per il raggiungimento del requisito contributivo, si procede come segue:


– si calcolano i minimali retributivi giornalieri relativi agli anni di competenza, dividendo il minimale annuo per 365;


– si divide il totale dell’imponibile contributivo – relativo ai periodi di lavoro coperti da contribuzione alla Gestione separata nel biennio precedente lo stato di disoccupazione, anche non continuativi – per il minimale retributivo giornaliero in vigore nel relativo anno;


– il numero così ottenuto è diviso per 7 ed arrotondato per difetto.


– i periodi riferibili ad anni diversi vanno computati separatamente, ognuno con riferimento al massimale dell’anno; i risultati sono successivamente sommati.


Il numero di contributi settimanali in tal modo ottenuti è computato, nel limite massimo di 13 settimane, per la verifica del requisito contributivo.


 


 


4) Detrazione Irpef 2010 per sicurezza, difesa e soccorso


Lo sconto fiscale 2010 sul trattamento economico accessorio è riconosciuta direttamente dal sostituto d’imposta.


Gli appartenenti alle Forze armate, all’Arma dei carabinieri, ai Vigili del fuoco, alla Guardia di finanza, alla Polizia penitenziaria e al Corpo forestale dello Stato, che ne hanno i requisiti, potranno detrarre, nel 2010, fino a 149,50 euro dell’imposta lorda Irpef dovuta per il reddito derivante dal trattamento economico accessorio.


Lo ha disposto il Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 23 aprile 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2010, che ha determinato l’ammontare dello sconto fiscale in base ai fondi stanziati e al numero dei beneficiari.


L’agevolazione, introdotta in via sperimentale dall’art. 4, comma 3, del Dl n. 185/2008 per il 2009, è stata confermata anche per l’anno in corso con l’art. 2, comma 156, della Finanziaria 2010.


E’ rimasta immutata la soglia massima di 35mila euro di reddito totale per accedere al beneficio, l’anno di riferimento è il 2009.


Invariata anche la cifra stanziata allo scopo: disponibili, per il 2010, 60 milioni di euro.


Aumentato rispetto al 2009, invece, l’importo ammesso in riduzione: 149,50 euro contro i 134 dello scorso anno.


La diminuzione è applicata direttamente dal sostituto di imposta, in un’unica soluzione, nel limite dell’imposta lorda calcolata sul trattamento economico accessorio corrisposto e, per l’eventuale importo residuo, in occasione delle successive erogazioni effettuate nell’anno al medesimo titolo.


 


 


5) Accertamento su c/c del contribuente: Inversione onere della prova


Se l’accertamento emesso dall’Amministrazione si fonda su movimentazioni dei conti correnti bancari, spetta al contribuente, in virtù dell’inversione dell’onere della prova, dimostrare che gli elementi desunti da tali movimentazioni sono frutto di operazioni non assoggettabili a tassazione.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13807 del 09/06/2010.


Nel caso in cui l’accertamento emesso dall’Amministrazione finanziaria si fondi su movimentazioni dei conti correnti bancari, spetta al contribuente, in virtù dell’inversione dell’onere della prova, dimostrare che gli elementi desunti da tali movimentazioni sono frutto di operazioni non assoggettabili a tassazione, mentre, per l’Erario, l’onere probatorio è assolto con la semplice produzione degli elementi risultanti dai conti stessi.


Con la citata sentenza n. 13807 del 09 giugno 2010, la suprema Corte di Cassazione ha, quindi, ribadito il principio in linea con il proprio consolidato indirizzo giurisprudenziale (Cassazione, sentenze 23852/2009, 2752/2009, 2753/2009, 20858/2007).


Dal punto di vista normativo, il potere degli uffici finanziari di svolgere indagini bancarie è contenuto, per le imposte dirette, nell’art. 32, comma 1, nn 2), 5), 6-bis) e 7), del Dpr 600/1973 e, relativamente all’Iva, nell’ art. 51, comma 2, nn 2), 5), 6-bis) e 7), del Dpr 633/1972.


In sostanza, con dette disposizioni si fa si che le rimesse in un conto corrente effettuate da un contribuente costituiscono, di solito, il profitto derivante dalla sua attività, e non un patrimonio separato ed estraneo alla stessa.


Una volta che le movimentazioni bancarie vengono ricondotte, per presunzione, all’attività del contribuente soggetto ad accertamento fiscale, la stessa legge – art. 32, comma 1, n. 2), del Dpr 600/1973 – pone a carico del contribuente l0onere probatorio di dimostrare che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine (perché, ad esempio, si tratta di acquisti ereditari, di redditi per cui già sono state pagate le imposte ecc.).


 


 


6) Durc anche alle imprese in amministrazione straordinaria


L’insolvenza non è causa di mancanza di presupposto della regolarità contributiva.


Le imprese che versano in situazione di amministrazione straordinaria hanno comunque diritto a ricevere il Durc dall’Inps e dall’Inail, pur non avendo versato i contributi e i premi.


Il ministero del Lavoro ritiene che tale situazione di insolvenza non sia causa di mancanza del presupposto della regolarità contributiva, dal momento che l’azienda ha sospeso i pagamenti a seguito di disposizioni legislative.


E’ quanto riportato dai tecnici del Dicastero nella nota 10382/2010. 


La quale prevede, inoltre, che il rilascio del documento che attesta la regolarità contributiva aziendale debba essere subordinato ad una serie di condizioni:
– gli enti previdenziali, in quanto creditori privilegiati, devono aver presentato la domanda di recupero del credito nei termini di legge;


– il Durc dovrà essere rilasciato a seguito delle somme vantate dai citati enti, cioè dopo che con la procedura di verifica del passivo si è appurato che quelle somme potranno essere coperte dalle attività dell’impresa.


Con il documento ministeriale, il Lavoro ribadisce il fine dell’amministrazione straordinaria a cui possono essere sottoposte le grandi imprese commerciali insolventi, che è appunto quello di preservare il patrimonio produttivo dell’impresa, attraverso la prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 15 giugno 2010)


 


 


7) Professionisti: Diritto al compenso per l’attività di consulenza fiscale non esclusiva


Riconosciuta l’importanza della prestazione professionale. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 14085 del 11 giugno 2010, ha accolto il ricorso presentato da una consulente del lavoro avverso la decisione con cui i giudici di appello avevano escluso che la stessa potesse essere retribuita per una serie di attività di consulenza fiscale effettuate in favore di un cliente.


Secondo la decisione impugnata quest’ultimo non avrebbe dovuto pagare la consulente in quanto quelle attività erano riservate ai commercialisti.


Nel testo della loro pronuncia, i giudici di legittimità, pur ricordando che l’esecuzione di una prestazione d’opera professionale di natura intellettuale effettuata da chi non sia iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge, comporta, ai sensi degli artt. 1418 e 2231 c.c., una nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, “privando il contratto di qualsiasi effetto, sicché il professionista non iscritto all’albo o che non sia munito nemmeno della necessaria qualifica professionale per appartenere a categoria del tutto differente, non ha alcuna azione per il pagamento della retribuzione, nemmeno quella sussidiaria di arricchimento senza causa”, hanno altresì ribadito che, per stabilire se ricorra o meno la nullità prevista dall’art. 2231 c.c., occorre comunque verificare se la prestazione espletata dal professionista rientri in quelle attività che sono riservate in via esclusiva a una determinata categoria professionale.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 15 giugno 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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