I diritti del contribuente in sede di verifica

 


 


Premessa.


L’articolo 12 della Legge n 212/2000 è specificamente dedicato a sancire i diritti del contribuente soggetto a verifica fiscale.


E’ previsto (comma 1), che gli accessi effettuati nei locali destinati all’esercizio di attività siano effettuati sulla base di esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo, e che solo in casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati, si svolgono in orari diversi da quelli di lavoro ordinario, e vanno svolte con modalità tali da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento delle attività stesse nonché alle relazioni commerciali o professionali del contribuente.


Quando viene iniziata la verifica (comma 2), il contribuente ha diritto di essere informato delle ragioni che l’abbiano giustificata e dell’oggetto che la riguarda, della facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria, nonché dei diritti e degli obblighi che vanno riconosciuti al contribuente in occasione delle verifiche.


Il contribuente (comma 3), può chiedere che l’esame dei documenti amministrativi e contabili possa essere effettuato nell’ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.


Delle osservazioni e dei rilievi del contribuente e del professionista, che eventualmente lo assista, deve darsi atto nel processo verbale delle operazioni di verifica (comma 4).


Inoltre (comma 5), la permanenza degli operatori dell’amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio.


Il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del contribuente, secondo quanto previsto dall’articolo 13 (comma 6).


In base al comma 7, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro 60 giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza.


E’ interessante dunque verificare come si siano espresse al riguardo i Giudici di merito, nella rassegna di questo mese.


 


******************


 


 


Rispetto della durata degli accessi


Gli accessi, ispezioni e verifiche sono soggetti al rispetto delle prescrizioni e del termine di durata contemplati dallo Statuto del contribuente che hanno natura perentoria. Conseguentemente, deve dichiararsi l’illegittimità dell’avviso di accertamento laddove nel corso della verifica siano state violate le previsioni dell’art. 12, L. n. 212/2000.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE Terni, sez. II, Sent. n. 141 del 16 dicembre 2009, udienza del 15 dicembre 2009)


 


 


Mancata notifica del pvc


L’attività di verifica che abbia a sfociare nell’emissione di un avviso di accertamento non riassunta e delineata in un p.v.c. notificato anteriormente ad un atto impositivo determina la nullità dell’avviso medesimo per violazione dell’art. 12, L. n. 212/2000 e dell’art. 42, D.P.R. n. 600/1973 in quanto fondato su dati, elementi e circostanze non formalmente conosciute dal destinatario-contribuente.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE Firenze, sez. VIII, Sent. n. 68 del 23 ottobre 2009, ud. del 25 settembre 2009)


 


 


Notifica dell’atto di accertamento anteriore ai 60 giorni


E’ viziato da nullità l’avviso di accertamento notificato al contribuente anteriormente allo spirare del termine di sessanta giorni previsto dall’art. 12, L. n. 212/2000 da ritenersi perentorio in quanto volto a tutelare il diritto alla difesa del contribuente e quindi derogabile esclusivamente per comprovate e motivate ragioni di urgenza che l’Ente impositore deve illustrare.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE Firenze, sez. XXIX, Sent. n. 96 del 22 settembre 2009, ud. del 25 giugno 2009)


 


 


Notifica dell’atto di accertamento anteriore ai 60 giorni


Costituisce causa di nullità dell’avviso di accertamento la notificazione al contribuente anteriormente allo spirare del termine di sessanta giorni dalla redazione del processo verbale di constatazione omessa qualsiasi motivazione in merito alle ragioni dell’urgenza suscettibile di restringere lo spatium deliberandi accordato al destinatario ed avente la funzione di assicurare la cooperazione fra Amministrazione finanziaria e contribuente, oltre a fungere da filtro deflattivo del contenzioso tributario.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE Trieste, sez. I, Sent. n. 58 del 13 luglio 2009, ud. del 17 giugno 2009)


 


 


Obblighi dell’Amministrazione in caso di notifica di memorie difensive del contribuente


La motivazione dell’avviso di accertamento successivo alla redazione di un processo verbale di constatazione ed alla presentazione di memorie difensive da parte del contribuente deve illustrare le ragioni per le quali l’Amministrazione finanziaria non intende accogliere le doglianze del soggetto verificato e ritiene fondati i rilievi contestati avuto riguardo alla replica del contribuente.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE Milano, sez. I, Sent. n. 233 del 20 aprile 2009, ud. del 3 febbraio 2009)


 


 


Emissione dell’atto anteriormente ai 60 giorni


Ai fini dell’annullamento dell’atto impositivo per inosservanza dell’art. 12, comma 7, L. n. 212/2000 è irrilevante l’omessa indicazione di una comminatoria espressa di nullità. L’emissione dell’atto anteriormente al termine di sessanta giorni dalla data di consegna del processo verbale di


constatazione – per la formulazione di memorie difensive da parte del contribuente – costituisce violazione di legge né può esservi conseguenza diversa in quanto le disposizioni dello Statuto sono dettate a garanzia delle prerogative del contribuente e non vestono carattere programmatico o di mera affermazione di principio.


(COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE Mantova, sez. I, Sent. n. 15 del 19 febbraio 2009, ud. del 12 febbraio 2009)


Partecipa alla discussione sul forum.