Adesioni, conciliazioni e acquiescenza senza fideiussione

 

L’art. 3, c. 1, lett. b), del D.L. 25 marzo 2010, n.40, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, della Legge 22 maggio 2010, n. 73 – cd. D.L. Incentivi, ha modificato le regole per il perfezionamento dell’accertamento con adesione e della conciliazione giudiziale, liberandoli – nella maggior parte dei casi – dall’onere di presentare la fideiussione, che riverbera i suoi effetti anche sull’istituto dell’acquiescenza.




Accertamento con adesione




Ai sensi dell’art. 8, del D.Lgs. n. 218/97, il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto di cui all’art. 7, mediante delega ad una banca autorizzata o tramite il concessionario del servizio di riscossione competente in base all’ultimo domicilio fiscale del contribuente.


Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i cento milioni di lire. L’importo della prima rata è versato entro venti giorni dalla redazione dell’atto di adesione.


Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell’atto di adesione, e per il versamento di tali somme, se superiori a 50.000 euro, il contribuente è tenuto a prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata dai consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) iscritti negli elenchi previsti dagli artt. 106 e 107 del T.U. delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, per il periodo di rateazione del detto importo, aumentato di un anno.


Entro dieci giorni dal versamento dell’intero importo o di quello della prima rata il contribuente fa pervenire all’ufficio la quietanza dell’avvenuto pagamento e la documentazione relativa alla prestazione della garanzia, ove necessaria.


Subito dopo, l’ufficio rilascia al contribuente copia dell’atto di accertamento con adesione.


In caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate successive, se il garante non versa l’importo garantito entro trenta giorni dalla notificazione di apposito invito, contenente l’indicazione delle somme dovute e dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa, il competente ufficio dell’Agenzia delle entrate provvede all’iscrizione a ruolo delle predette somme a carico del contribuente e dello stesso garante.


Per effetto della modifica apportata dall’art. 3, c. 1, lett. b), del D.L. Incentivi, la garanzia pertanto è necessaria solo se l’importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 €.


Precedentemente, invece, qualsiasi importo rateizzato era soggetto a fideiussione.




Conciliazione giudiziale




Ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs.n.546/92 anche il pagamento delle somme dovute a seguito di conciliazione può essere effettuato a rate, analogamente a quanto previsto per l’accertamento con adesione ( per il versamento delle rate successive alla prima delle somme dovute a seguito della conciliazione giudiziale, il contribuente è tenuto a prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria).


Anche in questo caso, il D.L. Incentivi, sempre attraverso l’art. 3, comma 1, lett. b) impone la garanzia solo se l’importo delle rate successive alla prima è superiore a 50.000 €.




Acquiescenza




L’art. 15 del D.Lgs. n.218/97 – titolato Sanzioni applicabili nel caso di omessa impugnazione – prevede che le sanzioni irrogate per le violazioni indicate nell’art. 2, comma 5, del citato decreto legislativo, nell’art. 71 del T.U. dell’imposta di registro ( D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), e nell’art. 50 del T.U. dell’imposta sulle successioni donazioni ( D.P.R. 31 ottobre 1990, n. 346), sono ridotte ad un quarto se il contribuente rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare, entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione. In ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un quarto dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.


La norma richiama – per effetto di quanto introdotto dall’art. 21, c 22 della L. 31 dicembre 1997, n. 449 – le disposizioni degli artt. 2, cc. 3, 4 e 5, ultimo periodo, e 8, cc. 2, 3 e 3-bis del D.Lgs. n. 218/97 – e pertanto equipara – ai fini della concessione dei benefici – gli effetti della totale acquiescenza all’accertamento dell’ufficio (integrale pagamento, anche rateale, delle somme dovute, entro i termini per ricorrere) a quelli propri dell’accertamento con adesione.


Di conseguenza, il provvedimento introdotto per venire incontro alle esigenze dei contribuenti e della stessa Amministrazione finanziaria (spesso infatti i contesti si arenavano proprio per le difficoltà del contribuente ad ottenere la fideiussione), trova applicazione anche per l’acquiescenza, nei limiti e alle condizioni sopra viste.




4 giugno 2010


Francesco Buetto

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