Novità fiscali del 23 marzo 2010: nuove versioni dei pacchetti di compilazione dei modelli IVA anagrafici; studi di settore: novità contenute nelle 206 bozze pubblicate dalle Entrate; il fondo patrimoniale fa da scudo contro l’iscrizione ipotecaria; a regime la Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività d’impresa

 






 


Indice:


 


1)  Nuove versioni dei pacchetti di compilazione dei modelli Iva anagrafici


 


2) Studi di settore: Le novità contenute nelle 206 bozze pubblicate dalle Entrate


 


3) Gruppi societari: Revocatoria fallimentare possibile


 


4) Fisco: Il fondo patrimoniale fa da scudo contro l’iscrizione ipotecaria


 


5) Cartella di pagamento più leggibile


 


6) Nuove Tessere sanitarie: Durano un anno in più


 


7) A regime la Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività d’impresa


 


 


1)  Nuove versioni dei pacchetti di compilazione dei modelli Iva anagrafici


L’Agenzia delle Entrate, ha pubblicato sul proprio sito il 19 marzo 2010 un avviso contenente le seguenti informazioni (una sorta di anticipazione):


Software di compilazione e di controllo dei modelli AA7/10 e AA9/10  (dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA).


Il giorno 24/03/2010 saranno pubblicate le nuove versioni dei pacchetti di compilazione e del modulo di controllo dei modelli AA7/10 (dichiarazione di inizio attività,variazione dati o cessazione attività ai fini IVA per soggetti diversi dalle persone fisiche) e AA9/10 (dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA per imprese individuali e lavoratori autonomi).


Moduli da pubblicare:


– Attribuzione partita IVA soggetti diversi dalle persone fisiche;


– Variazione dati soggetti diversi dalle persone fisiche;


– Attribuzione partita IVA imprese individuali e lavoratori autonomi;


– Variazione dati partita IVA imprese individuali e lavoratori autonomi;


– Cessazione attività IVA mod. AA7-AA9;


– Programma di controllo.


Modello AA7/10


Per le dichiarazioni di inizio attività e variazione dati di società sarà necessario utilizzare la nuova versione nella quale, per le società con sede legale in Italia, non è possibile indicare il domicilio fiscale.


Inoltre, deve essere indicato, dove richiesto, il CAP corretto quando riferito a Comune italiano.


Per i Comuni suddivisi in zone postali (multiCAP) non è più ammessa l’indicazione del CAP generico.


Modello AA9/10


Per le dichiarazioni di inizio attività e variazione dati di imprese individuali e lavoratori autonomi potrà essere utilizzata anche l’attuale versione purché sia indicato, dove richiesto, il CAP corretto quando riferito a Comune italiano.


Per i Comuni suddivisi in zone postali (multiCAP) non è più ammessa l’indicazione del CAP generico.


 


 


2) Studi di settore: Le novità contenute nelle 206 bozze pubblicate dalle Entrate


Tra le novità di rilievo, le informazioni sui soci amministratori delle società Pubblicate sul sito delle Entrate le bozze dei 206 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, che costituiscono parte integrante della dichiarazione Unico 2010.


Si tratta dei 137 modelli riguardanti gli studi di settore già in vigore precedentemente al periodo d’imposta 2009 e dei 69 modelli relativi agli studi


applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009 che, oggetto di valutazione da parte della Commissione degli esperti lo scorso 18 febbraio, rimangono in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, a seguito dell’approvazione con decreti del ministro dell’Economia e delle Finanze.


Modificati i quadri A e F


Hanno subito rilevanti cambiamenti i quadri A, (destinato a raccogliere le informazioni del personale addetto all’attività) e F (degli elementi contabili), presenti anche nelle bozze dei nuovi 69 modelli degli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009.


Le novità riguardano, in particolare, le informazioni relative ai soci amministratori delle società.


Nel quadro F dei 137 modelli in bozza, è confermata la presenza della sezione riguardante gli “Ulteriori elementi contabili”, dove andranno indicate le informazioni relative ai soci amministratori delle società.


In tale sezione dovranno essere riportati il numero e la percentuale di lavoro prestato per l’attività inerente la qualifica ricoperta, nonché l’ammontare delle spese per compensi corrisposti ai soci per l’incarico di amministratori.


Per questi studi le suddette informazioni, pur non avendo ancora alcun rilievo ai fini del calcolo del ricavo/compenso da studi di settore, potranno essere utilizzate sia ai fini dell’elaborazione degli studi che saranno sottoposti a evoluzione nei prossimi periodi d’imposta, sia per correggere eventuali particolari situazioni che il contribuente potrà segnalare in sede di contraddittorio con gli uffici dell’Agenzia.


Riguardo alla bozza dei 69 nuovi modelli per gli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2009, le informazioni relative ai soci amministratori vengono richieste all’interno di alcuni righi del quadro contabile e modificano la struttura del quadro A, le cui novità salienti sono le seguenti:


– Un unico rigo destinato a raccogliere l’informazione sul numero degli associati in partecipazione e la relativa percentuale di lavoro prestato.


Nella versione presente nella bozza dei rimanenti 137 modelli l’informazione è richiesta distintamente in due righi riferiti rispettivamente agli “associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell’impresa” e agli “associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo precedente”;


– debutto di due righi relativi alle informazioni (numero e percentuale di lavoro prestato) sui soci amministratori e quelli non amministratori, che sostituiscono rispettivamente i “soci con occupazione prevalente nell’impresa ” ed i “soci diversi da quelli di cui al rigo precedente” presenti nel vecchio quadro A dei 137 modelli relativi agli studi approvati precedentemente al 2009.


Quadro F, destinato all’indicazione dei dati contabili


Per le imprese, le modifiche sono relative all’informazione dell’ammontare delle spese per compensi corrisposti ai soci per l’incarico di amministratori.


In particolare, per le società di capitali nel rigo F16 (Spese per acquisti di servizi) è previsto un apposito campo destinato ad accogliere l ’ informazione relativa alle spese per compensi corrisposti ai soci per l ’ attività di amministratore.


Nel caso di società di persone, la stessa spesa andrà, invece, indicata nel rigo F19 (Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l’attività dell’impresa) nell’apposito campo interno.


Per cui le nuove informazioni, contenute nei quadri A e F, rilevano ai fini del calcolo del ricavo stimato per i soggetti cui si applicheranno, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, i 69 studi di settore in corso di approvazione.


Nell’ambito dei ricavi da dichiarare nel rigo F01, e del valore delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali, da indicare rispettivamente nei righi F12 e F13, sono esclusi i ricavi, nonché le esistenze iniziali e le rimanenze finali, derivanti da prodotti soggetti ad aggi o ricavo fisso.


Quadro X


In attesa degli eventuali interventi di “revisione congiunturale speciale degli Studi di settore”, nel quadro X della bozza di tutti i modelli non sono state ancora indicate le ulteriori informazioni necessarie per l’adeguamento dei risultati degli studi alla situazione di crisi economica.


Nuovi quadri Z per i dati complementari


Infine, nella bozza di alcuni modelli vi è la presenza del quadro Z, dove vengono richieste ulteriori informazioni utili all’aggiornamento degli studi.


 


 


3) Gruppi societari: Revocatoria fallimentare possibile


Il pagamento di un debito da parte di una società a vantaggio di un’altra collegata può essere soggetto a revocatoria, la quale scatta tutte le volte che la società che si è accollata il debito non ne ha tratto un vantaggio neppure indiretto.


Per i giudici, infatti, il terzo, pagando un debito non proprio, si procura una diminuzione patrimoniale che costituisce un danno all’esercizio dell’impresa soggetto a revocatoria fallimentare.


(Corte di Cassazione, a sezioni unite, sentenza n. 6538 del 18 marzo 2010)


 


 


4) Fisco: Il fondo patrimoniale fa da scudo contro l’iscrizione ipotecaria


Ipoteca fiscale annullata dal fondo patrimoniale. La Commissione Tributaria Provinciale di Grosseto, con la sentenza n. 280/4/2009, ha stabilito che il concessionario della riscossione non può iscrivere garanzia ipotecaria su di un bene inserito in un fondo patrimoniale.


Questo viene infatti costituito su un complesso di beni mobili, immobili, registrati o titoli di credito ai fini di soddisfare i bisogni della famiglia.


L’art. 169 c.c. stabilisce che non è consentito ipotecare, dare in pegno beni del fondo patrimoniale, se non con il consenso di entrambi i coniugi.


Viceversa, in precedenza, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38925, del 07 ottobre 2009, ha stabilito che i beni che costituiscono il fondo patrimoniale possono essere sequestrati anche se sono confluiti nel fondo prima dell’accertamento fiscale e della procedura di riscossione.


Il fondo patrimoniale, istituto regolato dagli art. 167 e seguenti, è un complesso di beni costituito al fine di soddisfare i bisogni della famiglia.


Occorre la prova sul debito per iscrivere ipoteca su immobili


Se il fisco vuole iscrivere ipoteca sul bene immobile inserito nel fondo patrimoniale deve dimostrare che il debito per il quale agisce sia riconducibile alle necessità della famiglia.


Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 7 luglio 2009, n. 15862.


La legge da un lato prevede un ben preciso vincolo di destinazione ai beni in esso inseriti ai bisogni della famiglia; dall’altro, l’art. 170, blocca i creditori che intendano attaccare i beni inseriti nel fondo patrimoniale: i creditori possono agire in esecuzione sui beni in esso inseriti solo per le obbligazioni assunte dai coniugi nell’interesse della famiglia.


I beni predetti, e così anche i relativi frutti, non possono essere aggrediti per quei debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per bisogni estranei alla famiglia.


Qualche volta il contribuente attraverso il fondo patrimoniale cerca di mettere al riparo i propri beni dalle mire del fisco.


In tempi di rafforzamento dell’azione dei concessionari della riscossione il tema è di estrema attualità.


 


 


5) Cartella di pagamento più leggibile


La cartella di pagamento notificata dagli agenti della riscossione del gruppo Equitalia ai contribuenti che devono pagare tributi, contributi previdenziali, sanzioni amministrativi, diritti doganali, ed altro ancora, sarà più leggibile.


La nuova cartella sarà obbligatoria per tutti i ruoli che verranno consegnati al gruppo Equitalia dopo il 30 settembre 2010.


Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha,  infatti, approvato, con provvedimento del 20 marzo 2010, il nuovo modello, in vigore obbligatoriamente per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione dopo la suddetta data (30 settembre 2010), completamente rinnovato sia nei contenuti sia nella grafica.


Inseriti caratteri più grandi per agevolare la lettura del documento e informazioni più dettagliate per consentire una migliore comprensione della natura della somma richiesta.


Aumentano le notizie sul ruolo da pagare e diminuiscono i fogli che la compongono.
Le novità iniziano dal frontespizio


Frontespizio “riorganizzato” in modo da fornire subito, al contribuente, il quadro riassuntivo del debito complessivo da versare, degli enti creditori, delle somme iscritte a ruolo e degli adempimenti connessi alla notifica della cartella di pagamento.


Indicati con maggiore evidenza, inoltre, il termine di 60 giorni dalla notifica per saldare il debito o le diverse scadenze in caso di versamenti rateali, passati i quali scatta la procedura dell’esecuzione forzata.


Viene introdotta la specifica sulla tipologia di consegna, se la cartella viene notificata al contribuente in qualità di coobbligato e non di debitore principale.


Modifiche delle sezioni


Più sintetica rispetto al passato la sezione “Dettaglio degli addebiti” con l’elenco degli enti impositori e dei relativi importi richiesti.


Introdotti dati dettagliati nella successiva sezione: “Dettaglio degli importi dovuti” nella quale viene descritta ogni singola iscrizione a ruolo, in modo da potere subito capire quali sono i motivi ed altro ancora che hanno generato il debito, il numero e la tipologia di ruolo, la data in cui è stato reso esecutivo e il nominativo del responsabile del procedimento.


Il prospetto comprende inoltre i compensi dovuti all’agente della riscossione, così da consentire la comprensione immediata dell’importo totale da pagare.


Nuovo anche il riquadro “Dilazioni di pagamento” inserito nella parte dedicata alle “Comunicazioni dell’agente della riscossione”


È in questo spazio che vengono specificati i requisiti necessari per accedere alla rateazione della somma dovuta e il numero massimo delle rate concedibili.


Nella stessa sezione viene, inoltre, ricordato che, grazie al recente servizio messo a disposizione da Equitalia, il contribuente può conoscere, on line, la propria posizione debitoria aggiornata.


Quando, dove e come pagare


Integrata e riorganizzata la parte relativa alle informazioni sulle modalità di pagamento.


Emerge, in particolare, l’aggiunta delle note riguardanti il pagamento parziale e l’ipotesi di rateazione del debito.


Informazioni utili


La nuova cartella elenca e spiega gli oneri aggiuntivi connessi alla notifica e le conseguenze derivanti dal mancato o tardivo pagamento.


Verranno, infine, indicati i servizi offerti dal gruppo Equitalia, l’ubicazione degli uffici e gli orari di apertura al pubblico.


 


 


6) Nuove Tessere sanitarie: Durano un anno in più


Le nuove Tessere sanitarie avranno un anno di vita in più rispetto a quelle finora rilasciate.


Varranno infatti sei anni le Ts nazionali o regionali di prossima emissione.


La nuova scadenza della validità è prevista dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 febbraio 2010, che aggiorna le disposizioni precedenti (decreto del 11 marzo 2004).


La Tessera, nazionale o regionale, la cui scadenza è riportata sia sul fronte sia sul retro, sarà automaticamente riemessa prima del termine di validità, senza che il cittadino ne debba fare richiesta.


Indipendentemente dalla scadenza, una nuova Tessera sarà inviata al cittadino, sia in caso di variazione dei dati anagrafici sia in seguito a una richiesta di duplicato (per smarrimento, furto o deterioramento) presentata alla propria ASL o a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.


Inoltre, per quanto riguarda le Regioni autorizzate ad adottare una propria Tessera sanitaria, il decreto:


– riconosce la conformità della Tessera Sanitaria regionale della Toscana alle caratteristiche della Tessera Sanitaria (TS), pubblicando anche il layout della Tessera che, su richiesta della Regione, verrà a breve distribuita ai cittadini per


poter fruire delle nuove funzionalità della stessa come CNS (Carta Nazionale dei Servizi)


– pubblica il nuovo layout della Tessera Sanitaria regionale della Lombardia, anch’essa Carta Nazionale dei Servizi, apportando alcune modifiche di natura grafica.


Il nuovo layout verrà adottato per le tessere di nuova emissione.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 22 marzo 2010)


 


 


7) A regime la Comunicazione Unica per l’avvio dell’attività d’impresa


Si avvicina al termine il conto alla rovescia per semplificare la vita agli imprenditori e rendere possibile a tutti far nascere un’impresa in un solo giorno.


Si concluderà infatti il prossimo 31 marzo il periodo di sei mesi di sperimentazione della Comunicazione Unica per l’avvio delle attività d’impresa. Prevista dalla Legge 2 aprile 2007, n.40, la Comunicazione Unica riguarderà gli oltre 6 milioni di imprese attualmente esistenti in Italia e tutti coloro che, dal prossimo 1° aprile, intenderanno aprire una qualunque iniziativa economica in forma d’impresa.


La Comunicazione Unica – ormai nota a tutti gli operatori professionali come ‘ComUnica’ – è la procedura attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in 1 giorno e assolvere, al massimo in 7 giorni, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato indirizzato (per via telematica o su supporto informatico), alla sola Camera di commercio competente per territorio.


In pratica, la regia delle comunicazioni viene affidata alle Camere di Commercio che, attraverso InfoCamere – la loro società di informatica – diventano l’unico front office per tutte le registrazioni ai fini dell’attribuzione del codice fiscale e/o della partita IVA (Agenzia delle Entrate) e per l’iscrizione al Registro delle Imprese, ma anche ai fini previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).


In questo modo, ComUnica rende possibile al neo-imprenditore o a chi un’impresa l’ha già, di dialogare con un solo soggetto in rappresentanza della Pubblica amministrazione (la Camera di commercio) che provvederà in modo del tutto trasparente a comunicare alle altre amministrazioni interessate i dati di competenza di ciascuna.


Proprio a partire dal 1° aprile, inoltre, ComUnica consentirà di adempiere anche agli obblighi verso l’Albo ministeriale delle società cooperative.


La nuova procedura garantisce tempi certi e veloci per i riscontri: all’impresa giungerà infatti immediatamente – presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) – la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività.


Al massimo nei sette giorni successivi, ciascuno degli altri enti coinvolti (INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate) garantirà l’evasione della eventuale pratica di propria competenza, restituendo i dati necessari al Registro delle Imprese che potrà, così, certificare l’esistenza e l’operatività della neonata impresa.


La stessa procedura si applicherà ad ogni altro evento della vita di un’impresa (modificazioni e cessazione dell’attività), riducendo così ad un unico canale il flusso di tutte le notizie e informazioni che l’impresa è tenuta ad inviare alla pubblica amministrazione.


La fase di sperimentazione prevista dalla legge ha avuto la durata di sei mesi, durante i quali sono state inviate (fino allo scorso 14 marzo) alle Camere di Commercio oltre 94mila pratiche.


Cosa si può fare


In modalità standard, il software ComUnica consente di inoltrare pratiche alle quattro amministrazioni coinvolte per le seguenti tipologie di comunicazioni:


Camere di Commercio: tutti gli adempimenti per il Registro Imprese (escluso il deposito dei bilanci)


Agenzia delle Entrate: tutti gli adempimenti per la richiesta di Codice Fiscale


e/o Partita IVA (modelli AA7/AA9)


INAIL: iscrizioni, modifiche e cessazioni d’impresa


INPS – Artigiani e Commercianti: iscrizioni, modifiche e cessazioni d’impresa


INPS – Aziende con dipendenti: iscrizioni, modifiche e cessazioni d’impresa


INPS – Agricoltura iscrizioni, modifiche e cessazioni per imprese con dipendenti e di prossimo rilascio per i coltivatori diretti.


Oltre alla modalità standard, il software ComUnica prevede una compilazione ulteriormente semplificata per imprese individuali, artigiani e commercianti.


Per le imprese artigiane la Comunicazione Unica si applica esclusivamente nei casi in cui ciò è previsto dalla legislazione regionale.


Modalità di presentazione delle pratiche


La presentazione della “Comunicazione Unica” richiede il possesso della firma digitale da parte degli interessati che devono sottoscrivere digitalmente il modello.


Ai fini della trasmissione della pratica può essere utilizzato il modello di procura disponibile sul sito www.registroimprese.it con il quale l’imprenditore conferisce a professionisti o ad altri intermediari l’incarico di sottoscrivere digitalmente e presentare per via telematica la “Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa”.


Il modello di “Comunicazione Unica” prevede poi che l’utente indichi l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale saranno trasmesse tutte le comunicazioni relative al procedimento.


Nei casi di imprese individuali sprovviste di casella di posta elettronica certificata, la richiesta può essere inoltrata tramite lo stesso software “ComUnica” e la Camera di Commercio destinataria della domanda provvederà all’immediata assegnazione di una casella di posta elettronica certificata senza costi per l’impresa.


Le nuove società, invece, dovranno iscrivere nel Registro delle Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata in sede di presentazione della domanda di iscrizione all’ufficio stesso.


Come accedere al software


ComUnica è accessibile dal sito www.registroimprese.it, il portale, realizzato da


InfoCamere per le Camere di Commercio.


Attraverso il portale, nel 2009 sono state trasmesse oltre 3.600.000 pratiche telematiche al Registro Imprese.


ComUnica è inoltre accessibile dalle home page dei siti di Unioncamere (www.unioncamere.it), INAIL (www.inail.it), INPS (www.inps.it) e Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).


(Agenzia Entrate, Inail, Inps, Unioncamere, comunicato stampa congiunto del 22 marzo 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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