Novità fiscali del 6 aprile 2010: teleriscaldamento: riduzione IVA solo per uso domestico; agevolazione fiscale nel settore tessile: approvato il modello CRT; modello F24 Enti Pubblici: inclusi nei versamenti i contributi pensionistici

 






 


Indice:


 


1) Tourist Card in convenzione tra enti pubblici: E’ soggetta ad Iva


 


2) Teleriscaldamento: Riduzione Iva solo per uso domestico


 


3) Agevolazione fiscale nel settore tessile: Approvato il modello CRT


 


4) Modello F24 Enti Pubblici: Inclusi nei versamenti i contributi pensionistici


 


5) Altre di fisco


 


 


1) Tourist Card in convenzione tra enti pubblici: E’ soggetta ad Iva


Quale trattamento fiscale si deve applicare nell’ipotesi in cui una società per azioni (interamente costituita da enti pubblici territoriali) deve stipulare un contratto di servizio con un Comune, quale ente capofila di un raggruppamento che include una Provincia ed una Camera di Commercio al fine di realizzare un progetto denominato “X Card”.


Tale progetto, finalizzato a favorire l’accesso dei turisti ai musei e ai beni culturali presenti sul territorio, consiste nella istituzione, promozione e diffusione di due tipologie di carte, la X Tourist Card e la X Museum Card.


Su tale problematica si è soffermata l’Agenzia delle Entrate, che ne ha  illustrato il relativo trattamento fiscale mediante la risoluzione n. 27/E del 01 aprile 2010.


In particolare, nel caso di specie, il suddetto Comune (ente capofila), attraverso la stipula di un contratto di servizi con detta S.p.A. ed una serie di convenzioni con taluni musei e la società di trasporto pubblico locale, diviene l’ente promotore, titolare e responsabile dell’offerta di servizi sottesi alla “X Tourist Card” e alla “X Museum Card”.


In base al protocollo di intesa stipulato tra il Comune, Provincia, Camera di Commercio, sia la “X Tourist Card” sia la “X Museum Card” consentono a colui che le acquista – a fronte del pagamento di una somma di denaro – di potere fruire di una prestazione di servizi complessa (consistente nella possibilità di usufruire dei mezzi di trasporto, di accedere ai musei ed alle mostre, di usufruire del kit informativo, di beneficare degli sconti e facilitazioni offerti dagli Enti convenzionati).


Ciò comporta che la prestazione resa dal comune – per la quale è previsto il pagamento di un corrispettivo – va intesa come una prestazione di servizi unica, che rientra nella generica previsione di cui all’art. 3, del D.P.R. n. 633/72 e come tale deve essere assoggettata ad Iva con l’aliquota ordinaria del 20%.


A fine, anche il kit informativo ha natura accessoria e funzionale al conseguimento del servizio complesso cui le carte danno diritto, e non abbia, quindi, una propria autonoma rilevanza commerciale.


I soggetti deputati alla materiale vendita delle carte si qualificano come soggetti terzi rispetto alle parti del rapporto principale (il Comune di X/soggetto erogatore del servizio complesso – e il titolare della card/fruitore dei servizi).


I rivenditori, infatti, si limitano a riscuotere i relativi incassi, per poi riversarli, per il tramite della S.p.A., all’ente promotore.


Sulla base di ciò, il rapporto tra il Comune e la S.p.A., nonché quello con i rivenditori, integra un contratto di mandato all’incasso con rappresentanza, in forza del quale la società istante (mandatario) agisce in nome e per conto del Comune (mandante), nella cui sfera giuridica si producono tutti gli effetti giuridici del rapporto principale.


In definitiva, il rapporto si instaura direttamente tra il cliente ed il Comune di X mentre la società istante e/o l’esercente/rivenditore rappresenteranno esclusivamente lo strumento attuativo della politica commerciale prescelta.


– Obblighi fiscali della S.p.A.


Riguardo all’attività svolta dalla società per azioni, ai fini delle imposte dirette ed ai fini Iva, rilevano i corrispettivi corrisposti dal comune quale compenso per l’attività svolta, nonché i costi sostenuti per svolgere l’attività richiesta dal contratto di servizi stipulato con l’ente promotore.


Non rilevano, invece, ai fini fiscali, le somme temporaneamente incassate e custodite in nome e per conto del Comune relative alla vendita delle carte, né quelle erogate a titolo di aggi ai soggetti deputati alla distribuzione delle carte, né, infine, quelle corrisposte ai gestori dei musei convenzionati o all’azienda di trasporto a titolo di corrispettivo per i servizi resi.


Pertanto, il corrispettivo previsto per l’attività svolta dalla S.p.A. é soggetto, ai fini Iva, all’aliquota ordinaria.


– Obblighi fiscali del Comune


Per gli enti non commerciali, tra i quali sono ricompresi i comuni, si considerano effettuate nell’esercizio di impresa e, come tali, rientranti nel campo di applicazione dell’IVA, ai sensi dell’art. 4, comma 4, del DPR n. 633/72, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di attività commerciali.


Il carattere commerciale dell’attività è determinato, in via generale, dallo svolgimento di un’attività organizzata in forma d’impresa, comportante un’organizzazione di mezzi e risorse funzionali all’ottenimento di un risultato economico, con i connotati della professionalità, sistematicità e abitualità ancorché non esclusiva.


A tal fine occorre tenere in considerazione anche la rilevanza economica e la complessità dell’attività che presuppongono il necessario compimento di una serie coordinata di atti economici.


Nel caso di specie, le modalità di svolgimento dell’attività posta in essere dal Comune, che si esplica nel compimento – anche per il tramite di altri soggetti – di una serie coordinata di atti economici, nonché le dimensioni e la rilevanza economica complessiva dell’attività stessa, implicano la sussistenza dei caratteri della commercialità, con conseguente integrazione del presupposto soggettivo di applicazione dell’IVA in capo all’ente locale e assoggettabilità al tributo delle prestazioni da quest’ultimo rese nei confronti degli acquirenti delle “card”.


In particolare, alla prestazione di servizi deve essere applicata l’imposta con aliquota ordinaria ed il presupposto impositivo, ai sensi dell’articolo 6, terzo comma del D.P.R. n. 633/72, si verificherà al momento dell’effettuazione dell’acquisto delle carte.


In ogni caso i rivenditori delle carte – inquadrabili come mandatari con rappresentanza all’incasso – possono, comunque, beneficiare dell’esonero dall’obbligo di emettere scontrino o ricevuta fiscale.


Il successivo riversamento delle somme riscosse da parte dei rivenditori all’effettivo titolare (Comune) costituisce una mera movimentazione finanziaria e, come tale, non rilevante ai fini IVA.


Resta fermo, in ogni caso, in capo al comune il diritto ad esercitare la detrazione dell’IVA assolta in relazione agli acquisti inerenti l’attività in argomento.


Infine, ai sensi dell’art. 74, comma 1, del TUIR i Comuni non sono soggetti passivi ai fini IRES.


– Obblighi fiscali della società di trasporto pubblico locale e dei musei convenzionati


In merito agli obblighi fiscali cui sono tenute la società di trasporto pubblico urbano e i gestori dei musei nonché gli organizzatori delle mostre, l’Agenzia delle Entrate ha osservato che:


I corrispettivi relativi alle prestazione di trasporto, calcolati sulla base della rendicontazione mensile del numero delle X Tourist Card vendute, devono essere assoggettati all’aliquota Iva del 10%, e devono essere annotati nel registro dei corrispettivi entro il giorno 15 di ciascun mese e con riferimento al mese precedente, mentre la relativa imposta deve essere liquidata e versata entro il 16 del mese successivo.


I citati corrispettivi possono essere documentati nei confronti del comune (anche al fine di consentire a quest’ultimo la detrazione dell’imposta) con una fattura mensile riepilogativa, predisposta in base alla predetta rendicontazione.


Nessun documento deve essere emesso nei confronti dei fruitori del servizio di trasporto, che utilizzeranno quale titolo di legittimazione la “X Tourist Card”.


Con riguardo alle prestazioni consistenti nell’ingresso ai musei o alle mostre o fiere, le stesse si intendono realizzate al momento dell’utilizzo della carta per accedervi, con l’obbligo per il gestore di annotare i corrispettivi.


In particolare, le prestazioni inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, monumenti, ville sono esenti da Iva ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 22, del D.P.R. n. 633/72 e possono essere documentate nei confronti del comune anche con una fattura mensile (ovvero trimestrale) riepilogativa, predisposta in base alla rendicontazione del numero di accessi accertati per ciascun mese (o trimestre).


Nessun documento aggiuntivo deve essere emesso nei confronti dei visitatori del museo.


Per quanto concerne le mostre, rientrano nella previsione di esenzione di cui al n. 22) dell’arti. 10 del DPR n. 633/72 solo le mostre “a carattere culturale e sociale che presentino i seguenti requisiti:


1) esposizione in spazi appositi di quadri, fotografie o altri beni di rilevante utilità sociale e culturale, oggetto di visita da parte del pubblico;


2) scopo divulgativo e quindi di promozione della conoscenza (storica, artistica ecc.);


3) assenza di scopi speculativi o commerciali anche indiretti”.


Sono, invece, imponibili ad Iva le mostre che non rientrano tra quelle di carattere culturale nonché le fiere.


Le mostre, sia quelle rientranti nel regime di esenzione di cui all’art. 10, n. 22) del DPR n. 633/72, sia quelle imponibili agli effetti del tributo, nonché le fiere, sono riconducibili nell’ambito delle attività spettacolistiche di cui alla Tabella C (punto 5) allegata al citato DPR n. 633/72 e, pertanto, in forza dell’art. 74-quater dello stesso Decreto sono assoggettate, in via generale, alle modalità di certificazione proprie delle attività di spettacolo.


Gli ingressi alle mostre e alle fiere devono quindi essere certificati dagli organizzatori delle relative manifestazioni, all’atto dell’accesso del possessore della “X Tourist Card” o della “X Museum Card”, attraverso titoli di accesso emessi mediante gli appositi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate.


I titoli d’accesso devono riportare l’importo che sarà effettivamente corrisposto dal Comune, indicando che si tratta di importo ridotto ed utilizzando le codifiche disponibili per il “tipo titolo”, al fine di evidenziare che il titolo è stato emesso in base alla convenzione con il Comune al possessore della “X Tourist Card” o della “X Museum Card”.


In particolare, vanno utilizzati, solo a tal fine, come “tipo titoli” il codice TC (se trattasi di Tourist Card) o il codice MC (se trattasi di Museum Card), e dovrà essere indicato tramite il sistema di biglietteria nel giornale di fondo tra i dati previsti per i corrispettivi figurativi il codice fiscale del Comune che eroga gli importi.


Poi, al momento dell’incasso dei corrispettivi erogati dal Comune, gli organizzatori delle mostre e delle fiere possono emettere un documento riepilogativo, predisposto in base alla rendicontazione del numero di accessi accertati, nel quale vanno indicati i titoli di accesso cui si riferisce il corrispettivo, nonché separatamente l’imposta dovuta qualora trattasi di prestazione imponibile agli effetti dell’Iva (sempre al fine di consentire la detrazione al Comune).


Poiché si tratta di prestazioni spettacolistiche, il momento di effettuazione dell’operazione coincide con l’ingresso del visitatore alla mostra o alla fiera (art. 74-quater, comma 1, del DPR n. 633 del 1972) e non con la percezione dei corrispettivi.


 


 


2) Teleriscaldamento: Riduzione Iva solo per uso domestico


Si applica l’aliquota ordinaria per la cessione di energia dal fornitore alla cooperativa che la ridistribuisce al singolo utente.


Pertanto, niente aliquota Iva agevolata del 10% per la fornitura di energia termica prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento erogata da un fornitore a una cooperativa di soci, anche se costituita dai proprietari degli immobili che riceveranno il servizio di riscaldamento.


Il beneficio fiscale, infatti, disciplinato dal punto 122 della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/72, si applica soltanto nel caso in cui la fornitura sia resa nei confronti dei consumatori finali, che la devono utilizzare “presso la propria abitazione, a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo in ogni caso dotate del requisito della residenzialità”, per uso domestico insomma.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 28/E del 1 aprile 2010, in seguito ad un interpello posto da una cooperativa costituita, secondo le indicazione del Comune, per erogare i servizi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria a fabbricati situati in un determinato quartiere residenziale.


La cooperativa stipula un contratto con una ditta fornitrice per la realizzazione di un sistema di cogenerazione ad alto rendimento attraverso la riqualificazione di quello già esistente.


Il “pacchetto” comprende anche la fornitura e posa in opera degli impianti meccanici, nonché di quelli elettrici complementari e di termoregolazione e contabilizzazione, oltre alla conduzione, gestione e manutenzione, anche straordinaria, full service dell’intera struttura.


L’impianto appartiene al fornitore fino a fine contratto, dopo di che, automaticamente, la proprietà passa alla cooperativa.


Comunque, la Cooperativa riaddebiterà il costo della fornitura di energia emettendo pro-quota fattura distinta per ciascun consorziato, con l’applicazione dell’aliquota del 10% nelle ipotesi in cui sussistano i requisiti applicativi del n. 122 della Tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/72 e del 20% nei casi in cui non sia applicabile la predetta aliquota ridotta.


In relazione al problema delle utenze ad utilizzazione promiscua, nell’ipotesi in cui non sia possibile determinare la parte impiegata per utilizzi domestici agevolati per mancanza di distinti contatori, l’imposta si rende applicabile con l’aliquota ordinaria sull’intera fornitura.


Il requisito necessario all’applicazione dell’aliquota agevolata viene ritenuto soddisfatto con la contabilizzazione attraverso contatori “distinti” per gli usi domestici e quelli diversi.


Comunque, ogni volta che il criterio adottato consente di determinare in modo oggettivo il consumo di energia riferibile all’uso domestico, si può applicare su tale consumo l’aliquota agevolata.


Non sono, invece, ritenute utili eventuali soluzioni tecniche che adottano criteri di ripartizione non oggettivi o presuntivi (come, ad esempio, la suddivisione in proporzione al valore della proprietà di ciascun consorziato).


 


 


3) Agevolazione fiscale nel settore tessile: Approvato il modello CRT


E’ fatta per la comunicazione dei dati degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo effettuati dalle imprese del settore tessile (Modello CRT).


Il Provvedimento, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, del 02 aprile 2010 ha approvato il modello per la comunicazione dei dati degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo effettuati dalle imprese del settore tessile che svolgono le attività di cui alle divisioni 13 o 14 della tabella ATECO 2007, che intendono fruire delle agevolazioni fiscali (art. 4, c. da 2 a 4, D.L. 25/3/10, n. 40)


La trasmissione telematica dei dati contenuti nella comunicazione dovrà essere effettuata dal 1° dicembre 2010 al 20 gennaio 2011 utilizzando il software “AGEVOLAZIONECRT”, disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it entro il 20 novembre 2010.


L’Agenzia delle entrate comunicherà, a coloro che hanno presentato la comunicazione, l’ammontare massimo del risparmio d’imposta spettante.


Nel caso in cui le richieste complessive superino lo stanziamento dei 70 milioni di euro, l’agevolazione sarà attribuita proporzionalmente all’ammontare del risparmio d’imposta richiesto.


L’agevolazione può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti.


Agevolazione fiscale nel settore tessile


Approvato il modello per la comunicazione: Appuntamento al 1 dicembre per gli invii.


Gli incentivi sono diretti a sostenere il settore tessile e dell’abbigliamento, emblema storico del made-in Italy nel mondo e volano della moda e dell’export italiano.


E’ stato, quindi, approvato il 02 aprile 2010, con il Provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, il modello CRT per la comunicazione dei dati sugli investimenti effettuati quest’anno in attività di ricerca industriale e di sviluppo dalle imprese del settore tessile che svolgono le attività indicate nelle divisioni 13 o 14 della tabella ATECO 2007, e che intendono fruire dell’agevolazione prevista dal Decreto legge 40/2010 (art. 4, commi da 2 a 4).


Per il tessile ricerca e sviluppo a costo ridotto


Dall’anno in corso, quindi, le imprese che operano nei settori del tessile e dell’abbigliamento beneficeranno d’una specifica misura di sostegno. L’agevolazione, infatti, consiste nella esclusione dall’imposizione sul reddito d’impresa delle spese sostenute nel 2010 nelle attività di ricerca e di sviluppo finalizzate alla realizzazione dei campionari.


Il limite complessivo delle risorse disponibili è pari a 70 milioni di euro.


Termini e modalità d’invio, appuntamento al 1 dicembre 2010


Le imprese interessate allo sconto fiscale inoltreranno, in via telematica, la comunicazione a partire dal 1 dicembre 2010, mentre l’intervallo utile per l’invio si chiuderà il 20 gennaio 2011.


La trasmissione telematica dei dati contenuti nella comunicazione sarà effettuata utilizzando il prodotto di gestione denominato “AGEVOLAZIONECRT”, reso disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, a partire dal 20 novembre 2010.


L’Agenzia delle entrate comunicherà, alle imprese che hanno presentato la comunicazione, l’ammontare massimo del risparmio d’imposta spettante.


Nel caso in cui le richieste complessive superino lo stanziamento dei 70 milioni di euro, l’agevolazione sarà attribuita proporzionalmente all’ammontare del risparmio d’imposta richiesto.


Riguardo i tempi, l’agevolazione può essere fruita esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta di effettuazione degli investimenti.


 


 


4) Modello F24 Enti Pubblici: Inclusi nei versamenti i contributi pensionistici


L’Agenzia delle Entrate si occuperà di ripartire le somme affluite sulla contabilità speciale, tra gli enti previdenziali interessati.


Il versamento con F24 enti pubblici ha, dunque, ricompreso la parte previdenziale.


I contributi pensionistici e assicurativi che potranno essere assolti con il modello sono:


– Contributi obbligatori ai fini pensionistici e previdenziali e contributi volontari ai fini pensionistici e previdenziali a favore dell’Inpdap


– contributi previdenziali e assistenziali a favore dell’Inps


– premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali a favore dell’Inail


Inoltre, il modello F24 enti pubblici, potrà essere esteso a ulteriori tipologie di contributi assistenziali, previdenziali e assicurativi, con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia, su proposta della Ragioneria generale dello Stato.


Il  direttore   dell’Agenzia   delle   Entrate,   con   proprio provvedimento, adotta le misure  necessarie  per  l’attuazione  delle modalità di versamento previste dal presente decreto.


La data di entrata in vigore delle modalità di  versamento  con F24 enti pubblici, per le singole categorie di soggetti  interessati, sarà stabilita di comune accordo dal Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  sentita l’Agenzia delle Entrate.


(Decreto del 12 marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 1 aprile 2010)


 


 


5) Altre di fisco:


 


– Dai giudici tributari cancellata la tassa sui cellulari


Delle Commissioni Tributarie hanno accolto le richieste di rimborso della tassa di concessione governativa sui telefoni mobili a causa dell’abrogazione dell’art. 318 del D.P.R. n. 156/1973 disciplinata dall’art. 218 del D.Lgs. n. 259/2003 (nuovo codice delle comunicazioni).


 


– Studi di settore: Novità nel prossimo software Gerico


Come è stato rilevato, Il Sole 24 Ore del 02 aprile 2010, le novità ai fini degli studi di settore si conosceranno meglio appena sarà rilasciato il software Gerico.


Tutto ciò poiché da quest’anno spariscono definitivamente i vecchi indicatori di normalità economica.


Per tutti gli studi si applicano, invece, i più sofisticati indicatori specifici di normalità con riferimento al singolo studio.


Per i soci amministratori il “peso” all’interno di Gerico viene equiparato tra società di persone e società di capitali.


Infine, tra le news entry, la regionalizzazione degli studi.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


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