Novità fiscali dell’1 aprile 2010: bonus assunzioni: riaperto il canale telematico per rinnovare le istanze non accolte; voucher: l’incasso del compenso è esente da imposizione fiscale; professionisti: nuovo regime fiscale degli immobili; comunicazione unica per la nascita dell’impresa: a regime da oggi (1 aprile 2010)

 






 


Indice:


 


1) Bonus sicurezza stop ai fondi


 


2) Bonus assunzioni: Riaperto il canale telematico per rinnovare le istanze non accolte


 


3) Borsa di Ricerca Alessandro Di Battista 2010


 


4) Voucher: L’incasso del compenso è esente da imposizione fiscale


 


5) Professionisti: Nuovo regime fiscale degli immobili


 


6) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: A regime da oggi (1° aprile 2010)


 


 


1) Bonus sicurezza stop ai fondi


Il bonus sicurezza esaurito: Assegnati tutti i fondi 2010 con più di 5mila domande accolte.


Bonus sicurezza al game over con 5.282 richieste accolte, di cui 3.839 “prenotate” già nel 2009 e finite in pole position per l’assegnazione dei fondi di quest’anno.


Il giorno 8 marzo 2010 si è conclusa l’assegnazione di tutte le risorse stanziate per il 2010, con l’accoglimento parziale della domanda presentata il giorno 8 febbraio 2010 alle ore 10, 56 minuti e 14 secondi.


A comunicare l’esaurimento dei fondi destinati alla sicurezza delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di quelle di somministrazione di alimenti e bevande è l’Agenzia delle Entrate con un provvedimento pubblicato il 30 marzo 2010.


L’agevolazione, introdotta dalla Finanziaria 2008, prevede per il triennio 2008-2010 la concessione di un credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di apparecchi di videosorveglianza e strumenti di pagamento con moneta elettronica da parte delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di quelle di somministrazione di alimenti e bevande. Un bonus che copre l’80% dei costi sostenuti per prevenire atti illeciti fino a un importo massimo di 3 mila euro per ogni beneficiario.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 30 marzo 2010)


 


 


2) Bonus assunzioni: Riaperto il canale telematico per rinnovare le istanze non accolte


Da oggi (01 aprile 2010) fino al 20 aprile 2010, utilizzando il modello R/IAL, possono essere rinnovate le domande per poter beneficiare del credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate effettuate nel 2008, che non state accolte nel 2008 o nel 2009 per esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.


La richiesta del “bonus assunzioni” può essere rinnovata dai datori di lavoro che hanno trasmesso all’Agenzia delle Entrate l’istanza originaria con il modello IAL e non ne hanno ottenuto accoglimento o hanno ottenuto accoglimento solo parziale.


Possono ripresentare il modello R/IAL anche i datori di lavoro che nel 2009 avevano già rinnovato la domanda senza aver ottenuto il riconoscimento dell’agevolazione per l’intero ammontare.


Per la trasmissione della richiesta di rinnovo 2010 (modello R/IAL) è utilizzabile il prodotto di gestione denominato “RINNOVOIAL” (stessa versione utilizzata nel 2009), disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 31 marzo 2010)


 


 


3) Borsa di Ricerca Alessandro Di Battista 2010


Il Governo italiano, in collaborazione con il Center for Tax Policy and Administration (CTPA) ha istituito nel 2002 la Borsa di Ricerca Alessandro Di Battista che viene concessa ogni anno.


E’ co-finanziata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano in memoria del giovane economista Alessandro Di Battista, distaccato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze presso l’OCSE per lavorare nel campo dell’analisi fiscale e scomparso prematuramente nel 2001.


L’obiettivo principale della Borsa di Ricerca Alessandro Di Battista è consentire ad un giovane economista italiano di essere distaccato temporaneamente dal suo attuale datore di lavoro al CTPA per ricevere formazione, condurre ricerche e acquisire esperienza presso l’OCSE per un periodo totale di 12 mesi.


Il finanziamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano consente al candidato selezionato di ricevere un’integrazione alla propria retribuzione di Euro 3.000,00 mensili.


L’Organizzazione ospitante


L’OCSE è un forum, unico nel suo genere, in cui i governi di 30 democrazie di mercato lavorano insieme per affrontare le sfide economiche, sociali e di governance dell’economia mondiale nella prospettiva della globalizzazione, nonché per sfruttarne le opportunità.


Il CTPA costituisce il punto focale del lavoro dell’OCSE su tutti i temi fiscali, sia internazionali sia nazionali.


Il CTPA collabora con altri settori dell’Organizzazione su temi quali: imposte e cambiamenti climatici, imposte e crescita, impatto della fiscalità sui mercati del lavoro.


Il CTPA fornisce supporto di analisi al Comitato degli Affari Fiscali dell’OCSE, che è composto da alti funzionari responsabili delle politiche fiscali e delle amministrazioni finanziarie dei paesi OCSE e dei paesi osservatori.


Grazie al suo lavoro, il CTPA valorizza il ruolo globale dell’OCSE nella definizione degli standard, l’acquisizione di conoscenza, la comunicazione con il mondo e l’interazione con i governi per fornire informazioni e influire sulle decisioni relative a nuove politiche in ambito fiscale.


Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.oecd.org/ctp.


Funzioni


Il ricercatore borsista lavorerà principalmente su un unico sostanziale argomento di ricerca, ma parteciperà anche ad altri progetti concernenti la fiscalità presso il CTPA.


L’argomento principale potrebbe essere il trattamento fiscale dei permessi di emissione negoziabili ma potrebbe anche, in alternativa, riguardare l’analisi economica dell’IVA o l’uso del sistema fiscale per sussidiare la produzione e/o il consumo di carburanti fossili.


Il Ricercatore borsista dovrà preparare contributi scritti sul proprio principale argomento di ricerca per presentarli ai gruppi di lavoro competenti del CTPA e, se del caso, ad altri gruppi di lavoro dell’OCSE.


L’argomento di ricerca sarà destinato ad integrare l’attuale programma di lavoro del CTPA.


Requisiti: formazione, esperienza, comunicazione e lingue


1. Formazione ed esperienza


Laurea magistrale o iscrizione ad un dottorato di ricerca in economia, che includa preferibilmente le discipline fiscali e/o le politiche fiscali.


Notevole interesse ad orientare la propria carriera verso tematiche di fiscalità internazionale.


2 o 3 anni di esperienza lavorativa in ambito fiscale costituiscono titolo preferenziale.


2. Competenze chiave


Elevate capacità di ragionamento, ricerca e analisi.


 Capacità di stendere relazioni chiare, concise e comprensibili a interlocutori che non usano l’inglese come madre lingua.


Capacità di lavorare in un team multiculturale: eccellenti capacità interpersonali, di negoziazione e diplomatiche.


Abilità a lavorare sotto pressione e a rispettare scadenze rigide.


Padronanza dell’uso di applicazioni software standard (Microsoft Office, cioè Power Point, Word, Excel).


3. Comunicazione e lingue ufficiali dell’OCSE


Eccellenti capacità di scrittura e comunicazione


Conoscenza eccellente di una delle due lingue ufficiali dell’Organizzazione (inglese e francese), preferibilmente l’inglese, che includa anche un’eccellente capacità di stesura in quella lingua e la capacità di utilizzare la seconda nei rapporti di lavoro o essere intenzionato ad apprenderla.


La conoscenza di altre lingue costituirà un titolo preferenziale.


Domande e richieste di informazioni


I candidati dovranno presentare in una delle due lingue ufficiali dell’OCSE, preferibilmente in inglese:


Un Curriculum Vitae dettagliato e completo;


Una lettera di accompagnamento con le proprie motivazioni per entrare a fare parte del CTPA e le aree di interesse e competenza. Tale lettera dovrà anche sintetizzare qual è il contributo che il candidato può offrire al progetto sul trattamento fiscale dei permessi di emissione negoziabili (o a uno degli altri progetti summenzionati).


Una dichiarazione o una conferma che il proprio datore di lavoro intende continuare a corrispondere la retribuzione di base.


Le espressioni di interesse devono essere inviate a dibattista.fellowship@oecd.org.


Oggetto: Application to the Di Battista Fellowship 2010.


La data di chiusura per le candidature è il 30 aprile 2010.


Le procedure di selezione saranno completate entro il 30 maggio.


Il candidato selezionato dovrebbe iniziare il proprio lavoro presso l’OCSE a giugno 2010.


Per candidarsi o ottenere informazioni più dettagliate sulla Borsa di Ricerca proposta, occorre contattare Jo Dempsey, Centre for Tax Policy and Administration, OECD, 2 rue André-Pascal, 75775 Paris Cedex 16, France. Email: jodempsey@oecd.org.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 31 marzo 2010)


 


 


4) Voucher: L’incasso del compenso è esente da imposizione fiscale


Fiscalmente non imponibili i compensi ottenuti dai buoni lavoro.


L’Inps ha precisato che il lavoro accessorio è esente da imposizione fiscale.


Il messaggio 8636/2010 dell’Inps, che contiene la precisazione sulla regolazione del lavoro occasionale accessorio attraverso i buoni lavoro, ha chiarito che l’incasso di un compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale. Pertanto, l’incasso ottenuto mediante i cosiddetti “voucher” non va preso in considerazione ai fini del diritto alle prestazioni per le quali assume rilevanza solo il reddito assoggettabile all’Irpef (integrazione al trattamento minimo, pensione sociale, ecc.).


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 31 marzo 2010)


 


 


5) Professionisti: Nuovo regime fiscale degli immobili


Agli immobili acquisiti a partire dal 2010 si applica la nuova disciplina, chiarita dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 13/E del 2010.


Infatti, la riforma della disciplina degli immobili strumentali degli esercenti arti e professioni introdotta dalla Finanziaria 2007, che ha previsto la deducibilità degli ammortamenti e dei canoni di leasing, si applica soltanto ai beni acquistati e ai contratti stipulati nel triennio 2007-2009.


E’, quindi, di nuovo cambiato il regime Irpef per gli immobili, strumentali ovvero ad utilizzo promiscuo, acquisiti (in proprietà o in leasing) dagli esercenti arti e professioni a partire dal 1° gennaio 2010.


In particolare, non sono più applicabili alcune delle novità normative introdotte dall’art. 1, comma 334, della legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), che aveva stabilito:


– La deducibilità delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing relativi agli immobili strumentali;


– la deducibilità delle spese relative all’ammodernamento, alla ristrutturazione e alla manutenzione degli immobili strumentali, compresi quelli utilizzati promiscuamente, che per le loro caratteristiche non sono imputabili ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono, nel periodo d’imposta in cui sono sostenute nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all’inizio del periodo d’imposta dal registro cronologico degli incassi e dei pagamenti ovvero, secondo dottrina, dal registro dei beni ammortizzabili o dal registro degli acquisti; l’eccedenza è deducibile in quote costanti nei 5 periodi d’imposta successivi;


– la deducibilità del 50% del canone di leasing (anziché della rendita catastale) relativo agli immobili utilizzati promiscuamente;


– la rilevanza delle plusvalenze e delle minusvalenze (ad esclusione delle minusvalenze derivanti da autoconsumo e da destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’attività) relative agli immobili strumentali.


Inoltre, era stata prevista l’applicazione delle modifiche in materia di deduzione


dell’ammortamento o dei canoni di leasing degli immobili strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione agli immobili acquistati nel periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 e ai contratti di leasing stipulati nel medesimo periodo, salva la riduzione ad un terzo degli importi deducibili per i periodi d’imposta 2007, 2008 e 2009.


Immobili acquisiti dal 2010


L’Agenzia delle Entrate, con la citata risoluzione n. 13/E del 2010, ha precisato che sono irrilevanti, ai fini della determinazione del reddito di lavoro autonomo, i canoni di leasing sostenuti in relazione a contratti stipulati in data successiva al 31 dicembre 2009.


Ciò in quanto la deducibilità dei canoni è stata limitata ai contratti di leasing stipulati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009.


Parimenti, per gli immobili acquistati dal 1° gennaio 2010 non sono più deducibili quote di ammortamento


I canoni di leasing e gli ammortamenti per i contratti stipulati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009


I canoni di leasing relativi ai contratti stipulati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009 restano, pertanto, deducibili (nel periodo di maturazione degli stessi) a condizione che i contratti stessi abbiano durata non inferiore alla metà del periodo di ammortamento – stabilito dagli appositi coefficienti ministeriali in relazione all’attività esercitata dal lavoratore autonomo – e comunque con un minimo di 8 anni e un massimo di 15 anni.


I canoni relativi ai tali contratti che maturano nel 2010 e negli anni successivi sono, peraltro, deducibili per il loro intero ammontare, non essendo più applicabile, dopo la scadenza del triennio 2007- 2009, la limitazione della deducibilità ad un terzo.


Stessa cosa vale per le quote di ammortamento del costo degli immobili acquistati nel detto triennio, che sono integralmente deducibili a partire dal 2010.


Come sopra accennato, per gli immobili acquistati dal 1° gennaio 2010 non sono, invece, più deducibili quote di ammortamento.


Immobili pregressi


Da ricordare che per gli immobili acquistati in proprietà o costruiti:


– Fino al 14 giugno 1990, restano deducibili le quote di ammortamento maturate a partire dal 1985;


– dal 15 giugno 1990 al 31 dicembre 2006, non sono deducibili quote di ammortamento.


Spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione


Nell’art. 54, comma 2, ultimo periodo, del T.U.I.R. viene disposto che le spese relative all’ammodernamento, alla ristrutturazione e alla manutenzione degli immobili strumentali utilizzati (esclusivamente) nell’esercizio dell’arte o della professione sono:


– imputate in aumento del costo del bene, se di natura incrementativa (quindi, mediante la procedura di ammortamento);


– ovvero deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili risultante all’inizio del periodo d’imposta, se non incrementative;


– l’eventuale eccedenza è deducibile in quote costanti nei cinque periodi d’imposta successivi.


In assenza di chiarimenti ufficiali sui criteri in base ai quali sono individuabili le spese di natura incrementativa, secondo parere di dottrina (Gianfranco Ferranti in Corriere Tributario n. 14/2010), sono applicabili le regole stabilite per le imprese dal codice civile e dai principi contabili nazionali, in base ai quali sono capitalizzabili i costi che comportano un aumento significativo e tangibile della produttività o della vita utile del cespite.


Non sarebbero, invece, imputabili ad incremento del costo del bene le spese per gli interventi di manutenzione ordinaria (ad es., spese di pulizia, pitturazione, ecc.).


In tali casi, ai fini del calcolo del plafond del 5%, il costo complessivo dei beni materiali ammortizzabili è quello risultante all’inizio del periodo d’imposta dal registro cronologico degli incassi e dei pagamenti.


Secondo parere di dottrina anche se non sia espressamente previsto dalla normativa, il costo complessivo dei predetti beni potrebbe essere, altresì, desunto:


– Dal registro dei beni ammortizzabili;


– ovvero dal registro IVA acquisti.


Immobili ad uso promiscuo


Riguardo la disciplina degli immobili cd. promiscui, cioè adibiti all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale e familiare del contribuente.


Da ricordare che, in base al disposto dell’art. 54 del T.U.I.R., per tali immobili sono deducibili, in misura pari al 50% del relativo ammontare:


– la rendita catastale, per i beni posseduti a titolo di proprietà, ovvero il canone di locazione o quello di leasing;


– le spese per i servizi relativi all’immobile (es. spese condominiali);


– le spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione (se non imputabili, per le loro caratteristiche, ad incremento del costo del bene).


 


 


6) Comunicazione unica per la nascita dell’impresa: A regime da oggi (1° aprile 2010)


A partire da oggi (1° aprile 2010) è entrato a regime il sistema della comunicazione unica per la nascita dell’impresa previsto dall’articolo 9 del decreto legge n. 7/2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 40/2007.


La comunicazione unica consente di assolvere in una sola soluzione gli adempimenti dichiarativi richiesti per iscriversi al registro delle imprese ed ha effetto, se sussistono i presupposti di legge, per ottenere il codice fiscale e la partita Iva e ai fini previdenziali, assistenziali e fiscali.


La procedura può essere utilizzata anche per comunicare le modifiche o la cessazione dell’attività d’impresa.


La comunicazione unica viene presentata all’ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.


Con decreto del 23 marzo 2010 il Ministro dello sviluppo economico ha adottato i nuovi modelli per il rilascio da parte degli uffici del registro delle imprese dei certificati previsti dalla legge istitutiva del registro delle imprese.


Il decreto ministeriale ha anche adottato il modello della ricevuta di accettazione della comunicazione unica per la nascita dell’impresa che viene rilasciata dal registro delle imprese.


Per ultimo, l’Inps con la circolare n. 41 del 26 marzo 2010 ha specificato che in determinati casi di modifiche successive al momento dell’avvio dell’attività d’impresa, le imprese potranno utilizzare facoltativamente il sistema di comunicazione unica o i servizi on line dell’Inps.


(Assonime, nota del 31 marzo 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


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