Novità fiscali del 9 febbraio 2010: responsabilità degli amministratori di società a partecipazione pubblica: nuovi orientamenti della Cassazione; la mancata indicazione del responsabile del procedimento invalida la cartella di pagamento; la stabile organizzazione attribuisce il diritto alla detrazione IVA anche per acquisti effettuati fuori d’Italia; valore delle circolari emesse dalle Entrate; i vantaggi della compensazione delle ritenute nel rapporto associati/società; IRAP: indennità di cessazione del rapporto di agenzia

 






 


Indice:


 


1) Responsabilità degli amministratori di società a partecipazione pubblica: nuovi orientamenti della Cassazione 


 


2) La mancata indicazione del responsabile del procedimento invalida la cartella di pagamento


 


3) La stabile organizzazione attribuisce il diritto alla detrazione Iva anche per acquisti effettuati fuori d’Italia


 


4) Valore delle circolari emesse dalle Entrate


 


5) I vantaggi della compensazione delle ritenute nel rapporto associati/società


 


6) Irap: Indennità di cessazione del rapporto di agenzia


 


7) Altre di fisco


 


 


1) Responsabilità degli amministratori di società a partecipazione pubblica: nuovi orientamenti della Cassazione 


Assonime con la circolare n. 3 del 2010 ha illustra i nuovi orientamenti della Corte di Cassazione sulla responsabilità degli amministratori di società a partecipazione pubblica.


In particolare, Assonime ha analizzato due recenti pronunce della Corte di Cassazione, a sezioni unite (n. 26806/2009 e n. 519/2010) che escludono l’applicabilità della responsabilità per danno erariale, in aggiunta a quella civilistica, agli amministratori di società a partecipazione pubblica nei casi di danno arrecato alla società.


Adeguatezza dei modelli organizzativi ed esclusione della responsabilità della società – la prima pronuncia giudiziale 


Inoltre, Assonime con il caso n. 1 del 2010 ha commentato la sentenza del tribunale di Milano del 17.11.2009, che ha segnato un passo importante nella recente storia dell’applicazione del D.Lgs. n. 231/01 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.


Per la prima volta dall’approvazione del D.Lgs. n. 231/01, la giurisprudenza ha riconosciuto l’adeguatezza dei modelli organizzativi di prevenzione dei reati predisposti dalla società, consentendo così alla società di beneficiare dell’esimente di responsabilità stabilita dall’art. 6 del D.Lgs. n. 231/01.


 


 


2) La mancata indicazione del responsabile del procedimento invalida la cartella di pagamento


L’annullabilità della cartella è prevista dallo Statuto del contribuente.


Lo ha deciso la Comm. Trib. Reg. Puglia, sezione XI, con la sentenza n. 89 del 11.12.2009.


Recita, infatti, la massima di tale sentenza:


“L’assenza di specifica previsione legislativa che sanzioni di nullità e quindi di invalidità le cartelle di pagamento prive dell’indicazione del responsabile del procedimento, relative a ruoli formati prima del 1 giugno 2008, non significa che le stesse siano legittime sul piano interpretativo e non esclude la sanzione meno grave dell’annullamento delle stesse ai sensi dell’art. 7 comma 2 della L. n. 212/2000”.


 


 


3) La stabile organizzazione attribuisce il diritto alla detrazione Iva anche per acquisti effettuati fuori d’Italia


Stabile organizzazione: Presupposto necessario e sufficiente per il diritto alla detrazione dell’IVA


Un soggetto passivo che disponga di un centro di  attività  stabile  in  Italia va considerato, per tale ragione, stabilito in detto Stato membro e può chiedere la detrazione dell’IVA per gli acquisti effettuati in Italia, a prescindere dalla circostanza che essi siano  stati  effettuati  tramite  il centro di attività stabile o direttamente dalla sua sede principale, situata fuori d’Italia.


E’ quanto è stato deciso dalla Corte di Giustizia Europea, 16.07.2009, nella Causa C-244/08.


La Corte di Giustizia Europea ha censurato la normativa italiana introdotta nel 2002, con la quale si dispone che: “un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro o in un paese terzo e che ha un centro di attività stabile in Italia non può ottenere la detrazione dell’IVA a credito, quando l’acquisto in base al quale è domandata la restituzione di detta imposta viene effettuato non tramite tale centro di attività stabile, ma direttamente dallo stabilimento principale di detto soggetto passivo, ed è tenuto in questa ipotesi a chiedere il rimborso della suddetta imposta secondo le procedure previste dall’ottava e dalla tredicesima direttiva”.


Tale norma, secondo la Corte, non è conforme alla legislazione comunitaria.


Nel caso di specie, il soggetto passivo ha una stabile organizzazione in Italia, ma gli acquisti per cui chiede la detrazione sono stati effettuati direttamente dallo stabilimento principale di tale soggetto.


La Corte ritiene che la modalità di restituzione dell’IVA , o mediante detrazione o mediante rimborso, dipenda dal luogo in cui è stabilita la società estera, per cui se questa dispone di un centro di attività stabile in Italia, deve essere considerata ivi stabilita, e ha diritto alla detrazione per gli acquisti effettuati in Italia, indipendentemente dal fatto che siano stati effettuati tramite il centro di attività o direttamente dalla sua sede centrale, poiché tali acquisti sono sempre e comunque riferibili ad un solo ed unico soggetto passivo, titolare in Italia di un solo numero di partita IVA.


Secondo la Corte anche che le diverse modalità di restituzione dell’imposta non incidono sull’eventuale esistenza di difficoltà per calcolare l’importo dell’IVA da restituire nel caso di imprenditori che effettuino solo parzialmente operazioni soggette ad imposta.


Avvalora la tesi la circostanza che gli artt. 1 dell’ottava e tredicesima direttiva non oppongono una distinzione tra acquisti effettuati tramite la stabile organizzazione e la sede principale di un soggetto passivo estero, limitando la procedura di rimborso dell’IVA ai soli casi in cui una detrazione non sia possibile.


 


 


4) Valore delle circolari emesse dalle Entrate


La violazione di circolari ministeriali non può costituire motivo di ricorso per cassazione sotto il profilo della violazione di legge, non contenendo le circolari norme di diritto, ma essendo piuttosto qualificabili come atti unilaterali. 


In tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione con la recente ordinanza del 5 Gennaio 2010, n. 35, sul valore delle circolari ministeriali e sulla possibilità di considerare i “brogliacci” come strumento di contabilità parallela.


L’ordinanza ha rimarcato la circostanza che le circolari amministrative sono atti privi di potere discrezionale nella determinazione delle imposte dovute e perciò non vincolanti né per i contribuenti né per i giudici, giacchè per loro natura e per il loro contenuto di mera interpretazione di una norma di legge non hanno alcuna efficacia normativa verso l’esterno.


Tuttavia, le circolari hanno acquisito nel tempo una notevole importanza non solo tra gli operatori del diritto tributario ma anche tra i contribuenti che sempre con maggiore frequenza si uniformano alle soluzioni fornite nelle circolari ministeriali per evitare, almeno in linea teorica, la possibilità di entrare in conflitto con l’Amministrazione finanziaria al momento dell’accertamento.


La valenza delle circolari amministrative rimane però confinata al piano dei rapporti interni che intercorrono tra l’Amministrazione e i sui dipendenti, non essendo assolutamente in grado di vincolare i contribuenti alla loro osservanza.


 


 


5) I vantaggi della compensazione delle ritenute nel rapporto associati/società


La nuova procedura di compensazione tra i crediti Irpef degli associati (o soci) ed i debiti tributari/contributivi dell’associazione (o della società) di cui i medesimi soggetti fanno parte presenta indubbiamente dei vantaggi di tipo finanziario che riguardano sia gli associati (o soci delle società) sia le associazioni (o le società).


L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 56/E del 23.12.2009 ha fornito una decisiva indicazione per ciò che riguarda la possibilità di compensazione dei crediti Irpef derivanti dalle ritenute subite da parte delle associazioni tra artisti e professionisti per pareggiare eventualmente i propri debiti fiscali e contributivi.


Secondo l’Agenzia delle Entrate infatti, dalla lettura “evolutiva e sistematica” del combinato disposto dell’art. 22 del Tuir e dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997 deriva che:


– i soci o associati alle società ed associazioni di cui all’art. 5 del T.U.I.R. possono acconsentire in maniera espressa a che le ritenute che residuano, una volta operato lo scomputo dal loro debito IRPEF, siano utilizzate dalla società o associazione, affinché possa essere dalle stesse utilizzato in compensazione per i pagamenti di altre imposte e contributi attraverso il modello F24. 


In particolare, é possibile per gli associati:


scegliere di trattenere per sé solo la parte di ritenute alla fonte Irpef subite dall’associazione che servono per azzerare il proprio debito personale (per Irpef e relative addizionali), e, quindi,


– lasciare all’associazione le ritenute “eccedenti”, affinché essa possa utilizzarle in compensazione con i propri debiti tributari e contributivi, nell’ambito del Modello F24.


 


 


6) Irap: Indennità di cessazione del rapporto di agenzia


L’indennità prevista in caso di cessazione di rapporto di agenzia è esclusa dal reddito d’impresa dell’Agente persona fisica o socio di società di persone giacché è assoggettata a tassazione separata, salvo la facoltà di opzione per la tassazione ordinaria.


Da ciò ne consegue (a parere di dottrina), ai fini della determinazione Irap, che tale indennità risultera assoggettabile all’Imposta regionale sulle attività produttive solo per quei contribuenti che optano per la determinazione di tale imposta con il metodo “da bilancio” (soggetti Ires e ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria con opzione del metodo “da bilancio”).


La Finanziaria 2008 ha introdotto due specifici metodi per la determinazione della base imponibile Irap:


– Metodo da bilancio;


– metodo fiscale.


Determinazione dell’Irap: Metodo da bilancio


Si tratta del metodo naturale per i soggetti Ires e per opzione per le ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria.


La base imponibile viene determinata sulle risultanze di bilancio che rimangono non influenzate dall’applicazione delle regole del Tuir.


Nel caso di specie, l’indennità di cessazione rapporto agenzia (rilevata alla voce A.5 del Conto Economico) costituisce un componente positivo per la determinazione della base imponibile Irap.


Determinazione dell’Irap: Metodo fiscale


Si tratta del metodo naturale per le ditte individuali e società di persone.


La base imponibile è rilevata secondo le regole di determinazione dell’Irpef.


L’indennità di cessazione del rapporto di agenzia non è tra i componenti rilevanti ai fini della determinazione dell’Irpef e per conseguenza, secondo dottrina, non rileva nemmeno ai fini Irap.


 


 


7) Altre di fisco:


 


– Scambio dei dati relativo ai 730-4 tra Caf e sostituti di imposta: Pronto il modello di comunicazione


L’utenza dove si desidera ricevere le informazioni contabili dovrà pervenire alle Entrate entro il 31 marzo.


Si tratta della comunicazione per ricevere in via telematica i dati relativi ai modelli 730-4 in possesso dell’Agenzia delle Entrate.


Con il provvedimento del Direttore delle Entrate del 03.02.2010 è stato approvato il modello “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate”, corredato di istruzioni e specifiche tecniche, che consente ai sostituti d’imposta di entrare in possesso dei risultati contabili delle dichiarazioni dei propri amministrati.


L’invio avviene esclusivamente in via telematica, direttamente dal sostituto d’imposta o tramite gli intermediari abilitati, utilizzando il prodotto informatico reperibile sul sito delle Entrate e sul sito del Dipartimento delle Finanze.


Dal momento della ricezione della comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate scatta la tempistica per quest’ultima per dar corso al flusso telematico:


– Entro 5 giorni l’Agenzia invia ai Caf e ai professionisti abilitati l’attestazione della ricezione del modello 730-4;


– entro 10 giorni rende disponibili ai sostituti d’imposta i risultati contabili delle dichiarazioni mod. 730; 


– entro 15 giorni conferma ai Caf e ai professionisti abilitati la disponibilità dei dati comunicati ai sostituti.


 


 


– Compensazione del credito Iva: Nuova circolare del CNDCEC


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con la circolare n. 14/2010 ha approfondito le problematiche correlate alle modalità di determinazione del limite annuo di 10.000 euro di credito utilizzabile liberamente in compensazione e l’obbligo di presentare preventivamente il modello I.V.A. “TR”, anche per le compensazioni di crediti trimestrali inferiori o pari allo stesso limite.





– Detrazione IVA per le spese sostenute a favore dei dipendenti: esclusioni previste da norme nazionali anteriori alla VI direttiva


Nelle Conclusioni presentate il 28.01.2010, nelle cause riunite C-538/08 e C-33/09, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia ha analizzato specifiche questioni relative all’interpretazione dell’art. 11, n. 4, della seconda direttiva del Consiglio 11.04.1967, n. 67/228/CEE.


(Avvocatura generale presso la Corte di giustizia Conclusione 28.01.2010, n. C-538/08 e C-33/09)


 


 


– Finanziamento della social card: Apertura agli enti locali


Gli enti locali potranno partecipare al finanziamento della carta acquisti.


In una nota pubblicata sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze, sono stabilite le modalità di coinvolgimento delle amministrazioni locali al progetto, sulla base di quanto stabilito dal decreto interdipartimentale n. 89030/2008.


Tra i primi enti a sfruttare la possibilità di ricaricare la carta, la regione Friuli Venezia Giulia con un contributo aggiuntivo di 120 euro a bimestre, la città di Alessandria con 40 euro e il comune di Cassola (VI) con 80 euro.


Introdotta dal D.L. n. 112/2008, la social card può essere utilizzata per effettuare acquisti presso negozi, supermercati, farmacie o per il pagamento di bollette ed è ricaricata dal ministero dell’Economia e delle Finanze per un importo di 80 euro a bimestre.


I beneficiari, sono i contribuenti con Isee (Indicatore della situazione economica complessiva) inferiore o uguale a 6.235,35 euro, di età superiore a 65 anni o famiglie con figli al di sotto dei tre anni (in possesso anche di altri particolari requisiti).


Gli enti locali adesso potranno ricaricare, integrando quanto già finanziato dallo Stato, la social card dei cittadini beneficiari residenti nell’ambito di propria competenza territoriale.


Per aderire al progetto, avranno la possibilità di accedere telematicamente e in modo gratuito alla banca dati contenente informazioni sui beneficiari residenti e sull’utilizzo delle carte.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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