Novità fiscali dell'11 febbraio 2010: notifica postale senza relata: irregolare ma non invalida l’accertamento fiscale; istituiti i codici tributo per versare solo in parte le somme dovute a seguito dei controlli automatici; modelli Intrastat: nuovamente richiesta la proroga;modello Unico SC 2010: prospetto per la determinazione degli interessi passivi indeducibili

 






 


Indice:


 


1) Notifica postale senza relata: E’ irregolare ma non invalida l’accertamento fiscale


 


2) Agenzia delle Entrate: Manuale sul risparmio energetico


 


3) Istituiti i codici tributo per versare solo in parte le somme dovute a seguito dei controlli automatici


 


4) Modelli Intrastat: Nuovamente richiesta la proroga


 


5) Enti Locali: Gestione del personale riservata ai Consulenti del Lavoro


 


6) Modello Unico SC 2010: Prospetto per la determinazione degli interessi passivi indeducibili


 


7) Altre di fisco


 


 


1) Notifica postale senza relata: E’ irregolare ma non invalida l’accertamento fiscale


Se nell’atto sia allegato l’avviso di ricevimento ritualmente compilato, la mancata apposizione sull’originale o sulla copia consegnata al destinatario della relata (prevista dall’art. 3, Legge n. 890/1982) non comporta l’inesistenza della notifica, ma una mera irregolarità, che non può essere fatta valere dal destinatario, trattandosi di un adempimento che non é previsto nel suo interesse.


Secondo la Cassazione la fase essenziale del procedimento di notifica a mezzo del servizio postale risiede nell’attività dell’agente postale, mentre quella dell’ufficiale giudiziario (o di colui che per esso sia autorizzato ad avvalersi di tale mezzo di notificazione) ha il solo scopo di fornire al richiedente la prova dell’avvenuta spedizione e l’indicazione dell’ufficio postale al quale l’atto è stato consegnato.


La compilazione della relata rappresenta un adempimento posto a garanzia del solo soggetto notificante, previsto in funzione del suo esclusivo interesse.
Nel caso cui la notifica a mezzo posta sia effettuata dallo stesso notificante (notifiche degli atti impositivi emessi dall’Agenzie delle Entrate) e, nel contempo, sia allegato l’avviso di ricevimento, il predetto adempimento risulta sostanzialmente superfluo.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 834/2010, ord. n. 835/2010, ord. n. 838 del 19.01.2010)


 


 


2) Agenzia delle Entrate: Manuale sul risparmio energetico


L’Agenzia delle Entrate venerdì 12 febbraio aderisce per la quarta volta a “M’illumino di meno”, la campagna internazionale per il risparmio energetico lanciata da Radio2, con il programma Caterpillar.


L’Agenzia affronta il problema, puntando non più soltanto a sprecare di meno, ma anche ad una illuminazione migliore e “verde”.


Così, in oltre metà degli uffici delle Entrate la festa dell’energia pulita non si esaurisce in un solo giorno, ma dura tutto l’anno.


Una gestione davvero “illuminata”, diffusa anche tra i dipendenti e già premiata al Forum internazionale BuyGreen, con una menzione di merito alle Entrate per il miglior bando verde 2009 in termini di sostenibilità ambientale. Grazie alle sue scelte eco-compatibili, infatti, l’Amministrazione sta limitando sensibilmente gli sprechi, consentendo una riduzione annua di CO2 stimata in 50mila tonnellate rispetto alla produzione di energia da metano o di 66mila tonnellate rispetto a quella fornita dal carbone.


Inoltre, in occasione di “M’illumino di meno”, il volto sensibile dell’Agenzia per la prima volta andrà anche in rete.


Sul sito Internet dell’Agenzia, infatti, oltre che sulla Intranet, troveranno spazio, insieme al consueto decalogo proposto da Caterpillar, anche il Manuale sul risparmio energetico in ufficio e le Regole di comportamento per usare correttamente gli impianti e le attrezzature elettriche, entrambi curati dalla direzione centrale Amministrazione, Pianificazione e Controllo. Un segnale tangibile di quanto l’Agenzia sia costantemente attenta e orientata verso scelte sostenibili, in un’ottica di corporate social responsibility.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 09.02.2010)


 


 


3) Istituiti i codici tributo per versare solo in parte le somme dovute a seguito dei controlli automatici


I codici vanno utilizzati dai contribuenti nell’eventualità in cui il destinatario delle comunicazioni di irregolarità, cui viene allegato il modello F24 precompilato, intenda versare solo una quota dell’importo complessivo richiesto con il codice tributo 9001.


In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) presenti nelle suddette comunicazioni.


Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 5/E del 10.02.2010 che ha istituito tali codici.


Tali comunicazioni derivano dalle disposizioni di cui agli artt. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 (imposte sui redditi) e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972 (Iva),  a seguito del controllo automatico che l’Amministrazione finanziaria esegue sui dati contabili esposti nelle dichiarazioni fiscali.


Una procedura meccanizzata che rileva gli errori materiali e di calcolo, l’esattezza delle detrazioni, delle deduzioni e dei crediti d’imposta evidenziati e verifica la tempistica dei versamenti.


Perciò ciascun codice tributo si riferisce a una determinata tipologia d’imposta e ai relativi interessi e sanzioni.


In particolare, i nuovi codici riguardano le imposte collegate a recenti novità normative (ad esempio, contribuenti minimi, detassazione compensi accessori, ecoincentivi auto, bonus straordinario alle famiglie, divergenze Ias/Ifrs, ecc.).
Per agevolare i contribuenti a individuare la giusta codifica, ogni codice è affiancato dal corrispondente utilizzato per il versamento spontaneo.





4) Modelli Intrastat: Nuovamente richiesta la proroga


Le principali associazioni imprenditoriali che rappresentano le aziende italiane hanno nuovamente richiesto al dipartimento delle finanze, all’Agenzia delle Dogane e all’Agenzia delle Entrate di rinviare i termini per i modelli Intrastat.


E’ stato, inoltre, richiesto che in questa fase di recepimento della nuova disciplina non vengano puniti i comportamenti errati dei contribuenti.


Tale ennesima richiesta è scaturita dal fatto che il D.Lgs. di recepimento è stato approvato solo in data 22.01.2010 ma non è stato ancora pubblicato in G.U. (in particolare al 10.02.2010), bloccando anche l’attuazione dei relativi Decreti Ministeriali, in particolare quello del Ministero dell’Economia per stabilire le modalità e i termini di presentazione degli elenchi e il Provvedimento delle Dogane e delle Entrate per l’approvazione dei modelli Intrastat con le relative istruzioni.


Software Intra disponibile non appena sarà recepita la direttiva UE


Dal canto suo, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato ai propri utenti iscritti alla mailing list che, in merito ai nuovi obblighi Intrastat, il software utile ai fini della compilazione delle dichiarazioni Intra 2010 sarà disponibile non appena verrà recepita definitivamente la direttiva comunitaria.


Al riguardo, le Dogane hanno confermato che quest’anno, vista l’obbligatorietà di dichiarare negli elenchi le prestazioni di servizi resi e/o ricevuti in ambito UE, non essendo sufficiente un semplice aggiornamento sarà necessaria una nuova installazione del software dichiarativo.


 


 


5) Enti Locali: Gestione del personale riservata ai Consulenti del Lavoro


La gestione del personale, anche negli Enti Locali, è riservata ai Consulenti del Lavoro ed ai professionisti autorizzati ai sensi della Legge 12/79


Lo ha stabilito il Consiglio di Stato nella seduta del 27.01.2010 in risposta al ricorso presentato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro in relaziona ad un bando di gara, effettuato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) circa la gestione del personale e dei relativi cedolini paga.


Nel bando, l’Autorità Garante si rivolgeva esclusivamente alle imprese, nonostante l’incarico da effettuare fosse di natura professionale e , per tale, riservato a categorie professionali.


Dopo la sospensione del Tar, il Consiglio di Stato ha accolto le motivazioni del ricorso presentato dai legali dei Consulenti del Lavoro rinviando, quindi, l’esame della questione a nuova udienza.


Da ciò è emerso che la materia della gestione del personale è riservata ai professionisti e non può, di conseguenza, essere appaltata a soggetti imprenditoriali.


I fatti, in particolare, risalgono allo scorso mese di ottobre quando l’Autorità Garante, per i servizi di elaborazione paghe del proprio personale (circa trecento unità), si rivolse esclusivamente alle imprese “dimenticando” che la consulenza del lavoro è attività riservata ai professionisti e, quindi, non proponibile alle imprese.


Per l’Antitrust, invece, il bando ad evidenza pubblica non poteva essere riservatario, nonostante sia un’attività prevista per legge, ed i professionisti non avrebbero potuto parteciparvi perché non iscritti ad alcuna Camera di Commercio, uno dei requisiti dell’essere imprenditore.


Il Tar del Lazio, prima, ed il Consiglio di Stato, poi, ribaltano l’intento di liberalizzazione del mercato da parte dell’Antitrust stabilendo che l’attività di consulenza del lavoro, oggetto principale del bando di gara, è un’attività professionale rinviando, di fatto, all’udienza di merito il dibattimento dell’intera querelle.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 10.02.2010)


 


 


6) Modello Unico SC 2010: Prospetto per la determinazione degli interessi passivi indeducibili


Il suddetto prospetto deve essere compilato dai soggetti che intendono fruire della deducibilità degli interessi passivi e degli oneri assimilati (ai sensi dell’art. 96 del Tuir), i quali sono deducibili in ciascun periodo d’imposta fino a concorrenza degli interessi attivi e proventi assimilati.


L’eccedenza è deducibile nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica (ROL).


L’importo degli interessi passivi e degli oneri finanziari assimilati indeducibili nel precedente periodo d’imposta sono deducibili nel presente periodo d’imposta, se e nei limiti in cui l’importo degli interessi passivi e degli oneri assimilati di competenza eccedenti gli interessi attivi e proventi assimilati sia inferiore al 30% del risultato operativo lordo di competenza.


A tal fine nel rigo RF118 va indicato:


– in colonna 1, l’importo corrispondente agli interessi passivi. Nei confronti dei soggetti operanti con la pubblica amministrazione, vanno ricompresi nella presente colonna anche gli interessi attivi virtuali, calcolati al tasso ufficiale di riferimento aumentato di un punto, ricollegabili al ritardato pagamento dei corrispettivi;


– in colonna 3, il minor importo tra quelli indicati nelle colonne 1 e 2, corrispondente all’ammontare degli interessi passivi direttamente deducibili;


– in colonna 4, l’importo degli interessi passivi e degli oneri finanziari assimilati indeducibili nei precedenti periodi d’imposta;


– in colonna 5, l’eventuale eccedenza degli interessi passivi corrispondente alla somma dell’importo indicato nella precedente colonna 4 e dell’importo risultante dalla differenza, se positiva, tra gli importi di cui alle predette colonne 1 e 2.


Nel rigo RF119 va indicato in colonna 1 l’importo corrispondente al ROL. Si precisa che per tale importo si intende la differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell’articolo 2425 del codice civile, con esclusione delle voci di cui al numero 10), lettere a) e b), e dei canoni di locazione finanziaria di beni strumentali, così come risultanti dal conto economico dell’esercizio; per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali si assumono le voci di conto economico corrispondenti.


Se il ROL è negativo non va indicato alcun importo in colonna 1.


In colonna 2 va indicata la quota degli interessi passivi deducibili nel limite del 30% del risultato operativo lordo della gestione caratteristica di cui alla colonna 1.


A tal fine, qualora sia stata compilata la colonna 5 del rigo RF118, si deve riportare il minore tra l’importo indicato nella predetta colonna 5 ed il 30% dell’importo di cui a colonna 1 del presente rigo aumentato di 5.000 euro, che, per il presente periodo d’imposta costituisce il limite di deducibilità degli interessi passivi.


L’importo relativo agli interessi passivi indeducibili pregressi che trova capienza nel limite dell’importo del 30% del ROL può essere dedotto nel periodo indicando l’ammontare nel rigo RF54 col codice 13.


Nel rigo RF120, colonna 2 va indicato l’ammontare relativo al ROL eccedente l’importo che è stato utilizzato pari alla differenza, se positiva, tra il 30% dell’importo di colonna 1 del rigo RF119 e l’importo di colonna 5 del rigo RF118.


Si precisa che il mancato utilizzo dell’eccedenza di ROL nel caso siano presenti interessi passivi netti indeducibili comporta l’impossibilità di utilizzare il ROL eccedente negli anni successivi.


Non possono essere riportate in avanti con riferimento al medesimo periodo d’imposta sia le eccedenze di ROL inutilizzato che le eccedenze di interessi passivi netti indeducibili.


Nel rigo RF121, colonna 3, va indicato l’importo delle eccedenze di interessi passivi non deducibili rispetto al 30% del ROL, pari alla differenza, se positiva, tra gli importi indicati in colonna 5 del rigo RF118 e in colonna 2 del rigo RF119.


L’ammontare degli interessi passivi di periodo indeducibili è pari alla differenza, se positiva, tra l’importo indicato nella presente colonna 3, e l’importo indicato in colonna 4 del rigo RF118.


Il suddetto importo va riportato nel rigo F16 (variazione in aumento).


Prospetto per la determinazione


Interessi passivi deducibili:











RF118


1             ,00


2             ,00


3             ,00


4             ,00


5             ,00


 








RF119 Risultato operativo lordo


1             ,00


2              ,00


 








RF120 Eccedenza di ROL riportabile


1             ,00


2              ,00


 









RF121 Interessi passivi non deducibili riportabili


1      ,00


2       ,00


3       ,00


 


 


7) Altre di fisco:


 


– Entro il 16 febbraio la comunicazione per l’IVA di gruppo


Scade il prossimo 16.02.2010 il termine per attivare l’opzione dell’IVA di gruppo per le società controllanti e controllate.


I contribuenti, al fine di ottenere il consolidamento delle liquidazioni e dei versamenti del gruppo, devono effettuare una esplicita comunicazione mediante il modello IVA 26, dal momento che non è ammesso il comportamento concludente.


 


 


– Possibile riapertura dei termini per la rivalutazione dei beni immobili strumentali


Con un emendamento presentato al c.d. D.L. Milleproroghe si prospetta una possibile riapertura dei termini della rivalutazione dei beni immobili posseduti in regime d’impresa per le società ed enti di cui all’art. 73, TUIR e per le società di persone ed equiparate.


Si prevede che la nuova proroga della rivalutazione dei beni strumentali (pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi ed dell’IRAP) continui ad essere disciplinata secondo le disposizioni contenute ai commi da 16 a 23, art. 15, D.L. n. 185/2008 e riguardi il bilancio successivo a quello in corso al 31.12.2010 (quindi, nel bilancio 2011).


 


 


– Ministero del Lavoro: Esenti da bollo le quietanze di pagamento delle sanzioni


Sono esenti dall’imposta di bollo le quietanze relative al pagamento delle sanzioni amministrative irrogate dagli organi ispettivi del Ministero del Lavoro.


(Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, lettera circolare n. 2222 del 03.02.2010)


 


 


– Contratti a termine con meno vincoli


Il nominativo del sostituito non costituisce condizione di legittimità della clausola di apposizione del termine.


L’individuazione del nominativo della persona sostituita non costituisce condizione di legittimità della clausola di apposizione del termine.


Nell’assunzione a termine per esigenze di carattere sostitutivo, la specifica individuazione nominativa della persona sostituita non costituisce necessariamente una condizione di legittimità della clausola appositiva del termine al contratto di lavoro.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 1576 del 26.01.2010)


 


 


– Il punto sull’attività delle Entrate nel 2009: Il direttore dell’Agenzia in audizione a Montecitorio


Un’istantanea dell’attività dell’Agenzia nel 2009, con flash sui risultati della lotta all’evasione, il successo delle strategie evita-liti, la crescente centralità dei servizi e le novità in cantiere per il 2010 sul fronte del contenzioso e della modulistica. Sono solo alcuni dei punti toccati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso dell’ audizione tenutasi il 10.02.2010.


Le Entrate hanno già avviato un tavolo di lavoro per rendere più chiaro e comprensibile il linguaggio ormai datato delle dichiarazioni e delle comunicazioni.


Nella stessa direzione si inseriscono l’arrivo di una nuova cartella di pagamento di Equitalia e il rinnovamento del sito istituzionale dell’Agenzia.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 10.02.2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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