Novità fiscali del 17 maggio 2010: soppressi alcuni ruoli professionali: il Ruolo degli agenti di affari in mediazione; il Ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio; il Ruolo dei mediatori marittimi; l'Elenco autorizzato degli spedizionieri; datori che occupano clandestini; ragionieri commercialisti: ipotesi INPS; fondi pensione: niente accordi sulle doppie imposizioni; contribuzione figurativa in caso di congedo di maternità e paternità per gli iscritti alla Gestione separata; ai fini ICI sono edificabili le aree destinate ad impianti di interesse generale; il giudice tributario non corregge l’IVA errata sulle fatture; software di compilazione modello Scelte 2010 per gli esonerati dal Modello Unico

 






 


Indice:


 


1) Biglietto digitale se il tifoso entra con la tessera


 


2) Attivate le Direzioni provinciali di Palermo e Trapani


 


3) Rinnovata l’intesa tra Agenzia e Avvocatura dello Stato


 


4) Legge Comunitaria 2009: Approvata delega al Governo per il recepimento delle raccomandazioni comunitarie in materia di remunerazione degli amministratori delle società quotate


 


5) Obblighi contributivi anche per i datori che occupano clandestini


 


6) INPS nuovi servizi on line


 


7) Fondi pensione: Niente accordi sulle doppie imposizioni


 


8) Ragionieri commercialisti: Ipotesi Inps


 


9) Calcolo della contribuzione figurativa in caso di congedo di maternità e paternità per gli iscritti alla Gestione separata


 


10) Ai fini ICI sono edificabili le aree destinate ad impianti di interesse generale: L’edificabilità non si identifica nell’edilizia abitativa


 


11) Il giudice tributario non corregge l’Iva errata sulle fatture


 


12) Software di compilazione modello Scelte 2010 per gli esonerati dal Modello Unico


 


13) Consiglio UE: ok alla direttiva “Lavoro autonomo e parità”


 


14) Semplificazioni con il D.Lgs. 59/2010, soppressi alcuni ruoli professionali


 


 


1) Biglietto digitale se il tifoso entra con la tessera


Derogate, fino alla fine del prossimo campionato, le regole che prescrivono il ricorso a pagamenti tracciabili.


Fino alla fine della stagione calcistica 2010/11, il biglietto emesso in forma  digitale potrà essere acquistato anche in contanti, se associato alla tessera  del tifoso.


La deroga alla regola generale, in base alla quale tali titoli di  accesso necessitano di sistemi di pagamento tracciabili (carte di credito,  bancomat, bollettino bancario o postale, bonifico), è contenuta nel  provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13 maggio 2010.


La previsione ha lo scopo di facilitare la diffusione della card – strumento del  progetto di fidelizzazione lanciato dall’Osservatorio nazionale sulle  manifestazioni sportive – con il conseguente impatto positivo sull’ordine  pubblico.


Tessera del tifoso


La “tessera del tifoso” – necessaria dal prossima stagione calcistica per  seguire la propria squadra in trasferta sedendo nel settore “ospiti” – dà al  titolare tutta una serie di vantaggi accordabili dalla società calcistica: Dall’accesso a percorsi preferenziali all’interno degli stadi, con controlli  limitati, a sconti su altre manifestazioni organizzate dalle società o in  esercizi commerciali convenzionati; dall’acquisto privilegiato di biglietti per  le competizioni internazionali a percorsi preferenziali anche in caso di gare  all’estero, fino al suo possibile utilizzo come carta di pagamento prepagata.


La card va richiesta direttamente alla società sportiva, che la rilascia dopo  aver ottenuto il “nulla osta” della Questura competente, in assenza di motivi ostativi (“Daspo” – divieto di accedere alle manifestazioni sportive – in corso  e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni).


 


 


2) Attivate le Direzioni provinciali di Palermo e Trapani


Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con disposizione del 13 maggio 2010 ha


disposto:


L’attivazione delle Direzioni provinciali di Palermo e Trapani.


Dal 24 maggio 2010 sono attivate le Direzioni provinciali di Palermo e Trapani e sono contestualmente soppressi gli uffici locali operanti a Palermo, Bagheria, Cefalù, Termini Imerese, Trapani, Marsala e Castelvetrano.


La Direzione provinciale di Palermo sarà articolata in un ufficio controlli e negli uffici territoriali (si veda la tabella A).


L’ufficio controlli è articolato nelle seguenti quattro aree:


a) Area imprese medie dimensioni, dedicata ai controlli delle imprese con volume d’affari, ricavi o compensi pari o superiore a 5 milioni e inferiore a 100 milioni di euro;


b) Area imprese minori e lavoratori autonomi, dedicata ai controlli delle imprese con volume d’affari, ricavi o compensi inferiore a 5 milioni di euro e dei lavoratori autonomi;


c) Area persone fisiche ed enti non commerciali;


d) Area legale


Tabella A













Direzione provinciale


Uffici territoriali


 


Palermo


 


Palermo 1


Palermo 2


Bagheria


Cefalù


Termini Imerese


 


Trapani


 


Trapani


Marsala


Castelvetrano


 


 


3) Rinnovata l’intesa tra Agenzia e Avvocatura dello Stato


In primo piano la difesa in giudizio degli interessi erariali.


L’efficace difesa in giudizio degli interessi dell’Erario è al centro del protocollo d’intesa rinnovato il 14.05.2010, a Roma, dall’Agenzia delle Entrate e dall’Avvocatura dello Stato.


L’accordo, firmato dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, e dall’avvocato generale, Ignazio Francesco Caramazza, è valido per il triennio 2010-2013 e consolida la collaborazione tra i due organi per la definizione delle strategie difensive ottimali da adottare nelle controversie per le quali l’Agenzia gode del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato.


Alla base della decisione dell’Agenzia di rinnovare la convenzione, la positiva esperienza maturata sinora nei rapporti con l’Avvocatura, che ha dato ottimi risultati sia sul piano della condotta processuale da seguire nei giudizi, sia sul fronte dell’attività di consulenza.


La gestione del contenzioso tributario, infatti, gioca un ruolo chiave nei programmi dell’Amministrazione finanziaria.


In quest’ottica, il riconoscimento in giudizio della sostenibilità della pretesa erariale assume un’importanza strategica, incrementando la credibilità dell’azione di controllo, incentivando la tax compliance e l’adesione dei contribuenti agli strumenti deflativi del contenzioso.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 14 maggio 2010)


 


 


4) Legge Comunitaria 2009: Approvata delega al Governo per il recepimento delle raccomandazioni comunitarie in materia di remunerazione degli amministratori delle società quotate


Il 12.05.2010 il Senato ha approvato, in IV ed ultima lettura, il testo della Legge Comunitaria 2009 non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
L’art. 24 della Legge, il cui contenuto è rimasto immutato rispetto al precedente passaggio parlamentare alla Camera, delega il Governo a recepire le raccomandazioni della Commissione europea in materia di remunerazione degli amministratori delle società quotate (nello specifico, le sezioni II e III della Raccomandazione 2004/913/CE e la sezione II, paragrafi 5 e 6, della Raccomandazione 2009/385/CE).


Il decreto legislativo, che il Governo è chiamato ad adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della Legge, dovrà prevedere l’obbligo per le società quotate di pubblicare una relazione sulle remunerazioni che illustri:
– la politica adottata, per l’esercizio finanziario successivo, in materia di compensi dei componenti dell’organo di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche;


– i compensi corrisposti nell’esercizio di riferimento a qualsiasi titolo e in qualsiasi forma ai componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ai direttori generali e ai dirigenti con responsabilità strategiche.


Ai sensi della delega,  il provvedimento del Governo dovrà stabilire il coinvolgimento dell’assemblea dei soci nell’approvazione della politica di remunerazione, ferma restando la ripartizione delle competenze tracciata dalle disposizioni legislative in materia di determinazione dei compensi degli amministratori.
Il Governo, inoltre, dovrà prevedere che i meccanismi retributivi dei componenti dell’organo di amministrazione delle banche non debbano contrastare con le politiche di prudente gestione del rischio e con le loro strategie di lungo periodo.


Dal perimetro della delega resta esclusa la definizione dei criteri cui dovrebbe uniformarsi la struttura della politica in materia di remunerazioni e della remunerazione basata su azioni, ai sensi della sezione II, paragrafi 3 e 4 della Raccomandazione 2009/385/CE.


(Assonime, nota del 14 maggio 2010)


 


 


5) Obblighi contributivi anche per i datori che occupano clandestini


Per il datore di lavoro che occupa lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto, revocato o annullato, vige ugualmente l’obbligo di contribuzione per le prestazioni rese.


Obblighi contributivi anche per i datori che occupano clandestini


Per il datore di lavoro che occupa lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno o con permesso scaduto, revocato o annullato, vige ugualmente l’obbligo di contribuzione per le prestazioni rese.


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7380/2010, ha escluso che l’applicazione della sanzione penale per il reato di occupazione irregolare, possa esonerare il datore dall’obbligo di versare i contributi all’Inps per le retribuzioni dovute al lavoratore.


Secondo il datore di lavoro ricorrente, invece, l’aver commesso il reato ed essere stato sottoposto alla sanzione relativa (oggi stabilita con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato ai sensi dell’art. 22 TU immigrazione Dlgs n. 286/98), comporterebbe l’impossibilità di essere assoggettato ad altre sanzioni.


La seconda motivazione sollevata dal ricorrente riguardava il divieto di concludere contratti di lavoro con extracomunitari irregolari, questo avrebbe di fatto comportato il divieto di procedere anche con la regolarizzazione contributiva.


La Corte ha ritenuto prive di fondamento le tesi sostenute in quanto il datore ha l’obbligo di versare i contributi in relazione alle retribuzioni dovute.


Essendo l’obbligo contributivo una diretta conseguenza dell’obbligo retributivo, va preliminarmente verificato se il datore abbia l’obbligo di corrispondere la retribuzione al lavoratore irregolare straniero.


Appurato che l’illegittimità del contratto non comporta l’assenza del diritto del lavoratore alla retribuzione per il lavoro eseguito (ai sensi dell’art. 2126 codice civile), anche qualora il contratto venga dichiarato nullo, il lavoratore resta titolare del diritto a ricevere retribuzione e vedere pagati i contributi.


Questa interpretazione è coerente con la razionalità dell’intero sistema, infatti, permettere al datore di un irregolare di non corrispondere paga e contributi, altererebbe le regole base del mercato e della concorrenza, consentendo a chi opera violando le norme, di fruire di condizioni più vantaggiose rispetto a coloro che sono regolari.


La sanzione penale applicata, inoltre, non assorbe eventuali sanzioni civili, ed è stata rigettata la tesi sulla duplicità delle sanzioni in quanto il pagamento dei contributi dovuti non può considerarsi una sanzione, ma consiste in un mero obbligo derivante dal rapporto di lavoro.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14 maggio 2010)


 


 


6) INPS nuovi servizi on line


L’INPS, con la circolare n. 63 del 11.05,2010, fornisce le informazioni per usufruire di nuovi servizi on line da parte dei cittadini.


Con la circolare n. 63 dell’11 maggio 2010 l’INPS fornice le informazioni con le quali i lavoratori potranno accedere ai servizi che saranno offerti on-line a tutti color che ne faranno richiesta.


L’Istituto consente ai lavoratori, attraverso il cassetto previdenziale del cittadino, la visualizzazione, tra l’altro,  del proprio estratto conto e dei dati previdenziali riferiti ai diversi rapporti di lavoro dipendente intrattenuti, non più riportati sul CUD, a seguito della semplificazione del modello seguita all’adozione della mensilizzazione delle denunce retributive.


Destinatari


Tutti i lavoratori iscritti al Fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica (di seguito, chiamato “Fondo Clero”);


I lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria che raggiungono l’età pensionabile nel corso del 2010 o nel corso del 2011;


I lavoratori dipendenti che hanno intrattenuto almeno un rapporto di lavoro nel periodo 1/1/2005 – 31/12/2009;


Tutti i lavoratori iscritti alla Gestione Separata ex art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995 per i quali, successivamente al 31/12/2004 (ultimo anno oggetto della precedente emissione generalizzata), si sia presentato uno dei seguenti eventi:


a)contributi accreditati;


b)denuncia mensile non abbinata;


c)iscrizione alla gestione in mancanza di denunce;


d)modifica della situazione rappresentata dall’ estratto conto inviato in occasione della precedente emissione generalizzata.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14 maggio 2010)


 


 


7) Fondi pensione: Niente accordi sulle doppie imposizioni


Il sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora, in risposta ad un’interrogazione parlamentare ha precisato che i fondi pensione sono fuori dagli accordi bilaterali contro le doppie imposizioni.


Ciò almeno fino a quando, a livello internazionale, non si indicheranno disposizioni precise per costringere tutti gli stati ad allargare la normativa convenzionale agli strumenti di previdenza complementare.


 


 


8) Ragionieri commercialisti: Ipotesi Inps


Il vicepresidente della commissione lavoro della Camera, Giuliano Cazzola, ha presentato il 13.05.2010 un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.


Nel documento il parlamentare affida al governo il compito di unificare le casse di previdenza dei commercialisti o, in alternativa di dire quali iniziative intende adottare ivi comprese l’incorporazione dell’ente dei ragionieri nell’Inps.


Ora si attendono i nuovi sviluppi.


 


 


9) Calcolo della contribuzione figurativa in caso di congedo di maternità e paternità per gli iscritti alla Gestione separata


L’INPS, con la circolare n. 64 del 13 maggio 2010, ha fornito precisazioni in merito all’accredito della contribuzione figurativa in favore di alcune categorie di lavoratrici e lavoratori iscritti alla Gestione separata con riferimento ai casi di congedo di maternità e paternità.


L’Istituto ricorda che a decorrere dal 7 novembre 2007 è stato esteso ai committenti ed agli associati in partecipazione il divieto di adibire al lavoro le collaboratrici a progetto e categorie assimilate nonché le associate in partecipazione per i periodi di congedo di maternità e per gli stessi periodi di astensione per i quali è corrisposta l’indennità di maternità sono accreditati i contributi figurativi ai fini del diritto alla pensione e alla determinazione della misura della stessa.


 


 


10) Ai fini ICI sono edificabili le aree destinate ad impianti di interesse generale: L’edificabilità non si identifica nell’edilizia abitativa


In materia di ICI la nozione di edificabilità non si identifica e non si esaurisce in quella di edilizia abitativa, per cui anche un’area classificata in forza di previsione di P.R.G. in zona F/1 e comprendente le parti del territorio destinate a attrezzature e impianti di interesse generale, si può considerare edificabile.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 10247/2010)


 


 


11) Il giudice tributario non corregge l’Iva errata sulle fatture


La variazione in diminuzione dell’Iva indicata è sottoposta alle regole previste dal DPR 633/72.


Se nel corso del giudizio il contribuente rileva l’erronea indicazione in fattura di un’aliquota d’imposta superiore rispetto a quella reale, il giudice di merito, al di fuori delle ipotesi di correzione previste dall’art. 26 del Dpr 633/1972, non è legittimato a ridurre, di sua iniziativa, l’ammontare dell’imposta quantificata nel predetto documento fiscale.


La variazione in diminuzione dell’imposta indicata in fattura è sottoposta esclusivamente alle regole previste in materia Iva.


Questo il principio di diritto desumibile dalle decisioni “gemelle”, pronunciate su identiche controversie, dalla sezione tributaria della Corte di cassazione con ordinanze nn. 9587 e 9588, del 22 aprile 2010.


La Corte di Cassazione ha evidenziato la circostanza secondo cui l’unica procedura, atta a poter correggere in diminuzione una fattura già emessa, è rappresentata da quella descritta nell’art. 26 del decreto Iva.


Secondo tale norma, anche in caso di rettifica di inesattezze della fatturazione, che abbiano dato luogo all’applicazione del comma 7 dell’art. 21 (qual è il caso dell’esposizione in fattura di Iva in misura superiore a quella dovuta per legge), la correzione è ammessa mediante la predisposizione di un’apposita nota di variazione redatta da parte dell’emittente della fattura “Inesatta”, nel termine di un anno dall’effettuazione dell’operazione da rettificare.


Ciò è giustificato dalla volontà del Legislatore di ricondurre a coerenza il sistema impositivo dell’Iva, che si fonda sui principi della rivalsa e della detrazione.
Pertanto, ha osservato la Suprema Corte neppure il giudice tributario, al di fuori di quanto previsto dall’art. 26 del DPR 633/72, può ordinare la correzione dell’errore dell’emittente della fattura, per mezzo della riduzione dell’Iva esposta.


 


 


12) Software di compilazione modello Scelte 2010 per gli esonerati dal Modello Unico


Disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione software: 1.0.0 del 12/05/2010.


Il software Scelte 2010 consente la compilazione del modello relativo alle scelte del Cinque e dell’Otto per mille 2010 per i soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.


Scelte 2010 utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all’utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.


(Agenzia delle Entrate, nota del 14 maggio 2010) 


 


 


13) Consiglio UE: ok alla direttiva “Lavoro autonomo e parità”


La nuova direttiva stabilisce il principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che svolgono un’attività autonoma.


La direttiva stabilisce un quadro per l’attuazione negli Stati membri del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che svolgono un’attività autonoma o che contribuiscono all’esercizio di un’attività autonoma, per gli aspetti che non sono disciplinati dalle direttive 2006/54/CE e 79/7/CEE. In questa prima fase il Consiglio ritiene che le disposizioni contenute nella presente posizione dovrebbero contribuire ad superare gli ostacoli che si frappongono all’accesso delle donne al lavoro autonomo, facilitando la conciliazione tra attività di lavoro autonomo e responsabilità familiari, ed  auspica una discussione costruttiva con il Parlamento europeo al fine di pervenire ad un accordo definitivo su questa importante direttiva.


L’attuazione del principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura resta disciplinata dalla direttiva 2004/113/CE , e si applica a:


– i lavoratori autonomi, vale a dire chiunque eserciti, alle condizioni previste dalla legislazione nazionale, un’attività lucrativa per proprio conto;


– i coniugi di lavoratori autonomi o, se e nella misura in cui siano riconosciuti dal diritto nazionale, i conviventi di lavoratori autonomi non salariati né soci, che partecipino abitualmente e alle condizioni previste dalla legislazione nazionale all’attività del lavoratore autonomo, svolgendo compiti identici o complementari.


(Parlamento Europeo e Consiglio CE, Posizione 8/3/2010, n. 123, G.U.U.E. 12/5/2010, n. C123)


 


 


14) Semplificazioni con il D.Lgs. 59/2010, soppressi alcuni ruoli professionali


Ora basta una dichiarazione di inizio di attività differita per iniziare alcune attività.


A seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59,  ”Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”, dal 08.05.2010 sono stati soppressi alcuni Ruoli professionali.


Ecco quali:


– il Ruolo degli agenti di affari in mediazione;


– il Ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio;


– il Ruolo dei mediatori marittimi;


– l’Elenco autorizzato degli spedizionieri.


Chi intende iniziare una di queste attività in questa fase transitoria, che decorre dalla data del 08 maggio 2010 alla data di emanazione dell’apposito decreto previsto dall’art. 80, dovrà presentare, alla Camera di Commercio competente per territorio, una dichiarazione di inizio di attività differita, corredata delle autocertificazioni relative al possesso dei requisiti professionali e morali, redatte ai sensi dell’art. 19, comma 2, primo periodo, della legge n. 241/1990.


Il D.Lgs. n. 59/10 ha eliminato la differenziazione esistente nelle varie Regioni unificando, su tutto il territorio nazionale, i requisiti di onorabilità e quelli di professionalità. 


Le prime indicazioni  sono state date  dal Ministero dello Sviluppo Economico con la Circolare ministeriale n. 3635/C del 6 maggio 2010 che spiega che, nel nostro ordinamento, nella quasi totalità dei casi, la legittimazione all’avvio di una attività è strettamente correlata al possesso dei requisiti soggettivi od oggettivi prescritti.


Ciò significa che sono i requisiti e i presupposti a determinare la sussistenza in capo al soggetto aspirante del diritto all’avvio dell’attività e al relativo esercizio.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14 maggio 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 

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