Novità fiscali del 29 aprile 2010: manuale pratico di predisposizione del deposito del bilancio d’esercizio delle società al Registro delle Imprese; paradisi fiscali: il conto corrente nella UE costringe a compilare il il quadro RW; il Commercialista non può inserire in contabilità costi non documentati

 

Indice:

 

1) Paradisi fiscali: Il conto corrente nella Ue costringe a compilare il il quadro RW del Modello Unico

 

2) Il Commercialista non può inserire in contabilità costi non documentati

 

3) Deposito del bilancio d’esercizio nel registro delle imprese

 

4) Convenzione per la trasmissione dei modelli Red

 

5) Cambio della guardia nelle direzioni regionali dell’Agenzia Entrate

 

6) Le Università ai fini del registro non sono equiparate allo Stato

 

 

1) Paradisi fiscali : Il conto corrente nella Ue costringe a compilare il il quadro RW del Modello Unico

L’esistenza e la gestione di un conto corrente all’estero con consistenza e/o movimentazione superiore a 10mila euro comporta, con poche eccezioni, l’obbligo di compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi e il rispetto delle regole sul monitoraggio fiscale.

Le violazioni rappresentano una delle ipotesi sanabili entro il 30 aprile 2010 aderendo allo scudo fiscale.

La novità rispetto alle passate edizioni da considerare in queste ipotesi per decidere se aderire alla sanatoria è l’entrata in vigore dal 2005, a livello europeo e non solo, della direttiva risparmio (2003/48), che impone lo scambio in via automatica, tra gli Stati (ad eccezione di alcuni), di informazioni sugli interessi da conto corrente posseduti dai cittadini residenti in altri Stati rispetto a quello in cui hanno un conto corrente. 

Riguardo ai conti corrente occorre considerare e monitore sul quadro RW i seguenti casi:

– Il trasferimento all’estero di denaro o altre attività finanziarie per la costituzione di un conto corrente bancario estero;

– l’esistenza del conto corrente all’estero quale forma di investimento finanziario;

– i trasferimenti da e verso l’estero di denaro o altre attività finanziarie che abbiano interessato i conti correnti all’estero.

 

 

2) Il Commercialista non può inserire in contabilità costi non documentati

Il Commercialista non può inserire in contabilità costi non documentati, neppure in ipotesi di disordine contabile.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9916 del 26 aprile 2010, ha, infatti, stabilito che è preciso obbligo del commercialista non appostare nella dichiarazione dei redditi costi privi di documentazione o non inerenti all’anno di dichiarazione.

In tal contesto, al fine di escludere la sua responsabilità, non rileva il disordine in contabilità tenuto dal contribuente e denunciato dal professionista.

Sulla questione, il presidente del CNDCEC, Claudio Siciliotti, ha osservato che “i Commercialisti non si sottraggono alle proprie responsabilità, ma non possono accettare di essere considerati responsabili verso i clienti, anche a prescindere da accordi privatistici presi con loro” ribadendo che la stessa Cassazione non riconosce alla consulenza tributaria lo status giuridico di professionisti posti a presidio di un pubblico interesse: “la giurisprudenza della Cassazione ha in passato negato questo ruolo dei commercialisti in ambito tributario, affermando che la consulenza e l’assistenza tributaria è liberamente esercitabile da qualsiasi soggetto. Come è possibile ora porre proprio lo status giuridico del commercialista alla base di un principio di responsabilità nei confronti del cliente che dovrebbe prescindere persino da possibili accordi privatistici tra consulente e cliente? Se per l’assistenza tributaria è possibile andare anche da soggetti privi di quegli obblighi deontologici che la sentenza pone alla base della responsabilità del commercialista, significa che quegli obblighi deontologici non sono considerati dal giudice un valore prezioso e imprescindibile”.
Domiciliare la contabilità al Commercialista non prova il mandato

La Corte di Cassazione, con un’altra sentenza (n. 9917 del 2010), ha, inoltre, fissato in modo più rigoroso i principi del vincolo contrattuale e di responsabilità per i professionisti.

La domiciliazione della contabilità presso il commercialista non basta a dimostrare l’esistenza di un rapporto professionale. Questo va, infatti, provato con elementi più ampi.

 

3) Deposito del bilancio d’esercizio nel registro delle imprese

Anche quest’anno le società di capitali stanno per depositare i loro bilanci d’esercizio agli uffici del registro delle imprese.

La pubblicazione dei bilanci dovrà avvenire nel corso dell’anno 2010, nel rispetto di una nuova modalità, che fino all’anno scorso ha avuto contenuti sperimentali e cioè a partire da quest’anno la maggior parte delle società di capitali devono depositare al registro delle imprese lo stato patrimoniale e il conto economico in formato XBRL.

Come in passato le domande di deposito dei bilanci devono essere contenute nell’apposita modulistica, le cui specifiche tecniche sono state approvate dal Ministero dello Sviluppo Economico con il decreto ministeriale del 14 agosto 2009.

Il modulo che deve essere utilizzato è il tradizionale Modulo B per la compilazione del quale si rimanda alla circolare del 9 settembre 2009 n. 3628/C con la quale il Ministero ha indicato, tra l’altro, i soggetti che sono tenuti ad utilizzarlo, quali sono gli atti ed i documenti che devono accompagnare la domanda e l’ufficio del registro delle imprese competente.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha fornito le seguenti indicazioni riguardo alle novità di legge, indi ha proposto delle linee guida uniformi che evitino le diversità di comportamento a livello locale.

Formato per la redazione del bilancio di esercizio e consolidato.

Il D.P.C.M. del 10 dicembre 2008 impone l’obbligo dell’utilizzo del formato elettronico XBRL per la redazione dei bilanci delle società di capitali e delle cooperative.

La modalità di deposito adottata nel corso del 2009 ha previsto la duplice presenza del prospetto contabile in formato XBRL e PDF.

Tale modalità ha garantito l’uniformità di deposito dei bilanci nel corso del 2009, dato che l’obbligo di presentazione del formato XBRL, ha coinvolto, lo scorso anno, solo le società che hanno chiuso l’esercizio dopo il 16 febbraio 2009.

Per l’imminente campagna bilanci 2010, nonostante la tassonomia attualmente disponibile per i bilanci civilistici non è ancora in grado di codificare l’intero bilancio (in particolare la nota integrativa), è necessario il ricorso ad una modalità di presentazione che eviti l’inutile duplicazione delle informazioni, contenute nei prospetti di stato patrimoniale e conto economico nel quadro di una interpretazione logico-sistematica delle varie disposizioni sull’adozione del formato elettronico elaborabile

Secondo l’art. 5 del D.P.C.M. il file XBRL costituisce il documento destinato alla

pubblicazione nel Registro delle Imprese.

Il prospetto contabile del bilancio depositato anche nel formato PDF/A costituisce nella quasi totalità dei casi, una duplicazione delle informazioni.

L’obiettivo di semplificare gli adempimenti, massimizzando nel contempo l’efficacia, l’efficienza e la qualità della comunicazione economico-finanziaria nazionale, vera ratio delle disposizioni sull’adozione del formato elettronico elaborabile, conduce quindi ad una pratica di deposito che si compone come segue:

a) il prospetto contabile, costituito da stato patrimoniale e conto economico, codificato esclusivamente in formato XBRL sulla base della vigente tassonomia;

b) la nota integrativa, che non potendo essere ancora resa nel nuovo formato elettronico elaborabile, sarà invece prodotta in formato PDF/A;

c) tutti gli altri documenti che accompagnano il bilancio, ad esempio la relazione sulla gestione, la relazione del collegio sindacale, il giudizio del revisore contabile ed il verbale di approvazione dell’assemblea, saranno allegati alla pratica in formato PDF/A.

Il file XBRL non può mai essere omesso, tranne nei casi di esonero espressamente previsti dalla normativa.

Il prospetto contabile in formato PDF/A deve essere aggiunto alla pratica di deposito solo nel caso in cui la vigente tassonomia non sia sufficiente a rappresentare la particolare situazione aziendale, nel rispetto dei principi di chiarezza, correttezza e verità di cui all’art. 2423 c.c., per la formazione del progetto di bilancio da sottoporre all’approvazione assembleare.

Tutti i file devono essere firmati digitalmente.

In particolare la presentazione in formato XBRL è prevista per le istanze di deposito dei bilanci individuati dall’elenco seguente:

– Bilanci ordinari (codice atto – 711)

– Bilanci abbreviati (codice atto – 712)

– Bilanci consolidati d’esercizio (codice atto – 713)

– Bilanci patrimoniali di consorzi (codice atto – 720)

In tutti gli altri casi di deposito di bilancio (ad esempio il bilancio finale di liquidazione, i rendiconti ai sensi dell’art. 2487 C.C. nonché le situazioni economico patrimoniali allegate ai progetti di fusione e di scissione), non è richiesta la presentazione in formato XBRL.

Oltre ai tradizionali controlli previsti per l’invio telematico delle istanze di deposito, il sistema camerale effettuerà i controlli di validità del file XBRL in base alle seguenti tipologie d’errore:

– Errore nella validazione della firma digitale apposta al file XBRL

– Errore nell’allegato XBRL: il file non è in formato XBRL

– Errore nel formato XBRL: il file allegato è in formato XBRL, ma il file non è conforme alla tassonomia ufficiale di riferimento (pubblicata su www.cnipa.it il 16/02/2009)

– Il codice fiscale della società è errato nel file XBRL

– Il file XBRL non contiene alcun dato significativo (valori diversi da zero) per l’esercizio

– Errore di quadratura del prospetto contabile: il “Totale Attivo” e “Totale Passivo” dello Stato Patrimoniale non sono congruenti; alcune voci del Patrimonio Netto non sono congruenti alle corrispondenti voci del Conto Economico

– Impossibile identificare le colonne d’annualità d’esercizio.

– Errore nel calcolo delle voci principali del prospetto contabile: altri errori

I prodotti software disponibili sul mercato sono stati ampiamente collaudati e garantiscono la corretta predisposizione del formato XBRL ed il superamento dei controlli di validità sopra descritti.

A supporto dell’utenza, è a disposizione uno strumento gratuito per la compilazione locale sul proprio computer del file XBRL e un servizio online di validazione del file XBRL (“Tebe”) accessibili dal sito www.registroimprese.it .

Sulla base della disposizione contenuta nell’articolo 7, comma 2 del D.P.C.M. 10 dicembre 2008, gli errori sopra evidenziati generano la richiesta di regolarizzazione della pratica di deposito, con assegnazione, al soggetto interessato o al professionista incaricato, di un congruo termine per la regolarizzazione dell’adempimento di deposito.

Oltre il termine assegnato l’ufficio del Registro delle Imprese respingerà la pratica di deposito.

Firma dei documenti

Ai fini della sottoscrizione della domanda di deposito del bilancio, la stessa può essere firmata:

a) da un amministratore della società, o dal liquidatore della società;

b) dal professionista incaricato (ai sensi dell’articolo 31, commi 2 quater e 2 quinquies della legge 24 novembre 2000 n. 340).

Il professionista deve dichiarare di essere stato incaricato dalla società ad eseguire l’adempimento pubblicitario.

Il professionista, non in possesso del certificato di sottoscrizione con ruolo deve altresì dichiarare:

Il sottoscritto…… , iscritto all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di …….al n….,, dichiara, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000, di non avere provvedimenti disciplinari in corso che comportino la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale”.

Tali dichiarazioni sono inserite nel Modulo Note da allegare al Modello B .

Dichiarazioni di conformità

La dichiarazione di conformità del prospetto contabile in formato XBRL al documento conservato dalla società va predisposta come segue:

a) qualora l’assemblea approvi il bilancio con prospetto contabile che costituisce la rappresentazione a stampa del file informatico XBRL colui che provvede al deposito del bilancio d’esercizio al registro delle imprese inserisce in calce alla nota integrativa in formato PDF/A, la seguente la dicitura; “il documento informatico in formato XBRL contenente lo stato patrimoniale e il conto economico è conforme ai corrispondenti documenti originali depositati presso la società”.

b) qualora il file informatico XBRL differisca dal documento cartaceo approvato

dall’assemblea, colui che provvede al deposito del bilancio d’esercizio al registro delle imprese inserisce, in calce alla nota integrativa in formato PDF/A, la seguente la seguente; il testo della dichiarazione può essere così indicato in

calce alla deliberazione di approvazione: “lo stato patrimoniale e il conto economico sono redatti in modalità non conforme alla tassonomia italiana XBRL, in quanto la stessa non è sufficiente a rappresentare la particolare situazione aziendale, nel rispetto dei principi di chiarezza, correttezza e veridicità di cui all’art. 2423 c.c.”

c) nel caso in cui il prospetto contabile in formato XBRL firmato digitalmente rappresenti il file informatico originale conservato dalla società, non sarà necessaria una dichiarazione di conformità. In tal caso il documento sarà sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante della società.

In calce alla Nota integrativa dovrà, altresì, essere riportata la dichiarazione di veridicità del Bilancio e la sua rispondenza alle risultanze delle scritture contabili.

La dichiarazione di conformità agli originali depositati presso la società degli altri documenti soggetti al deposito, ove necessaria, va riportata in calce ai singoli documenti in formato PDF/A.

Bilanci redatti in base ai principi contabili internazionali

I soggetti che redigono i bilanci in base ai principi contabili internazionali IAS/IFRS, sono esonerati dalla presentazione del bilancio in formato XBRL, ai sensi dell’art. 3, comma 2 del DPCM 10 dicembre 2008.

Occorre che ai fini dell’esonero dall’adempimento pubblicitario del bilancio in formato XBRL, che gli amministratori evidenzino nella nota integrativa la dichiarazione in modo esplicito e senza riserve , ai sensi del principio contabile internazionale IAS 1, “la piena conformità a tutti i principi contabili internazionali in vigore al momento di formazione del bilancio d’esercizio”.

5) Elenco soci

A seguito dell’entrata in vigore della legge 28 gennaio 2009 n. 2, come è già avvenuto l’anno passato, occorre distinguere tra le società a responsabilità limitata e gli altri tipi di società di capitali.

– S.p.A., S.A.p.A. e società consortili per azioni

La società per azioni è soggetta all’obbligo di trasmissione telematica mediante utilizzo della firma digitale anche il deposito per l’iscrizione dell’elenco soci di cui al comma 2 dell’articolo 2435 C.C.

Come norma generale, in concomitanza con il deposito del bilancio d’esercizio, le società per azioni, in accomandita per azioni e le società consortili per azioni, sono tenute al deposito dell’elenco dei soci riferito al periodo che intercorre tra la data di approvazione dell’ultimo bilancio e la data di approvazione del bilancio attuale.

L’elenco soci deve anche essere corredato dall’indicazione analitica delle annotazioni effettuate nel libro soci a partire dalla data di approvazione del bilancio dell’anno precedente.

La comunicazione dell’elenco soci va fatta esclusivamente con il modello S, allegato al Modello B, compilato con il programma Fedra o equivalenti.

– S.r.l. e consortili a responsabilità limitata

Ai sensi dell’art. 16, comma 12-octies, del D.L. 29.11.2008 n. 185, come modificato dalla legge di conversione 28 gennaio 2009, n. 2, che ha modificato l’articolo 2478 bis c.c., a far data dal 30 marzo 2009 è stato abolito l’obbligo di deposito dell’elenco soci, sino a tale data previsto per le società a responsabilità limitata, con riferimento alla situazione degli assetti proprietari alla data di approvazione del bilancio di esercizio.

Pertanto a partire dal 30 marzo 2009 le società a responsabilità limitata e le società consortili a responsabilità limitata non devono più depositare l’elenco soci.

(Osservatorio Unioncamere – Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, circolare pubblicata il 27 aprile 2010)

 

 

4) Convenzione per la trasmissione dei modelli Red

L’Inps, con la circolare n. 61 del 22 aprile 2010, ha fatto partire la campagna Red 2010/2011 autorizzando i Direttori delle Sedi a sottoscrivere, a livello periferico, le convenzioni con i professionisti abilitati alla certificazione delle dichiarazioni reddituali: I professionisti abilitati alla trasmissione dei modelli RED possono stipulare convenzioni singole presso le Direzioni provinciali o subprovinciali INPS.

Al fine di semplificare le attività di verifica sulle situazioni reddituali (di cui all’art. 13 della L. 30  dicembre  1991, n. 412), l’art. 15, comma 1, della legge 3 agosto 2009, n. 102, ha innovato la normativa relativa alla rilevazione delle informazioni utili a determinare l’importo delle prestazioni previdenziali ed assistenziali collegate al reddito dei beneficiari, disponendo che, a  decorrere dal 1° gennaio 2010, l’Amministrazione finanziaria e ogni altra Amministrazione  pubblica  sono tenute a fornire all’INPS e agli altri enti di previdenza e assistenza obbligatoria i dati reddituali dell’intestatario della prestazione e, ove necessario, dei componenti il suo nucleo familiare.

Pertanto si è reso necessario disdire tutte le convenzioni con gli intermediari abilitati per gli anni 2009-2011, stipulate ai sensi della determinazione del Commissario straordinario 19 novembre 2008, n. 79.

Al contempo, per consentire lo svolgimento del servizio di raccolta e di trasmissione delle dichiarazioni delle situazioni reddituali relative agli anni 2009 e 2010, con determinazione del Commissario straordinario n. 40 del 18 febbraio 2010, è stato dato avvio alla nuova operazione RED, per le campagne 2010 e 2011, con caratteristiche diverse dalle precedenti.

In particolare, con le campagne RED 2010  e 2011, l’INPS provvede a richiedere, ai soggetti beneficiari di prestazioni previdenziali e/o assistenziali, erogate dall’Istituto e collegate al reddito dei beneficiari medesimi e dei loro familiari, la comunicazione della situazione reddituale relativa, rispettivamente, agli anni 2009 e 2010.

I soggetti che devono effettivamente comunicare i redditi all’INPS sono quelli che versano in una delle seguenti situazioni reddituali, proprie e/o dei familiari al cui reddito è collegata la prestazione:

1. variazione della situazione reddituale rispetto a quella dell’anno precedente e possesso di redditi non dichiarati all’Agenzia delle entrate, a causa della ricorrenza di qualsivoglia ipotesi prevista dal vigente ordinamento giuridico e fiscale;

2. situazione reddituale invariata rispetto a quella comunicata per l’anno precedente, in presenza di redditi non dichiarati all’Agenzia delle entrate, a causa della ricorrenza di qualsivoglia ipotesi prevista dal vigente ordinamento giuridico e fiscale;

3. assenza di redditi oltre la pensione.

Il Commissario straordinario ha determinato di stipulare convenzioni con validità biennale – per la durata delle campagne RED 2010 e 2011, relative alla verifica dei redditi dei pensionati per gli anni 2009 e 2010– con i soggetti abilitati per legge alla certificazione del reddito.

Nel contempo ha autorizzato i Direttori delle Sedi a sottoscrivere, a livello periferico, le convenzioni con i professionisti abilitati alla certificazione delle dichiarazioni reddituali.

Le convenzioni per l’invio telematico dei modelli RED vengono sottoscritte a livello centrale dai CAF e da alcune associazioni professionali a livello nazionale, le quali si impegnano a trasmettere l’elenco dei propri iscritti alla D.C.S.I.T. per l’abilitazione.

Le associazioni professionali di cui sopra sono:

• Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro;

• Istituto Nazionale Revisori Contabili;

• Associazione Nazionale Commercialisti;

• per i Consulenti Tributari:

– ANCIT;

– ANCOT;

– INT;

– LAPET.

Per l’inserimento del proprio nominativo nelle liste degli abilitati alla trasmissione dei modelli RED, i professionisti che sono in possesso dei requisiti richiesti e che fanno riferimento alle suddette associazioni, devono pertanto prendere contatto con le stesse; in alternativa, essi possono stipulare convenzioni singole presso le Direzioni provinciali o subprovinciali INPS, territorialmente competenti.

Il professionista, che voglia stipulare con l’Istituto la convenzione per la trasmissione dei RED, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) abilitazione alla certificazione del reddito;

b) iscrizione nel Registro delle chiavi pubbliche degli utenti del “fisco telematico” del Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
c) possesso di un certificato digitale valido emesso dal Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze ovvero, ai soli fini della trasmissione e firma digitale, da una delle seguenti Autorità di Certificazione: “InfoCamere”, “Actalis”, “Postecom”, “CNIPA”.

La sussistenza dei suddetti requisiti dovrà essere verificata dai Direttori provinciali e subprovinciali all’atto della stipula della convenzione.

Il Dipartimento delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a disposizione di tutti coloro che sono abilitati a certificare il reddito un proprio sistema di firma digitale e di autenticazione tramite certificato, adattandolo anche allo standard di formato PKCS12, su richiesta dell’Istituto.
Le operazioni di autenticazione e firma sono effettuate con il già citato certificato digitale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Essendo in fase di reingegnerizzazione il Portale delle Convenzioni, i Direttori delle Sedi provinciali e subprovinciali nella prima fase utilizzeranno, come in passato, il certificato digitale emesso dall’Istituto su smart card o su floppy disk mentre in seguito accederanno direttamente tramite Access Manager.

All’atto della stipula della convenzione, dovrà essere chiarito al professionista stipulante che il certificato digitale, che egli dichiara di possedere e che intende utilizzare per effettuare l’accesso al sistema, è l’unico che garantirà l’autenticazione per l’accesso al sistema stesso.

Chi stipula la convenzione in nome e per conto dell’Istituto deve verificare, a mezzo delle procedure messe a disposizione, la validità dei certificati.

In fase di stipula della convenzione, deve essere dichiarato esclusivamente il certificato digitale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate (certificato “Entratel”). Nel caso di più professionisti associati ad uno stesso studio, la convenzione deve essere stipulata dal rappresentante dello studio dichiarando il proprio certificato “Entratel”, mentre gli associati possono chiedere, dichiarando i propri certificati “Entratel”, l’aggiunta di autorizzazioni alla convenzione stipulata dal rappresentante dello studio.

La procedura prevede la stampa personalizzata della convenzione, una volta confermati o acquisiti e verificati i dati necessari alla stipula.

Copia della convenzione verrà consegnata al professionista firmatario, il quale dovrà essere informato che le modalità di accesso e firma sono reperibili sul sito internet dell’Istituto: http://www.inps.it/, sezione “Servizi Online”, sezione “Servizi in Convenzione”, sezione “Accesso ai Servizi in Convenzione”.

 

5) Cambio della guardia nelle direzioni regionali dell’Agenzia Entrate

Il Comitato di gestione dell’Agenzia delle Entrate, riunitosi lunedì a Roma, ha dato il via libera al conferimento dei seguenti incarichi nelle strutture di vertice regionali dell’Amministrazione:

Gianni De Luca, direttore regionale del Molise Nato a Napoli, 60 anni, laureato in Giurisprudenza all’Università “Federico II”, vanta una lunga esperienza nell’Amministrazione finanziaria, dove lavora dal 1977, ricoprendo dal 1987 incarichi dirigenziali. Lascia il ruolo di assistente di direzione vicario del direttore centrale Servizi ai contribuenti.

Pierluigi Merletti, direttore regionale Toscana Veronese, 54 anni, laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, il nuovo direttore regionale della Toscana proviene dalla direzione provinciale di Trento, che ha guidato per poco più di un anno e della quale mantiene la direzione ad interim fino all’insediamento del nuovo direttore. Sostituisce Giuseppe Greggio, che dal 26 aprile scorso ha lasciato la direzione per raggiunta anzianità di servizio. Prima di assumere la guida della Dp, Merletti aveva diretto per quattro anni l’ufficio di Verona 2.

Ildebrando Pizzato, direttore provinciale Bolzano e direttore provinciale Trento

Nato a Bassano del Grappa (VI) nel 1952, laureato in Giurisprudenza a Padova,

avvocato, entra nell’Amministrazione finanziaria nel 1982. Nel 2002 è nominato direttore provinciale di Trento e nel 2005 direttore aggiunto a Venezia. Dal 2007 è direttore regionale del Veneto. Il nuovo direttore si insedierà il 7 giugno, previo parere favorevole del Comitato d’intesa per la salvaguardia della proporzionalità e del bilinguismo.

Rossella Rotondo, direttore regionale Abruzzo Nata a Formia (LT) nel 1955, laureata in Scienze politiche all’Università “La Sapienza” di Roma, entra nell’Amministrazione finanziaria nel 1980. Nel 2004 diventa direttore dell’ufficio di Latina e dall’anno scorso è a capo della direzione regionale del Molise.

Giovanni Achille Sanzò, direttore regionale Veneto Nato a Ponte (BN) nel 1956, laureato in Giurisprudenza all’Università “Federico II” di Napoli. Nell’Amministrazione finanziaria dal 1981, nel 2005 diventa direttore provinciale delle Entrate del Trentino, mentre un anno dopo è al timone della Dp Alto Adige. Dal 2009 è alla guida della Dre Abruzzo.

 

 

6) Le Università ai fini del registro non sono equiparate allo Stato

Le Università, poiché sono enti pubblici autonomi (e non, quindi, organi dello Stato), ai fini del regime tariffario applicabile in materia d’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non possono essere equiparate allo Stato.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 9496 del 21 aprile 2010.

Nella citata pronuncia è stato affermato che gli Atenei non rivestono più la natura di organi dello Stato bensì quella di enti pubblici autonomi, con la conseguenza che il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato è disciplinato dagli articoli 43 e seguenti del regio decreto 1611/1933, secondo il regime del patrocinio “facoltativo o autorizzato”. In proposito, il Consiglio di Stato, già nella sentenza 274/1998, aveva affermato che le Università, stante la loro autonomia non possono più essere rappresentate ex lege dall’Avvocatura dello Stato.

In sostanza, nella richiamata pronuncia di legittimità del 2006, le Sezioni unite hanno ritenuto che la legge 168/1989, con la quale è stato istituito il ministero dell’Università e della Ricerca scientifica, ha dettato nuove norme sulla autonomia delle Università.

Premesse tali argomentazioni, prosegue la Cassazione nella sentenza in esame, deve escludersi l’equiparabilità delle Università allo Stato, riguardo al trattamento tributario.

 

Vincenzo D’Andò

 

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