Novità fiscali del 4 maggio 2010: disponibile il software Parametri 2010; nuovi modelli Intrastat per gli enti non commerciali; unico PF 2010: Nuovo quadro CM per i minimi; alluvione nel messinese

 






 


Indice:


 


1) Alluvione nel messinese: riprendono (dal mese di giugno) adempimenti e versamenti tributari


 


2) Disponibile il software Parametri 2010


 


3) I nuovi modelli Intrastat per gli enti non commerciali


 


4) Unico PF 2010: Nuovo quadro CM per i minimi


 


 


1) Alluvione nel messinese: riprendono (dal mese di giugno) adempimenti e versamenti tributari


Ripendono gli adempimenti ed i versamenti tributari che erano stati sospesi a seguito all’alluvione del 1° ottobre 2009 che ha colpito i soggetti residenti nei comuni della provincia di Messina.


Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate (prot. n. 50609/2010 del 30 aprile 2010) ha, infatti, disposto che i soggetti interessati dalla sospensione devono effettuare i versamenti tributari, i cui termini di pagamento sono scaduti nel periodo di sospensione, mediante un numero massimo di 24 rate mensili di pari importo, a partire dal mese di giugno 2010, senza aggravio di sanzioni e interessi, utilizzando i modelli di pagamento e i codici tributo stabiliti per i singoli tributi.


Modalità di effettuazione degli adempimenti


Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, per i quali i termini di esecuzione sono scaduti nel periodo di sospensione, sono effettuati entro il 30 giugno 2010, con le modalità ordinariamente previste per i singoli adempimenti.


Motivazioni


Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 ottobre 2009, è stato


dichiarato lo stato di emergenza nel territorio della provincia di Messina, in relazione alle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi il 1° ottobre 2009.


Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’8 ottobre 2009 ha previsto a favore dei contribuenti che alla data del 1° ottobre 2009 avevano il domicilio fiscale o la sede operativa nei territori dei comuni e nelle frazioni di comune della provincia di Messina, la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari dal 1° ottobre 2009 al 1° novembre 2009.


I comuni colpiti dall’evento calamitoso, individuati con la nota del capo del Dipartimento della protezione civile n. DPC/CG/0063015 del 7 ottobre 2009, nonché con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3815 del 10 ottobre 2009, art.1, comma 2, sono: Itala, Scaletta Zanclea e, limitatamente al comune di Messina le frazioni di Giampilieri, Giampilieri Superiore, Giampilieri Marina, Briga, Briga Superiore, Briga Marina, Molino, Santa Margherita Marina, Altolia e Pezzolo.


La successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3825 del 27


novembre 2009, all’articolo 6, comma 1, ha prorogato fino al 31 maggio 2010 la sospensione dei termini relativi ai versamenti e agli adempimenti tributari nei confronti dei contribuenti colpiti dall’alluvione del 1° ottobre 2009, precedentemente fissati al 1° novembre dal suddetto decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’8 ottobre 2009.


La sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, non opera relativamente agli adempimenti da porre in essere in qualità di sostituti d’imposta, come disposto dall’art. 1, comma 2, del citato decreto dell’8 ottobre 2009 e dall’art. 6, comma 2, dell’ordinanza n. 3825.


La ripresa della riscossione dei tributi non versati avviene a decorrere dal mese di giugno 2010, mediante 24 rate mensili di pari importo, senza calcolare sanzioni e interessi.


L’art. 6, comma 3, della citata ordinanza n. 3825 ha previsto che le modalità per l’effettuazione dei versamenti e degli adempimenti non eseguiti per effetto della prevista sospensione sono stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.


Il presente provvedimento è diretto a definire le modalità di ripresa degli adempimenti e della riscossione con riferimento ai contribuenti residenti nei comuni colpiti dall’alluvione.


(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prot. n. 50609/2010 del 30 aprile 2010)


 


 


 


2) Disponibile il software Parametri 2010


Disponibile, sul sito delle Entrate, il programma gratuito che consente di determinare i ricavi delle aziende ed i compensi dei professionisti che non si ritrovano negli studi di settore.


Tale software aggiornato permette ai contribuenti che esercitano attività di impresa, o arti e professioni per le quali non sono approvati gli studi di settore, di determinare i ricavi o compensi.


“Parametri 2010” è utilizzabile anche da coloro che svolgono attività ricomprese in studi di settore approvati, per le quali operano condizioni di inapplicabilità non estensibili ai parametri.


Il sistema di calcolo utilizzato dal software si basa sulle variabili contabili specifiche dell’attività svolta dal contribuente e sulla combinazione di diverse tecniche statistico-matematiche. L’applicativo informatico utilizza i valori delle variabili per individuare i “parametri di riferimento” da impiegare per il calcolo del maggior ricavo o del maggior compenso.


Anche quest’anno l’Agenzia ha predisposto un servizio di assistenza telefonica, al numero verde 800279107, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 14.


Il servizio di assistenza è a disposizione dei contribuenti che incontrano difficoltà sia nell’istallazione del software sia nella gestione del prodotto stesso. Gli operatori raccoglieranno le richieste di chiarimenti di carattere normativo o relativi all’interpretazione dei parametri che saranno vagliate dal Fisco.


(Agenzia delle Entrate, nota del 30 aprile 2010)


 


 


3) I nuovi modelli Intrastat per gli enti non commerciali


I nuovi modelli INTRA 12 e INTRA 13, riservati agli enti non commerciali e agli


agricoltori esonerati, per la dichiarazione ed il versamento dell’IVA relativa agli acquisti intracomunitari, hanno recepito le nuove regole sulla territorialità dei servizi. Dopo l’approvazione del D.Lgs. n. 18/2010 l’invio dei predetti modelli deve essere effettuato solo telematicamente ed ha ad oggetto anche le prestazioni di servizi.


Opzione per l’applicazione dell’IVA in Italia


Gli enti non commerciali non soggetti passivi IVA, che nell’anno solare precedente hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni per un ammontare non superiore a 10.000 euro, possono optare per l’applicazione dell’IVA in Italia, anziché nel Paese membro di origine.


La validità della scelta è subordinata al comportamento concludente adottato dal contribuente a partire dall’inizio dell’anno; rimane comunque l’obbligo di effettuare la comunicazione dell’opzione e della revoca l’anno successivo nella


dichiarazione annuale IVA relativa all’anno in cui la scelta è stata operata, contrassegnando la relativa casella nel quadro VO.


Modello INTRA 12


Il modello INTRA 12 accoglie, non soltanto gli acquisti intracomunitari, ma tutti gli acquisti di beni e servizi provenienti da soggetti non residenti in relazione ai quali gli enti non commerciali assumono la veste di debitori di imposta.


Modello INTRA 13


L’obbligo di presentazione del modello INTRA 13 riguarda gli enti non commerciali non soggetti passivi ai fini IVA che intendono effettuare acquisti intracomunitari soggetti ad imposta.


L’invio di tale modello deve essere effettuato dai predetti enti che effettuano acquisti intracomunitari senza superare la soglia massima di 10.000 euro e senza esercitare la relativa opzione.


La presentazione deve essere effettuata anteriormente all’effettuazione dell’acquisto intracomunitario.


(Nicola Forte in Corriere tributario n. 19/2010)


 


 


4) Unico PF 2010: Nuovo quadro CM per i minimi


Ha subito talune modifiche il quadro CM del Modello Unico PF 2010.


Infatti, il prospetto per la determinazione del reddito dei contribuenti minimi per l’anno 2009 contiene delle modifiche che si sono rese necessarie per l’applicazione delle nuove disposizioni.


Vediamo di seguito le novità:


Impresa e familiare


– Inserita apposita casella a lato del quadro per indicare il regime di impresa familiare;


– l’imposta sostitutiva viene interamente liquidata e corrisposta dal titolare;


– la quota di reddito minimo imputato al collaboratore, si indica (da parte del titolare) nel quadro RS.


Tremonti-ter


– Anche le imprese in regime dei minimi possono usufruire della detassazione Tremonti-ter;


– l’importo viene considerato come un componente negativo di reddito e va indicato nell’apposita colonna 1 del rigo CM5;


– da verificare i limiti di valore dei beni strumentali per la permanenza nel regime.


Riporto eccedenze d’imposta


– Inseriti nel quadro CM due appositi righi CM15 e CM16;


– nel primo (CM15) deve essere indicato il credito d’imposta risultante dalla colonna 4 del rigo RX17 di Unico 2009;


– nel secondo (CM16) l’importo del credito di cui al rigo precedente che è stato utilizzato in compensazione con i modelli F24.


Acconti versati nel 2009


– Inserito nel quadro CM un apposito rigo CMI7 dedicato alla gestione degli acconti versati nel 2009;


– nella colonna 2 del rigo CM17 deve essere indicato l’eventuale utilizzo in compensazione del credito d’imposta per acconti versati in eccesso di cui alla legge finanziaria 2010.


Riporto perdite


– Alle perdite non compensate il quadro dedica due distinti righi;


– nel rigo CM22 devono essere indicate le perdite 2008 e 2009 non compensate nell’anno;


– nel rigo CM23 vanno invece indicate le perdite formatesi in regime dei minimi non compensate e riportabili senza limiti di tempo.


Calcolo dei contributi previdenziali


– Le istruzioni ministeriali hanno recepito i contenuti della circolare Inps n. 79/2009;


– la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali è pari alla differenza tra il rigo CM6 e il rigo CM9.


Quindi, per i contribuenti minimi la base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti deve essere determinata come segue:


CM6 (Reddito lordo o perdita) – CM9 (Perdite pregresse).


Il reddito da assoggettare ad imposizione contributiva previdenziale, infatti, stabilisce la predetta circolare, deve essere considerato al netto delle perdite pregresse ma al lordo dei contributi previdenziali, che il contribuente dovrà indicare nel rigo CM7 (art. 5 del Decreto 2 gennaio 2008 Ministero dell’Economia e delle Finanze).


 








                      Il quadro CM di Unico PF 2010


Il quadro CM deve essere utilizzato per dichiarare il reddito derivante dall’esercizio di attività commerciali o dall’esercizio di arti e professioni, determinato ai sensi dell’art. 1, commi da 96 a 117 della legge finanziaria 2008 (circolare n. 7/E del 28 gennaio 2008 e circolare n. 13/E del 26 febbraio 2008) .


Ai fini dell’applicazione del presente regime, si considerano contribuenti minimi le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che, al contempo:


a) nell’anno solare precedente:


– hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30.000 euro. Nell’ipotesi in cui siano esercitate contemporaneamente più attività il limite va riferito alla somma dei ricavi e dei compensi relativi alle singole attività;


– non hanno effettuato cessioni all’esportazione;


– non hanno erogato somme sotto forma di utili di partecipazioni agli associati con apporto costituito da solo lavoro di cui all’art. 53, comma 2 lett. c) del TUIR;


– non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori di cui all’articolo 50, comma 1, lettere c) e c-bis), del TUIR, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto, programma di lavoro o fase di esso, ai sensi degli articoli 61 e seguenti del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, né erogato somme sotto forma di utili da partecipazione agli associati di cui all’articolo 53, comma 2, lettera c), del TUIR;


b) nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro.


determinazione del reddito (RF, RG, RE e RD) in quanto la condizione di accesso al regime in esame riguarda la posizione del contribuente considerata nel suo insieme e non la specifica attività svolta, pertanto qualora il contribuente nel corso dell’anno abbia svolto più attività dovrà verificare se per tutte le attività possiede i requisiti per essere considerato un contribuente


minimo, in caso contrario l’accesso al regime è precluso a qualsiasi attività e dovrà essere compilato l’apposito quadro RF o RG e/o RD e/o RE.


Determinazione del reddito


Il reddito di impresa o di lavoro autonomo dei soggetti che rientrano nel regime in esame è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa o dell’arte o della professione; concorrono altresì alla formazione del reddito le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o all’esercizio dell’arte o della professione.


L’imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d’imposta deve essere effettuata sulla base del cd. “principio di cassa”, e cioè in considerazione del momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa.


Tale principio, che sottende comunemente alla determinazione dei redditi derivanti dall’esercizio di arti o professione, trova applicazione anche nella determinazione del reddito d’impresa prodotto dai contribuenti minimi.


Nel rigo CM2 (totale componenti positivi), va indicato:


– l’ammontare dei ricavi;


– l’ammontare lordo complessivo dei compensi, in denaro e in natura, anche sotto forma di partecipazione agli utili, derivanti dall’attività professionale o artistica, percepiti nell’anno;


– l’ammontare delle plusvalenze attive conseguite. Le minusvalenze sono deducibili se sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso e mediante risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni e vanno indicate nel successivo rigo CM5 (totale componenti negativi);


– l’ammontare degli altri componenti positivi incassati nel presente periodo d’imposta, che concorrono a formare il reddito d’impresa o di lavoro autonomo.


Attenzione: In applicazione del principio di cassa, la plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime dei minimi sarà pari all’intero corrispettivo di cessione.


Detta plusvalenza concorrerà integralmente alla formazione del reddito nel periodo d’imposta in cui è percepito il corrispettivo.


Nel rigo CM3 (rimanenze finali ), vanno indicate le rimanenze finali relative al periodo d’imposta precedente, se è il primo anno di applicazione del regime dei contribuenti minimi. Se invece è il secondo anno di applicazione del regime in tale rigo CM3 deve essere riportato, l’importo indicato nel rigo CM17, del Modello Unico PF 2009. Le rimanenze finali formatesi prima dell’ingresso nel regime dei minimi costituiscono un componente negativo che nel primo anno di applicazione del regime va prioritariamente dedotto dall’ammontare dei componenti positivi e fino a capienza degli stessi. L’eventuale eccedenza del valore delle rimanenze rispetto ai componenti positivi, deve essere indicata nel rigo CM20, e rileva nei periodi d’imposta successivi con le stesse regole.


Nel rigo CM5, (totale componenti negativi) colonna 1, deve essere indicato l’importo escluso dalla base imponibile del reddito per effetto di quanto previsto dall’art. 5, comma 1, del decreto legge n. 78 del 2009, di cui al rigo RS29 col. 2 (vedere nelle novità del reddito d’impresa e di lavoro autonomo). Nella colonna 2, oltre all’importo di colonna 1, va indicato l’ammontare :


– degli acquisti di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, pagate nel presente periodo d’imposta;


– delle spese relative a beni ad uso promiscuo che, indipendentemente dalle specifiche limitazioni previste dalle norme del TUIR, sono deducibili nella misura del 50% dell’importo corrisposto. Per i contribuenti minimi si presumono sempre ad uso promiscuo autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli e telefonia, pertanto tutte le spese ad essi inerenti (lubrificanti, manutenzioni, tasse di possesso, assicurazioni e altri costi per autoveicoli, leasing, telefonia) sono deducibili al 50%;


– dei canoni di leasing pagati nel presente periodo d’imposta. Si precisa che detti canoni sono integralmente deducibili, salvo la limitata deducibilità se relativi a beni promiscui;


– delle spese per omaggi, vitto e alloggio. Dette spese possono essere portate in deduzione per l’intero importo pagato se inerenti all’esercizio dell’attività;


– del costo di acquisto dei beni strumentali per i quali il pagamento è avvenuto nel presente periodo d’imposta;


– delle sopravvenienze passive realizzate nel presente periodo d’imposta;


– delle altre spese sostenute nel presente periodo d’imposta.


Nel rigo CM6 (reddito lordo o perdita), va indicato il reddito lordo (o perdita) derivante dalla differenza tra i righi CM4 e CM5, colonna 2, se il risultato è negativo, l’importo va preceduto dal segno meno.


Le perdite fiscali sono computate in diminuzione del reddito conseguito nell’esercizio d’impresa, arte o professione per l’intero importo che trova capienza in essi e pertanto dovranno essere indicate nel rigo CM22, colonna 2, se riportabili nei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, ovvero nella colonna 1 del rigo CM23, se riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, richiamato dall’art. 8, comma 3, del TUIR. Nella colonna 2 del medesimo rigo, oltre all’importo di colonna 1, devono essere indicate le perdite non compensate nel presente periodo d’imposta derivanti dal rigo CM19, colonna 2 del Modello Unico PF 2009.


Se l’importo indicato nel rigo CM6 è positivo, nel rigo CM7 (contributi previdenziali e assistenziali), colonna 1, va indicato l’ammontare dei contributi previdenziali e assistenziali versati nel presente periodo d’imposta in ottemperanza a disposizioni di legge. Dal reddito che scaturisce dal regime dei contribuenti minimi, si devono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa. Nella colonna 2, deve essere indicato l’importo dei predetti contributi che trova capienza nel reddito indicato nel rigo CM6.


L’eventuale eccedenza, deve essere indicata nel rigo CM21, ed è deducibile dal reddito complessivo.


Nel rigo CM8 (reddito netto), va indicata la differenza, tra l’importo di rigo CM6 se positivo e l’importo di rigo CM7, colonna 2.


Per quanto riguarda le perdite prodotte nei periodi d’imposta precedenti all’ingresso nel regime dei minimi le stesse possono essere computate in diminuzione dal reddito prodotto all’interno del regime secondo le ordinarie regole stabilite dal TUIR.


Pertanto nel caso di esercizio d’impresa, nel rigo CM9 (perdite pregresse), vanno indicate le eventuali perdite di impresa pregresse fino a concorrenza dell’importo di rigo CM8, indicate nei righi RS12 o RS13 del Modello Unico PF 2009, nel caso di esercizio di arti o professioni, vanno indicate le eventuali perdite pregresse di lavoro autonomo indicate nei righi RS10 o RS11 del Modello Unico PF 2009, ovvero le eventuali perdite dei contribuenti minimi indicate nel rigo CM19 del Modello Unico PF 2009.


Nel rigo CM10 (reddito al netto delle perdite soggetto ad imposta sostitutiva) va indicata la differenza tra l’importo indicato nel rigo CM8 e l’importo di rigo CM9.


Nel rigo CM12 (crediti d’imposta), colonna 1, va indicato fino a concorrenza dell’importo di rigo CM11, il credito di imposta per il riacquisto della prima casa (indicato nella colonna 2 del rigo CR7 del quadro CR) ed il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa che non ha trovato capienza nell’imposta risultante dalla precedente dichiarazione (indicato nella colonna 1 del rigo CR7 del quadro CR). In tale caso riportare in questo rigo la somma dei crediti indicati nelle colonne 1 e 2 del rigo CR7 del quadro CR diminuita dell’importo eventualmente utilizzato in compensazione nel mod. F24 esposto a colonna 3 del medesimo rigo CR7.


La colonna 2 è riservata a coloro che hanno pagato delle imposte all’estero per redditi ivi prodotti ed intendono, pertanto, fruire dei crediti d’imposta spettanti.


Nella colonna 3, va indicato l’ammontare complessivo dei crediti d’imposta relativi agli investimenti in fondi comuni.


Nella colonna 4, vanno indicati gli altri crediti d’imposta.


Nella colonna 5, va indicata la somma dei crediti d’imposta indicati nelle colonne da 1 a 4.


Nel rigo CM13 (ritenute d’acconto), va indicato l’ammontare delle ritenute d’acconto subite.


Nel rigo CM14 (differenza), va indicato il risultato della seguente operazione: CM11 – CM12, col. 5 – CM13


Se il risultato è negativo,indicare l’importo preceduto dal segno meno.


Nel rigo CM15 (eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione), va indicato l’importo di colonna 4 del rigo RX17 del Modello UNICO PF 2009, relativo all’eccedenza d’imposta per la quale non è stato chiesto il rimborso nella precedente dichiarazione.


Nel rigo CM16 (eccedenza d’imposta risultante dalla precedente dichiarazione compensata nel modello F24), va indicata la parte dell’eccedenza dell’imposta risultante dalla precedente dichiarazione, già riportata nel rigo CM15, che avete utilizzato in compensazione nel mod. F24.


Nel presente rigo deve essere compreso anche l’eventuale maggior credito riconosciuto con comunicazione dell’Agenzia delle entrate ed ugualmente utilizzato in compensazione.


Nella colonna 1 del rigo CM17 (acconti), va indicato l’importo degli acconti dovuti ma non versati se si è goduto della sospensione dei termini sulla base di specifici provvedimenti emanati per eventi eccezionali. L’importo di questi acconti sarà versato dal contribuente con le modalità e nei termini che saranno previsti da un apposito decreto per la ripresa delle riscossioni delle somme sospese. Nella colonna 2 va indicato l’ammontare del credito d’imposta, previsto dall’art. 2, comma 6, della legge Finanziaria 2010, pari alla differenza in acconto pagata in eccesso, utilizzato in compensazione.


Nella colonna 3 va indicata la somma degli acconti versati (considerando eventuali versamenti integrativi), ricavabili dalla colonna “Importi a debito versati” della Sezione “Erario” del mod. F24 (codici tributo “1798” e “1799”, anno di riferimento “2009”). Va compreso anche l’importo già indicato nella colonne 1 di questo rigo.


Se gli acconti sono stati pagati usufruendo del differimento dei termini o della rateazione, non devono essere considerate le maggiorazioni dell’importo o gli interessi versati.


I righi CM18 (imposta a debito) e CM19 (imposta a credito), vanno compilati per indicare l’imposta sostitutiva a debito o a credito, pari al risultato della seguente somma algebrica :


CM14 – CM15 + CM16 + CM17 col. 2 – CM17 col. 3.


Se il risultato è positivo, tale importo va indicato nel rigo CM18 (imposta a debito). Tale imposta va versata utilizzando l’apposito codice tributo (cod. 1800). Se il risultato è negativo, tale importo va indicato nel rigo CM19 (imposta a credito). Tale eccedenza è utilizzabile in compensazione ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. n. 241 del 1997, pertanto deve essere riportata nel rigo RX14, colonna 1 (Modello Unico PF, primo fascicolo).


Nel rigo CM20 (eccedenza di rimanenze di cui al rigo CM3), va indicato il risultato della seguente operazione, solo se positivo: CM3 – CM2


Nel rigo CM21, va indicata l’eventuale eccedenza dei contributi previdenziali ed assistenziali data dalla differenza tra gli importi indicati in colonna 1 e colonna 2 del rigo CM7. Tale eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo, da riportare nel rigo RP23 del quadro RP (Modello Unico PF, primo fascicolo).


Nel rigo CM22, nella colonna 1 e 2, devono essere riportate le perdite dei contribuenti minimi non compensate nell’anno dei periodi indicati nel prospetto, rispettando l’anno di formazione delle medesime.


Nel rigo CM23, colonna 2, vanno indicate le perdite dei contribuenti minimi non compensate nell’anno riportabili senza limite di tempo ai sensi dell’art. 84, comma 2, del TUIR, richiamato dall’art. 8, comma 3, del TUIR, compreso l’importo indicato in colonna 1, relativo alle perdite dei contribuenti minimi maturate nell’anno non compensate.


In caso di fuoriuscita dal regime dei contribuenti minimi, i righi CM22 e CM23 non devono essere compilati in quanto le perdite pregresse del quadro CM non compensate nell’anno devono essere indicate nell’apposito prospetto contenuto nel quadro RS denominato “Perdite pregresse fuoriuscita dal regime dei contribuenti minimi non compensate nell’anno”.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


 

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