Studi di settore: aveva ragione Villani

si procede con il redditometro…

L’Agenzia delle Entrate prosegue anche nel 2010 la lunga strada della lotta all’evasione: redditometro, studi di settore, indagini finanziarie saranno gli strumenti con cui dovranno confrontarsi anche quest’anno i contribuenti.


 


Rispetto allo scorso anno, tuttavia, qualche differenza c’è, soprattutto per gli studi di settore: la Corte di Cassazione – a Sezioni Unite – ha di fatto demolito l’utilizzo indiscriminato di questo strumento, richiedendo una presunzione grave, e soprattutto la presenza di ulteriori elementi desunti all’interno dell’impresa o della professione.


 


In pratica, l’Ufficio dovrà dimostrare che il contribuente accertabile rientri nello standard previsto dallo studio di settore (sia, cioè, un contribuente tipo) e il contribuente dovrà a sua volta giustificare le ragioni per cui la sua situazione reale si discosta da quella risultante da GERICO.


 


Ma è soprattutto sul piano delle presunzioni che le Sezioni Unite della Cassazione hanno dato ragione all’amico Maurizio Villani, che fin dal convegno organizzato dal Commercialista telematico nel maggio 2006, ha sempre sostenuto che, per l’utilizzo da parte dell’Agenzia delle Entrate degli studi di settore, fosse necessaria una presunzione grave.


 


E’ innegabile che cambia la modalità di accertamento.


 


E allora occorre adesso verificare come si comporteranno gli uffici alle prese con il nuovo mezzo di accertamento.


 


Ma sicuramente occorre anche che l’Amministrazione finanziaria intervenga sul passato, facendo coraggiosamente pulizia di tanti contenziosi che oggi sicuramente non superano le conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite.


 


Oggi, probabilmente, il redditometro potrà giocare meglio la sua partita, autonoma, sganciata dallo studio di settore, anche perché l’uno (lo studio di settore) misura i ricavi/compensi dell’impresa o del professionista, l’altro (il redditometro) misura invece il reddito complessivo, la sua capacità contributiva.


 


febbraio 2010     


 


Commercialista telematico

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