Novità fiscali del 22 marzo 2010. Cucina nuova: fino a 1.000 euro sconto; da 750 a 1500 euro per motocicli, 7.000 euro per eco-casa, sconti per lavastoviglie e forni; modello Intrastat 2010: per servizi ricevuti occorre indicare il numero e data fattura attribuiti dal committente; modello IVA per il rimborso trimestrale: cambiano le istruzioni per la richiesta o compensazione; nuova polizza “su misura” a tutela dei commercialisti e dei contribuenti

 






 


Indice:


 


1) Modello Intrastat 2010: Per i servizi ricevuti occorre indicare il numero e data fattura attribuiti dal committente


 


2) Modello Iva per il rimborso trimestrale: Cambiano le istruzioni per la richiesta o compensazione


 


3) Via libera agli incentivi: Sconti per eco-case e moto


 


4) Nuova polizza “su misura” a tutela dei commercialisti e dei contribuenti


 


5) Altre di fisco


 


 


1) Modello Intrastat 2010: Per i servizi ricevuti occorre indicare il numero e data fattura attribuiti dal committente


Per i servizi intracomunitari ricevuti, il numero e la data della fattura da indicare nel Modello Intrastat sono quelli attribuiti dal committente nazionale secondo la progressione seguita da quest’ultimo in contabilità, sia in caso di autofatturazione sia di integrazione della fattura ottenuta dal contribuente estero.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 14/E del 18 marzo 2010, che, quindi, ha accolto la tesi interpretativa avanzata alcuni giorni addietro in dottrina (in particolare contenuta in un articolo del quotidiano Il Sole 24 Ore), che, peraltro, chiedeva appunto su tale problematica, celermente, l’intervento chiarificatore da parte delle Entrate.


Nuovi chiarimenti dalle Entrate sui modelli Intrastat: Online dal 20 marzo il forum sciogli-dubbi


Nuove indicazioni in arrivo per gli operatori Iva tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie.


Le Entrate con la suddetta circolare n. 14/E cominciano a rispondere alle numerose richieste di chiarimento presentate dai contribuenti nella prima fase di rodaggio del nuovo regime dell’Iva nei servizi transfrontalieri.


Nella stessa ottica di servizio le Entrate hanno aperto dal 20 marzo 2010 un forum online sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it .


Uno spazio di discussione e confronto che sarà disponibile fino al 20 aprile prossimo per proporre quesiti e dubbi in merito alle modalità di presentazione degli elenchi Intrastat, a seguito delle modifiche introdotte col Decreto Legislativo n. 18 del 2010.


Le risposte saranno raccolte in una nuova circolare in uscita nel prossimo mese di maggio, comunque rimane tempo fino al 20 luglio per rimediare a eventuali irregolarità senza subire sanzioni.


Intanto, in sintonia con lo Statuto del contribuente, l’ultimo documento di prassi dell’Agenzia precisa, in particolare, che non saranno sanzionati gli errori


nell’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile commessi prima del 19 febbraio di quest’anno, data di pubblicazione del D.Lgs. n. 18/2010.


Nessuna penalità anche per quanti hanno presentato in ritardo gli elenchi Intrastat relativi al mese di gennaio 2010, la cui scadenza era fissata prima che fossero pubblicate le disposizioni attuative.


Adempimenti meno rigidi anche per gli operatori tenuti esclusivamente alla presentazione degli elenchi riepilogativi relativi ai servizi, che potranno ignorare le prestazioni rese e ricevute nel corso del 2009, non essendo sempre possibile determinare il loro esatto ammontare.


È solo dall’inizio di quest’anno, infatti, che è scattato l’obbligo di presentare questi elenchi con periodicità trimestrale e che sono effettivamente cambiate le regole sulla territorialità dei servizi offerti tra i confini dell’Ue.


Inversione contabile per le cessioni di beni


Il D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 2010 e recante l’attuazione delle direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE, ha introdotto – tra le altre – rilevanti novità nella disciplina del debitore d’imposta, di cui all’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, nel caso di cessioni di beni e di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto non residente nei confronti di soggetti passivi stabiliti in Italia.


Il radicale cambiamento comporta – per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da un soggetto non residente nei confronti di un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato – che quest’ultimo assuma sempre la qualifica di debitore dell’imposta, da assolvere mediante applicazione del meccanismo del reverse charge.


Ciò anche nell’eventualità in cui il soggetto non residente sia identificato nel territorio dello Stato o ivi disponga di un rappresentante fiscale.


La modifica si applica alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2010.


Peraltro il legislatore nazionale, esercitando una facoltà prevista dall’articolo 194 della direttiva 2006/112/CE, ha modificato l’art. 17 del D.P.R. n. 633 del 1972 nel senso di rendere obbligatorio il meccanismo dell’inversione contabile in tutte le ipotesi in cui il cedente o prestatore sia un soggetto non residente.


Riguardo alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 19 febbraio 2010, la sovrapposizione tra la vecchia normativa, che attribuisce valenza retroattiva alle nuove regole, ha determinato una situazione di rilevante incertezza in merito all’individuazione dei comportamenti da ritenere corretti.


Peraltro, considerata la situazione di incertezza sopra evidenziata, l’Amministrazione finanziaria, in applicazione dell’art. 10, comma 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (statuto del contribuente), non irrogherà la sanzione prevista qualora l’imposta sia stata assolta, con le modalità previste dalla previgente disciplina, dal cedente non residente, fermo restando il diritto alla detrazione ai sensi dell’art. 19 del DPR n. 633/1972 in capo al cessionario.


Presentazione elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie


Il Decreto del 22 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2010 stabilisce le modalità ed i termini per la presentazione dell’elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni e dei servizi resi a soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro della Comunità europea e dell’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti da soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro della Comunità europea.


L’art. 2, comma 1, del decreto prevede che ciascun elenco riepilogativo è presentato con riferimento:


– A periodi trimestrali, per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare trimestrale non superiore a euro 50.000;


– periodi mensili, per gli altri soggetti.


Il successivo comma 4 prevede che i soggetti che presentano un elenco riepilogativo con periodicità trimestrale e che, nel corso di un trimestre, superano la soglia di euro 50.000 presentano l’elenco riepilogativo con periodicità mensile a partire dal mese successivo a quello in cui tale soglia è superata.


La principale novità introdotta dalla nuova disciplina riguarda, quindi, la periodicità di presentazione degli elenchi: essi vanno, infatti, presentati con riferimento a periodi trimestrali ovvero mensili, mentre la periodicità annuale non è più prevista.


A tale riguardo, il superamento o meno della soglia di 50.000 euro deve essere accertato distintamente per l’elenco delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese, da un lato, e per l’elenco degli acquisti di beni e delle prestazioni di servizi ricevute, dall’altro.


E’ quindi possibile che il medesimo soggetto sia tenuto, per esempio, ad una periodicità trimestrale per l’elenco relativo agli acquisti di beni e servizi ed una periodicità mensile per l’elenco relativo alle cessioni di beni e servizi.


Inoltre, va tenuto presente che, nel caso di superamento della soglia di 50.000 euro per una singola categoria di operazioni (cioè solo per le cessioni intracomunitarie di beni ovvero solo per i servizi resi a soggetti passivi comunitari, ovvero solo per gli acquisti intracomunitari di beni o solo per i servizi ricevuti da soggetti passivi intracomunitari), scatta l’obbligo di presentazione mensile per l’intero elenco di cessioni o di acquisti.


Ad esempio, se nel corso di un trimestre un soggetto passivo ha realizzato cessioni intracomunitarie di beni pari a 60.000 euro e, nel medesimo periodo, ha prestato servizi per 10.000 euro, sarà tenuto a presentare mensilmente l’elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni e dei servizi intracomunitari resi.


Analogamente, se nel corso di un trimestre un soggetto passivo ha realizzato acquisti intracomunitari di beni pari a 30.000 euro e, nel medesimo periodo, ha ricevuto prestazioni di servizi per 55.000 euro, sarà tenuto a presentare mensilmente l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi intracomunitari ricevuti.


Dunque, le singole categorie di operazioni relativi ai beni ed ai servizi non si sommano, ma sono considerate singolarmente; tuttavia, il superamento della soglia per una singola categoria comporta l’applicazione della periodicità mensile anche per l’altra categoria.


Ovviamente, nel caso in cui il soggetto obbligato dovesse superare nel corso del trimestre la soglia di 50.000 euro, secondo le indicazioni sopra evidenziate, sarà tenuto a presentare gli elenchi con periodicità mensile, a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata.


Esempi:


il contribuente inizia l’attività il 01/01/2011;


il 02/02/2011 supera la soglia di 50.000 euro;


il 25/03/2011 presenta l’elenco mensile relativo a gennaio e febbraio;


il contribuente inizia l’attività il 01/01/2011;


il 02/03/2011 supera la soglia di 50.000 euro;


il 25/04/2011 presenta l’elenco mensile relativo a gennaio, febbraio e marzo.


Inoltre, in relazione agli adempimenti da porre in essere nel 2010, ai contribuenti tenuti esclusivamente alla presentazione degli elenchi relativi ai servizi (resi e ricevuti), si applica il principio desumibile dall’art. 2, comma 2, del decreto che stabilisce la presentazione degli elenchi stessi con periodicità trimestrale per i contribuenti che iniziano l’attività da meno di quattro trimestri.


Tale principio è estensibile alla fattispecie rappresentata in considerazione della circostanza che il 2010 è il primo anno in cui viene introdotto tale obbligo per le prestazioni di servizi, nonché della circostanza che le regole relative alla territorialità dei servizi sono state modificate con effetto dal 1° gennaio 2010, motivo per cui i soggetti in questione potrebbero incontrare serie difficoltà nell’individuare con esattezza l’ammontare dei servizi resi e ricevuti in ambito intracomunitario nel corso del 2009.


Quindi, per i soggetti tenuti esclusivamente alla presentazione degli elenchi relativi ai servizi (resi e ricevuti), in linea teorica, la prima scadenza per la presentazione degli elenchi cade nel corso del mese di aprile 2010.


Tuttavia, come sopra richiamato, se i medesimi contribuenti superano la soglia di 50.000 euro nel corso dei mesi di gennaio, febbraio o marzo 2010, saranno tenuti alla presentazione degli elenchi con periodicità mensile.


Un altro chiarimento è stato richiesto con riguardo ai dati, da inserire nei predetti elenchi, relativi alle fatture ricevute.


A tale riguardo, con riferimento ai servizi intracomunitari ricevuti, il numero e la data della fattura da indicare nel modello INTRASTAT sono quelli attribuiti dal committente nazionale secondo la progressione dallo stesso seguita nella propria contabilità.


Quanto sopra vale sia nel caso in cui il contribuente abbia provveduto all’autofatturazione, ai sensi del novellato art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, sia nell’ipotesi in cui abbia integrato la fattura ricevuta dal contribuente estero.


Con riguardo ai termini di presentazione degli elenchi, l’art. 3, comma 1, del decreto stabilisce che gli elenchi riepilogativi sono presentati all’Agenzia delle dogane per via telematica entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento; il comma 2 dello stesso articolo prevede, inoltre, che fino al 30 aprile 2010 tali elenchi possano essere presentati in formato elettronico agli uffici doganali territorialmente competenti entro il giorno 20 del mese successivo al periodo di riferimento.


Le disposizioni si applicano alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2010, ma è di tutta evidenza che il termine entro il quale avrebbero dovuto essere presentati gli elenchi relativi al mese di gennaio (20 o 25 febbraio, a seconda delle modalità di presentazione) è decorso prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che ha stabilito tale termine.


Per tale motivo, in ottemperanza a quanto previsto dallo Statuto del Contribuente (legge n. 212 del 27 luglio 2000), secondo cui il rapporto con l’Amministrazione deve essere improntato ai principi di collaborazione e buona fede e in aderenza, in particolare alla previsione di cui all’ art. 3, comma 2, del predetto statuto, i soggetti interessati hanno a disposizione 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle norme di attuazione contenute nel decreto del 22 febbraio, per adempiere all’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi in questione (quelli relativi al mese di gennaio 2010).


Pertanto, fino alla scadenza del termine suddetto, in applicazione dell’articolo 10, comma 3, della citata legge n. 212/2000, non saranno applicate sanzioni per la tardiva presentazione degli elenchi stessi.


 


 


2) Modello Iva per il rimborso trimestrale: Cambiano le istruzioni per la richiesta o compensazione


Nuove istruzioni in arrivo per i contribuenti che utilizzano il modello Iva (trimestrale) per richiedere un rimborso o portare in compensazione il credito Iva trimestrale.


Con un provvedimento, firmato il 19 marzo 2010 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, sono state apportate le modifiche alle istruzioni del modello Iva TR in linea con l’attuale quadro normativo che vede, da un lato, le nuove regole comunitarie in materia di territorialità delle prestazioni di servizi ai fini Iva (recepite dal d.lgs. n. 18 dell’11 febbraio 2010) e, dall’altro, il cambio di modalità per l’utilizzo in compensazione dei crediti Iva trimestrali (previsto dal D.L. n. 78 del 1° luglio 2009).


Nessuna modifica, invece, per il modello da utilizzare e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica, che restano quelli approvati con il provvedimento del 19 marzo 2009.


 


 


3) Via libera agli incentivi: Sconti per eco-case e moto


Via libera del Consiglio dei ministri al Decreto Legge che finanzia il fondo incentivi allo sviluppo economico a sostegno dei settori in crisi.


Gli incentivi scatteranno il prossimo 6 aprile: lo ha detto il ministro per lo Svilippo Economico al termine del Cdm.


E’ poi il decreto attuativo, che deve indicare modalità di attribuzione delle risorse assegnate a ciascun settore e le modalità di erogazione dei contributo.


I cittadini e le imprese avranno a disposizione un call center che sarà gestito dalle Poste per ottenere tutte le informazioni pratiche necessarie.


In generale i consumatori dovranno rivolgersi al rivenditore chiedendo di poter utilizzare l’incentivo. Il rivenditore verificherà la capienza dell’incentivo che diverrà uno sconto sul prezzo d’acquisto. Il rivenditore recupererà l’incentivo presso gli sportelli delle Poste.


Per l’acquisto di immobili è prevista la certificazione di efficienza energetica da parte dell’Enea.


Tra gli incentivi, la parte fiscale, la parte che riguarda alcuni settori (quello della cantieristica, quello dell’aeronautica).


La norma per facilitare i lavori in casa introdotta all’ultimo momento nel decreto incentivi prevede misure di semplificazione che consentono di realizzare, senza alcun titolo abilitativo, interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria.


Incentivi per Internet veloce per i giovani con un bonus per permettere una diffusione maggiore di questo strumento essenziale.


Mille euro per cucine, sconti eco-case e moto


Fino a 1.000 euro per chi acquista una cucina nuova e fino a 1.500 per chi compra una due-ruote elettrica e ne rottama una inquinante.


Sono alcune delle misure in arrivo nel cosiddetto pacchetto incentivi.


In tutto è prevista una spesa di 300 milioni di euro: 200 milioni arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale (così almeno è quanto indicato al momento nel decreto ‘leggero’ con norme fiscali e con l’istituzione del Fondo).


Altri 100 sarebbero a carico di risorse del ministero dello Sviluppo economico. Il decreto per gli incentivi, già all’ordine del giorno del cdm, sarà “leggero”: 5 articoli in tutto, compreso l’ultimo che stabilisce l’entrata in vigore.


Il grosso (tre articoli) è costituito da norme sull’evasione fiscale che porteranno 200 milioni in dote al Fondo.


La spesa complessiva sarebbe invece di 300 mln.


Parte fiscale


Per quanto riguarda la parte fiscale sono previste nel decreto misure di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali effettuate con i cosiddetti “caroselli” e “cartiere” (forme di evasione fiscale realizzate attraverso fatture false).


A questo scopo, i soggetti passivi di Iva devono comunicare all’Agenzia delle Entrate tutte le operazioni di cessione di beni e servizi verso operatori economici residenti in Paesi appartenenti alla cosiddetta “black list” (paradisi fiscali).


Al fine di contrastare frodi fiscali internazionali, le Camere di commercio comunicheranno ogni dato in loro possesso relativo a trasferimento all’estero della sede da parte di aziende.


L’Agenzia delle Entrate collaborerà con le Amministrazioni pubbliche per il recupero di crediti d’imposta concessi, ma illegittimamente fruiti.


Sono previste infine anche misure per la riduzione del contenzioso tributario e l’accelerazione nella riscossione di imposte.


Il decreto contiene anche misure di semplificazione che consentono di realizzare, senza alcun titolo abilitativo, interventi edilizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, opere temporanee di ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra pertinenti all’esercizio di attività agricola, serre mobili stagionali, opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, pannelli fotovoltaici e termici, aree ludiche senza fini di lucro. Vengono infine previste misure che consentiranno di razionalizzare ed incentivare l’esercizio dei servizi pubblici non di linea (taxi), contrastando pratiche abusive di esercizio o comunque non rispondenti ai principi dell’ordinamento giuridico.


Ecco tutti gli sconti previsti nel decreto attuativo che disciplina i contributi al Fondo.
Cucina nuova, fino a 1.000 euro sconto


E’ previsto un contributo, sotto forma di riduzione, per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 1.000 euro, per la sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza.


Da 750 a 1500 euro per motocicli


Se si cambia il vecchio due-ruote (euro 0 o euro 1) con un motociclo fino a 400 cc di cilindrata ovvero con potenza non superiore a 70 kw nuovo di categoria euro 3 si potrà avere uno sconto per il 10% del costo e nel limite massimo di singolo contributo pari a 750 euro.


Lo sconto raddoppia se si acquista un motociclo dotato di alimentazione elettrica doppia o esclusiva: vale il 20% sino ad un massimo di 1.500 euro.


Settemila euro per eco-casa


Fino a 7.000 euro per l’acquisto di eco-case, che consentono un risparmio consistente di energia.


La norma prevede un contributo pari a 83 euro per metro quadrato di superficie utile (con un massimo di 5.000 euro) per immobili che garantiscono un risparmio di energia del 30% rispetto ad alcuni valori standard identificati in un decreto del 2005.


Lo sconto sale a 116 euro al metro quadrato e ad un tetto di 7.000 euro se i consumi energetici migliorano del 50%.


Semaforo rosso se finiscono i soldi


Lo sconto viaggerà sul web e una sorta di semaforo bloccherà gli incentivi non appena finiranno le risorse individuate dal decreto attuativo: così per chi arriva tardi potrebbe non scattare l’aiuto.


E’ questo il meccanismo previsto dal decreto attuativo degli incentivi predisposto dal ministero dello Sviluppo Economico.


In pratica il venditore dovrà collegarsi ad un apposito sito internet e fornire i dati identificativi e quelli dell’acquisto.


Successivamente dovrà fornire le fotocopie dei documenti di identità e copie degli scontrini emessi.


L’operazione sarà però automaticamente inibita in caso di esaurimento delle disponibilità del fondo.


Sconti per lavastoviglie e forni


Se invece di cambiare la cucina si opterà per la sostituzione di un singolo elettrodomestico, è prevista una serie differenziata di sconti.


La condizione è che si tratti di acquisti di elettrodomestici ad alta efficienza energetica e dotati delle più aggiornate misure di sicurezza.


Per le lavastoviglie lo sconto è del 20% fino ad un massimo di 130 euro, per i forni elettrici e i piani cottura il 20% fino a 80 euro, per la cappa elettrica si arriva ad un tetto di 500 euro, sempre con il 20% di sconto.


Dai trattori ai fuoribordo


Previsti anche aiuto per le gru nell’edilizia e i rimorchi.


 


 


4) Nuova polizza “su misura” a tutela dei commercialisti e dei contribuenti


Accordo del Consiglio Nazionale con un pool di brokers. Importanti garanzie per il lavoro dei professionisti e a tutela dei loro clienti.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Cndcec) ha raggiunto un’intesa “storica” con un pool di brokers assicurativi di livello internazionale per offrire una polizza “su misura” e particolarmente vantaggiosa agli oltre 110 mila Commercialisti italiani, che possono così avere una garanzia in più a tutela del loro lavoro e offrire ai clienti un ulteriore valore aggiunto.


Quello compiuto ora è un primo passo, in attesa della legge di modifica dell’Ordinamento Professionale, che consenta al Cndcec di stipulare direttamente l’assicurazione a copertura di tutti gli Iscritti.


La polizza, dal 19 marzo 2010 stipulabile anche on line dal sito del Consiglio nazionale dei commercialisti, è stata predisposta e modulata cercando di prevedere tutte le problematiche e le esigenze di ogni singolo professionista, dal giovane commercialista appena abilitato allo studio associato, alla società di servizi professionali.


Grazie alla convenzione siglata – dopo un bando di gara – dal Consiglio Nazionale con l’ Ati (Associazione temporanea di impresa) composta da Aon-Biverbroker-Akros-Banchero-Costa, i Commercialisti italiani hanno quindi una polizza “cucita su misura” per loro, a condizioni favorevoli.


La polizza copre rischi riguardanti la contabilità, le dichiarazioni dei redditi, sia di persone fisiche che di società, i visti di conformità per le compensazioni dell’Iva, che devono essere firmati dai Commercialisti, le attività di sindaci, revisori contabili, consiglieri di amministrazione, le curatele.


Il professionista può scegliere tra un massimale minimo di 250 mila euro a salire fino a 5 milioni di euro, con la possibilità di aumentare ulteriormente la somma.


Ma la polizza, che offre anche la copertura legale, ha altre importanti caratteristiche: è retroattiva di due anni, estende la sua validità ai due anni successivi alla cessazione dell’attività professionale e, nel caso di controversie tra assicurato-broker-compagnia di assicurazione, prevede il giudizio di un collegio arbitrale composto da tre arbitri di cui almeno due scelti nell’Albo dell’Ordine Professionale presso il quale è iscritto l’assicurato.


La polizza, stipulabile anche on line http://www.biverbroker.it/introduzione.html , è stata predisposta e modulata cercando di prevedere tutte le problematiche e le esigenze di ogni singolo professionista, dal giovane commercialista appena abilitato allo studio associato, alla società di servizi professionali.


Oggetto della polizza: Tutta l’attività professionale disciplinata dal D.Lgs. n. 139 del 28.06.2005 e successive modifiche legislative e regolamenti, nonché da ogni altra norma di legge applicabile.


Premio annuo lordo: A partire da € 260,00 (responsabilità civile professionale).


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 19 marzo 2010)


 


 


5) Altre di fisco:


 


– Corte Ue, no ad aliquota ridotta Iva per i film in cabina individuale


È la conclusione a cui sono pervenuti gli eurogiudici con la sentenza pronunciata nel procedimento C-3/09.


La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata proposta alla Corte (articolo 234 CE) e concerne l’interpretazione, contenuta nell’allegato H, settima categoria, della nozione di cinema della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d’affari.


La domanda in esame vede opporsi da una parte una società cinematografica e dall’altra lo Stato belga. Oggetto del contendere l’applicabilità o meno di un aliquota Iva ridotta sulla base imponibile costituita dagli importi riscossi a seguito dell’uso di cabine individuali per la visione di film ubicate nei locali della società.


 


 


– Tonnage tax: Cconto alla rovescia per scegliere il regime forfetario


Scade il 31 marzo 2010 il termine ultimo per l’invio della comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate.


Manca poco tempo alla scadenza del 31 marzo per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione per tassazione Ires secondo il regime della tonnage tax.


L’adempimento riguarda le imprese marittime, con esercizio coincidente con l’anno solare, che intendono avvalersi del regime di determinazione forfetaria della base imponibile.


La comunicazione per l’esercizio o il rinnovo dell’opzione va inviata utilizzando il modello disponibile in formato elettronico sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.


 


 


– Assonime: Prime considerazioni sulla trasposizione della direttiva europea sui diritti degli azionisti


Assonime, con la circolare n. 11 del 19 marzo 2010 ha esaminato l’ambito di applicazione del decreto legislativo di trasposizione della direttiva sui diritti degli azionisti (D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 27) approvato lo scorso 22 gennaio dal Consiglio dei Ministri ed entrato in vigore il 20 marzo 2010.


La circolare ha poi analizzato le modifiche statutarie richieste dall’applicazione delle nuove norme, individuandone diverse tipologie: Le modifiche obbligatorie e l’adeguamento di quelle clausole che, riproducendo il testo delle norme oggi modificate, sono divenute obsolete; le modifiche facoltative dello statuto, volte ad adottare la disciplina suppletiva o ad avvalersi di una facoltà (cd. opt-in) oppure a disapplicare una disciplina normativa derogabile (cd. opt-out).
Per ultimo, la circolare ha riepilogato i nuovi termini previsti dal decreto in materia di convocazione delle assemblee, pubblicazione dell’informativa preassembleare, presentazione delle liste e approvazione e pubblicità delle relazioni finanziarie annuali.


 


 


– Accertamenti fiscali integrabili: L’ufficio può essere usare anche vecchie informazioni


In relazione agli accertamenti integrativi, è valida una seconda rettifica Iva notificata al contribuente anche se i nuovi elementi di cui è venuto a conoscenza l’ufficio sono contenuti in un pvc precedente il primo accertamento. In tema di accertamento ai fini dell’Iva, l’esercizio del potere integrativo o modificativo dell’accertamento già notificato al contribuente da parte dell’amministrazione, previsto dall’art. 57, comma 3, DPR n. 633/72, esige che nel secondo avviso notificato (con integrazioni o modificazioni) siano indicati i “nuovi elementi” di cui è venuta a conoscenza l’Amministrazione, ma anche gli atti e i fatti attraverso cui questi siano stati acquistati.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 6459 del 17 marzo 2010)


 


 


– CNDCEC: Approvato documento relazione ASL


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con uno schema di relazione  ha fornito ai Commercialisti impegnati nei collegi sindacali delle ASL e delle AO un utile strumento operativo.


Il fine del documento è quello di indirizzare tali professionisti alla buona prassi. Lo schema è stato elaborato tenendo conto della circolare n. 30 del Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) approvata in data 1 luglio 2004.


Tale documento può  essere applicato da tutti i componenti i collegi sindacali delle Aziende in oggetto e, il CNDCEC, auspica che lo stesso venga adattato alle diverse realtà di riferimento e che i sindaci tengano conto che si forniscono indicazioni relative, esclusivamente, alla normativa nazionale in materia di aziende sanitarie.


Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota informativa n. 20/10 del 18 marzo 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò



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