Novità fiscali del 7 maggio 2010: antiriciclaggio: dettaglio degli indici di anomalia per i Commercialisti; recupero ICI per differenza tra rendita presunta/effettiva senza interessi e sanzioni; fisco e imprese, ok al recupero dei costi non di competenza; Camera: approvato il decreto cd. Incentivi; quando e come Equitalia sospende la riscossione degli importi iscritti a ruolo; disponibile il software Unico Persone Fisiche 2010 e quello IRAP; il Senato approva le modifiche al codice della strada

 






 


Indice:


 


1) Trasmissione dati sisma Abruzzo


 


2) Antiriciclaggio: Dettaglio degli indici di anomalia per i Commercialisti


 


3) Beni svizzeri usati in Italia: conseguenze Iva anche in presenza di accordi anti dazi


 


4) Recupero Ici per differenza tra rendita presunta/effettiva senza interessi e sanzioni


 


5) Cinque per mille 2010 al rush finale


 


6) Civis apre agli utenti di Fisconline


 


7) Fisco e imprese, ok al recupero dei costi non di competenza


 


8) Camera: Approvato il decreto cd. Incentivi: contrasto alle frodi fiscali


 


9) Quando e come Equitalia sospende la riscossione degli importi iscritti a ruolo


 


10) Disponibile il software Unico Persone Fisiche 2010 e quello IRAP


 


11) Voucher anche telematici non utilizzati rimborsabili presso le sedi Inps


 


12) Il Senato approva le modifiche al codice della strada


 


 


1) Trasmissione dati sisma Abruzzo


Terremoto in Abruzzo, contributi per la ricostruzione: Online il nuovo software di compilazione per i Comuni.


Il Fisco tende una mano ai Comuni abruzzesi tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati sui contributi concessi o revocati, in tutto o in parte, per riparare, ricostruire o riacquistare le case danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009.


Grazie a un nuovo programma informatico, scaricabile gratuitamente dalla sezione “Software” del sito Internet www.agenziaentrate.gov.it , anche le amministrazioni comunali meno attrezzate dal punto di vista tecnologico potranno inviare in pochi click tutte le informazioni sui contributi per la ricostruzione. Basterà scaricare il software direttamente sul pc e seguire le istruzioni passo dopo passo per compilare i campi richiesti.


Una volta completato questo lavoro, sarà l’applicazione stessa a creare un file


riassuntivo dei dati da inviare all’Agenzia usando il canale telematico Entratel.


Un aiuto per i Comuni dell’Abruzzo che si aggiunge alle due modalità di trasmissione delle informazioni sui contributi post-terremoto previste dai provvedimenti dell’Agenzia del 10 luglio e del 3 agosto 2009, modificati da quelli del 30 ottobre 2009 e del 26 marzo 2010.


È infatti già possibile trasmettere i dati con modalità telematiche, tramite Entratel, secondo le specifiche tecniche approvate dai provvedimenti indicati o, in alternativa, inviare i modelli con il servizio postale tradizionale.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 4 maggio 2010)


 


 


2) Antiriciclaggio: Dettaglio degli indici di anomalia per i Commercialisti


Come è noto sulla G.U. n. 101 del 03 maggio 2010 (si veda tra le novità fiscali dei giorni scorsi) sono stati pubblicati gli indici di anomalia che anche i Commercialisti devono tenere in considerazione ai fini delle comunicazioni della disciplina dell’antiriclaggio.


È stato, infatti, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il decreto 16 aprile 2010 del Ministero della Giustizia che individua gli indici di anomalia che dovrebbero far scattare in capo a commercialisti, consulenti del lavoro, C.A.F., revisori contabili e consulenti tributari non iscritti in albi, avvocati e notai, la segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.).


A tal fine, ecco di seguito tali indici:


A. Indicatori di anomalia connessi al cliente:


1. Il cliente fornisce informazioni palesemente inesatte o incomplete ovvero false riguardo: la propria identità e quella dell’eventuale titolare effettivo; lo scopo e la natura della prestazione richiesta; l’attività esercitata ovvero la situazione finanziaria, economica e/o patrimoniale propria e/o dell’eventuale gruppo di appartenenza; il potere di rappresentanza, l’identità dei delegati alla firma, la struttura di proprietà o di controllo.


1.1. Il cliente utilizza documenti identificativi che sembrano contraffatti.


2. Il cliente si mostra riluttante a fornire ovvero rifiuta di fornire informazioni, dati e documenti comunemente acquisiti per l’esecuzione dell’operazione ovvero per il regolamento delle prestazioni.


2.1. Il cliente, all’atto di esibire documenti di identità ovvero alla richiesta di fornire informazioni sull’operazione o sulla prestazione, rinuncia immotivatamente ad eseguirla.


2.2. Il cliente rifiuta di fornire indicazioni sulle modalità di pagamento.


3. Il cliente mostra una inusuale familiarità con i presidi previsti dalla normativa in tema di adeguata verifica della clientela, di registrazione dei dati e di segnalazione di operazioni sospette, ovvero pone ripetuti quesiti in ordine alle modalità di applicazione di tali presidi.


4. Il cliente dimostra di non avere adeguata conoscenza della natura, dell’oggetto o dello scopo della prestazione professionale richiesta, suscitando il dubbio che egli possa occultare di agire con finalità illecite per conto di un terzo.


4.1. Il cliente è accompagnato da altre persone – il cui ruolo non è stato accertato in occasione di contatti con il professionista- che sembrano avere un interesse diretto in merito alle modalità di esecuzione della prestazione.


5. Il cliente effettua operazioni di importo significativo ed è noto per essere stato sottoposto a procedimento penale, a misure di prevenzione o a provvedimenti di sequestro, ovvero è notoriamente contiguo (ad esempio familiare) a soggetti sottoposti a procedimento penale, a misure di prevenzione o a provvedimenti di sequestro, ovvero effettua operazioni con controparti note per essere state sottoposte a procedimenti penali, a misure di prevenzione o


a provvedimenti di sequestro.


6. Il cliente è censito, è notoriamente contiguo (ad esempio familiare) a soggetti censiti ovvero richiede di effettuare operazioni con controparti censite nelle liste delle persone o degli enti attivi nel finanziamento del terrorismo.


7. Il cliente opera in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità Europea e richiede ovvero pone in essere le seguenti operazioni, senza fornire ragionevoli motivi legati alla attività esercitata, al gruppo di appartenenza o a particolari condizioni adeguatamente documentate:


costituzione o trasferimento, nei predetti paesi, di diritti reali su beni immobili;


conferimento per la costituzione o l’aumento di capitale – soprattutto se effettuate per importi consistenti – di società che hanno sede legale nei predetti paesi;


utilizzo, in qualità di soci, di imprese costituite in regime di trust nei predetti paesi;


trasferimento di partecipazioni o di diritti su quote o azioni, o su altri strumenti finanziari che danno diritto di acquisire tali partecipazioni o diritti, qualora venga interposto un soggetto estero con apparenti finalità di dissimulazione;


ricezione e/o trasferimento di fondi.


B. Indicatori di anomalia connessi alle modalità di esecuzione delle prestazioni


professionali:


8. Richiesta di prestazioni professionali o del compimento di operazioni aventi oggetto ovvero scopo non compatibile con il profilo economico-patrimoniale o con l’attività del cliente ovvero con il profilo economico patrimoniale, o con l’attività dell’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene.


8.1. Consulenza per l’organizzazione di operazioni finanziarie non coerenti con l’attività commerciale sottostante.


8.2. Prestazioni richieste da organismi non lucrativi per finalità non compatibili con quelle dichiarate o comunque proprie dell’ente.


8.3. Richiesta di consulenza per l’effettuazione di operazioni di finanza strutturata sui mercati internazionali per esigenze legate a un’attività commerciale con l’estero di dimensioni evidentemente contenute.


8.4. Acquisto di disponibilità a diverso titolo di beni, anche di lusso, di elevato valore, a fronte di un patrimonio, anche di gruppo, di importo ridotto.


8.5. Frequenti operazioni di acquisizione di partecipazioni o di altri diritti su imprese o aziende, non giustificate dal profilo economico – patrimoniale o dall’attività del cliente ovvero dell’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.


8.6. Transazioni finanziarie di notevole importo, specie se richieste da società di recente costituzione, non giustificate dall’oggetto della società, dall’attività del cliente ovvero dell’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.


8.7. Acquisto di partecipazioni in imprese con modalità non coerenti con il profilo economico-patrimoniale o con l’attività esercitata dal cliente ovvero dall’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene o da altri ragionevoli motivi.


9. Richiesta di prestazioni professionali con modalità inusuali e palesemente ingiustificate rispetto al normale svolgimento della professione o dell’attività.


9.1. Richiesta di prestazione professionale a un professionista dislocato in località distante dalla zona di residenza o dalla sede effettiva dell’attività del cliente in assenza di plausibili ragioni quali, a mero titolo esemplificativo, la cittadinanza straniera del cliente o del suo alla prestazione professionale richiesta.


9.2. Ricorso a caselle postali o a indirizzi postali diversi dal domicilio fiscale o professionale, ovvero ad altre forme di domiciliazione di comodo.


9.3. Frequente rilascio da parte di persone fisiche di deleghe o procure al fine di evitare contatti diretti con il professionista.


9.4. Frequente richiesta di operazioni per conto di un soggetto terzo in assenza di ragionevoli motivi legati al tipo di attività esercitata o al rapporto tra le parti o a particolari condizioni adeguatamente documentate.


10. Richiesta di prestazioni professionali o di compimento di operazioni con configurazione illogica, specie se economicamente e finanziariamente svantaggiose per il cliente ovvero con modalità eccessivamente complesse rispetto allo scopo dichiarato.


10.1. Richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di modificare le condizioni e le modalità di svolgimento della prestazione professionale, specie se le modifiche richieste comportano ulteriori oneri a carico del cliente.


C. Indicatori di anomalia relativi alle modalità di pagamento dell’operazione:


11. Proposta di regolare i pagamenti mediante strumenti del tutto incoerenti rispetto alla prassi corrente dell’operazione richiesta, in assenza di ragionevoli motivi legati al tipo di attività esercitata, all’eventuale gruppo societario cui il cliente appartiene o a particolari condizioni adeguatamente documentate.


11.1. Ricorso per importi rilevanti al contante, a libretti di deposito al portatore ovvero ad altri titoli al portatore, nonché a valuta estera e all’oro.


11.2. Utilizzo frequente e ingiustificato di moneta elettronica non nominativa, specie se per importi complessivamente rilevanti.


12. Proposta di regolare i pagamenti secondo modalità tali da suscitare il dubbio che si intenda ricorrere a tecniche di frazionamento del valore economico dell’operazione, in assenza di ragionevoli motivi legati all’attività esercitata o a particolari condizioni adeguatamente documentate.


13. Richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di modificare le modalità di pagamento già convenute, soprattutto se sono proposti strumenti di pagamento non appropriati alla prassi comune dell’operazione disposta.


14. Pagamento delle operazioni o delle prestazioni mediante mezzi di pagamento provenienti, a diverso titolo, da soggetti terzi estranei al rapporto negoziale e non riconducibili al gruppo di appartenenza del cliente, o comunque non collegati con il cliente, in assenza di ragionevoli motivi.


D. Indicatori di anomalia relativi alla costituzione e alla amministrazione di imprese, società, trust ed enti analoghi:


15. Richiesta, in assenza di ragionevoli motivi, di prestazioni professionali che, anche mediante operazioni di natura societaria, hanno lo scopo o l’ effetto di dissimulare o di ostacolare l’identificazione del titolare effettivo dell’attività ovvero di occultare l’origine o la destinazione delle risorse finanziarie coinvolte.


15.1. Frequenti e ingiustificati cambiamenti nella titolarità o nella denominazione di società e aziende.


15.2. Costituzione e/o impiego di trust, nel caso in cui si applichi una normativa propria di Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità europea.


15.3. Costituzione e/o impiego di strutture di gruppo artificiosamente complesse e articolate, anche in relazione alla distribuzione delle partecipazioni e alla dislocazione all’estero di una o più società.


15.4. Costituzione e/o impiego di società partecipate da incapaci, salvo si tratti di imprese a conduzione familiare, ovvero conferimento di incarichi di responsabilità in società o enti a persone palesemente sprovviste delle necessarie capacità.


15.5. Rilascio di procure a gestire, amministrare e/o cedere beni, soprattutto se in un momento immediatamente successivo all’acquisto del bene ovvero a favore di persone apparentemente non collegate al delegante.


16. Conferimenti o apporti di capitale in società o altri enti mediante beni in natura per importi palesemente sproporzionati a quelli di mercato.


E. Indicatori di anomalia relativi ad operazioni aventi a oggetto beni immobili o mobili


registrati:


17. Acquisto di beni a un prezzo molto elevato rispetto al profilo economico-patrimoniale del cliente o del gruppo di appartenenza in assenza di ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.


18. Acquisto o vendita di beni a un prezzo palesemente sproporzionato rispetto al valore di mercato degli stessi in assenza di ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.


19. Acquisto di beni effettuato con il rilevamento di azioni di società con sede in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità europea in assenza di ragionevoli motivi o di specifiche esigenze.


20. Investimento in beni immobili in assenza di qualsivoglia legame con la località di ubicazione degli stessi e/o di convenienza economica dell’investimento.


21. Acquisto di beni senza disporre di, ovvero senza acquisire, adeguate informazioni sulla localizzazione o sullo stato degli stessi, ovvero sull’equità delle condizioni contrattuali.


22. Richiesta di consulenza in merito alla possibilità di acquistare o vendere beni in contanti per importi molto rilevanti.


F. Indicatori di anomalia relativi ad operazioni contabili e finanziarie:


23. Operazioni contabili aventi come scopo o come effetto quello di occultare disponibilità finanziarie, soprattutto se per importi rilevanti.


24. Operazioni di investimento di natura finanziaria con caratteri e per importi incoerenti rispetto al profilo economico-patrimoniale e/o alla attività esercitata dal cliente o dall’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene.


25. Operazioni di emissione e/o collocamento di strumenti finanziari, aventi caratteristiche e importi incoerenti rispetto al profilo economico – patrimoniale e/o all’oggetto della società o dell’eventuale gruppo societario cui la stessa appartiene.


26. Richiesta di finanziamenti effettuata sulla base di atti, rappresentati anche da titoli o certificati, talora anche di dubbia autenticità, attestanti l’esistenza di cospicui depositi presso banche insediate in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità europea.


27. Esecuzione, in assenza di giustificati motivi legati all’attività esercitata, di successive operazioni di apertura e chiusura di conti e di altri rapporti continuativi, soprattutto se in Paesi con regime antiriciclaggio non equivalente a quello dei paesi della Comunità europea.


28. Utilizzo di conti di soggetti terzi, in particolare di società o enti, per l’impiego di disponibilità personali del cliente, ovvero utilizzo di conti personali del cliente per l’impiego di disponibilità di terzi, in particolare di società o enti, tali da suscitare il dubbio che siano perseguiti intenti dissimulatori.


L’obbligo di segnalazione di operazioni sospette (allegato 2)


1. Principi generali


Ai fini dell’adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette i professionisti devono far riferimento alla nozione di riciclaggio riportata nelle definizioni del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni, diversa da quella prevista dall’art. 648 bis del codice penale.


La disciplina in tema di adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette non prevede soglie minime di importo delle operazioni da segnalare.


I professionisti inoltrano segnalazioni alla UIF anche nel caso in cui la prestazione professionale o l’operazione sia stata rifiutata ovvero non sia stata eseguita per motivi di sospetto.


Il controllo costante deve essere condotto per l’intera durata della relazione con il cliente e non può essere limitato alla fase di inizio ovvero di conclusione del rapporto; la mera decisione da parte del cliente di concludere il rapporto non può costituire elemento fondante di una segnalazione.


Prima di effettuare la segnalazione di operazione sospetta alla UIF e al fine di consentire l’eventuale esercizio del potere di sospensione di cui all’articolo 6, comma 7, lettera c) del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni, i professionisti si astengono dall’eseguire le operazioni per le quali sospettano vi sia una relazione con il riciclaggio o con il finanziamento del terrorismo.


Qualora l’astensione non sia possibile in quanto sussiste un obbligo di legge di ricevere l’atto ovvero l’esecuzione dell’operazione per sua natura non possa essere rinviata o l’astensione possa ostacolare le indagini, permane l’obbligo di immediata segnalazione di operazione sospetta ai sensi dell’articolo 41 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni.


Le segnalazioni di operazioni sospette non costituiscono violazione di obblighi di segretezza, del segreto professionale o di eventuali restrizioni alla comunicazione di informazioni imposte in sede contrattuale o da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative; non comportano responsabilità di alcun tipo per i professionisti e per i loro collaboratori, che siano professionisti abilitati. Essi stessi o dipendenti, salvo che siano state poste in essere in malafede e


per finalità contrarie a quelle previste dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e


successive modificazioni e integrazioni.


Le disposizioni a garanzia del segnalante si estendono agli atti connessi alla segnalazione e all’attività di approfondimento. In particolare, nessuna responsabilità deriva dal rispetto dell’obbligo di sospendere le operazioni disposto dalla UIF.


La segnalazione è un atto distinto dalla denuncia di fatti penalmente rilevanti.


2. L’analisi delle operazioni da segnalare


La segnalazione di operazioni sospette si fonda su una compiuta valutazione, da parte dei professionisti, delle informazioni raccolte, registrate e conservate nell’ambito dell’adeguata verifica della clientela, nonché di quelle disponibili in virtù dell’attività professionale prestata e sull’individuazione di eventuali incongruenze rispetto alla capacità economica del cliente ovvero dell’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene, agli strumenti utilizzati, alle finalità


perseguite e alle prestazioni professionali di solito richieste.


A tal fine i professionisti valutano complessivamente, nel tempo, i rapporti intrattenuti con il cliente e l’eventuale gruppo societario cui lo stesso appartiene, avendo riguardo alle operazioni compiute o richieste nello svolgimento dell’incarico.


Il professionista, prima di inoltrare la segnalazione, compie una valutazione globale dell’operazione sulla base di tutti gli elementi oggettivi e soggettivi conosciuti in ragione delle funzioni esercitate a seguito del conferimento dell’incarico.


Sono escluse dall’area valutativa indagini esterne o comunque estranee all’adempimento dell’incarico, fermo restando l’obbligo, a carico del professionista, di chiedere al cliente informazioni sullo scopo e sulla natura prevista dell’operazione o della prestazione professionale.


3. La sospensione delle operazioni


La UIF può sospendere le operazioni sospette, di propria iniziativa o su richiesta degli organi investigativi e dell’Autorità giudiziaria, per un massimo di cinque giorni lavorativi, purché ciò non pregiudichi il corso delle indagini, dandone immediata notizia ai suddetti organi.


Il provvedimento di sospensione è comunicato immediatamente al segnalante. Il mancato rispetto del provvedimento di sospensione è punito con sanzione amministrativa pecuniaria.


I professionisti possono contattare telefonicamente o via fax la UIF prima di procedere all’inoltro di una segnalazione, anche per ricevere istruzioni sul comportamento da tenere, con particolare riguardo al mantenimento della riservatezza, ai rapporti con il soggetto segnalato e alla gestione delle operazioni.


4. Gli obblighi in materia di contrasto al finanziamento del terrorismo


I professionisti sono chiamati a segnalare anche operazioni che possono essere riconducibili al finanziamento del terrorismo.


L’individuazione dei flussi finanziari destinati ad attività di terrorismo, ove manchino indicatori di rischio correlati al profilo soggettivo del cliente, presenta evidenti difficoltà, in considerazione del fatto che le risorse impiegate nel finanziamento del terrorismo sono spesso di importo molto contenuto e possono essere anche di provenienza lecita.


Qualora i fondi utilizzati dai terroristi abbiano una provenienza illecita, i tradizionali indicatori di anomalia di ausilio nella individuazione di attività di riciclaggio consentono altresì di rilevare attività potenzialmente riconducibili al finanziamento del terrorismo. In questo caso, a seguito della rilevazione e successiva trasmissione della segnalazione dell’operazione sospetta spetterà alla UIF, in sede di approfondimento economico-finanziario, ovvero alle autorità investigative, attraverso lo sviluppo delle relative indagini, confermare il fondamento della segnalazione, individuando un’eventuale connessione con il fenomeno del finanziamento del terrorismo.


L’obbligo di segnalazione di operazioni sospette va distinto da quello di congelamento di fondi e risorse economiche.


Gli obblighi di congelamento sorgono qualora i soggetti riconducibili al finanziamento del terrorismo siano specificamente designati all’interno di regolamenti comunitari ovvero in appositi decreti emanati dal Ministero dell’economia e delle finanze. La materia relativa agli obblighi di congelamento e alle modalità operative per eseguire tali misure è regolata dal D.Lgs. 22 giugno 2007, n. 109.


5. La procedura di segnalazione


Per una più efficace rilevazione e valutazione delle operazioni, può essere opportuno che i professionisti – in particolare se operanti nell’ambito di strutture associate o societarie – si avvalgano di procedure interne che prevedano una regolamentazione dell’iter valutativo seguito.


Tali procedure, infatti, garantiscono omogeneità di comportamenti, assicurano la pronta ricostruibilità a posteriori delle motivazioni delle decisioni assunte in caso di richieste da parte delle autorità competenti, consentono la ripartizione delle rispettive responsabilità.


Le misure eventualmente adottate sono modulate tenendo conto delle specificità della professione svolta e delle dimensioni organizzative e operative.


Le procedure previste favoriscono la diffusione e la conoscenza dei presupposti e della procedura di segnalazione delle operazioni sospette tra i propri dipendenti e collaboratori.


6. La tutela della riservatezza


Tutte le informazioni relative alle segnalazioni di operazioni sospette, in ordine sia al contenuto sia alla effettuazione delle stesse, sono soggette a un regime di rigorosa riservatezza in base alla legge.


I professionisti adottano adeguate misure per assicurare la massima riservatezza delle informazioni relative alle segnalazioni di operazioni sospette.


Gli ordini professionali abilitati a ricevere la segnalazione provvedono a trasmetterla integralmente alla UIF priva del nominativo del segnalante.


La UIF e gli organi investigativi possono richiedere ulteriori informazioni, ai fini dell’analisi finanziaria o dell’approfondimento investigativo, al soggetto che ha eseguito la segnalazione, ovvero a quei professionisti ai quali la segnalazione è direttamente collegata, tramite l’ordine professionale competente.


Allo scopo di corrispondere alle richieste di informazioni da parte della UIF in sede di analisi finanziaria nonché da parte del NSPV della Guardia di finanza e della DIA nell’ambito delle indagini investigative il nominativo del segnalante viene custodito dagli ordini stessi.


Nel caso in cui il professionista non si avvalga dell’ordine professionale, la segnalazione viene integralmente trasmessa alla UIF e le informazioni sono richieste dalla UIF o dagli Organi investigativi direttamente al segnalante, adottando adeguate misure al fine di assicurare la tutela della riservatezza.


L’identità del professionista che ha effettuato la segnalazione può essere rivelata solo qualora l’autorità giudiziaria, con decreto motivato, lo ritenga indispensabile ai fini dell’accertamento dei reati per i quali si procede.


I professionisti che effettuano la segnalazione e chiunque ne sia a conoscenza non possono dare comunicazione dell’avvenuta segnalazione e del contenuto della stessa fuori dei casi previsti dall’articolo 46 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, e successive modificazioni e integrazioni. La violazione del divieto di comunicazione è sanzionata penalmente.


7. Flusso di ritorno


La UIF comunica l’avvenuta archiviazione della segnalazione, a seconda dei casi, tramite gli ordini professionali ovvero direttamente ai professionisti segnalanti.


Appositi accordi tra la UIF e gli ordini professionali regolano la gestione del flusso di ritorno delle informazioni provenienti dalla UIF e rivolte al segnalante e la conservazione di dati e atti che i professionisti devono tenere a disposizione della UIF, per la relativa attività di analisi finanziaria.


Anche il flusso informativo di ritorno è sottoposto a un regime di rigorosa riservatezza e al divieto di comunicazione penalmente sanzionato.


8. Formazione


I professionisti adottano misure di formazione del personale e dei collaboratori ai fini della corretta individuazione degli elementi di sospetto.


Periodici programmi di formazione sono volti a consentire di riconoscere attività potenzialmente connesse con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, anche attraverso la valutazione dell’esito delle segnalazioni acquisito in fase di feedback.


A tal fine, gli ordini professionali, che individuano le modalità attuative delle misure di formazione, contribuiscono alla diffusione della conoscenza della normativa antiriciclaggio e veicolano indicazioni di nuove strategie e prassi applicative di riciclaggio e finanziamento del terrorismo dalla UIF ai propri iscritti. La UIF, la Guardia di finanza e la DIA, forniscono indicazioni aggiornate circa le prassi seguite dai riciclatori e dai finanziatori del terrorismo.


La formazione deve avere carattere di continuità e sistematicità, nonché tenere conto dell’evoluzione della normativa in materia di antiriciclaggio.


 


 


3) Beni svizzeri usati in Italia: conseguenze Iva anche in presenza di accordi anti dazi


Commette il reato di evasione fiscale il contribuente che non versa l’Iva sui mezzi di trasporto intestati a società estera, e importati in Svizzera, ma usati prevalentemente in Italia.


Ciò vale anche se il versamento sia stato effettuato al fisco elvetico, ma con una diversa aliquota.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16860 del 04 maggio 2010.


Il mancato pagamento dell’Iva all’importazione di merci comprate in Svizzera e di fatto utilizzate in Italia configura il reato di evasione dell’imposta (art. 70 del D.P.R. n. 633/72), con l’unico limite del divieto di doppia imposizione.


Peraltro, la normativa svizzera riconosce la neutralità dell’imposta e prevede l’esenzione per una serie di operazioni classificabili come cessione all’esportazione, e il diritto alla detrazione per le forniture di beni successivamente esportati.


 


 


4) Recupero Ici per differenza tra rendita presunta/effettiva senza interessi e sanzioni


In ipotesi di differenza tra rendita presunta ed effettiva, il comune può recuperare soltanto l’imposta comunale sugli immobili (I.C.I.) senza pretendere anche l’applicazione di interessi e sanzioni.


Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 6771/2010).


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