Novità fiscali del 10 marzo 2010: cartella di pagamento: inserito un nuovo foglio di avvertenze che concede spazio a contributi e premi; rivalutazione senza vidimazione per i contribuenti in contabilità semplificata; processo valido anche se il giudice adito non è competente; proroga approvazione dei bilanci senza sanzioni?

cartella di pagamento: inserito un nuovo foglio di avvertenze che concede spazio a contributi e premi; rivalutazione senza vidimazione per i contribuenti in contabilità semplificata; processo valido anche se il giudice adito non è competente; proroga approvazione dei bilanci senza sanzioni?; INPS: disoccupazione 2010 per gli artigiani; imposta di bollo su procura speciale alle liti: doppio binario nel processo tributario; ritenute sui pagamenti eseguiti con pignoramento presso terzi: istituito codice tributo; altre di fisco, tra cui compensazioni IVA: comunicato Entrate; niente più TARSU dal 2010

 






 


Indice:


 


1) Cartella di pagamento: Inserito un nuovo foglio di avvertenze che concede spazio a contributi e premi


 


2) Rivalutazione senza vidimazione per i contribuenti in contabilità semplificata


 


3) Inps: Disoccupazione 2010 per gli artigiani


 


4) Processo valido anche se il giudice adito non è competente


 


5) Proroga approvazione dei bilanci senza sanzioni ?


 


6) Imposta di bollo su procura speciale alle liti: Doppio binario nel processo tributario


 


7) Ritenute sui pagamenti eseguiti con pignoramento presso terzi: Istituito il codice tributo per il versamento con F24


 


8) Altre di fisco (tra cui compensazioni Iva comunicato Entrate)


 


 


1) Cartella di pagamento: Inserito un nuovo foglio di avvertenze che concede spazio a contributi e premi


L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 02.03.2010, prot. 2010/30900, ha, infatti, adeguato il modello della cartella di pagamento.


E’ stato predisposto  un nuovo foglio avvertenze con riferimento ai ruoli emessi dagli uffici per i crediti di natura previdenziale.


L’introduzione del foglio avvertenze  tiene conto della disposizione di cui all’art. 32-bis, D.L. n. 185/2008, in base al quale “l’iscrizione a ruolo delle somme determinate ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, che risultano dovute a titolo di contributi e premi, nonché di interessi e di sanzioni per ritardato o omesso versamento, è effettuata direttamente dall’Agenzia delle Entrate, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di contenzioso”.


Verrà data, quindi,  al contribuente ogni utile informazione riguardo la disciplina specifica di tali crediti:


Nel nuovo allegato vengono fornite informazioni riguardo all’ufficio competente ad adottare provvedimenti di sgravio, sospensione o rimborso sui ruoli, nonché l’autorità giudiziaria innanzi alla quale ricorrere avverso la cartella di pagamento, con specificazione dei relativi termini e modalità di impugnazione. Viene inoltre dato risalto alla specifica disciplina vigente in tema di oneri accessori sulle somme dovute a titolo di contributo o premio.


(Agenzia delle Entrate, provvedimento del 02.03.2010, prot. 2010/30900)


 


 


2) Rivalutazione senza vidimazione per i contribuenti in contabilità semplificata


Il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 14/E del 03.03.2010.


Per la  rivalutazione dei beni d’impresa, non è più necessario procedere alla bollatura e vidimazione del prospetto di rivalutazione, infatti l’obbligo previsto dall’art. 15, legge n. 342/2000, non è più compatibile con l’attuale disciplina  in cui bollatura e vidimazione non sono più previste neppure per scritture contabili fondamentali, quali il libro giornale e il libro degli inventari.


Infatti,  la ratio della norma era proprio quella di assoggettare i soggetti in contabilità semplificata al medesimo trattamento, in termini di bollatura e vidimazione, previsto per i contribuenti in contabilità ordinaria.


Con la soppressione dell’obbligo fiscale di bollatura e vidimazione del libro giornale e del libro degli inventari, anche gli imprenditori individuali e le società di persone in contabilità semplificata possono quindi iscrivere i maggiori valori rivalutati su un prospetto di rivalutazione privo di bollatura e vidimazione.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 14/E del 03.03.2010)


 


 


3) Inps: Disoccupazione 2010 per gli artigiani


L’Inps ha fornito nuove precisazioni in merito alla disoccupazione 2010, compatibilità con apprendistato e intermittente.


Termine breve per la richiesta di disoccupazione con requisiti ridotti da parte di lavoratori sospesi di ditte artigiane.


E’ quanto evidenziato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con nota del 08.03.2010.


La domanda, infatti, va presentata entro 20 giorni dalla data di sospensione attività e non entro l’ordinaria scadenza annuale (31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento).


Lo ha precisato, l’Inps nel messaggio n. 6577/2010.


Riguardo alla disoccupazione ordinaria, inoltre, l’Inps ha precisato che l’eventuale svolgimento di una attività lavorativa subordinata non coperta da contribuzione contro la disoccupazione (per esempio come apprendista, come socio di cooperativa) non preclude la possibilità di accoglimento della domanda di disoccupazione, in presenza di tutti i requisiti.


Infine, l’Inps ha precisato che un contratto di lavoro intermittente che non preveda l’obbligo di risposta alla chiamata, quindi senza indennità di disponibilità, indipendentemente dalla sua durata può dare diritto alla disoccupazione sia ordinaria che con requisiti ridotti, per i periodi di mancato lavoro.


A tal fine, l’Inps verificherà l’assenza di contribuzione per questi periodi.


(Inps, messaggio n. 6577 del 04.03.2010)


 


 


4) Processo valido anche se il giudice adito non è competente


Il contenzioso introdotto presso un giudice incompetente non pregiudica il successivo processo tributario.


Al ricorrente viene garantita la possibilità di riproporre al giudice speciale l’impugnativa dell’atto amministrativo, conservando gli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda rivolta al giudice privo di giurisdizione.


E’ stata, quindi, rigettata l’istanza di inammissibilità del ricorso avanzata dal concessionario per la riscossione.


I giudici si sono pronunciati sulla legittimità di un’iscrizione ipotecaria a carico di un contribuente, motivata da un debito tributario rimasto inevaso.


(Commissione Tributaria Provinciale di Benevento, sezione I, sentenza n. 49/01/10)




 


 


5) Proroga approvazione dei bilanci senza sanzioni ?


Rinviare l’approvazione dei bilanci non comporta a carico degli amministratori sanzioni amministrative o problematiche fiscali.


La proroga, tuttavia, deve essere effettuata con la massima cautela.


In merito alle ragioni dello slittamento il consiglio di amministrazione deve fare riferimento a cause strutturali o a ragioni contingenti.


Motivazioni che dovranno essere confermate dai sindaci e poi riportate nella relazione sulla gestione.


Nei casi di bilanci redatti in forma abbreviata o di società con organo amministrativo monocratico sarà opportuno inserire le motivazioni del rinvio nella nota integrativa.


Il bilancio deve essere presentato al registro delle imprese entro 30 giorni dalla propria approvazione.


La sua mancata predisposizione da parte degli amministratori, non è oggetto di una sanzione specifica da parte del legislatore.


Tale situazione, tuttavia, può comportare una grave irregolarità degli amministratori, determinando in capo alla società la possibilità di essere sottoposta a controllo giudiziario e a carico di amministratori il pericolo di subire azioni di responsabilità.


Ciò che, invece, è oggetto di specifiche sanzioni in capo agli amministratori è la mancata convocazione dell’assemblea.


L’art. 2631 c.c. prevede, infatti, che in caso di omissione gli amministratori e i sindaci sono puniti con una sanzione amministrativa da € 1.032,00 a € 6.197,00.


Infine, sempre riguardo la tematica dei bilanci, l’Assonime, con la circolare n. 5 del 2010, ha fornito proprie indicazioni ad imprese e professionisti alle prese con la redazione dei bilanci in formato Xbrl.


Il Ministero dello Sviluppo Economico, con un comunicato pubblicato sulla G.U. n. 48 del 27.02.2010, ha reso noto come nel sito del Cnipa sono disponibili le tassonomie Xbrl da utilizzare per la conversione dei bilanci e ha chiarito che l’obbligo di trasmissione degli schemi di stato patrimoniale e di conto economico attraverso il formato Xbrl, per i soggetti interessati da tale obbligo, riguarda i bilanci chiusi successivamente al 16 febbraio 2009.


Da ciò ne deriva che la prima applicazione decorrerà dai bilanci chiusi al 31.12.2009.


(Italia Oggi del 08.03.2010)




 


 


6) Imposta di bollo su procura speciale alle liti: Doppio binario nel processo tributario


Il legislatore, in merito al processo tributario, ha previsto un doppio binario per il deposito dell’originale del ricorso ovvero:


– (primo caso) l’originale del ricorso va depositato presso l’organo giudicante nell’ipotesi di notifica effettuata tramite ufficiale giudiziario (art. 137 ss. C.p.c.);


– (secondo caso) l’originale del ricorso è notificato all’Ufficio nell’ipotesi di consegna diretta o spedizione a mezzo posta.


Per cui l’assolvimento dell’imposta di bollo è dovuta, anche per la procura alle liti, sull’originale del ricorso e non sulla copia (sia pure dichiarata conforme all’ originale).


Nel primo caso l’imposta va assolta tramite marche nell’originale del ricorso notificato a mezzo ufficiale giudiziario e depositato presso l’organo giudicante.


Mentre nel secondo caso il bollo va apposto sull’originale consegnato o spedito all’Ufficio.


E’ questo il primo dei chiarimenti contenuto nella nota (direttiva) della Direzione Regionale Sicilia dell’Agenzia delle Entrate, del 02.03.2010, prot. di entrata 2010/9480, che ha riguardato la disamina dell’imposta di bollo applicabile alla procura alle liti nel corso del giudizio tributario.


Inoltre, viene chiarito che, ai fini delle eventuali irregolarità, il procuratore (nominato per la difesa) non risponde in maniera solidale con il ricorrente.


La procura speciale apposta in calce o a margine del ricorso deve essere soggetta all’imposta di bollo fin dall’origine.


In particolare, la nota recita: “….. si ritiene che la qualità di parte sia da attribuire al soggetto titolare del diritto azionato in giudizio al quale si ricondurranno gli effetti processuali dell’atto medesimo. Diversamente, tale qualifica non sembra possa essere riconosciuta al procuratore, il quale svolge un’attività di mera rappresentanza nell’ambito del procedimento tributario”.


Notifica dell’avviso di liquidazione


Altro chiarimento della DRE Sicilia ha riguardato la notifica dell’avviso di liquidazione.


A tal fine, nella citata nota viene precisato che l’elezione di domicilio in luogo diverso da quello di residenza produce i suoi effetti senza limiti di tempo e fino a nuova comunicazione da parte del contribuente.


Pertanto, secondo il parere della DRE Sicilia, tranne che il contribuente non abbia eletto domicilio in luogo diverso da quello di residenza (ai sensi dell’art. 60 lett. D del D.P.R. n. 600/1973), l’eventuale avviso di liquidazione deve essere notificato presso la residenza anagrafica del contribuente.


 


 


7) Ritenute sui pagamenti eseguiti con pignoramento presso terzi: Istituito il codice tributo per il versamento con F24


E’ arrivato anche il codice tributo per versare, con il modello F24, la ritenuta del 20% operata, a titolo di acconto Irpef dovuta dal creditore, sui pagamenti eseguiti mediante pignoramento presso terzi.


Per consentire il versamento della suddetta ritenuta, tramite modello F24, le Entrate hanno istituito il seguente codici tributo:


“1049” denominato “ Ritenuta operata a titolo di acconto Irpef dovuta dal creditore pignoratizio, su somme liquidate a seguito di procedure di pignoramento presso terzi – art. 21, c. 15, legge n. 449/97, come modificato dall’art. 15, c. 2, decreto legge n. 78/09”.


A istituire il citato codice è stata la risoluzione 18/E del 09.03.2010, che fa seguito al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 03.03.2010, con il quale sono state definite le modalità per effettuare le ritenute e gli adempimenti di certificazione, comunicazione e dichiarazione a carico del terzo erogatore, del creditore pignoratizio e del debitore.


 



 


8) Altre di fisco:



 


– Accertamento con adesione: Non conta la data di spedizione


Nell’ipotesi di accertamento con adesione, ai fini della spedizione postale dell’istanza, non fa fede la data di spedizione.


Si considera, invece, tempestiva l’istanza, materialmente protocollata entro la scadenza, da parte dell’ufficio dell’Amministrazione finanziaria.


(Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, sentenza n. 31/01/10 del 23.02.2010)


 



 


– Niente accertamento fiscale sull’imprenditore se il proprio dipendente guadagna di più


E’ illegittimo rideterminare l’ammontare dei redditi dell’imprenditore prendendo come riferimento il reddito corrisposto ad un suo dipendente.


L’imprenditore, infatti, deve fare i conti con il rischio d’impresa che condiziona il proprio guadagno.


Il dipendente, invece, ha una remunerazione legata al contratto, il cui ammontare è indipendente dai risultati di gestione.


(Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sentenza n. 287/39/2010 del 04.03.2010)



 


 


– Niente agevolazioni fiscali per le abitazioni situate in zone di lusso


Per le abitazioni ubicate in zona di pregio non spettano le agevolazioni per l’acquisto della prima casa.


Il diritto a queste misure, infatti, non riguarda solo i requisiti interni che l’abitazione deve possedere per non essere considerata di lusso, ma anche la destinazione prevista dagli strumenti urbanistici può bastare da sola a definire l’immobile di lusso, così da determinarne l’esclusione dalle agevolazioni fiscali.


(Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sentenza n. 213/20/2009)



 


 


– Per la lotta all’evasione fiscale si punta sulla Sogei


Ai fini della lotta all’evasione, la Sogei gestirà il nuovo sistema informativo della fiscalità.


Un super database che metterà insieme le informazioni contenute nell’anagrafe tributaria, quelle dei comuni, degli altri enti pubblici e territoriali e quelle trasmesse mensilmente all’anagrafe dei rapporti bancari.


Le finalità sono quelle di assicurare una condivisione sempre più completa e interattiva delle informazioni



 


 


– Il condono chiude le controversie sull’attribuzione delle rendite catastali


La controversia sull’avviso di liquidazione derivante dall’attribuzione della rendita catastale può essere chiusa anche con il condono ovvero con la definizione della lite fiscale pendente derivante da un classamento.


Il contenzioso, in tal caso, pur avendo ad oggetto due diverse questioni distintamente non condonabili, può beneficiare del condono nella parte relativa al debito di imposta, giacché condizionato dall’esito della controversia sul classamento dell’immobile.


(Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza n. 5289 del 2010)


 


 


– E’ elusivo il conferimento di terreno con cessione di quote che cela la compravendita


Il conferimento in società di un terreno al fine di cedere le quote della società stessa per dissimulare una compravendita ed evadere l’imposta di registro, si configura come un comportamento elusivo.


Il debitore dell’imposta è, quindi, il vero acquirente e non il soggetto che ha simulato l’atto di conferimento.


(Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, sentenza n. 18/01/2010 del 27.01.2010)



 


 


– Controversie civili e commerciali: In G.U. il testo del provvedimento sulla mediazione


Pubblicato il decreto che riforma la disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione di tutte le controversie in materia civile e commerciale, con obiettivi di deflazione dei processi e diffusione della cultura del ricorso a soluzioni alternative.


Il decreto, inoltre, adegua la legislazione ad alcune norme comunitarie che disciplinano la mediazione.


Controversie conciliabili


Chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari deve esperire il procedimento di mediazione.


Controversie in materia fiscale


Per le controversie in materia fiscale, alle parti che richiedono la mediazione sarà attribuito un credito d’imposta in misura corrispondente all’indennità versata ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi di conciliazione per un importo non superiore a  500,00.


Indennità riconosciute ai mediatori


Viene regolata la figura istituzionale degli organismi di mediazione con la previsione di un apposito Registro tenuto e vigilato dal Ministero della giustizia.


Prevista anche la istituzione di un elenco dei formatori per la mediazione, pure tenuto presso il Ministero della Giustizia.


(D.Lgs. n. 28 del 04.03.2010, pubblicato in G.U. n. 53 del 05.03.2010)


 



 


– Niente accertamento fiscale per l’imprenditore residente nel Principato di Monaco ed amministratore di società con sede in Italia


L’imprenditore residente nel Principato di Monaco non deve pagare le imposte al fisco italiano per il solo fatto di essere amministratore di una società con sede in Italia (ove è risultato essere nel nostro paese titolare di utenze elettriche e telefoniche, oltre ad essere proprietario di immobili e di altri servizi sempre nel nostro territorio).


E’ stato accolto il ricorso di un contribuente al quale era stato notificato un avviso di accertamento per il recupero a tassazione di reddito non dichiarato di lavoro autonomo, sul rilievo che pur risiedendo nel Principato di Monaco, nella realtà non aveva mai spostato il centro dei propri interessi dall’Italia, dove restava di fatto residente e domiciliato.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 5046 del 03.03.2010)


 


 


– Coesistenza impossibile tra TIA e TARSU: ANCI-IFEL, istruzioni contestate


L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), il 02.03.2010 ha emanato la circolare esplicativa – TIA, nella quale chiarisce il proprio orientamento per quanto attiene la disciplina applicabile in materia di servizio di raccolta dei rifiuti, in relazione alle prossime approvazioni dei bilanci di previsione da parte dei Comuni.


La TARSU non può essere applicata, a partire dal 01.01.2010. Infatti, secondo la tesi dell’Avv. Maurizio Villani (in www.Commercialista Telematico.com) la circolare ANCI non solo non chiarisce affatto il problema, ma contribuisce a creare confusione in materia.


Viene ribadita, all’interno dell’atto, la totale mancanza di un provvedimento normativo statale che chiarisca il quadro legislativo vigente.


Ad oggi manca una legge specifica che proroga la TARSU per il 2010.


In materia fiscale, un tributo (TARSU), deve essere previsto da una legge specifica e non può assolutamente essere applicato sulla base di semplici regolamenti comunali o atti amministrativi.


Pertanto, i Comuni dovranno applicare esclusivamente la TIA, come disciplinata dal D.Lgs. n. 22 del 1997 (c.d. Decreto Ronchi), giacché dal 01.01.2010 tale disciplina è l’unica in vigore e, quindi, applicabile (essendo venuta a mancare la disciplina della TARSU).


Infine, è stato ulteriormente rilevato dal citato autore, “non è affatto vero che i due regimi, quello della TARSU e quello della TIA, a partire dalla data 01/01/2010, possano coesistere, poiché, allo scopo di una tale coesistenza, sarebbe necessaria una precisa norma specifica che proroghi la TARSU, e che, invece, al momento non esiste.


In assenza della suddetta norma, la TARSU è legislativamente decaduta al 31/12/2009, venendo meno, così, qualsiasi possibilità di coesistenza con la TIA del Decreto Ronchi”.


 


 


– Professionisti: Formazione continua obbligatoria


Niente deroghe, la formazione professionale è obbligatoria, si applicano, quindi, le previste sanzioni se non si adempie a tale obbligo.


Ne vale del decoro del professionista.


Tra deroghe ammesse (poche) rientra il cattivo stato di salute.


La Suprema Corte accoglie, in tal modo, le procedure degli Ordini professionali in tal senso.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 2235 del 01.02.2010)



 


 


– TFR istruzioni per regolarizzare le somme pagate nel 2009 non destinate a un fondo complementare


Al 16 marzo i conguagli e i versamenti per datori con almeno 50 addetti.


Doppio appuntamento per gli oneri gestionali del TFR. Il 16 marzo scade il termine per il conguaglio del TFR maturato nel 2009 da versare al fondo di tesoreria: i datori di lavoro interessati (quelli con almeno 50 addetti) devono sistemare le differenze a debito o credito che si sono determinate in virtù dei versamenti mensili effettuati durante l’anno passato.


Le aziende che si sono costituite nel 2009, e che entro il 31 dicembre hanno raggiunto la soglia di 50 addetti, inoltre, a tale scadenza devono versare tutto il TFR maturato dai dipendenti e non destinato a fondi pensione, maggiorandolo del tasso di rivalutazione che per il 2009 è pari al 3,08%.


Le stesse aziende, inoltre, entro il 31 marzo 2010 devono presentare la dichiarazione relativa alla ricorrenza dell’obbligo di versamento al fondo di tesoreria.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 09.03.2010)




 


 


– Compensazioni Iva, le Entrate incontrano Ordini e Associazioni


Si è concluso l’incontro con gli Ordini professionali e le Associazioni di categoria convocato per questa mattina dalle Entrate al fine di illustrare le nuove modalità operative di utilizzo dei crediti Iva in compensazione con F24, e agevolare così i contribuenti nell’applicazione delle nuove disposizioni introdotte dal decreto anticrisi 78 del 2009.


Cade infatti tra una settimana esatta, il 16 marzo, la prima data utile per le compensazioni “oltre soglia”, ovvero per utilizzare i crediti Iva annuali superiori a 10mila euro relativi all’anno d’imposta 2009.


Una possibilità che si apre solo a patto di aver trasmesso la dichiarazione annuale Iva entro il 28 febbraio.


Nel corso dell’incontro, le Entrate hanno anche ricordato che i modelli F24 contenenti questo tipo di compensazioni devono essere trasmessi esclusivamente attraverso i sistemi telematici messi a disposizione dall’Agenzia.


Le deleghe presentate, anche telematicamente, tramite sistema bancario e postale saranno infatti scartate, anche se il contribuente ha presentato la dichiarazione o l’istanza da cui emerge il credito.


Con questo primo appuntamento, martedì prossimo entrano dunque nel vivo le novità introdotte dal decreto anticrisi dello scorso luglio (Dl 78/2009) al fine di rendere ancora più incisiva l’azione di contrasto alle compensazioni indebite.


In particolare, il nuovo sistema stabilisce che i contribuenti che intendono utilizzare crediti Iva – annuali o infrannuali – per un importo che va oltre il tetto di 10mila euro annui devono presentare preventivamente la dichiarazione o l’istanza da cui risulta il credito.


Sempre al fine di contrastare ancora più efficacemente l’uso in compensazione di crediti inesistenti, per importi superiori a 15mila euro annui scatta l’obbligo del visto di conformità in dichiarazione annuale o, in alternativa, della sottoscrizione dei soggetti incaricati del controllo contabile.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 09.03.2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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