Il nuovo modello 730, analisi delle novità

 

Con circolare n. 16 del 27 marzo 2010, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le proprie indicazioni in ordine all’assistenza fiscale prestata dai sostituti di imposta, dai Centri di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti e dai professionisti abilitati.


Analizziamo, schematicamente, le informazioni diramate.




Contribuenti che possono utilizzare il modello 730




I contribuenti che possono utilizzare il modello 730/2010 sono i seguenti:




  • lavoratori dipendenti e pensionati;



  • soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente, quali il trattamento di integrazione salariale e l’indennità di mobilità;



  • soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e della piccola pesca;



  • sacerdoti della Chiesa cattolica;



  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive, quali i consiglieri regionali, provinciali, comunali;



  • soggetti impegnati in lavori socialmente utili;



  • produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta, Irap e Iva.




Con il mod. 730, le tipologie di reddito che possono essere dichiarate sono:




  • redditi di lavoro dipendente;



  • redditi assimilati a quello di lavoro dipendente;



  • redditi di terreni e fabbricati;



  • redditi di capitale;



  • redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA;



  • alcuni redditi diversi;



  • alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata.




Contribuenti che non possono utilizzare il modello 730






Il modello 730/2010 non può essere utilizzato dai contribuenti che nell’anno 2009 hanno posseduto:




  • redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA;



  • redditi d’impresa anche in forma di partecipazione;



  • redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, rigo D4 e D5, del modello 730;



  • redditi provenienti da trust;



  • plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati;




  • che sono obbligati a presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP o in qualità di sostituto d’imposta (ad es. imprenditori agricoli non esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori “porta a porta”);



  • non sono stati residenti in Italia nel 2009 e/o non lo sono nel 2010;



  • nel 2010 percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati ad effettuare le ritenute d’acconto (es. collaboratori familiari e altri addetti alla casa).




I lavoratori con contratto a tempo indeterminato non possono utilizzare il modello 730 se al momento della presentazione della dichiarazione il rapporto di lavoro è cessato.


Non può essere utilizzato il modello 730 per dichiarare i redditi di contribuenti deceduti.




Dichiarazione congiunta




I coniugi non legalmente o effettivamente separati possono presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta, se almeno uno di essi si trova nelle condizioni che consentono di utilizzare il modello 730.


La dichiarazione congiunta non può essere presentata se uno dei coniugi nel 2009 è titolare di redditi che non possono essere dichiarati con il modello 730 o, comunque, se è tenuto a presentare il modello UNICO 2010 Persone fisiche.


 


Il “730-integrativo”




Qualora il contribuente riscontri nella dichiarazione 730 presentata errori od omissioni la cui correzione comporta un maggior rimborso, un minor debito o non influisce sulla determinazione dell’imposta scaturita dalla dichiarazione originaria, può presentare una dichiarazione integrativa, indicando il codice 1 nell’apposita casella “730 integrativo”, entro il 25 ottobre 2010, ad un CAF-dipendenti o a un professionista abilitato, anche se l’assistenza era stata precedentemente prestata dal sostituto d’imposta.


Il contribuente che presenta la dichiarazione integrativa allo stesso CAF o allo stesso professionista abilitato a cui ha presentato la dichiarazione originaria, deve esibire solo la documentazione relativa all’integrazione effettuata, necessaria per il controllo di conformità. Se l’assistenza era stata prestata dal sostituto d’imposta, da altro CAF o da altro professionista abilitato, il contribuente deve esibire tutta la documentazione.




Il quadro I  ICI




Anche i contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale possono, compilando il quadro I ICI del modello 730, richiedere di utilizzare l’eventuale credito risultante dalla dichiarazione per effettuare autonomamente, con il mod. F24, il versamento dell’ICI dovuta per l’anno 2010.




Versamenti d’acconto e pagamenti rateali  


Acconti




Il contribuente che ritiene di non dover versare alcuna somma  a titolo di acconto Irpef ovvero che sia dovuto un minore acconto per l’anno 2010 deve barrare le apposite caselle.


Rateizzazioni




Anche il contribuente che presenta il modello 730 può chiedere la suddivisione in rate mensili di uguale importo della somma dovuta a titolo di saldo, primo acconto Irpef, addizionale comunale e regionale Irpef, acconto dell’addizionale comunale, imposta sostitutiva sull’incremento della produttività e acconto del 20 per cento su alcuni redditi soggetti a tassazione separata ( da un minimo di due a un massimo di cinque). Non è rateizzabile la somma dovuta per la seconda o unica rata di acconto dell’Irpef.




Assistenza fiscale prestata dai sostituti d’imposta


Possono prestare assistenza fiscale ai propri sostituiti i sostituti d’imposta che erogano i redditi di cui agli articoli 49 e 50, comma 1, lettere a), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo, e lettera l), del TUIR.


Il contribuente che si avvale dell’assistenza fiscale del proprio sostituto d’imposta deve presentare entro il mese di aprile 2010:




  • il modello 730/2010, debitamente compilato e sottoscritto; devono essere indicati anche i redditi erogati e gli eventuali acconti trattenuti dallo stesso sostituto;



  • il modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’8 per mille dell’Irpef e del 5 per mille dell’Irpef, anche se non compilato, nell’apposita busta chiusa. Può essere utilizzata anche una busta bianca con l’indicazione “Scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF”. Le scelte effettuate dai coniugi che presentano la dichiarazione congiunta vanno inserite in una sola busta, con l’indicazione del cognome, nome e codice fiscale del dichiarante.


Il contribuente non deve produrre al sostituto d’imposta alcuna documentazione comprovante i dati dichiarati; deve, invece, conservarla fino al 31 dicembre 2014, ed esibirla, se richiesta, ai competenti uffici dell’Agenzia delle entrate.




Assistenza fiscale prestata dai CAF-dipendenti e dai professionisti abilitati




Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nell’individuare i soggetti abilitati alla costituzione dei Centri di assistenza fiscale definisce, all’articolo 34, comma 4, le attività che i CAF-dipendenti sono tenuti a svolgere nella prestazione dell’assistenza fiscale ai contribuenti che chiedono di presentare il modello 730:




  • verificare la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alla relativa documentazione;



  • consegnare al contribuente copia della dichiarazione elaborata e del prospetto di liquidazione delle imposte;



  • trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati dei modelli 730-4;



  • comunicare direttamente ai sostituti d’imposta non presenti negli elenchi forniti dall’Agenzia delle entrate il risultato finale delle dichiarazioni ai fini del conguaglio a debito o a credito in sede di ritenuta d’acconto (v. punto 3.6);



  • inviare telematicamente all’Amministrazione finanziaria i dati delle dichiarazioni dei redditi e delle scelte ai fini della destinazione dell’8 e del 5 per mille dell’Irpef.


Visto di conformità




I controlli che devono essere eseguiti per il rilascio del visto di conformità – di cui all’articolo 35, comma 2, lett. b), del decreto legislativo n. 241 del 1997 – non implicano il riscontro della correttezza degli elementi reddituali indicati dal contribuente (ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione), salvo quelli risultanti dalla certificazione delle ritenute. A tale ultimo riguardo, l’ammontare dei redditi dichiarati nel modello 730 deve corrispondere a quello esposto nelle predette certificazioni. I controlli non implicano valutazioni di merito riguardo a spese o situazioni soggettive che incidono ai fini della determinazione del reddito o delle imposte dovute.


Il rilascio del visto di conformità sulla dichiarazione elaborata deve essere conseguente alla verifica:




  • della corrispondenza dell’ammontare delle ritenute, anche a titolo di addizionali, con quello delle relative certificazioni esibite;



  • degli attestati degli acconti versati o trattenuti;



  • delle deduzioni dal reddito non superiori ai limiti previsti dalla legge e della corrispondenza alle risultanze della documentazione esibita e intestata al contribuente o, se previsto, ai familiari a carico;



  • delle detrazioni d’imposta non eccedenti i limiti previsti dalla legge e della corrispondenza con le risultanze dei dati della dichiarazione e della relativa documentazione esibita;



  • dei crediti d’imposta non eccedenti le misure previste per legge e spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione e dalla documentazione esibita.


Controlli sulla documentazione




Il CAF e il professionista abilitato devono verificare che i dati esposti nella dichiarazione siano conformi a quelli risultanti dalla documentazione esibita dal contribuente e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni d’imposta e lo scomputo delle ritenute d’acconto.


In particolare, si dovrà controllare:




  • la documentazione attestante le ritenute indicate nella dichiarazione (CUD; certificati dei sostituti d’imposta per le ritenute relative a redditi di lavoro autonomo occasionale, di capitale etc.);



  • gli attestati degli acconti d’imposta effettuati direttamente dal contribuente o trattenuti dal sostituto d’imposta;



  • l’ultima dichiarazione presentata in caso di eccedenza d’imposta per la quale si è richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi;



  • le fatture, le ricevute e le quietanze relative a pagamenti effettuati, nel corso dell’anno 2009, per oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.


Il sostenimento della spesa per i farmaci è comprovato esclusivamente da fattura o da scontrino (o copia leggibile dello stesso) in cui devono essere specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati e il codice fiscale del destinatario.


Deve, inoltre, essere verificata tutta la documentazione necessaria, ai sensi della normativa vigente, per il riconoscimento di alcuni oneri come ad esempio:




  • copia della polizza attestante i requisiti richiesti per i premi di assicurazione sulla vita;



  • il contratto di mutuo e il contratto di compravendita  per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi;



  • il contratto di mutuo per la costruzione e la ristrutturazione dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi;



  • tutta la documentazione necessaria ai fini del riconoscimento della detrazione d’imposta del 41 per cento e/o del 36 per cento per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio;



  • tutta la documentazione prevista per il riconoscimento della detrazione d’imposta del 55 per cento per le spese per la riqualificazione energetica.




Il controllo da parte del CAF o del professionista abilitato deve essere effettuato ad ogni utilizzo dell’onere ai fini del riconoscimento della detrazione d’imposta, salvo che il soggetto che presta l’assistenza fiscale abbia già verificato la documentazione in relazione ad una rata precedente e ne abbia conservato copia (circolare n. 26/E del 31 maggio 2005).


Documentazione che può essere sostituita da autocertificazione




Il contribuente può autocertificare:




  • la destinazione dell’immobile acquistato ad abitazione principale nei termini previsti dalla norma, ai fini della detrazione degli interessi passivi derivanti da contratto di mutuo;



  • la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 3 della legge n. 104 del 1992 per il riconoscimento di portatore di handicap per se stesso e per i familiari a carico risultanti dalla documentazione sanitaria rilasciata dagli organi abilitati all’accertamento dell’invalidità.


Inoltre, il contribuente può autocertificare il permanere della sussistenza dei requisiti richiesti, qualora il CAF o il professionista abilitato sia già in possesso della documentazione perché prodotta in anni precedenti.


Casi particolari




Cessazione del rapporto di lavoro e assenza di retribuzione




Se prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di conguaglio è intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro ovvero l’aspettativa con assenza di retribuzione o analoga posizione, il sostituto d’imposta non effettua i conguagli a debito e comunica tempestivamente agli interessati gli importi risultanti dalla dichiarazione, che gli stessi devono versare direttamente.




Decesso del contribuente




Il decesso del contribuente assistito fa venir meno l’obbligo per il sostituto di effettuare le operazioni di conguaglio risultanti dal modello 730.




Eventi eccezionali




I termini per la presentazione della dichiarazione mediante il modello 730, in assenza di espresse disposizioni, non sono interessati da provvedimenti di sospensione degli adempimenti.




8 aprile 2010


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