Novità fiscali del 26 aprile 2010: ipoteca illegittima: Agenzia Entrate ed Equitalia condannate al pagamento del danno morale; nuova revisione legale dei conti; indennità di trasferta: importi esenti fino al limite fiscale; procedimento disciplinare: il lavoratore si deve poter discolpare; modello F24: codice tributo per il garante che presta la copertura per rateazioni sopra i 50mila euro; IRPEF - risposte a quesiti relativi a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta; posta elettronica certificata: debuttano le caselle dell’Agenzia; INPS: Red 2010–2011

 

 

Indice:

 

1) La fatturazione “ripetuta” può portare all’abuso del diritto

 

2) Acquisto Intra: Nelle operazioni triangolari l’Iva è indetraibile

 

3) Conferimento azienda in SpA: Si paga l’imposta registro proporzionale

 

4) Indennità di trasferta: importi esenti fino al limite fiscale anche se superiori ai valori del CCNL

 

5) Procedimento disciplinare: Il lavoratore si deve poter discolpare

 

6) Responsabilità solidale in materia di appalto: Circolare della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

 

7) Ipoteca illegittima: Agenzia Entrate ed Equitalia condannate al pagamento del danno morale

 

8) Nuova revisione legale dei conti

 

9) Modello F24: istituito il codice tributo identificativo per il garante che presta la copertura per rateazioni sopra i 50mila euro

 

10) Cinque per mille 2010, istruzioni per l’uso: Iscrizioni online aperte fino al 7 maggio

 

11) IRPEF – Risposte a quesiti relativi a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta

 

12) Posta elettronica certificata: Debuttano le caselle dell’Agenzia

 

13) Inps, campagne Red 2010 – 2011

 

 

1) La fatturazione “ripetuta” può portare all’abuso del diritto

In tema di fatture false il giudice tributario, prima di accertare l’effettiva sussistenza delle operazioni fatturate, deve preliminarmente valutare se siano riscontrabili ipotesi di abuso del diritto, in presenza di ripetute e spesso ingiustificate vendite e acquisti posti in essere dalle imprese coinvolte.

Secondo i giudici, infatti, in presenza di numerose (e spesso ingiustificate) vendite e acquisti posti in essere dalle imprese coinvolte, potrebbe configurarsi un’ipotesi di abuso di diritto e quindi un indebito vantaggio fiscale attraverso un utilizzo distorto di strumenti giuridici.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 9476 del 21 aprile 2010)

 

 

2) Acquisto Intra: Nelle operzioni triangolari l’Iva è indetraibile

La Corte di giustizia Ue è intervenuta sulla riduzione della base imponibile nelle triangolazioni comunitarie.

Se l’operazione (triangolazione comunitaria) non va a buon fine, poiché non è stata provata l’applicazione dell’Iva nel Paese di destinazione dei beni, il soggetto che ha promosso la transazione non potrà detrarre l’Iva che è tenuto ad assolvere sull’acquisto intracomunitario nel Paese in cui è identificato.

 

 

3) Conferimento azienda in SpA: Si paga l’imposta registro proporzionale

La Corte di Cassazione a sezioni unite, con la sentenza n. 9301 del 2010, ha stabilito che la norma che assoggetta ad imposta proporzionale di registro il trasferimento di un immobile o di un’azienda o di un suo ramo connesso all’atto di un conferimento ad una società di capitali non è in contrasto con la direttiva n. 69/335/CE e con i limiti e i divieti in essa posti.

 

 

4) Indennità di trasferta: importi esenti fino al limite fiscale anche se superiori ai valori del CCNL

Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 7301/2010, ha fatto un passo indietro rispetto a quanto comunicato nella risposta all’interpello n. 14 del 02 aprile 2010 sulla possibilità per il datore di lavoro di erogare ai propri dipendenti un’indennità di trasferta superiore a quella stabilita in sede di contrattazione collettiva, nazionale o di secondo livello.

Il nuovo orientamento del Ministero chiarisce che tali indennità sono esenti da imposte e contributi, fino a un massimo di 46,48 euro al giorno, elevati a 77,47 euro per le trasferte all’estero (art. 51, comma 5 del TUIR).

 

 

5) Procedimento disciplinare: Il lavoratore si deve poter discolpare

Se il lavoratore chiede di essere “sentito a difesa”, il datore ha l’obbligo dell’audizione orale del dirigente sottoposto a procedimento disciplinare

Con la sentenza n. 5864 del 11 marzo 2010 la Corte di Cassazione si è pronunciata sull’applicabilità delle tutele previste dall’art. 7.

La Corte di Cassazione conferma: se il lavoratore chiede di essere “sentito a difesa”, il datore ha l’obbligo dell’audizione orale del dirigente sottoposto a procedimento disciplinare.

Con tale sentenza la Suprema Corte si è pronunciata sull’applicabilità delle tutele previste dall’art. 7 Statuto dei Lavoratori ai dirigenti e sul diritto di questi di essere sentiti, se ne facciano richiesta, durante un procedimento disciplinare a loro carico pena l’illegittimità del procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.

La Cassazione nella sentenza ha affrontato in primo luogo l’applicabilità dell’art. 7 osservando che: il tratto caratterizzante deve essere individuato nell’esigenza di garantire ad ogni lavoratore, nel momento in cui gli siano addebitate condotte con finalità sanzionatorie, il diritto di difesa, e tutto ciò implica che non si può arrivare ad una lettura restrittiva del dato normativo che finisca per penalizzare i dirigenti, i quali, specialmente se con posizioni di vertice e se dotati di più incisiva autonomia funzionale, possono subire danni con conseguenze irreversibili per una futura ricollocazione professionale nel mercato del lavoro.

In secondo luogo l’azienda denunciava la violazione e la falsa applicazione dell’art. 7, poiché la richiesta di audizione orale richiesta dal dirigente appariva puramente dilatoria non potendo nulla aggiungere alla difese esperite.

La Corte a questo proposito ha voluto precisare che la disposizione dell’art. 7, secondo comma L. 300/70, deve essere interpretato nel senso che il lavoratore è libero di discolparsi nelle forme da lui prescelte e, quindi, per iscritto o a voce, e se il lavoratore esercita il proprio diritto chiedendo espressamente di essere “ sentito a difesa” nel termine previsto dal comma quinto dello stesso art. 7, il datore di lavoro ha l’obbligo della sua audizione, pena l’illegittimità del procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare.

Pertanto, la richiesta di audizione del lavoratore non risulta sindacabile da parte del datore di lavoro in ordine alla sua effettività difensiva, ma viceversa è funzionale a consentire la piena rispondenza del giudizio disciplinare al principio del contraddittorio tra le parti e, quindi, alla piena realizzazione del diritto di difesa dell’incolpato”.

 

 

6) Responsabilità solidale in materia di appalto: Circolare della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 7 del 22 Aprile 2010, ha fornito chiarimenti riguardo all’interpello 3/2010 Ministero del Lavoro sulla responsabilità solidale in materia di appalto.

Con la risposta a detto interpello la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva ha fornito indicazioni circa gli effetti della posizione debitoria acquisita da un’azienda per effetto dell’applicazione del principio di responsabilità solidale e il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).

Inoltre, l’interpello interviene anche in ordine alla determinazione dell’importo oggetto di obbligazione solidale tra committente e appaltatore nonché tra appaltatore e subappaltatore.

Relativamente al primo aspetto il Ministero del Lavoro chiarisce che la posizione debitoria nei confronti degli Istituti, attribuita all’azienda per effetto della responsabilità solidale, non può impedire il rilascio del documento unico di regolarità contributiva.

 

 

7) Ipoteca illegittima: Agenzia Entrate ed Equitalia condannate al pagamento del danno morale

Come è stato rilevato in questi ultimi giorni, con risvolti positivi in Dottrina, la Commissione Tributaria Regionale di Bari (sentenza n. 36/08/2010) ha condannato l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia al pagamento del danno (ex art. 96 c.p.c.) subito da un soggetto che aveva, prima, subito l’iscrizione di un’illegittima ipoteca e, poi, aveva dovuto sostenere i costi di due gradi di giudizio a causa “dell’ostinazione” (tipica) dei due uffici.

In particolare,  tale CTR ha rilevato che “il danno per lite temeraria non deve essere liquidato unicamente a seguito di una prova rigorosa del quantum, in quanto il risarcimento è volto al ristoro del disagio psicologico patito dal soggetto per l’ingiusto procedimento”.

 

 

8) Nuova revisione legale dei conti

In materia di revisione legale dei conti il CNDCEC ha dedicato la circolare n. 17 del 14 aprile 2010.

Con la pubblicazione del D.Lgs. 39/2010 è stato definito il testo unico della revisione contabile, in attuazione della Direttiva 2006/43/CE, abrogando e coordinando le disposizioni contenute in numerose norme.

Il decreto, entrato in vigore il 07.04.2010, contiene rinvii a regolamenti specifici sulle modalità di attuazione di alcuni aspetti innovativi.

Tuttavia, alcune disposizioni sono immediatamente operative.

In merito alla procedura di conferimento dell’incarico, dal 07.04.2010, la proposta deve venire dal collegio sindacale, anziché dal consiglio di amministrazione.

Dalla stessa data, inoltre, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nelle S.r.l. tenute alla redazione del bilancio consolidato e nelle S.r.l. che controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti.

Tali disposizioni, non esistendo norme transitorie, coinvolgono le assemblee tenute dal 7.04.2010, con complicazioni di notevole rilievo.

Il decreto conferma la possibilità per le S.p.A. non quotate (diverse dagli enti di interesse pubblico) e non tenute a redigere il bilancio consolidato di optare per una soluzione interna, che consiste nella facoltà statutaria di attribuire le funzioni di revisione legale dei conti al collegio sindacale che, in questi casi, è costituito da revisori iscritti nell’apposito Registro.

Allo stesso modo, nelle S.r.l. obbligate a nominare il collegio sindacale questo organo effettua anche la revisione legale, con la differenza, rispetto alle S.p.a., che tale compito gli è attribuito di “default”, per cui sarà necessaria un’apposita disposizione dell’atto costitutivo qualora si intenda individuare un revisore esterno.

Obbligo del collegio sindacale nelle s.r.l. art. 2477 c.c.

Alcune disposizioni sono immediatamente operative. In merito alla procedura di conferimento dell’incarico, dal 7.04.2010, la proposta deve venire dal collegio sindacale, anziché dal consiglio di amministrazione. Dalla stessa data, inoltre, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nelle  S.r.l. tenute alla redazione del bilancio consolidato e nelle S.r.l. che controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti. Tali disposizioni, non esistendo norme transitorie, coinvolgono le assemblee tenute dal 7.04.2010, con complicazioni di notevole rilievo. Il decreto conferma la possibilità per le S.p.a. non quotate (diverse dagli enti di interesse pubblico) e non tenute a redigere il bilancio consolidato di optare per una soluzione interna, che consiste nella facoltà statutaria di attribuire le funzioni di revisione legale dei conti al collegio sindacale che, in questi casi, è costituito da revisori iscritti nell’apposito Registro.

Allo stesso modo, nelle S.r.l. obbligate a nominare il collegio sindacale questo organo effettua anche la revisione legale, con la differenza, rispetto alle S.p.a., che tale compito gli è attribuito di “default”, per cui sarà necessaria un’apposita disposizione dell’atto costitutivo qualora si intenda individuare un revisore esterno.

La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se:

– è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

– controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti.

La norma è immediatamente efficace; pertanto, le assemblee di bilancio successive al 7.04.2010 delle S.r.l. che redigono il bilancio consolidato o controllano una società obbligata alla revisione legale dovranno provvedere alla nomina del collegio sindacale.

Nuove indicazioni in nota integrativa (art. 2427 c.c.):

      Importo totale dei corrispettivi spettanti al revisore legale o alla società di revisione legale per la revisione legale dei conti annuali.

      Importo totale dei corrispettivi di competenza per gli altri servizi di verifica svolti, per i servizi di consulenza fiscale e per altri servizi diversi dalla revisione contabile.

Salvo che la società sia inclusa nel consolidamento e le informazioni siano contenute nella nota integrativa del relativo bilancio consolidato.

La previsione è di portata generale e applicabile già ai bilanci approvati dal 7.04.2010.

Incarichi di revisione

L’assemblea, su proposta motivata dell’organo di controllo:

      Conferisce l’incarico di revisione legale dei conti;

      determina il corrispettivo spettante al revisore legale o alla società di revisione legale per l’intera durata dell’incarico e gli eventuali criteri per l’adeguamento di tale corrispettivo durante l’incarico.

L’incarico ha la durata di 3 esercizi, con scadenza alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al 3° esercizio dell’incarico dell’organo di controllo.

(Ratio, n. 5/2010)

 

 

9) Modello F24: istituito il codice tributo identificativo per il garante che presta la copertura per rateazioni sopra i 50mila euro

Istituito, dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 31/E del 23.04.2010, il codice identificativo “60”, da specificare nel modello F24, che permette all’Agenzia di conoscere chi garantisce per il contribuente nel caso di rateizzazione di debiti con il fisco, derivanti da comunicazioni di irregolarità, superiori ai 50mila euro.

La Finanziaria 2008 ha, infatti, esteso ai contribuenti soggetti a controlli automatici delle dichiarazioni la possibilità di rateizzare le somme dovute.

Se queste superano i 50mila euro, il contribuente deve prestare adeguata garanzia pari all’ammontare dell’importo dovuto, compresa la sanzione in misura piena.

Il nuovo codice “60” denominato “garante/ terzo datore” consente all’Amministrazione di individuare chi presta tale “copertura” e, quindi, di invitarlo al pagamento del debito residuo in caso di inadempienza da parte del contribuente.

 

 

10) Cinque per mille 2010, istruzioni per l’uso: Iscrizioni online aperte fino al 7 maggio prossimo

Al via anche quest’anno la campagna per beneficiare del 5 per mille. È stato firmato oggi, infatti, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che individua le categorie dei soggetti ammessi, analoghe a quelle dello scorso anno.

Per iscriversi c’è tempo fino al 7 maggio e spazio alla telematica – Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, per i quali l’Agenzia delle Entrate cura, anche quest’anno, la predisposizione degli elenchi, hanno tempo fino al 7 maggio per presentare la domanda di iscrizione esclusivamente via web. Una procedura che deve essere necessariamente ripetuta anche dagli enti che si erano iscritti negli anni scorsi. Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche possono iscriversi utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia, fisconline o entratel, purché siano abilitati.

Basta collegarsi al sito Internet www.agenziaentrate.gov.it e compilare il modulo di iscrizione seguendo le istruzioni e usando il software disponibile online. In alternativa è possibile ricorrere ad un intermediario abilitato.

Chi può fare domanda all’Agenzia – Possono presentare domanda all’Agenzia delle Entrate tutti gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche.

Gli enti del volontariato devono essere Onlus, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali (legge 383 del 2000) e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 460/1997.

Possono accedere al beneficio, invece, le associazioni sportive dilettantistiche nella cui organizzazione è presente il settore giovanile, che sono affiliate ad una Federazione sportiva nazionale o ad una Disciplina sportiva associata o ad un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e che svolgono prevalentemente una delle seguenti attività:

– avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni;

– avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60

anni;

– avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati per via

delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

Elenchi in linea il 14 maggio – Gli elenchi provvisori degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche saranno predisposti dall’Agenzia tenendo conto delle domande di iscrizione inviate telematicamente. La lista degli enti della ricerca scientifica e dell’università sarà curata dal ministero competente, che acquisirà le richieste di ammissione al beneficio presentate online presso quel ministero.

Per gli enti della ricerca sanitaria, invece, sarà il ministero della Salute a predisporre l’elenco e a trasmetterlo all’amministrazione finanziaria.

I quattro elenchi saranno consultabili online sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 14 maggio prossimo.

Tra i potenziali beneficiari del contributo rientrano anche i Comuni, che mettono in campo una serie di attività sociali sul territorio. In questo caso non è, tuttavia, prevista la pubblicazione di alcun elenco, dal momento che i contribuenti possono esprimere la propria preferenza, nella dichiarazione dei redditi, solo per il Comune di residenza.

Adempimenti post-iscrizione, il vademecum delle Entrate – Entro il 30 giugno 2010, i legali rappresentanti degli enti iscritti nell’elenco del volontariato devono sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva che attesti il perdurare dei requisiti per l’ammissione al beneficio. La dichiarazione, redatta su un modulo ad hoc scaricabile dal sito dell’Agenzia e accompagnata da una copia di un documento d’identità, va spedita per raccomandata con ricevuta di ritorno alla direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

Stesso iter per le associazioni sportive dilettantistiche, con un’unica differenza: la dichiarazione sostitutiva andrà inviata, sempre entro il 30 giugno prossimo, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione.

Per facilitare la compilazione della dichiarazione la procedura telematica di iscrizione permette ai contribuenti di stampare il modello parzialmente precompilato con le informazioni indicate al momento dell’iscrizione.

Il rappresentante legale dell’ente non deve far altro che stampare il modulo, completarlo con le informazioni mancanti, sottoscriverlo, allegare la copia del documento di identità e mandarlo per posta.

Come correggere possibili errori – Per rimediare a eventuali errori di iscrizione rilevati negli elenchi, i rappresentanti degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche devono rivolgersi, entro il 20 maggio 2010, alle direzioni regionali competenti dell’Agenzia delle Entrate. Una volta verificate le richieste di correzione, entro il 25 maggio successivo, l’amministrazione pubblicherà una nuova versione aggiornata degli elenchi con le modifiche effettuate.

La destinazione del 5 per mille a prova di report – Anche per il 2010 tutti i beneficiari del 5 per mille sono obbligati a redigere, entro un anno dall’incasso del contributo, un rendiconto che indichi la destinazione delle somme percepite.

Le istruzioni e i modelli del 5 per mille 2010 sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia – www.agenziaentrate.gov.it – nella sezione dedicata al 5 per mille.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 23 aprile 2010)

 

 

11) IRPEF – Risposte a quesiti relativi a deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta

Più semplice, per le persone disabili, certificare il diritto alle agevolazioni fiscali. Sconto d’imposta anche dal trasporto e dal montaggio di mobili ed elettrodomestici.

In tema di ristrutturazioni edilizie, va in soffitta la comunicazione di fine lavori per gli interventi sopra i 51.645,69 euro.

Sono alcuni dei numerosi chiarimenti contenuti nella circolare n. 21/E del 23 aprile 2010, con cui l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad una serie di quesiti in materia di oneri detraibili/deducibili.

Precisazioni anche su interessi passivi, spese sanitarie, abbonamenti al servizio di trasporto pubblico, canoni di locazione per studenti universitari fuori sede, spese per gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici.

Bonus ristrutturazioni

 

Sul tema detrazione del 36%, viene precisato che non costituisce più causa di decadenza dal beneficio la mancata comunicazione di fine lavori prevista – dal regolamento che disciplina l’agevolazione (decreto interministeriale 41/1998) – per gli interventi che comportano costi superiori a 51.645,69 euro. Questo perché il limite massimo di spesa detraibile, prima fissato a quota 77.468,53 euro, è stato abbassato a 48.000 euro, scendendo pertanto al di sotto di quella soglia. E poiché la variazione è intervenuta con decorrenza 2003, è già a partire da quel periodo d’imposta che l’eventuale inadempimento non determina la perdita del bonus.

Bonus arredi

Diverse le puntualizzazioni sull’acquisto di beni (mobili, elettrodomestici, eccetera) destinati all’arredo di abitazioni per le quali si sta fruendo della detrazione del 36% per lavori avviati a partire dal 1° luglio 2008:

·                     non è necessario – proprio a proposito del collegamento con il bonus ristrutturazioni – che le spese per gli interventi di recupero edilizio siano state sostenute prima di quelle per l’acquisto dell’arredo; è sufficiente che precedente sia la data di inizio lavori indicata nell’apposita comunicazione trasmessa al Centro operativo di Pescara

·                     se il contribuente vende l’abitazione in riferimento alla quale ha acquisito il diritto al bonus arredi (detrazione del 20% su un importo massimo di 10.000 euro, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo), può continuare a beneficiare dell’agevolazione anche per le rate residue

·                     se l’acquisto di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe energetica non inferiore ad A+ non è accompagnato dalla contestuale rottamazione di un vecchio apparecchio (e quindi non spetta la specifica detrazione del 20% prevista per quegli elettrodomestici), per tali beni è tuttavia possibile fruire del bonus arredi, ovviamente se rispettate tutte le altre condizioni richieste

·                     tra le spese agevolabili con il bonus arredi rientrano anche quelle sostenute per il trasporto e il montaggio di mobili ed elettrodomestici, purché sostenute mediante bonifico bancario o postale

·                     se la fattura per l’acquisto dell’arredo è intestata a un soggetto mentre ordinante del bonifico risulta il coniuge, il bonus spetta a chi ha effettivamente sostenuto la spesa (la circostanza va annotata sulla fattura)

·                     se le spese di ristrutturazione sono state sostenute da uno dei coniugi mentre all’arredo dello stesso appartamento ha provveduto l’altro coniuge, quest’ultimo non ha diritto alla detrazione del 20%, in quanto il bonus spetta esclusivamente ai contribuenti che già fruiscono del 36% per le ristrutturazioni.

 

Bonus energetico

 

Per beneficiare della detrazione del 55% per gli interventi di risparmio energetico, occorre, tra l’altro, inviare all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati contenuti nell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica e la scheda informativa relativa agli interventi effettuati. A tal proposito, la circolare precisa che la data di fine lavori, nel caso di interventi per i quali non è previsto il collaudo (ad esempio, la sostituzione di finestre comprensive di infissi), può essere provata con altra documentazione rilasciata da chi ha eseguito l’opera o dal tecnico che compila la scheda informativa. Non è possibile, invece, che la stessa sia oggetto di autocertificazione da parte del contribuente.
Via libera, invece, al bonus per la sostituzione dei portoni di ingresso, a patto che si tratti di “serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio, verso l’esterno o verso locali non riscaldati” e vengano rispettati i requisiti di trasmittanza termica previsti per la sostituzione delle finestre.
Confermato, poi, il divieto di cumulo della detrazione Irpef del 55% con eventuali contributi (comunitari, regionali o locali) riconosciuti per gli stessi interventi: le due agevolazioni sono alternative. Il contribuente può comunque beneficiare del 55% pur avendo richiesto l’assegnazione di contributi, a condizione che, se questi vengono poi effettivamente attribuiti e incassati, restituisca per l’intero ammontare – presentando una dichiarazione correttiva o integrativa – la detrazione già fruita.
Un ulteriore chiarimento riguarda l’ipotesi in cui viene installato un impianto centralizzato di climatizzazione invernale in un fabbricato in cui solo una parte degli appartamenti è già dotata di impianto di riscaldamento. L’agevolazione, in tal caso, in base al disposto normativo, non può essere riconosciuta per l’intera spesa sostenuta, ma soltanto in riferimento a quella relativa alle unità immobiliari già dotate di un impianto, utilizzando, a tal fine, un criterio di ripartizione che tiene conto delle quote millesimali.
In caso di interventi a cavallo di più anni, se non viene presentato il modello per comunicare all’Agenzia delle Entrate la prosecuzione dei lavori o lo stesso è trasmesso tardivamente (oltre 90 giorni dalla fine del periodo di imposta in cui le spese sono state sostenute), non si decade dal beneficio, ma l’inadempimento è sanzionabile (da 258 a 2.065 euro).
Per gli interventi di risparmio energetico eseguiti mediante contratto di leasing: la detrazione spetta all’utilizzatore; il beneficio è calcolato non in base ai canoni di locazione ma al costo sostenuto dalla società di leasing; non è obbligatorio il pagamento tramite bonifico bancario o postale; l’invio della scheda all’Enea e della comunicazione all’Agenzia per gli eventuali lavori pluriennali sono a carico di chi sfrutta la detrazione; la società di leasing deve attestare all’utilizzatore la fine dei lavori e il costo sostenuto su cui determinare la detrazione.
In caso di errori od omissioni nella scheda informativa da trasmettere all’Enea, è possibile rimediare inviando una nuova comunicazione, sostitutiva della precedente, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale può essere fruita la detrazione. Non è necessario inviare una nuova scheda se è stato indicato un nominativo diverso da chi ha ordinato il bonifico o dall’intestatario della fattura oppure non è stato segnalato che la detrazione spetta a più contribuenti (in questi casi, infatti, occorre solo che chi vuole beneficiare del bonus sia in possesso dei documenti che attestano il sostenimento dell’onere).

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