Pignoramenti presso terzi

disposizioni in merito agli adempimenti dei sostituti d’imposta nelle circostanze nelle quali effettuino pagamenti in presenza di pignoramenti

Pignoramenti presso terzi.


Come noto, l’articolo 21, comma 15, della Legge 27 dicembre 1997, n. 449, prevede che le disposizioni fiscali in tema di ritenute alla fonte, di cui al titolo III del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, nonché all’articolo 11, commi 5, 6, 7 e 9 della Legge 30 dicembre 1991, n. 413, si rendano, tra il resto, applicabili nella circostanza in cui il pagamento sia effettuato tramite pignoramento, anche presso terzi, in base ad ordinanza di assegnazione, qualora il credito sia riferito a somme per le quali, ai sensi delle menzionate disposizioni, deve essere operata una ritenuta alla fonte.


L’articolo 15, comma 2, del Decreto Legge 1° luglio del 2009, n. 78, ha inoltre aggiunto, al richiamato articolo 21 della Legge n. 449/1997, un’integrazione di rilievo, stabilendo che in tali casi debba essere operata una ritenuta alla fonte di nuova specifica individuazione. In particolare, essa ha disposto che nel caso in cui il pagamento sia effettuato tramite pignoramento presso terzi, tali soggetti dovranno, qualora rivestano la qualifica di sostituti d’imposta in base a quanto stabilito dall’articolo 23 e seguenti del D.P.R. n. 600/1973, applicare alle somme oggetto del pagamento una ritenuta fiscale alla fonte pari al 20 per cento.


A tale fine, le modalità che dovranno essere seguite per ottemperare al citato, nuovo adempimento sono state individuate con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 3 marzo 2010, qui sotto riportato.


In questa sede si intendono, in estrema sintesi, riepilogare le novità introdotte mediante l’anzidetto Provvedimento.


In primo luogo, esso prevede che, come detto, il pagamento eseguito attraverso pignoramenti presso un soggetto terzo imponga a quest’ultimo di effettuare, all’atto del pagamento, una ritenuta alla fonte pari al 20 per cento a titolo di acconto dell’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) dovuta dal creditore pignoratizio, qualora il soggetto terzo erogatore rivesta la qualifica di sostituto d’imposta dei citati articoli 23 e seguenti del DPR n. 600/1973.


In secondo luogo, il terzo erogatore non è tenuto ad operare la ritenuta, se ha cognizione del fatto che il credito sia relativo a somme o valori diversi da quelli assoggettabili a ritenuta alla fonte.


L’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento in esame, determina, altresì, gli specifici adempimenti posti a carico di ciascuno dei diversi soggetti coinvolti nell’ambito delle procedure di pignoramento presso terzi.


In particolare, il soggetto terzo erogatore dovrà versare la ritenuta effettuata mediante il modello F24, con il codice tributo 1049 (appositamente istituito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 9 marzo 2010, n. 18, di seguito riportata) e dovrà, altresì, comunicare al debitore l’ammontare delle somme dovute liquidato al creditore pignoratizio, nonché le ritenute operate su dette somme. Il medesimo soggetto terzo erogatore dovrà, inoltre, certificare l’ammontare delle somme erogate e delle ritenute operate al creditore pignoratizio, entro i termini di cui all’articolo 4, comma 6-quater del Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 e dovrà, infine, indicare, nella dichiarazione dei sostituti d’imposta, i dati concernenti il debitore ed il creditore pignoratizio, nonché le somme erogate e le ritenute effettuate, anche nel caso in cui non siano state operate ritenute. Per quanto riguarda, invece, gli adempimenti riferibili al creditore pignoratizio, il Provvedimento 3 marzo 2010 stabilisce che l’anzidetto soggetto debba, nella propria dichiarazione dei redditi, indicare i redditi percepiti e le ritenute subite, anche qualora si tratti di somme per le quali si renda applicabile la tassazione separata, la ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o l’imposta sostitutiva.


In relazione agli oneri gravanti sul soggetto debitore, si rammenta che, nell’ipotesi in cui egli debba presentare la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta, in essa dovranno essere inseriti i dati riguardanti il creditore pignoratizio e la natura delle somme oggetto del debito; rispetto alle somme corrisposte dal terzo erogatore, il debitore non sarà, comunque, obbligato al


compimento delle operazioni di conguaglio, previste dagli articoli 23, 24 e 29 del D.P.R. n. 600/1973. La disciplina contenuta nel Provvedimento 3 marzo 2010 in esame entra in vigore a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione, vale a dire il 5 marzo 2010.


 


 


Protocollo n. 34755 /2010


Provvedimento concernente l’effettuazione delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all’art. 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’art. 15, comma 2, del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in Legge 3 agosto 2009, n. 102


 


IL DIRETTORE DELL’AGENZIA


In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento


 


Dispone:


1. Effettuazione delle ritenute sui pagamenti eseguiti mediante pignoramenti


presso terzi


In caso di pagamento eseguito mediante pignoramenti presso terzo, quest’ultimo (di


seguito terzo erogatore), ove rivesta la qualifica di sostituto di imposta ai sensi degli


articoli 23 e seguenti del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,


n. 600, opera, all’atto del pagamento, una ritenuta del 20 per cento a titolo di acconto


dell’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta dal creditore pignoratizio.


Il terzo erogatore non effettua la ritenuta se è a conoscenza che il credito è riferibile a


somme o valori diversi da quelli assoggettabili a ritenuta alla fonte ai sensi delle


disposizioni contenute nel titolo III del Decreto del Presidente della Repubblica 29


settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni e integrazioni, nell’articolo 11,


commi 5, 6 e 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 nonché nell’articolo 33, comma


4, del Decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1988, n. 42.


 


2. Adempimenti del terzo erogatore


A fronte dei pagamenti effettuati, il terzo erogatore è tenuto ai seguenti adempimenti:


a) versare la ritenuta operata ai sensi dell’articolo 1 utilizzando l’apposito codice


tributo;


b) comunicare al debitore l’ammontare delle somme erogate al creditore pignoratizio


nonché le ritenute effettuate;


c) certificare al creditore pignoratizio l’ammontare delle somme erogate e delle


ritenute effettuate entro i termini previsti dall’articolo 4, comma 6-quater del decreto


del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322;


d) indicare nella dichiarazione dei sostituti d’imposta di cui all’articolo 4, comma 1,


del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, i dati relativi al


debitore e al creditore pignoratizio nonché le somme erogate e le ritenute effettuate.


L’adempimento deve essere effettuato anche se non sono state operate ritenute.


 


3. Adempimenti del creditore pignoratizio


Il creditore pignoratizio è tenuto a indicare i redditi percepiti e le ritenute subite nella


dichiarazione dei redditi anche se si tratta di redditi soggetti a tassazione separata, a


ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva.


 


4. Adempimenti del debitore


Il debitore tenuto alla presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1,


del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, deve indicare i dati


relativi al creditore pignoratizio e alla natura delle somme oggetto del debito.


Il debitore non è tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio, di cui agli articoli 23,


24 e 29, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, in


relazione alle somme corrisposte dal terzo erogatore.


 


5. Decorrenza


Le disposizioni del presente provvedimento si applicano a partire dal giorno


successivo a quello della sua pubblicazione.


 


Motivazioni


L’articolo 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 stabilisce che


“Le disposizioni in materia di ritenute alla fonte previste nel titolo III del decreto del


Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni,


nonché l’articolo 11, commi 5, 6, e 9 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, devono


intendersi applicabili anche nel caso in cui il pagamento sia eseguito mediante


pignoramento anche presso terzi in base ad ordinanza di assegnazione, qualora il


credito sia riferito a somme per le quali, ai sensi delle predette disposizioni, deve


essere operata una ritenuta alla fonte”.


L’articolo 15, comma 2, del DL 1 luglio del 2009, n. 78 ha integrato la suddetta


disposizione aggiungendovi, infine, il seguente periodo: “In quest’ultima ipotesi, in


caso di pagamento eseguito mediante pignoramento presso terzi, questi ultimi, se


rivestono la qualifica di sostituti d’imposta ai sensi dell’articolo 23 e seguenti del


decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, devono operare


all’atto del pagamento delle somme la ritenuta d’acconto nella misura del 20%,


secondo modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle


entrate”.


Con il presente provvedimento si dà attuazione alla disposizione riportata.


In particolare, il presente provvedimento, nello spirito della norma che prevede


in capo al terzo erogatore la effettuazione di una ritenuta a titolo d’acconto nella


misura del 20%, pone la tassazione definitiva delle somme in capo al creditore


pignoratizio, anche nel caso in cui le somme erogate configurano redditi soggetti a


tassazione separata, redditi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta


sostitutiva. Gli uffici finanziari procederanno a riliquidare l’imposta, ove previsto.


Il presente provvedimento, al fine di consentire le operazioni di controllo da


parte dell’amministrazione finanziaria, prevede a carico dei soggetti interessati


determinati adempimenti di certificazione, comunicazione e dichiarazione.


In particolare, il terzo erogatore deve rilasciare apposita certificazione al


creditore pignoratizio e comunicare al debitore l’effettuazione del pagamento e


l’ammontare delle ritenute operate; deve, inoltre, indicare nella dichiarazione dei


sostituti d’imposta i dati relativi ai pagamenti effettuati.


Il creditore pignoratizio deve indicare i redditi percepiti e le ritenute subite nella


dichiarazione dei redditi anche se si tratta di redditi soggetti a tassazione separata, a


ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva.


Il debitore, infine, se tenuto alla presentazione della dichiarazione dei sostituti


d’imposta, deve indicare in tale dichiarazione i dati relativi al creditore e al rapporto


che ha dato origine al debito. Tenuto conto che la tassazione definitiva è operata dal


creditore pignoratizio, anche nell’ipotesi in cui le somme oggetto del debito abbiano


natura di reddito di lavoro dipendente o assimilato, il debitore non è tenuto ad


effettuare le operazioni di conguaglio.


I predetti adempimenti devono essere effettuati a partire dalla data di entrata in


vigore del presente provvedimento.


Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.


Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 57; art. 62; art. 66; art. 67,


comma 1; art. 68, comma 1; art. 71, comma 3, lettera a); art. 73, comma 4);


Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta


Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001.


Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato nella


Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1);


Statuto dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del


20 febbraio 2001 (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1);


Disciplina normativa di riferimento.


Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, recante


disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi;


Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Testo Unico


delle Imposte sui Redditi);


Decreto del Presidente della Repubblica 4 febbraio 1988, n. 42, recante


disposizioni correttive e di coordinamento sistematico – formale, di attuazione e


transitorie relative al Testo Unico delle Imposte sui Redditi;


Legge 30 dicembre 1991, n. 413, recante disposizioni per ampliare le basi


imponibili, per razionalizzare, facilitare e potenziare l’attività di accertamento;


disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese, nonché


per riformare il contenzioso e la definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti;


delega al Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati tributari;


istituzione dei centri di assistenza fiscale e del conto fiscale;


Legge 27 dicembre 1997, n. 449, recante misure per la stabilizzazione della


finanza pubblica (legge finanziaria per il 1998);


Decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 e successive


modificazioni, recante modalità per la presentazione delle dichiarazioni relative alle


imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive e all’imposta sul


valore aggiunto;


Legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni in materia di statuto dei


diritti del contribuente;


Decreto Legge 1 luglio del 2009, n. 78, recante provvedimenti anticrisi nonché


proroga di termini.


La pubblicazione del presente provvedimento sul sito internet dell’Agenzia


delle Entrate tiene luogo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ai sensi


dell’articolo 1, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.


Roma, 03/03/2010


IL DIRETTORE DELL’AGENZIA


f.to Attilio Befera


 


Risoluzione del 09/03/2010 n. 18 – Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti


Istituzione del codice tributo per il versamento, tramite modello F24, delle ritenute alla fonte per le somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi di cui all’articolo 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’articolo 15, comma 2, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102


Testo:


L’articolo 21, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come modificato dall’art. 1, comma 2, del decreto legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito in legge 3 agosto 2009, n. 102, stabilisce che “Le disposizioni in materia di ritenute alla fonte previste nel titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni, nonché l’articolo 11, commi 5, 6, 7 e 9 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, devono intendersi applicabili anche nel caso in cui il pagamento sia eseguito mediante pignoramento anche presso terzi in base ad ordinanza di assegnazione, qualora il credito sia riferito a somme per le quali, ai sensi delle predette disposizioni, deve essere operata una ritenuta alla fonte. In quest’ultima ipotesi, in caso di pagamento eseguito mediante pignoramento presso terzi, questi ultimi, se rivestono la qualifica di sostituti d’imposta ai sensi dell’articolo 23 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, devono operare all’atto del pagamento delle somme la ritenuta nella misura del 20%, secondo modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate”.


A tal fine, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 3 marzo 2010 sono state definite le modalità di effettuazione delle ritenute alla fonte e gli adempimenti del sostituto d’imposta, terzo erogatore, del creditore pignoratizio e del debitore.


Per consentire il versamento della ritenuta sopra citata, tramite modello F24, si istituisce il seguente codici tributo:


1049” denominato “ Ritenuta operata a titolo di acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi – art. 21, c. 15, legge n. 449/97, come modificato dall’art. 15, c. 2, decreto legge n. 78/09


In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”, con indicazione, nel campo “Rateazione/regione/prov/mese rif.” e nel campo “Anno di riferimento”, del mese e dell’anno cui la ritenuta si riferisce, nel formato “00MM” “AAAA”.


 

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