Notifica della sentenza tributaria

 

Nel processo tributario si possono configurare due termini per l’impugnativa; il primo è breve mentre il secondo è lungo. Il termine breve perentorio, per impugnare la sentenza, è di 60 giorni decorrenti dalla notificazione (da non confondere con la comunicazione del dispositivo) della sentenza ad istanza di parte. La notificazione della sentenza costituisce il punto di partenza, ai fini del decorso del termine breve. Se nessuna delle parti provvede alla notificazione della sentenza alla controparte, si rende applicabile l’articolo 327del c.p.c. che statuisce la decadenza dalla possibilità di impugnare la pronuncia della CT Provinciale, una volta decorso il cd. termine lungo dalla pubblicazione della stessa pronuncia. L’impugnazione della sentenza sfavorevole può avvenire, anche prima della ricezione della notifica della sentenza ed indipendentemente dalla notifica della notifica stessa, nel rispetto del termine lungo previsto dall’articolo 327 del c.p.c.. Nel termine lungo si deve tenere conto, ai sensi della legge 742/69, della sospensione feriale dei termini, prevista dal 1o agosto al 15 settembre d’ogni anno. La sospensione feriale vige anche nell’ipotesi in cui il termine breve di 60 giorni viene a cadere dall’1 agosto al 15 settembre. L’impugnazione della sentenza sfavorevole può avvenire, anche prima della ricezione della notifica della sentenza ed indipendentemente dalla notifica della notifica stessa, nel rispetto del termine lungo previsto dall’articolo 327 del c.p.c.. In caso di concomitanza dei due citati termini si ha la prevalenza di quello lungo; una volta scaduto il termine lungo la sentenza passa in giudicato formale, a nulla rilevando l’eventuale non scadenza del termine breve di 60 giorni, decorrenti dalla notificazione della sentenza La notifica della sentenza di primo grado svolge i suoi effetti nei confronti del destinatario e nei confronti del notificante; in altri termini, la notificazione della sentenza di primo grado è idonea a determinare, anche a carico della parte istante, la decorrenza del termine breve d’appello previsto dall’articolo 51 del D.lg. 546/92 Giova osservare che la notificazione della sentenza non può portare il termine breve per l’appello oltre la scadenza del termine lungo. I due istituti (termine lungo e termine breve) sono diretti alla medesima finalità ma in base a diversi presupposti; pertanto, la verificazione di uno dei diversi presupposti comporta il passaggio in giudicato della sentenza.


Tra le diverse modifiche operate,dalla legge n. 69/2009, pubblicata in G.U. n. 140 S.O. n. 95/L del 19 giugno 2009, la più rilevante è sicuramente quella intervenuta nell’art. 327 c.p.c. relativa ai termini per proporre impugnazione (appello, ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell’art. 395 c.p.c.), i quali passano da un anno dalla pubblicazione della sentenza a soli sei mesi. Viene ridotto il termine lungo annuale per l’esercizio dell’onere dell’impugnazione (e quindi per il passaggio in giudicato) ai sensi dell’art. 327. La cosa riduce sensibilmente la frequentissima proroga della sospensione feriale dei termini, ed impedisce che l’applicazione di una seconda sospensione feriale quando la prima scadenza prorogata cada di nuovo nel periodo dal 1 agosto al 15 settembre. Tale rilevante riduzione dei termini interessa altresì il processo tributario: l’art. 51 D.Lgs. n. 546/92, titolato “Termini d’impugnazione”, dopo aver stabilito che il termine per impugnare la sentenza notificata su istanza di parte è pari a sessanta giorni, fa salvo quanto disposto dall’art. 38, c. 3, del medesimo decreto, il quale – a sua volta – rinvia espressamente al contenuto dell’art. 327, c. 1, c.p.c. che, alla luce della nuova riformulazione , restringe i termini per impugnare la sentenza non notificata. La L. n. 69/2009 riduce il termine “lungo” d’impugnazione da un anno a sei mesi, per cui, in assenza di notifica della sentenza ad opera della controparte, il giudicato si formerà decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza stessa. Per quanto concerne il momento di decorrenza del nuovo termine “lungo” (sei mesi), occorre tener conto che la L. n. 69/2009, nelle disposizioni transitorie, specifica che le modifiche apportate dalla riforma “si applicano ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore” (4/07/2009). Non è superfluo precisare che la modifica non attiene al cd. termine breve di impugnazione delle sentenze tributarie . Esso è e resta di sessanta giorni decorrente dalla notifica della sentenza.


Novella normativa


Il processo tributario viene sottoposto ad un ulteriore restyling dopo le modifiche intervenute con la riforma del 2009 del processo civile. Il decreto legge n. 40/2010, in gazzetta ufficiale n. 71 del 26 marzo 2010, introduce dal 26 marzo 2010 la possibilità, per la parte processuale, di notificare la sentenza alla controparte anche direttamente per mezzo posta. Fino all’entrata in vigore delle disposizioni, la procedura corretta era quella a mezzo di ufficiale giudiziario(1). Tale disposizione normativa vuole velocizzare il contenzioso tributario e, in particolare, l’iter della notificazione diretta delle parti. L’art. 3 del succitato decreto legge – rubricato “Deflazione del contenzioso e razionalizzazione della riscossione”, dispone quanto segue: “all’art. 38, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, le parole: “a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di proc.civ.”, sono sostituite dalle seguenti: “a norma dell’art. 16” e dopo le parole “dell’originale notificato”, sono aggiunte le seguenti: “ovvero copia autentica della sentenza consegnata o spedita per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale unitamente all’avviso di ricevimento”.La sostanziale novità prevista dalla citata norma consiste nella possibilità, per la parte processuale, di notificare la sentenza alla controparte anche direttamente per mezzo posta, utilizzando le modalità previste dall’art. 16, c. 3, D.Lgs. n. 546/1992 e non più soltanto ai sensi dell’art. 137 c.p.c., ossia per mezzo di ufficiale giudiziario (comunque utilizzabile per via del rinvio del comma 2 dell’art. 16 cit.). In particolare, l’art. 16, D.Lgs n. 546/1992 dispone che “le notificazioni possono essere fatte anche direttamente a mezzo del servizio postale mediante la spedizione dell’atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento ovvero all’ufficio del Ministero delle finanze ed all’ente locale mediante consegna dell’atto all’impiegato addetto che ne rilascia ricevuta sulla copia”. L’art. 38 del D.Lgs. n. 546/1992 prima della novella statuiva, invece, che la notifica delle sentenze direttamente ad opera della parte a quella avversa potesse avvenire soltanto ai sensi dell’art. 137 c.p.c., ossia per mezzo di ufficiale giudiziario. Va ricordato, alla luce della novella in esame , che :




  1. la notifica della sentenza nel processo tributario non è più costituita dalla intermediazione necessaria di un ufficiale giudiziario poiché si può ricorrere alla forma atipica (rispetto al processo civile)dell’impiego della consegna diretta all’ufficio o al contribuente (l’ufficio rilascia un timbro di consegna o di ricevuta sulla copia al contribuente mentre il messo notificatore da atto dell’avvenuta notifica al contribuente nella relata di notifica) o della spedizione per posta;



  2. in caso di utilizzo del servizio postale occorre il plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento;



  3. il termine breve di impugnativa nell’ipotesi di consegna diretta della copia autentica della sentenza o nell’ipotesi di spedizione per raccomandata a mezzo postale unicamente all’avviso di ricevimento inizia a decorrere dalla data in cui la copia autentica della sentenza è stata ricevuta;



  4. in caso di notifica della sentenza della commissione provinciale tributaria, l’altra parte può proporre appello al massimo entro sessanta giorni. In assenza, invece, di notifica i termini sono di un anno (oltre alla sospensione feriale) per i procedimenti avviati prima del 4 luglio 2009, ovvero di sei mesi, per i procedimenti instaurati successivamente a tale data;



  5. resta fermo, comunque, il successivo onere a carico delle parti di depositare, nei successivi trenta giorni, l’originale o la copia autentica della sentenza notificata con la prova dell’avvenuta notifica, nella segreteria della Commissione tributaria che ne rilascerà ricevuta e la inserirà nel fascicolo d’ufficio.




Nota


1) La notificazione della sentenza può essere eseguita da organo diverso dall’ufficiale giudiziario; in particolare, trattasi del caso disciplinato dalla legge n. 53/1994 che consente all’avvocato, munito di procura ad litem (oltrechè in presenza di altre specifiche condizioni quali la previa autorizzazione del consiglio dell’ordine, la previa vidimazione dell’originale e della copia dell’atto, l’istituzione e impiego del registro cronologico per la documentazione della consegna della copia) di eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge n. 890/1982. La L. n. 54/1993 consente al difensore, previa la predetta autorizzazione, di procedere alla notifica degli atti processuali a mezzo posta, redigendo su apposito registro numerato e vidimato dall’Ordine professionale, la relazione di notificazione, con apposizione del numero cronologico progressivo e successiva menzione dell’ufficio postale dal quale viene spedito l’atto e del quale va apposto il timbro sulla stessa relata L’articolo 1 della legge n. 53 del 1994 consente (ove non disposto diversamente dall’autorità giudiziaria) all’avvocato –munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del c.p.c. e di apposita autorizzazione del consiglio dell’ordine competente la notificazione di atti a mezzo del servizio postale , secondo le modalità previste dalla legge n. 890 del 1982.


5 maggio 2010


Angelo Buscema

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