La direttiva servizi entrata in vigore lo scorso 8 maggio ha semplificato l’accesso alle attività economiche

La Direttiva servizi è entrata in vigore lo scorso 8 maggio attraverso la norma nazionale di recepimento (DL n. 59 del 26 marzo 2010) che ha modificato semplificandolo l’esercizio di alcune attività economiche, tra queste spicca l’abolizione del ruolo degli agenti.


 


Il ruolo era tenuto dalle Camere di commercio, la legge che lo regolamentava era la n. 204/1985. L’obbligatorietà era stata mantenuta in essere nonostante il contrasto con la giurisprudenza comunitaria (Corte di Giustizia Ue, sentenze nn. 215/1998 e 456/2000; Corte di Cassazione, sentenza n. 4817/ 1999) che, stabilendo la libera circolazione degli agenti di commercio nel territorio dell’Unione, ha censurato i vincoli imposti a tale libertà di esercizio dell’impresa. Il decreto ha messo ordine alla materia introducendo una nuova disciplina  procedimentale per le attività di agenti e rappresentanti, intendo compresi nella categoria, oltre a quelli di commercio, anche gli agenti d’affari in mediazione, i mediatori marittimi e spedizionieri. Eliminati i ruoli e gli elenchi camerali, è la dichiarazione di inizio attività a fungere da “apri pista” per l’avvio dell’impresa. L’art. 74, comma 2, della norma in commento, assoggetta le attività a dichiarazione di inizio di attività differita, ciò vuol significare che l’attività può essere esercitata solo dopo il decorso di trenta giorni dalla presentazione della dichiarazione alla Camera di commercio competente per territorio. Nulla è cambiato, invece, circa i requisiti di accesso: sono indispensabili i requisiti soggettivi, morali, professionali, tecnici e finanziari di accesso all’attività che, ove prescritti dalla relativa legislazione vigente, restano quelli fissati dalla stessa e devono essere pertanto attestati corredando tale dichiarazione di inizio attività delle certificazioni e autocertificazioni necessarie. E’ rilevante la menzione contenuta nell’articolo 74, comma 5, secondo cui le iscrizioni previste dalla nuova disciplina, ed in particolare quella al Rea, “hanno effetto dichiarativo del possesso dei requisiti abilitanti all’esercizio della relativa attività professionale” e che i richiami contenuti nelle leggi vigenti alla soppressa iscrizione nel ruolo o nell’elenco relativi, si intendono ad ogni effetto di legge  riferiti alle iscrizioni nel Registro delle imprese o nel Rea previsti dalle nuove disposizioni.


 


E’ utile ricordare in questa sede le altre semplificazioni:


§        Accesso al commercio –  restando in essere il possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi prescritti,  il decreto ha eliminato la differenziazione esistente nelle varie Regioni e unificato, su tutto il territorio nazionale, i requisiti di onorabilità e quelli di professionalità.


§        Esercizi di vicinato e forme speciali di vendita –  per l’apertura degli esercizi di vicinato (+ 150 mq. nei comuni con < 10.000 abitanti; + di 250 mq. nei comuni con > di 10.000 abitanti), per le forme speciali di vendita (spacci interni; apparecchi automatici; vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione; vendite presso il domicilio dei consumatori) è stata prevista la dichiarazione di inizio attività (Dia) ad efficacia immediata; così facendo l’avvio dell’attività è contestuale l’invio della comunicazione al comune competente per territorio, non si attendono più i 30 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione.


§        Somministrazione di alimenti e bevande (bar e ristoranti) –  resta in vigore il provvedimento di autorizzazione nel caso di aperture vista la necessità di garantire particolari tutele di sostenibilità ambientale e sociale, di viabilità ed ordine pubblico, di tutela di zone di pregio storico ed artistico. In caso di trasferimento di sede e di titolarità, e di sub-ingressi nella gestione dell’attività è prevista la dichiarazione di inizio di attività rispettivamente ad efficacia differita, a trenta giorni e immediata. Nelle zone da sottoporre a tutela i Comuni possono adottare provvedimenti di programmazione delle aperture. Resta ferma la finalità di tutela e salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale e sono vietati criteri legati alla verifica di natura economica o fondati sulla prova dell’esistenza di un bisogno economico o sulla prova di una domanda di mercato, quali entità delle vendite di alimenti e bevande e presenza di altri esercizi di somministrazione.


§        Attività artigianali – sono semplificate le aperture delle attività di acconciatore, di estetista e di tintolavanderia. E’ prevista la dichiarazione di inizio attività (Dia) ad efficacia immediata. La precedente disciplina obbligava l’aspirante artigiano ad ottenere l’autorizzazione.


 


24 maggio 2010


Angelo Facchini


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