Tarsu e campeggi

come viene calcolata la TARSU da applicare ai campeggi

 

E’ la sentenza n. 4754 del 26/02/2010 (ud. del 28/01/2010) della Corte di Cassazione ad occuparsi della Tarsu per i campeggi. Analizziamo il contenuto della sentenza.




Il processo




Con due distinti ricorsi alla commissione tributaria provinciale di Forlì la società A.C. snc di S.E. e C. proponeva opposizione avverso altrettante cartelle di pagamento fatte notificare dal Comune di Bagno di Romagna per la tassa di smaltimento di rifiuti solidi urbani, interessi e sanzioni per un campeggio, per gli anni dal 2000 al 2001.


Il ricorrente richiedeva l’annullamento di tali atti, in quanto basati su una rilevante sproporzione tra i rifiuti prodotti e la misura della tassa, chiedendo, invece, l’applicazione della tariffa media dei Comuni confinanti, e che era di L. 743 a mq; in via subordinata andava riconosciuta la riduzione del 50% prevista dall’art. 15 del regolamento comunale.


La commissione tributaria rigettava il ricorso di parte. Avverso la relativa decisione la contribuente proponeva appello, cui il Comune non resisteva, dinanzi alla commissione tributaria regionale dell’Emilia Romagna, la quale, in parziale riforma di quella impugnata, annullava parzialmente quelle cartelle, osservando che tutta l’area interessata, e quindi anche la parte scoperta, andava considerata in modo unitario, e ad essa andava applicata la tariffa secondo l’art. 15 del regolamento, e quindi nella misura del 50% di quella ordinaria.


Contro questa pronuncia il Comune di Bagno di Romagna ha proposto ricorso per cassazione, deducendo violazione e/o falsa applicazione degli artt. 58, 62 e 66 del D.Lgs. n. 507/1993, e degli artt. 13 e 5 del regolamento comunale, nonchè omessa, insufficiente e/o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia, con riferimento all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5, in quanto la commissione tributaria regionale non aveva considerato che la norma agevolativa prevista dall’art. 15 del regolamento era stata inserita in osservanza di quanto previsto dall’art. 66 del D.Lgs. n. 507, che tuttavia non era entrato mai in vigore, perché via via prorogato con decreti legge, peraltro non convertiti, sino a quando poi era stato emanato il D.L. n. 328/1997, convertito dalla L. n. 410/1997, che con l’art. 6 aveva abrogato quell’art. 66 che prevedeva l’agevolazione, sicchè nel caso in specie andava applicato l’art. 13 del regolamento, secondo cui i campeggi dovevano essere accorpati ai distributori e ai parcheggi con tariffa piena per tutta l’area, anche se con parametri più ridotti.




La sentenza




La censura posta ha trovato la condivisione dei giudici di Cassazione.


Invero, l’art. 68 del D.Lgs. 15/11/1993, n. 507, nel dettare i criteri ai quali i Comuni devono attenersi per l’applicazione della tassa e la determinazione delle tariffe, e nell’indicare al riguardo le categorie di locali ed aree con omogenea potenzialità di rifiuti, “considera i campeggi, di cui alla lett. b del comma 2, quale categoria unitaria di utilizzazione di aree, non autorizzandone (né a fortiori imponendone) l’ulteriore (sub) articolazione ai fini dell’applicazione di diversi criteri di tassazione in sede di regolamenti comunali (cfr. anche sentenze n. 18862 del 20/09/2004, n. 11600 del 2004). Inoltre va rilevato che il regime di tassazione delle aree scoperte, diverse da quelle pertinenziali od accessorie di civili abitazioni, è quello risultante dal dettato del D.L. 29 settembre 1997, n. 328, art. 6 (convertito nella L. 29 novembre 1997, n. 410), e del D.L. 26 gennaio 1999, n. 8, art. 1, comma 3 (convertito nella L. 25 marzo 1999, n. 75), in base al quale le superfici scoperte operative sono tassate per intero. Per converso solo quelle altre scoperte pertinenziali od accessorie a locali tassabili sono escluse dal tributo; caso quest’ultimo evidentemente diverso dalla fattispecie in esame, trattandosi di area gestita a campeggio (v. pure sentenza cass. n. 22643/2004)”.


In pratica, le superfici scoperte operative sono – secondo i giudici di Cassazione – tassate per intero, mentre le pertinenze non sono tassabili.




30 aprile 2010


Gianfranco Antico

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