Novità fiscali dell'11 marzo 2010: riporto delle perdite fiscali nelle operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società che partecipano ad un consolidato fiscale nazionale; INPS: tutela del reddito in via sperimentale per i collaboratori coordinati e continuativi; tessera sanitaria: prorogata la scadenza

riporto delle perdite fiscali nelle operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società che partecipano ad un consolidato fiscale nazionale; INPS: tutela del reddito in via sperimentale per i collaboratori coordinati e continuativi; tessera sanitaria: prorogata la scadenza; modello F24: istituita la causale per il versamento dei contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro in modalità dilazionata breve; Agenzia delle Entrate: disponibile l’Annuario del contribuente aggiornato con le ultime novità tributarie

 






 


Indice:


 


1) Modello F24: Istituita la causale per il versamento dei contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro in modalità dilazionata breve


 


2) Riporto delle perdite fiscali nelle operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società che partecipano ad un consolidato fiscale nazionale


 


3) Tessera sanitaria: Prorogata la scadenze per l’utilizzo


 


4) Inps: Tutela del reddito, in via sperimentale, per i collaboratori coordinati e continuativi, chiarimenti


 


5) Agenzia delle Entrate: Disponibile l’Annuario del contribuente aggiornato con le ultime novità tributarie


 


 


1) Modello F24: Istituita la causale per il versamento dei contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro in modalità dilazionata breve


Per consentire il versamento, con il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro in modalità dilazionata breve (art. 2 del D.L. n. 338/1989) l’Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo “PRCA” denominata “Aziende DM – Dilazione on line”.


In sede di compilazione del modello di versamento “F24”, il suddetto codice va esposto nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, del campo “importi a debito versati”.


Inoltre nella stessa sezione:


– nel campo “codice sede” va indicato il codice della sede INPS che è competente a riscuotere la contribuzione versata dal contribuente;


– nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda” va indicata la matricola INPS del contribuente;


– nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa” va indicato il mese e l’anno di inizio del periodo di riferimento dei contributi da versare e nella colonna “a mm/aaaa” va indicato il mese e l’anno di fine del periodo di riferimento dei contributi da versare, entrambi nel formato “MM/AAAA”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 19/E del 09.03.2010)


 


 


2) Riporto delle perdite fiscali nelle operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società che partecipano ad un consolidato fiscale nazionale


Fusione e scissione di società in consolidato: E’ possibile il riporto delle perdite se rimane la tassazione di gruppo.


Possono, quindi, riportare le perdite fiscali quelle società, legate in consolidato, che decidono di fondersi o scindersi.


In caso di fusioni e scissioni che non interrompono la tassazione di gruppo, infatti, i limiti alla possibilità di riportare le perdite fiscali si applicano solo su quelle precedenti all’ingresso in regime di consolidato nazionale di ogni società partecipante, mentre sono libere dai paletti quelle maturate negli esercizi in cui è valida l’opzione.


Non emergono effetti antielusivi, infatti, finché dura la tassazione di gruppo. Sono alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 9/E del 09.03.2010, che si é soffermata sulla disciplina del riporto delle perdite fiscali in operazioni di aggregazione aziendale.


Nel caso in cui a fondersi o scindersi siano società aderenti a un consolidato, è opportuno capire come comportarsi fiscalmente dal momento che, come chiarisce la circolare, nel panorama normativo coesistono norme sulla portabilità delle perdite che sono proprie di fusione e scissione e altre che valgono invece per il consolidato.


In particolare, è stato precisato che, nel caso di fusioni e scissioni di società legate in consolidato, le perdite maturate negli esercizi in cui vale l’opzione sono tutte riportabili, dal momento che vengono escluse manovre elusive volte a realizzare, con l’operazione di aggregazione, la compensazione delle perdite tra le società coinvolte.


Queste ultime, infatti, non possono fruire di alcun vantaggio in più in termini di compensazione degli imponibili poiché le perdite prodotte dalle società aderenti al consolidato nascono già compensabili con gli utili delle altre aziende incluse nella tassazione di gruppo.


Resta fermo che di fronte a operazioni realizzate in via strumentale nella fase immediatamente precedente alla cessazione del consolidato o messe in atto da società che successivamente sono uscite fuori dal perimetro di consolidamento,


l’Amministrazione finanziaria ha il potere di effettuare i controlli per verificare se l’operazione è stata realizzata quando era effettivamente in vigore l’opzione della tassazione di gruppo al solo scopo di eludere il Fisco.


Disciplina del riporto delle perdite nelle operazioni di fusione e scissione


La disciplina generale delle perdite nell’operazione di fusione é contenuta nell’art. 172, comma 7, del TUIR.


Il patrimonio netto cui fare riferimento (c.d. “limite patrimoniale”) – che costituisce il limite massimo dell’ammontare delle perdite fiscali delle società partecipanti alla fusione riportabili in diminuzione del reddito della società incorporante o risultante dalla fusione – deve essere ridotto dell’importo di eventuali ricapitalizzazioni (conferimenti e versamenti) posti in essere nei 24 mesi precedenti, neutralizzando così i tentativi volti a consentire un pieno, quanto artificioso, recupero delle perdite fiscali.


Inoltre, il diritto al riporto delle perdite è condizionato, in ogni caso, alla permanenza di condizioni di vitalità economica (c.d. “requisiti economici”) delle


società in perdita – desunte dai ricavi conseguiti e dalle spese per prestazioni di lavoro subordinato sostenute – al fine di verificare che la società portatrice di perdite fiscali pregresse non si sia depotenziata precedentemente all’operazione di fusione.


Ciò al fine di contrastare la realizzazione di fusioni con società prive di capacità produttiva poste in essere al fine di attuare la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali di una società con gli utili imponibili dell’altra, introducendo un divieto al riporto delle stesse qualora non sussistano quelle minime condizioni di vitalità economica previste dalla norma.


Nell’ottica antielusiva, i requisiti minimi di vitalità economica devono sussistere non solo nel periodo precedente alla fusione, ma devono continuare a permanere fino al momento in cui la fusione viene attuata.


Ai fini di tale verifica, l’ammontare dei ricavi e proventi dell’attività caratteristica e delle spese per prestazioni di lavoro relativi a detto intervallo di tempo deve essere ragguagliato ad anno, per consentire che il raffronto con la media dell’ammontare dei medesimi elementi contabili degli ultimi due esercizi precedenti sia effettuato tra dati omogenei.


L’Amministrazione finanziaria può disapplicare, su richiesta del contribuente da presentare ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8 del D.P.R. n. 600/1973, la normativa antielusiva solo qualora venga dimostrato che l’operazione di fusione non consista nella fusione di una società priva di vitalità economica, allo scopo di decurtare il reddito imponibile di una delle altre società partecipanti con le perdite fiscali accumulate dall’altra società negli esercizi precedenti la fusione, la cui attività economica sia ormai inesistente.


Inoltre, la Legge Finanziaria 2008 ha introdotto – a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2007 – all’interno dell’art. 172, comma 7, del TUIR, la previsione secondo cui “le disposizioni del presente comma si applicano anche agli interessi indeducibili oggetto di riporto in avanti di cui al comma 4 dell’articolo 96”.


Sono state, in tal modo, estese agli interessi passivi, che risultano indeducibili nel periodo d’imposta di contabilizzazione e che potranno essere riportati in avanti e dedotti dal reddito dei successivi periodi d’imposta, le medesime limitazioni stabilite dall’ordinamento fiscale con riguardo al riporto delle perdite fiscali pregresse.


Disciplina delle perdite nell’operazione di scissione (art. 173, comma 10, TUIR)


La disciplina delle perdite nell’operazione di scissione – contenuta nell’art. 173, comma 10, del TUIR – é regolata con un rinvio, sia pure con qualche adeguamento, alla disciplina normativa prevista per le fusioni.


Le considerazioni, su cui trova fondamento la disciplina delle perdite nelle operazioni di fusione, pur rilevando in linea di massima anche per la scissione, devono in ogni caso essere adattate alle caratteristiche di quest’ultima operazione.


Le due operazioni di riorganizzazione aziendale, infatti, presentano differenze significative, atteso che con la fusione si verifica sempre un’aggregazione di soggetti, mentre la scissione comporta in ogni caso la “suddivisione” del soggetto scisso e – solo eventualmente – anche una unificazione di soggetti diversi in caso di beneficiaria preesistente.


In merito alla posizione della società che procede alla scissione, viene osservato che non si può configurare un rischio di elusione legato alla “compensazione intersoggettiva” delle perdite, dal momento che la stessa, successivamente all’operazione, manterrà la titolarità (di una parte) di perdite da lei stessa generate, che non possono essere compensate con risultati positivi realizzati da altri soggetti.


Le perdite che restano nella disponibilità della società scissa non sono sottoposte alla speciale disciplina recata dall’art. 173, comma 10 del TUIR, con la conseguenza che la stessa mantiene pienamente il diritto al riporto delle perdite dalla stessa maturate e non trasferite alla beneficiaria, non essendo applicabile alle perdite rimaste in carico alla società scissa la disposizione antielusiva ivi contenuta, in quanto – non realizzandosi in capo alla stessa alcuna concentrazione soggettiva – non sussiste il rischio che le stesse possano essere indebitamente compensate con redditi di una diversa organizzazione.


In merito alla posizione della società beneficiaria – che è equiparata alla società risultante dalla fusione o all’incorporante – viene osservato come il rischio di elusione legato alla “compensazione intersoggettiva” delle perdite sussiste solo


nel caso in cui la beneficiaria stessa preesista alla scissione e non sia, quindi, di


nuova costituzione; in tal caso, le limitazioni alla riportabilità riguardano sia le perdite fiscali pregresse realizzate dalla stessa beneficiaria sia quelle trasferite dalla scissa in base al criterio di attribuzione proporzionale.


In altre parole, al verificarsi di tale fattispecie, la società beneficiaria dovrà:


– applicare le limitazioni alle “proprie” perdite, confrontando l’ammontare delle stesse con il proprio patrimonio netto (nettizzato dei conferimenti e dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti), nel rispetto degli indicatori di vitalità;


– applicare le medesime limitazioni alle perdite della società scissa, confrontando l’ammontare di quelle da questa trasferite alla beneficiaria con il patrimonio netto ricevuto per effetto della scissione dalla beneficiaria stessa (rettificato dei conferimenti e dei versamenti effettuati nei 24 mesi precedenti), in ogni caso rispettando il test di “vitalità” economica in capo alla società scissa.


In caso di società beneficiaria preesistente all’operazione di scissione si realizza un’aggregazione di soggetti (del tutto analoga a quella che si realizza in ipotesi di fusione per incorporazione) e sussiste, pertanto, un possibile rischio di compensazione delle perdite pregresse provenienti dalla società scissa con redditi di un soggetto diverso, o viceversa.


Qualora, invece, la società beneficiaria venga costituita contestualmente e per effetto dell’operazione di scissione, così che il suo patrimonio provenga unicamente dalla scissa, nessun effetto elusivo viene ravvisato riguardo al riporto delle perdite maturate dalla scissa e trasferite insieme al ramo scisso alla beneficiaria.


Operazioni di fusione e scissione che coinvolgono societa’ che partecipano alla tassazione di gruppo


Riguardo la disciplina la tassazione di gruppo, in presenza di operazioni di fusione o scissione realizzate nell’ambito di un consolidato fiscale nazionale, trovano, in linea generale, applicazione le disposizioni limitative al riporto delle perdite contenute rispettivamente nel comma 7 dell’art. 172 del Tuir e nel comma 10 dell’art. 173 del Tuir.


Tuttavia, per coordinare tali disposizioni limitative al riporto delle perdite con la disciplina del consolidato fiscale nazionale, occorre individuare gli effetti, a livello di tassazione di gruppo, dell’operazione di aggregazione aziendale realizzata (con particolare riferimento alle eventuali conseguenze in termini di perdite fiscali).


In presenza di operazioni di fusione e scissione che coinvolgono società partecipanti ad un consolidato è necessario distinguere le operazioni che non interrompono la tassazione di gruppo da quelle che, invece, interrompono la stessa prima del triennio ovvero subordinano la continuazione della tassazione su base consolidata alla presentazione dell’interpello ai sensi dell’art. 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212.


Le disposizioni antielusive contenute negli artt.172, comma 7, e 173, comma 10 del Tuir, statuiscono – al ricorrere di determinate condizioni – il divieto di compensazione intersoggettiva dei risultati fiscali, al fine di contrastare le operazioni di aggregazione societaria realizzate allo scopo di recuperare le perdite fiscali accumulate negli esercizi precedenti da una delle società partecipanti all’operazione.


In particolare, in presenza di operazioni di fusione tra società partecipanti al medesimo consolidato nazionale e con perdite fiscali riportabili conseguite “in costanza” di consolidato, viene esclusa qualsiasi manovra elusiva tesa a realizzare, con l’operazione di aggregazione, la compensazione intersoggettiva delle perdite fiscali tra i soggetti coinvolti, atteso che questi, per effetto dell’operazione medesima, non possono fruire di alcun vantaggio addizionale in termini di compensazione degli imponibili in quanto le perdite prodotte dalle società aderenti al consolidato “nascono” già compensabili con gli utili di altre società incluse nella tassazione di gruppo.


Il principale beneficio, infatti, che caratterizza la tassazione di gruppo, è rappresentato dall’automatica e integrale compensazione intersoggettiva dei risultati imponibili positivi e negativi realizzati nei periodi di vigenza dell’opzione dai soggetti che ad essa partecipano.


In sostanza, il ricorso all’operazione di fusione non consente alcun vantaggio ulteriore in termini di recupero delle perdite fiscali conseguite in vigenza dell’opzione che le norme sul consolidato già non consentano; le società partecipanti all’operazione, infatti, pur fondendosi, non “fuoriescono” dal medesimo consolidato.


Pertanto, in ipotesi di fusione che non interrompono la tassazione di gruppo, le disposizioni limitative al riporto delle perdite devono – per ragioni di ordine logico sistematico – trovare applicazione solo con riferimento alle perdite “pregresse” all’ingresso nel regime consolidato di ciascuna società partecipante all’operazione, rimanendo escluse le perdite prodotte in vigenza del consolidato.


Ciò, tuttavia, non vale per le perdite conseguite in esercizi anteriori all’ingresso nella tassazione di gruppo, nei confronti delle quali rimangono pienamente applicabili le limitazioni di cui all’art. 172, comma 7 del Tuir.


Ne deriva, pertanto, che – ad esempio – in ipotesi di fusione per incorporazione di società non inclusa in società inclusa nel consolidato, le limitazioni di cui all’art. 172, comma 7 del Tuir sono applicabili limitatamente alle perdite qualificabili ai sensi dell’art. 118, comma 2 del TUIR (perdite realizzate dalla società consolidata/consolidante in esercizi anteriori all’ingresso nella tassazione di gruppo e perdite realizzate dalla società non inclusa).


Dette considerazioni valgono – in linea generale – anche in ipotesi di scissione che non interrompono il consolidato, con la conseguenza ulteriore che – in virtù del principio generale della unitarietà del consolidato e dello “spossessamento” degli imponibili, realizzati nei periodi di vigenza dell’opzione, dai diversi soggetti in favore della fiscal unit – le perdite realizzate dalla società scissa nei periodi di vigenza dell’opzione e trasferite alla tassazione di gruppo rimarranno nella esclusiva disponibilità della fiscal unit.


In conclusione, in presenza di operazioni di fusione e scissione che non interrompono la tassazione di gruppo, le disposizioni limitative al riporto delle perdite trovano applicazione solo riguardo alle perdite “pregresse” al consolidato, rimanendo escluse le perdite maturate dalla società partecipanti alle operazioni negli esercizi di validità dell’opzione, in quanto nessun effetto elusivo è ravvisabile riguardo al riporto delle perdite, finché permane la tassazione di gruppo.


 


 


3) Tessera sanitaria: Prorogata la scadenze per l’utilizzo


Rinviate di un anno le scadenze della Tessere sanitaria (Ts) e della Tessera europea di assicurazione di malattia (Team) riportata sulla seconda faccia della card elettronica.


Il nuovo termine, sei anni o alla scadenza del permesso di soggiorno, è stato determinato dal Decreto Interministeriale del 25.02.2010, pubblicato sulla G.U. n. 56 del 09.03.2010.


Il provvedimento ha aggiornato il precedente decreto del 11.03.2004 con il quale sono state approvate le caratteristiche tecniche della Ts (che, come è noto, ha, di fatto, sostituito il tesserino plastificato del codice fiscale) e delle tessere sanitarie regionali, utilizzabili soltanto se conformi ai criteri stabiliti per quella nazionale.


La tessera elettronica, utilizzata particolarmente dai contribuenti per detrarre fiscalmente gli acquisti di farmaci presso le farmacie, svolge le seguenti utilità:


– Consente di monitorare la spesa sanitaria nazionale;


– sostituisce il codice fiscale;


– contiene, sul retro, alla Team, l’assicurazione utile in caso di malattia all’estero eliminando il vecchio modello E 111.


Le Regioni possono chiedere l’autorizzazione all’emissione di una versione “personalizzata” della card.


A tal fine, il neo decreto ha aggiornato la lista delle regioni autorizzate ad adottare la propria tessera sanitaria valida anche come codice fiscale.


Infatti, è stata riconosciuta la regione Toscana.


 


 


4) Inps: Tutela del reddito, in via sperimentale, per i collaboratori coordinati e continuativi


La Legge Finanziaria 2010 ha ampliato la tutela per i co.co.pro. che perdono il lavoro.


Adesso, l’Inps, con la circolare n. 36 del 09.03.2010, ha fornito i chiarimenti sulla indennità spettante a tali soggetti.


I collaboratori a progetto iscritti in via esclusiva alla gestione separata senza contratto di lavoro da almeno due mesi e che siano in possesso dei requisiti per aver diritto all’indennità devono presentare domanda alla sede INPS territorialmente competente nel termine ordinatorio di 30 giorni dalla data in cui risultano essersi verificate le condizioni previste dalla normativa.


Infatti, per l’anno 2010 la Legge Finanziaria 2010 ha potenziato la tutela del reddito a favore dei collaboratori coordinati e continuativi – introdotto in via sperimentale con l’art. 19, comma 2, del D.L. n.185/08, convertito in L.2/09, con le integrazioni dell’art. 7 ter della L.33/09 – ampliandone i requisiti e la misura.


A tal fine, l’Inps ha precisato che i destinatari di tale indennità sono i collaboratori a progetto iscritti in via esclusiva alla gestione separata (quindi con aliquota 25,72% nel 2009 e 26,72 nel 2010).


Requisiti e condizioni


L’erogazione di tale indennità è ammissibile nei soli casi del verificarsi dell’evento “fine lavoro”, rilevabile dalle comunicazioni obbligatorie che il committente è tenuto ad inviare anche nei casi di cessazione del rapporto di lavoro.


Nell’anno in cui si è verificato tale evento (c.d. anno di riferimento) gli interessati devono presentare domanda previa dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o ad un percorso di qualificazione professionale.


Per aver diritto all’indennità devono sussistere, in via congiunta, le seguenti condizioni:


monocommitenza: i collaboratori devono svolgere la propria attività esclusivamente per un unico committente e tale caratteristica deve essere riferita all’ultimo rapporto di lavoro, ossia quello per il quale si è verificato l’evento di “fine lavoro” (rilevabile dalle denunce UNIEMENS);


dato reddituale riferito all’anno precedente: per il 2010, si deve considerare il reddito lordo dell’anno 2009, percepito dal soggetto in quanto collaboratore iscritto alla Gestione separata, comunque compreso tra 5.000 euro e 20.000 euro;


accredito contributivo nell’anno di riferimento: deve essere accreditata presso la gestione separata nell’anno di riferimento almeno una mensilità;


assenza contratto di lavoro: i collaboratori devono risultare senza contratto di lavoro da almeno due mesi;


accredito contributivo nell’anno precedente: devono essere accreditate, nell’anno precedente, nella gestione separata almeno tre mensilità.


Prestazione


La prestazione consiste nella liquidazione di un’indennità una tantum, pari al 30% del reddito percepito nell’anno 2009 e, comunque, non superiore ai 4.000 euro per la richiesta formulata nel corrente anno.


Domanda


La domanda, ricorrendone i presupposti, deve essere presentata dall’interessato, alla sede INPS territorialmente competente con il modello allegato (all. 1) alla citata circolare, nel termine ordinatorio di 30 giorni dalla data in cui risultano essersi verificate le previste condizioni.


 


 


5) Agenzia delle Entrate: Disponibile l’Annuario del contribuente aggiornato con le ultime novità tributarie


E’ stato pubblicato sul sito www.agenziaentrate.it l’Annuario 2009 bis, una sorta di bussola del Fisco sempre in tasca, disponibile su Internet e negli uffici dell’Agenzia delle Entrate


L’Annuario raddoppia


Percorsi a tema aggiornati, più informazioni e meno difficoltà a orientarsi nel pianeta Fisco nella seconda edizione di questo utile vademecum per il contribuente.


Tra le novità dell’Annuario 2009/2, una panoramica su scudo fiscale, investimenti agevolati con la Tremonti-ter, lavoro autonomo e lavori atipici dalla prospettiva del Fisco.


La versione “bis” della pratica guida fiscale dell’Agenzia aggiorna così i contenuti del primo volume distribuito a luglio scorso, rendendoli sempre al passo con le ultime disposizioni fiscali.


Anche questa nuova edizione dell’Annuario è consultabile sia sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.


Già a partire dai prossimi giorni, inoltre, la pubblicazione sarà disponibile in versione cartacea e distribuita in 180mila copie in tutti gli uffici dell’Amministrazione finanziaria.


Sempre al passo coi tempi, sfogliando l’Annuario bis


La nuova edizione si presenta con la stessa veste grafica della precedente e si divide in quattro aree tematiche.


Ad aprire la pubblicazione è lo scadenzario aggiornato degli appuntamenti fiscali del primo quadrimestre 2010, mentre la prima area è dedicata alle più recenti novità in tema di scudo fiscale, agevolazione Tremonti-ter, contrasto ai paradisi e arbitraggi fiscali e utilizzo delle compensazioni in materia Iva.


I due percorsi a tema successivi si dedicano invece all’aspetto fiscale di lavoro autonomo e lavori atipici.


Completa la pubblicazione un capitolo dedicato agli aggiornamenti alla prima edizione dell’Annuario 2009, con tutte le ultime novità sulla nuova comunicazione unica per l’avvio dell’impresa in caso di inizio attività, sulle ristrutturazioni agevolate, sulle detrazioni d’imposta per le spese sanitarie e sui nuovi termini del ricorso in appello.


Da quest’anno in stampa la doppia edizione


La nuova edizione di questo pratico vademecum del contribuente anticipa una nuova stagione di pubblicazioni dell’Annuario in doppia edizione.


L’obiettivo dell’edizione “bis” è duplice: fornire, in maniera sempre più aggiornata e dettagliata, tutte le informazioni su scadenze e adempimenti fiscali introdotti sia con la Finanziaria sia con le modifiche normative che subentrano nel periodo estivo con il documento di programmazione economica, offrire al contribuente una guida sempre consultabile e al passo con le norme.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 10.03.2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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