Novità fiscali dell'8 aprile 2010: D.L. incentivi pubblicato in G.U.; studi di settore: scostamenti da giustificare; avvio attività imprese: si stanno studiando delle semplificazioni; DURC: responsabilità solidale in materia di appalto e suo rilascio

D.L. incentivi pubblicato in G.U.; studi di settore: scostamenti da giustificare; avvio attività imprese: si stanno studiando delle semplificazioni; DURC: responsabilità solidale in materia di appalto e suo rilascio; altre di fisco

 






 


Indice:


 


1) Decreto attuativo del D.L. incentivi: Pubblicato in G.U.


 


2) Studi di settore: Scostamenti da giustificare


 


3) Avvio attività imprese: Si stanno studiando delle semplificazioni


 


4) DURC: Responsabilità solidale in materia di appalto e suo rilascio


 


5) Altre di fisco


 


 


1) Decreto attuativo del D.L. incentivi: Pubblicato in G.U.


È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 79 del 06 aprile 2010, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 marzo 2010, che regola le modalità di erogazione del fondo di cui all’articolo 4, D.L. 25 marzo 2010, n. 40, per il sostegno della domanda dei settori in crisi.


Gli incentivi ai consumi riguardano l’acquisto di cucine componibili ed elettrodomestici ad incasso ad alta efficienza, motocicli, motori, gru per l’edilizia, case ecologiche.


I consumatori possono beneficiare degli incentivi dal 15 aprile 2010, ma già dal 06 aprile 2010 i rivenditori sono tenuti a registrarsi al call center gestito da Poste Italiane (numero verde 800.556.670).


L’agevolazione viene riconosciuta sotto forma di riduzione del prezzo di vendita praticata dal venditore al momento dell’acquisto.


I contributi, tranne quelli per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, non sono cumulabili con ulteriori benefici previsti da altre norme per gli stessi prodotti.


Le operazioni di vendita “incentivate” sono quelle stipulate tra la data di pubblicazione del decreto (6 aprile 2010) e il 31 dicembre 2010.


Tranne che le risorse non finiscano prima. A tal riguardo, è previsto che il ministero dello Sviluppo economico informerà periodicamente, via Internet, in merito ai fondi ancora disponibili, annunciando, altresì, il loro eventuale esaurimento.


Cucine componibili


Sconto del 10%, con un contributo massimo di 1.000 euro, per sostituire la vecchia cucina con una nuova, componibile, dotata di almeno due elettrodomestici ad alta efficienza (frigorifero o congelatore di classe almeno A+, forno di classe A, piano di cottura con dispositivo di sorveglianza della fiamma, lavastoviglie non inferiore alla classe A/A/A; il prezzo di acquisto di eventuali elettrodomestici di classe diversa non rientra nell’importo agevolabile).


Inoltre, i nuovi mobili devono essere accompagnati dalla scheda identificativa del prodotto, rispettare le norme sull’emissione di aldeide formica e dotati di appositi contenitori per la raccolta differenziata.


Il possesso di tutti i requisiti deve essere attestato dal produttore, mentre il venditore deve dichiarare che l’acquisto è avvenuto in sostituzione di una cucina in uso.


Elettrodomestici e cucine ad alta efficienza


Sconto del 20% per la sostituzione dei seguenti beni:


Lavastoviglie con analoghi apparecchi di classe non inferiore alla A (contributo massimo euro 130,00) ;


forni elettrici con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore alla A (contributo massimo: euro 80,00);


piani cottura con analoghi apparecchi dotati di dispositivo di sorveglianza di fiamma (contributo massimo: euro 80,00);


cucine di libera installazione con analoghe cucine provviste di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di valvola di sicurezza (contributo massimo: euro 100,00);


cappe con analoghe cappe climatizzate (contributo massimo: euro 500,00);


scaldacqua elettrici con installazione di pompe di calore con coefficiente di prestazione pari almeno a 2,5 dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria (contributo massimo: euro 400,00).


Motocicli


Sconto del 10%, con un contributo massimo di 750 euro, per chi acquista un motociclo “euro 3” fino a 400 cc di cilindrata o con potenza non superiore a 70 kW, provvedendo contestualmente a rottamare un motociclo o un ciclomotore “euro 0” o “euro 1”.


Contributo raddoppiato (sconto del 20%, con contributo fino a 1.500 euro) in caso di acquisto di motocicli dotati di alimentazione elettrica, doppia o esclusiva.


Nautica


Sconto del 20%, con un contributo massimo di 1.000 euro, per chi sostituisce motori fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale fino a 75 kW di potenza.


Sconto del 50%, sino a un massimo di 200mila euro per azienda, per l’acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale.


Macchine agricole


Sconto del 10% per chi acquista – rottamando un analogo prodotto fabbricato prima del 31 dicembre 1999 – macchine agricole e movimento terra, comprese quelle operatrici, a motore, con potenza non superiore del 50% all’originale sostituito.


La demolizione deve avvenire entro 15 giorni dalla data di consegna del nuovo macchinario e va certificata al concessionario o venditore che, a pena di decadenza dal contributo, trasmetterà una copia dell’attestato al soggetto che eroga il bonus.


L’incentivo del 10% spetta solo se il concessionario o il venditore pratica uno sconto di pari misura sul prezzo di listino.


Gru per l’edilizia


Sconto del 20%, con un contributo massimo di 30mila euro, per chi acquista gru a torre per l’edilizia, previa certificata rottamazione di analoga apparecchiatura messa in esercizio prima del 1985.


Efficienza energetica industriale


Sconto del 20% per l’acquisto dei seguenti beni:


– Variatori di velocità (inverter) su impianti con potenza elettrica compresa tra 0,75 e 7,5 Kw (contributo massimo: euro 40,00);


– motori ad alta efficienza (IE2) di potenza compresa tra 1 e 5 kw (contributo massimo: euro 50,00);


– gruppi statici di continuità (UPS) ad alta efficienza di potenza fino a 10 kVA (contributo massimo: euro 100,00);


– batterie di condensatori per la riduzione delle perdite di energia elettrica sulle reti media e bassa tensione (contributo massimo: euro 200,00).


Banda larga


Contributo di 50,00 euro a favore di giovani tra i 18 e i 30 anni che attivano una nuova connessione a banda larga.


Immobili ad alta efficienza energetica


Contributo di 83,00 euro per metro quadrato di superficie utile, nel limite massimo di 5mila euro, per chi acquista immobili di nuova costruzione, come prima abitazione della famiglia, con fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 30% rispetto ai valori indicati nell’allegato C, n. 1, della tabella 1.3 del D.Lgs. n. 192/2005.


Il contributo è di 116,00 euro per metro quadrato, nel limite massimo di 7mila euro, se il fabbisogno di energia primaria è migliore almeno del 50%.


Nei 20 giorni precedenti la stipula dell’atto definitivo di compravendita, il venditore prenota l’agevolazione, per il cui ottenimento occorre allegare al contratto l’attestato di certificazione energetica rilasciata da un soggetto accreditato.


Nei 45 giorni successivi alla stipula, l’acquirente trasmette al soggetto abilitato alla gestione dei bonus copia autentica dell’atto registrato.


 


 


2) Studi di settore: Scostamenti da giustificare


Come è noto la Commissione degli Esperti lo scorso 31 marzo ha approvato i correttivi anticrisi per il 2009, in tale sede è scaturito l’invito ad utilizzare lo strumento delle annotazioni libere al fine di anticipare nel modello le possibili motivazioni di malfunzionamenti o circostanze non considerate dai modelli matematici.


Tutto ciò potrebbe configurarsi come uno strumento di tutela della posizione del contribuente e uno spunto per l’affinamento delle procedure di controllo.


Per gli Studi di settore è stato dato il via libera ai nuovi correttivi anticrisi


Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 31/03/2010.


Approvati dalla Commissione degli esperti, dunque, i nuovi correttivi per adeguare gli studi di settore alla situazione di crisi economica.


I nuovi correttivi sono il frutto di un accurato monitoraggio dell’impatto della crisi registrata nel 2009, trasversale a tutti gli ambiti, dal commercio ai servizi, dalle professioni al manifatturiero basato sulla raccolta delle informazioni fornite dalle associazioni di categoria incrociate con i risultati delle analisi dei settori svolte da Banca d’Italia e dagli istituti di ricerca di primaria importanza in campo economico aziendale.


Ha svolto un ruolo rilevante l’analisi dei dati delle comunicazioni annuali IVA 2010 presentate dai contribuenti entro lo scorso mese di febbraio e già analizzati ed elaborati dai tecnici dell’Amministrazione Finanziaria.


Queste le principali misure adottate:


– Interventi relativi all’analisi di normalità economica per i soggetti che presentano una contrazione dei ricavi/compensi (si va a incidere sulla durata delle scorte e la rotazione del magazzino, tenendo conto di merci e prodotti invenduti a seguito della contrazione delle vendite);


– correttivi congiunturali di settore: riguardano tutti i soggetti non congrui, per i quali viene introdotto un fattore di correzione applicato al singolo modello organizzativo, considerando la contrazione dei margini e il minor utilizzo degli impianti, per le imprese. Invece, per i professionisti che operano a prestazioni, l’intervento tiene conto del possibile aumento del peso degli acconti sul totale dei compensi;


– correttivi congiunturali individuali: interessano i soggetti non congrui che presentano una riduzione dei ricavi/compensi dichiarati.


In questo caso, i coefficienti congiunturali strutturali e territoriali vanno a cogliere il grado di crisi registrato dal singolo soggetto.


I nuovi correttivi si potranno utilizzare per le prossime dichiarazioni dei redditi.


 


3) Avvio attività imprese: Si stanno studiando delle semplificazioni


Alle lamentele acutamente sollevate da un Ordine professionale (si veda tra le novità fiscali del 07 aprile 2010, riguardo alla nota critica emessa dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro su “ComUnica complica” anziché semplificare), si susseguono, in sede parlamentare, richieste di semplificazione in merito agli adempimenti da osservare per fare nascere l’impresa.


Si legge, infatti, nella nota del 06 aprile 2010, questa volta del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che:


La semplificazione degli oneri amministrativi relativi all’avvio di attività economiche e imprenditoriali è l’oggetto della proposta di legge dell’on. Borghesi (Italia dei Valori) ed altri, attualmente all’esame della Commissione Attività produttive della Camera (A. C. 3191).


Il progetto di legge, con modifiche mirate alla legge 241/1990, ha l’intento di armonizzare nell’ordinamento italiano la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 (c. d. “direttiva servizi”) semplificando gli oneri amministrativi relativi all’avvio delle attività imprenditoriali, nonché all’avvio delle attività economiche.


In particolare, viene previsto che ai fini dell’inizio di un’attività imprenditoriale è sufficiente trasmettere, per via telematica, una dichiarazione iniziale dell’interessato, attestante la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al responsabile dello sportello unico dell’amministrazione comunale, ove presente, o alla camera di commercio del luogo in cui l’attività è svolta, previa delega espressa delle funzioni concernenti lo sportello unico da parte dell’amministrazione comunale di riferimento.


Tali attività possono essere, dunque, iniziate dalla data di trasmissione della dichiarazione dell’interessato che sostituisce di diritto ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o in ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale, artigianale, ovvero di un’attività economica, il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei requisiti o dei presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi.


Inoltre, attraverso la modifica all’art. 21 della legge n. 241/1990, si prevede che con la novellata dichiarazione d’inizio attività, l’interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti.


Al soggetto che dichiari il falso si applicano le pene previste dall’art. 483 del codice penale, aumentate fino al doppio, salvo che il fatto non costituisca più grave reato.


Altresì, il progetto di legge prevede l’abrogazione della lettera c) del comma 3 dell’art. 38 del D.L. n. 112/2008, eliminando così la possibilità di affidare le funzioni svolte dallo sportello unico anche a soggetti privati accreditati ovvero alle agenzie per le imprese.


(CNDCEC, nota del 06 aprile 2010)


 


 


4) DURC: Responsabilità solidale in materia di appalto e suo rilascio


DURC: Regolarità contributiva anche in presenza di inadempienze indirette negli appalti la responsabilità solidale è estesa a interessi e sanzioni.


In merito alla problematica sul rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva, la Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane (C.L.A.A.I.) ha presentato istanza di interpello per conoscere un parere sull’estensione dell’obbligazione solidale tra committente e appaltatore nonché tra appaltatore e subappaltatore – oltre che agli oneri retributivi, contributivi e fiscali ai sensi dell’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 e dell’art. 35, comma 28, del D.L. n. 223/2006 (conv. da L. n. 248/2006) – anche alle somme aggiuntive quali interessi, sanzioni civili e/o oneri accessori ed eventuali sanzioni amministrative connesse all’inadempimento contributivo o fiscale.


Chiedendo, inoltre, se la posizione debitoria accertata a carico dei medesimi soggetti in qualità di responsabili solidali, possa costituire causa ostativa al rilascio del suddetto DURC nei loro confronti.


Su tale questione, il Ministero del Lavoro, ha primo affermato che la disciplina delle obbligazioni solidali in materia di appalti prevista dalle disposizioni normative sopra richiamate, determina specifiche tutele a favore dei lavoratori interessati circa l’assolvimento, in capo ai soggetti operanti nella filiera, degli obblighi inerenti alla corresponsione delle retribuzioni, al versamento di contributi previdenziali, dei contributi assicurativi, nonché, in caso di rapporto tra appaltatore e subappaltatore, delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.


In proposito, l’attuale formulazione dell’art. 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 dispone una particolare garanzia retributiva e previdenziale in favore dei lavoratori occupati negli appalti o subappalti di opere o di servizi; garanzia che riguarda, nel termine di decadenza di due anni dalla cessazione dell’appalto, tutti i soggetti operanti nella filiera, dal committente all’appaltatore nonché “ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori”, escludendo unicamente il committente persona fisica che non eserciti attività di impresa o professionale (art. 29 comma 3 ter D.Lgs. n. 276/2003).


Inoltre, ai sensi dell’art. 35, comma 28, D.L. n. 223/2006 (conv. da L. n. 248/2006), tra appaltatore e subappaltatore sussiste un regime di solidarietà che investe l’effettuazione e versamento delle “ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente”, nonché il “versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.


A parte ciò, a parere del suddetto Ministero, le obbligazioni solidali sopra descritte vanno riferite ai soli trattamenti retributivi, contributivi e fiscali escludendo, in linea di massima, ogni forma di solidarietà per somme dovute ad altro titolo.


Restano in ogni caso incluse le somme dovute a titolo di interesse sui debiti previdenziali (o fiscali) e le somme dovute a titolo di sanzioni civili.


Sulle prime sussiste il regime di solidarietà, in quanto trattasi di somme dovute in stretto rapporto con gli stessi debiti previdenziali o fiscali, volte a mantenere inalterato il valore reale di quanto dovuto alle Amministrazioni.


Stessa cosa vale riguardo anche alle c.d. sanzioni civili rispetto alle quali appare evidente la natura risarcitoria.


Viceversa, riguardo ad altre tipologie di sanzioni e/o oneri accessori non sussiste un regime di solidarietà tra i componenti della filiera, se non nei casi espressamente previsti dal Legislatore (si pensi al regime di solidarietà nell’ambito delle sanzioni amministrative dettato dalla L. n. 689/1981).


Le somme dovute a titolo sanzionatorio sono inoltre escluse dalla ratio di garanzia del lavoratore che presiede alla disciplina in esame, là dove le sanzioni sono riconducibili, invece, ad un inadempimento nei confronti della P.A..


Per quanto attiene al secondo quesito, concernente il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contribuiva (DURC) al debitore in solido, il Ministero ha precisato che il D.M. 24 ottobre 2007, nell’Allegato A, elenca le disposizioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, la cui violazione è causa ostativa al rilascio del Documento escludendo le ipotesi esaminate.


Pertanto, atteso che il DURC certifica la regolarità contributiva riconducibile all’unicità del rapporto assicurativo e previdenziale instaurato tra l’impresa richiedente e gli Enti, al quale vanno riferiti tutti gli adempimenti connessi, la posizione debitoria nei confronti degli Istituti a carico di un soggetto non impedisce il rilascio del Documento a chi, con lo stesso soggetto, è solidalmente responsabile.


(Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpello n. 3/2010 del 02 aprile 2010)


 


 


5) Altre di fisco:


 


– Cartella di pagamento: Sanzione, senza preavviso, da motivare


Va bene la sanzione Iva senza un preavviso, purché la cartella sia motivata.


E’ legittima la sanzione Iva del 30% dell’importo non versato senza preavviso al contribuente purché contenga la motivazione.


Con tale assunto la Suprema Corte ha respinto il primo motivo di ricorso presentato da un contribuente che chiedeva l’annullamento dell’iscrizione a ruolo della sanzione, poiché non era stata preventivamente comunicata.


Fondato, invece, il secondo motivo di ricorso: secondo i giudici supremi il contribuente ha il diritto di conoscere i motivi della sanzione.


In definitiva, la cartella di pagamento deve fornire un’idonea motivazione della violazione contestata.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 8071 del 02 aprile 2010)


 


 


– Autofattura senza imposta se l’Iva è pagata in dogana


Una società italiana che riceve da un operatore francese una prestazione per trasporto di beni importati in Italia da un Paese non comunitario deve integrare la fattura del prestatore comunitario o emettere autofattura “non imponibile a Iva” per l’importo che è stato assoggettato ad imposta in dogana.


Se all’importazione una parte del compenso non sconta l’imposta, l’ammontare non assoggettato a Iva in dogana va autofatturato con Iva al 20% dalla società italiana che in questo caso deve anche presentare il modello Intra2-quater per l’acquisto del servizio.


Questo il comportamento da seguire quando un soggetto passivo di imposta nazionale acquista un trasporto internazionale da un prestatore non residente.
Secondo una disposizione dell’art. 5, comma 4, del Decreto 22 febbraio 2010 che ha regolamentato i nuovi elenchi riepilogativi, negli stessi non vanno inserite le operazioni per le quali l’imposta non è dovuta nello Stato membro in cui è stabilito il committente.


Comunque, in merito, si attendono chiarimenti dalle Entrate.


(Il Sole 24 Ore del 07 aprile 2010)


 


 


– Società cooperative: Disponibile il nuovo modello C17


E’ indispensabile per comunicare on-line la mutualità prevalente. E’ on line la nuova versione 3.04 del modello C17 sul sito Internet del Registro e si dovrà utilizzare per il deposito dei bilanci 2009.


Le società cooperative devono comunicare annualmente mediante strumenti informatici alla Camera di Commercio i dati di bilancio che comprovano il rispetto della mutualità prevalente, cioè l’operatività della cooperativa in misura prevalente con l’operato dei soci.


La mutualità prevalente è un requisito essenziale per poter usufruire delle agevolazioni tributarie.


La comunicazione online al Registro imprese si formalizza attraverso l’invio del modello “C17 Modulo Albo Cooperative”.


Si ricorda che il Modello pdf prodotto deve essere firmato digitalmente e non deve essere stampato ed acquisito mediante scanner, salvato utilizzando le stampanti virtuali presenti nelle funzioni di stampa, né convertito in formato PDF/A
(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 07 aprile 2010)


 


 


– Società di lavoro svizzere e attività in Italia


Società interinali extraue: Impossibile esercitare in Italia. Il campo di applicazione è circoscritto agli Stati dell’Ue.


Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere in merito alla possibilità per una società svizzera, in possesso dell’autorizzazione cantonale e federale ad operare come società di lavoro interinale, di essere iscritta all’Albo delle Agenzie per il Lavoro di cui al D.Lgs. n. 276/2003 al fine dello svolgimento della sua attività anche in Italia quale agenzia autorizzata alla somministrazione di lavoro.


(Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, interpello n. 4/2010 del 02 aprile 2010)


 


 


– Fatture per operazioni inesistenti: Gdf di Andria scopre evasione fiscale da 1,8 mln


Una evasione fiscale che ammonta a circa 1,8 milioni di euro é stata accertata da militari della Guardia di Finanza di Andria. Una persona é stata segnalata all’Autorità amministrativa.


Le Fiamme Gialle hanno segnalato all’Agenzia delle Entrate ingenti violazioni da parte di una società che opera nel settore del commercio ambulante dell’olio d’oliva.


Il titolare di una ditta individuale, già denunciato all’Autorità giudiziaria in occasione di una precedente inchiesta eseguita da un altro reparto del Corpo, nelle proprie dichiarazioni ha indicato fatture per operazioni inesistenti per circa 1,4 milioni di euro al fine di giustificare costi fittizi.


Accertati, inoltre, ulteriori 400 mila euro di elementi positivi di reddito non dichiarati, unitamente ad un’evasione dell’Iva pari a circa 70 mila euro.


(Adnkronos, nota del 07 aprile 2010)


 


 


– Detrazione Iva solo per le fatture emesse dal cedente


Non vanno considerate le fatture rilasciate da chi non è stato controparte nel rapporto.


In particolare, commette il reato di dichiarazione fraudolenta chi detrae i costi sostenuti per una fattura solo “soggettivamente inesistente”.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10394/2010, scaturita dal ricorso di un reo accusato di emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti e di dichiarazione fraudolenta mediante fatture false.


 


 


– Mancata riassunzione in giudizio: L’accertamento impugnato in prima battuta diventa definitivo in seguito all’estinzione del processo


Legittima l’iscrizione a ruolo degli importi richiesti con un atto di accertamento divenuto definitivo per la mancata riassunzione del giudizio di merito, dopo una sentenza di cassazione con rinvio.


Tale conclusione, inoltre, non contrasta con il principio della parità processuale delle parti.


E’ quanto riportato nel notiziario del 07 aprile 2010 dell’Agenzia delle Entrate.


(Commissione Tributaria Provinciale di Teramo, pronuncia n. 42/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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