Novità fiscali del 22 febbraio 2010: in G.U. il D.Lgs. che ha recepito le indicazioni Ue su Iva servizi; individuate le associazioni non lucrative a cui si applica, per l'anno d'imposta 2009, l’esenzione dall’imposta sul reddito; l’omessa dichiarazione Iva non fa perdere il credito; aiuti di Stato: recupero delle Entrate con la procedura delle imposte dovute ma non versate; scudo fiscale: nuove indicazioni dalle Entrate; fallimenti: prededucibilità dei crediti professionali; il ruolo del commercialista nei momenti di crisi delle imprese; modelli Intrastat: pronto il software per la compilazione e il controllo e la circolare esplicativa delle Dogane - presentazione dei modelli Intrastat anche tramite Entratel; commercialisti e tariffe: compensi per l’apposizione del visto leggero sulle compensazioni dei crediti Iva

recepite le indicazioni Ue su Iva servizi; individuate le associazioni non lucrative a cui si applica l’esenzione dall’imposta sul reddito; l’omessa dichiarazione Iva non fa perdere il credito; aiuti di Stato: recupero delle Entrate con la procedura delle imposte dovute ma non versate; scudo fiscale: nuove indicazioni dalle Entrate; fallimenti: prededucibilità dei crediti professionali; ruolo del commercialista nei momenti di crisi delle imprese; modelli Intrastat: pronto il software per compilazione e controllo e la circolare esplicativa delle Dogane – presentazione dei modelli Intrastat anche tramite Entratel; commercialisti e tariffe: compensi per l’apposizione del visto leggero sulle compensazioni dei crediti Iva

Indice:

 

1) In G.U. il D.Lgs. che ha recepito le indicazioni Ue su Iva servizi

 

2) Individuate le associazioni non lucrative a cui si applica, per l’anno d’imposta 2009, l’esenzione dall’imposta sul reddito

 

3) L’omessa dichiarazione Iva non fa perdere il credito

 

4) Aiuti di Stato: Recupero delle Entrate con la procedura delle imposte dovute ma non versate

 

5) Scudo fiscale: Nuove indicazioni dalle Entrate

 

6) Fallimenti: Prededucibilità dei crediti professionali

 

7) Il ruolo del Commercialista nei momenti di crisi delle imprese

 

8) Modelli Intrastat: Pronto il software per la compilazione e il controllo e la circolare esplicativa delle Dogane – Presentazione dei modelli Intrastat anche tramite Entratel

 

9) Commercialisti e tariffe: Compensi oer l’apposizione del visto leggero sulle compensazioni dei crediti Iva

 

 

10) Altre di fisco

 

 

1) In G.U. il D.Lgs. che ha recepito le indicazioni Ue su Iva servizi

E’ stato finalmente pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19.02.2010, il Decreto Legislativo n. 18 del 11.02.2010 che ha recepito le norme Ue sull’Iva nei servizi.

In evidenza:

– Nei rapporti tra soggetti passivi nazionali e fornitori esteri, l’Iva si applica con il meccanismo dell’inversione contabile;

– per le locazioni di mezzi di trasporto e per i servizi di telecomunicazione, entra in azione anche il criterio di utilizzazione del servizio al fine di stabilire la territorialità della prestazione;

– non sono imponibili le intermediazioni relative ad operazioni effettuate fuori della Comunità.

Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti, che non si siano identificati direttamente, nè abbiano nominato un rappresentante fiscale, sono adempiuti dai cessionari o committenti, residenti nel territorio nazionale, che acquistano i beni o utilizzano i servizi nell’esercizio di imprese, arti o professioni, tramite il particolare meccanismo del reverse charge o mediante emissione di un’autofattura.

Novità per i rappresentanti fiscali

Dal 1º gennaio 2010 sono anche cambiate le modalità di fatturazione delle operazioni attive (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti (Direttive 2008/8/CE e 2008/9/CE).

In genere, i debitori d’imposta sono i soggetti passivi residenti in Italia che effettuano operazioni imponibili.

Quindi, un soggetto non residente non é tenuto ad ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa IVA (fatturazione, registrazione, liquidazione e versamento dell’imposta), giacché i relativi adempimenti sono a carico dei clienti nazionali (mediante il meccanismo dell’inversione contabile o tramite emissione di apposita autofattura).

Tuttavia, il soggetto non residente, nei casi previsti dalla legge, può anche assumere la qualifica di debitore d’imposta, dovendo così osservare specifiche disposizioni in materia.

Dichiarazione per l’identificazione diretta

I soggetti non residenti nel territorio dello Stato italiano che intendono assolvere direttamente gli obblighi ed esercitare i diritti in materia di Iva devono farne dichiarazione all’Ufficio competente prima dell’effettuazione delle operazioni per le quali si vuole adottare tale sistema (artt. 17 e 35-ter, D.P.R. n. 633/72).

Nomina del rappresentante fiscale

Gli obblighi e i diritti derivanti dall’applicazione delle norme Iva, relativamente ad operazioni effettuate nel territorio dello Stato da o nei confronti di operatori non residenti, possono essere adempiuti o esercitati, nei modi ordinari, dagli stessi soggetti direttamente, se identificati (art. 35-ter, D.P.R. n. 633/72), ovvero tramite un loro rappresentante fiscale residente nel territorio italiano, nominato nelle forme previste dalla legge (art. 1, D.P.R. n. 441/1997).

Il rappresentante fiscale (persona fisica o persona giuridica) deve essere un soggetto fiscalmente residente in Italia.

Quando la nomina del rappresentante fiscale é obbligatoria ?

La nomina del rappresentante fiscale é obbligatoria:

– se il soggetto non residente non si é identificato direttamente ed effettua nel territorio dello Stato italiano cessioni di beni o prestazioni di servizi soggette all’Iva nei confronti di cessionari o committenti che non agiscono nell’esercizio di imprese, arti o professioni (ovvero per le operazioni effettuate nei confronti di privati);

– per le operazioni intracomunitarie, quando il soggetto UE effettua:

a) prestazioni di trasporto intra-UE di beni;

b) prestazioni di servizi relative a beni mobili, comprese le perizie, eseguite nel territorio di altro Paese membro e rese nei confronti di soggetti d’imposta residenti o domiciliati nel territorio dello Stato;

c) prestazioni di trasporto intra-UE di beni e relative prestazioni di intermediazione;

c) prestazioni accessorie ai servizi di trasporto intra-UE e relative prestazioni di intermediazione commesse da soggetti passivi d’imposta nel territorio dello Stato (art. 44, D.L. n. 331/1993).

Regole comunitarie

A decorrere dal 1º gennaio 2010, il soggetto non residente é obbligato a nominare il rappresentante fiscale, se effettua in Italia operazioni fiscalmente rilevanti nei confronti dei seguenti clienti:

– privati consumatori;

– soggetti passivi d’imposta, non dotati di partita IVA.

Negli altri casi, il non residente ha la facoltà di nominare il rappresentante fiscale ed in caso contrario, é il cliente nazionale che deve adempiere agli obblighi fiscali, mediante emissione di apposita autofattura.

Presenza in Italia della stabile organizzazione

In presenza di una stabile organizzazione in Italia del soggetto estero, lo stesso non può più assumere una duplice posizione IVA.

Infatti, le nuove disposizioni prevedono che il soggetto non residente, qualora abbia già una stabile organizzazione operante nel territorio dello Stato, non può nominare un rappresentante fiscale ovvero identificarsi direttamente per assolvere gli adempimenti relativi alle operazioni effettuate direttamente dalla casa madre.

Tali operazioni devono confluire, quindi, nella posizione IVA attribuita alla stabile organizzazione operante nel territorio nazionale.

 

 

2) Individuate le associazioni non lucrative a cui si applica, per l’anno d’imposta 2009, l’esenzione dall’imposta sul reddito

Individuate le associazioni non lucrative a cui si applicano, per l’anno d’imposta 2009, le disposizioni di cui all’art. 1, comma 185 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Tale norma prevede che a decorrere dal 2007, le associazioni, che operano per realizzare o partecipare a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico, culturale legati agli usi e tradizioni locali, sono equiparate ai soggetti esenti dall’imposta sul reddito delle società.

Per l’anno d’imposta 2009, le associazioni senza fine di lucro a cui si rendono applicabili le disposizioni recate dall’art. 1, comma 185, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono individuate, senza pregiudizio per le eventuali ulteriori attività di accertamento, nell’elenco allegato, che forma parte integrante del presente decreto.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto del 04.02.2010, pubblicato in G.U. n. 40 del 18.02.2010)

 

 

3) L’omessa dichiarazione Iva non fa perdere il credito

La dichiarazione Iva del 2006 si è chiusa con un credito Iva di €. 35.000 poi, per dimenticanza, non dichiarato nelle dichiarazioni Iva dei successivi anni 2007 e 2008 (dichiarazioni omesse).

Su quali siano le conseguenze per tale fattispecie ha risposto con il parere n. 6 del 18.02.2010 la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, precisando che l’omissione della dichiarazione Iva non comporta la perdita del relativo credito.

In particolare, è stato specificato che la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza n. 93/9/04, ha stabilito che il credito IVA non riportato nella dichiarazione annuale di pertinenza, se ripreso ed indicato nell’anno successivo a quello di omissione, non determina la perdita del diritto alla detrazione di tale imposta. Tale posizione è stata, peraltro, preceduta dalla sentenza della Cassazione n. 523 del 3 luglio 2001, depositata il 18 gennaio 2002 e confermata dalla Sentenza n. 12012 del 29 marzo 2006, dep. il 22 maggio 2006.

Posizione dell’Agenzia delle Entrate favorevole

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 74/E del 19 aprile 2007, ha preso atto che la giurisprudenza si è orientata nel senso di ritenere che, ove il contribuente fruisca di un credito di imposta per un determinato anno e lo esponga nella dichiarazione annuale, se omette di riportarlo nella dichiarazione relativa all’anno successivo non perde il diritto alla detrazione giacché la decadenza del diritto alla detrazione è comminata dalla norma soltanto nel caso in cui il credito o l’eccedenza di imposta versata non venga riportata nella prima dichiarazione utile.

Nel pervenire a tali conclusioni, l’Agenzia ha richiamato alcune precedenti pronunce (circolare del 25 gennaio 1999, n. 23/E e circolare del 30 novembre 2000, n. 222/E).

Aspetti operativi

Nel caso di specie, l’ufficio effettuerà una verifica analitica della contabilità Iva concernete il biennio in cui è stato omessa la dichiarazione. Infatti, il diritto alla detrazione è subordinato all’accertamento dell’esistenza del credito relativo all’anno per il quale la dichiarazione Iva risulta omessa, a norma dell’art. 55 del D.P.R. n. 633/72.

Dunque, il diritto alla detrazione è ammesso purché l’esistenza del credito Iva sia accertata dall’ufficio a seguito dell’attività di controllo dell’annualità per la quale la dichiarazione è stata omessa.

 

 

4) Aiuti di Stato: Recupero delle Entrate con la procedura delle imposte dovute ma non versate

Le S.p.A., di cui alla legge n. 142/1990 non sono normativamente limitate in termini territorialmente o funzionalmente prestabiliti, a differenza di quanto avviene per gli enti pubblici destinati a fornire un determinato servizio; di conseguenza, l’eventuale esenzione fiscale si configura come aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune europeo, per l’inevitabile creazione di un incentivo ai comuni ad affidare direttamente i servizi a dette società, anzichè rilasciare concessioni in base a procedure aperte; in tal modo l’esenzione triennale T.U.I.R. provoca un vantaggio finanziario da investire, con la correlativa possibilità di offrire servizi a condizioni concorrenziali nei confronti di eventuali imprese interessate, con un connesso vantaggio fiscale indebito, che l’Agenzia delle Entrate deve recuperare nella misura della concreta fruizione, vale a dir! e quella delle imposte dovute e non versate, insieme ai relativi interessi.

(Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna, sentenza n. 8 del 29.01.2010)

 

 

5) Scudo fiscale: Nuove indicazioni dalle Entrate

Rimpatrio “giuridico” degli immobili e delle altre attività immateriali: Non occorre monitoraggio sull’emersione curata da fiduciarie.

Rese note le nuove indicazioni aventi finalità di fare luce sui dubbi in materia degli operatori.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate con la circolare 6/E del 19.02.2010 è tornata a soffermarsi sullo scudo fiscale, precisando ulteriormente gli adempimenti per regolarizzare la propria posizione.

L’Agenzia ha, peraltro, fornito ulteriori indicazioni rispetto alla circolare n. 3/E del 29.01.2010.

Chiarimenti sugli immobili oggetto di scudo fiscale

Per quanto riguarda il rimpatrio giuridico degli immobili e delle altre attività patrimoniali detenute all’estero tramite fiduciarie residenti, la circolare ha chiarito che il contratto di amministrazione con queste società può anche avere durata illimitata.

Il contribuente conferisce alla fiduciaria il mandato a compiere tutti gli atti giuridici di amministrazione dei beni, tra i quali, ad esempio, il versamento dell’imposta straordinaria, la locazione o la vendita del bene, l’esercizio dei diritti patrimoniali, il regolamento dei flussi finanziari, ecc., secondo le istruzioni dettate dal contribuente.

La società fiduciaria, dal canto suo, si impegna ad applicare e versare le ritenute alla fonte o le imposte sostitutive sui redditi che derivano dalle attività specificate nel contratto.

Inoltre, la circolare ha ricordato che anche il rimpatrio giuridico, eseguito cioè senza il trasferimento materiale del bene in Italia, tramite un intermediario italiano che formalmente ne gestisce le attività, esonera il contribuente dalla compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi.

Per tutta la durata del contratto, quindi, sia il contribuente sia l’intermediario sono esonerati dagli obblighi di monitoraggio fiscale.

Per l’adesione allo scudo fiscale è stata disposta la riapertura dei termini e non la proroga

La riapertura dei termini per aderire allo scudo fiscale chiude comunque le porte alle operazioni di rientro delle attività finanziarie e patrimoniali esportate o detenute all’estero concluse tra il 16 e il 29 dicembre 2009, che non sono quindi valide.

Gli interessati possono effettuare gli adempimenti richiesti per il rimpatrio o la regolarizzazione a partire dal 30 dicembre 2009 e fino al 30 aprile 2010.

Imposta straordinaria

La circolare ha poi ricordato che l’imposta straordinaria dovuta per fare emergere le attività detenute all’estero è pari al 6% delle attività rimpatriate o regolarizzate, per le operazioni di emersione effettuate dal 30 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010, mentre è salita al 7% per quelle effettuate dal 1° marzo al prossimo 30 aprile.

In particolare, sul fronte delle scadenze, il 28 febbraio, pur cadendo quest’anno in un giorno festivo, resta comunque l’ultimo giorno utile per effettuare il versamento.

E’ infatti impossibile fare slittare il termine per il pagamento al primo giorno lavorativo successivo, dal momento che in questo caso non si tratta di un versamento di somme all’Erario.

Ostacoli all’emersione si segnalano in anticipo

Riguardo le eventuali cause che ostacolano le operazioni di emersione, l’Agenzia ha precisato che gli impedimenti oggettivi si possono segnalare già alla data del 28 febbraio 2010, senza ridursi necessariamente alla scadenza del 30 aprile 2010, restando comunque ferma al 6% la misura dell’imposta straordinaria.

In ogni caso, gli ostacoli al rimpatrio o regolarizzazione vanno rimossi entro il 31 dicembre 2010, data entro cui le operazioni di emersione devono essere definitivamente concluse.

 

 

6) Fallimenti: Prededucibilità dei crediti professionali

Il documento della Commissione di Studio del Cndcec “Il diritto fallimentare dopo la riforma”, pubblicato il 19.02.2010, si concentra sui crediti sorti per prestazioni professionali rese prima dell’apertura del fallimento.

Il documento, disponibile sul sito www.cndcec.it è dedicato alla memoria di Liberato Passarelli, come segno di riconoscimento per la sua opera prestata nell’ambito della Commissione e quale tributo alla sua memoria per l’esemplare condotta che l’ha portato all’estremo sacrificio nell’esercizio del suo dovere di curatore fallimentare.

Altra prestazione professionale qualificata come resa in funzione del fallimento o del concordato preventivo è quella del consulente tecnico d’ufficio, nominato nel procedimento per la dichiarazione di fallimento di cui all’art. 15 della legge fallimentare, il cui credito viene ritenuto prededucibile.

Stessa cosa, per il credito relativo al compenso dell’amministratore giudiziario, del curatore speciale o del custode, nominati dal Tribunale su istanza di parte nel corso dell’istruttoria prefallimentare ai sensi dell’art. 15, comma 8, della legge fallimentare, allorché vengano emessi provvedimenti cautelari o conservativi a tutela del patrimonio o dell’impresa debitrice.

Infine, viene ritenuto che le prestazioni professionali rese a favore dell’impresa in stato di insolvenza nel corso del procedimento per la dichiarazione di fallimento, dirette ex art. 15, co. 4, della legge fallimentare sia alla predisposizione della “situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata”, sia alla redazione di “memorie”, documenti” o “relazioni tecniche”, possono fare sorgere un credito prededucibile nel successivo fallimento, se strumentalmente necessarie all’apertura della procedura concorsuale, sempreché l’impresa non abbia per dimensioni e struttura organizzativa la capacità di predisporre tali atti autonomamente senza ricorrere a professionalità esterne.

 

 

7) Il ruolo del commercialista nei momenti di crisi delle imprese

Il documento della Commissione “Consulenza direzionale” del Cndcec, pubblicato il 19.02.2010, propone un sintetico excursus delle diverse fattispecie di “crisi” aziendale e vuole costituire un supporto al professionista che si avvicini alle tematiche inerenti alla crisi e al risanamento dell’impresa.

Compito del professionista è quello di analizzare il reale “stato di salute” dell’impresa, comprendere il suo posizionamento e capire se ci si trovi di fronte a uno squilibrio momentaneo o a una crisi più profonda, e identificare le principali azioni da compiere per riportare sul giusto percorso l’azienda assistita.

Nei processi di declino e di crisi vanno individuati e analizzati i fattori interni ed esterni, attraverso un’attività di ricognizione e una elaborazione di un piano di risanamento, redatto e attuato secondo specifici e determinati criteri e modalità da adeguare caso per caso, al fine di pervenire al risanamento dell’azienda e, nel peggiore dei casi, alla preparazione della stessa ad avviare le procedure previste dalla legge fallimentare, incrementando le possibilità di uscita “in bonis”, sempre tenendo conto che, per le aziende che hanno la capacità di rinnovarsi ed investire, i periodi di crisi possono anche rappresentare, un occasione di individuare nuove fonti di ricavo, di creare nuovi posti di lavoro e quindi di generare nuova ricchezza.

 

 

8) Modelli Intrastat: Pronto il software per la compilazione e il controllo e la circolare esplicativa delle Dogane – Presentazione dei modelli Intrastat anche tramite Entratel

E’ disponibile sul sito dell’agenzia delle Dogane il pacchetto che permette di gestire gli elenchi riepilogativi Intrastat.

L’agenzia delle Dogane ha reso disponibile sul proprio sito internet www.agenziadogane.it il pacchetto software per la compilazione e il controllo formale degli elenchi riepilogativi degli scambi intracomunitari di beni per il 2010.

L’applicativo Intr@Web mette a disposizione degli operatori economici una serie di servizi che consentono di gestire gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni.

L’applicativo si rivolge agli operatori economici (soggetti obbligati) che decidono di presentare direttamente le dichiarazioni Intrastat e soggetti delegati (commercialisti, spedizionieri, ecc.) che predispongono e presentano le dichiarazioni Intrastat per conto terzi.

Avverte l’Agenzia delle Dogane con la circolare  Protocollo 24265 /RU del 19.02.2010 che, poiché, al 19.02.2010, non risultano ancora pubblicate le norme nazionali di recepimento delle Direttive comunitarie, onde superare le obiettive difficoltà in cui ragionevolmente possono versare i soggetti IVA tenuti alla presentazione dei Modelli INTRA non si applicano sanzioni ai contribuenti.

In particolare, nell’ipotesi in cui gli elenchi riepilogativi siano stati presentati in formato cartaceo o spediti per posta a mezzo raccomandata (ai fini della data farà fede il timbro postale) prima della pubblicazione del suddetto Decreto Legislativo di recepimento delle Direttive comunitarie, non vigendo ancora l’obbligo di presentazione dei Modelli INTRA in via telematica o in formato elettronico, l’Ufficio doganale ricevente provvederà direttamente alla loro acquisizione nel sistema AIDA.

Dalla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia e fino al 30 aprile 2010, invece, i Modelli INTRA eventualmente presentati agli Uffici doganali secondo modalità non conformi alle previsioni di legge, dovranno essere gestiti come segue:

– per quelli redatti in forma cartacea e spediti per posta (con raccomandata), il soggetto obbligato deve essere invitato (a mezzo raccomandata) ad inviarli per via telematica o in formato elettronico, predisposto utilizzando intra web, entro il termine di 10 giorni dal ricevimento dell’avviso, precisando che non sarà più accettato per il futuro l’invio dell’elenco riepilogativo a mezzo posta;

– per quelli presentati su supporto magnetico e spediti per posta (con raccomandata), l’Ufficio doganale ricevente provvederà direttamente alla loro acquisizione nel sistema AIDA, comunicando al soggetto obbligato che non sarà più accettato per il futuro l’invio dell’elenco riepilogativo a mezzo posta.

Presentazione dei modelli Intrastat anche tramite Entratel

Avverte la suddetta circolare delle Dogane che in fase di prima applicazione, la presentazione per via telematica agli uffici doganali avviene attraverso l’utilizzo del Servizio Telematico Doganale ma, con successivo provvedimento, sarà comunicata la data a partire dalla quale sarà consentito utilizzare anche i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel).

Nuovi modelli Intrastat e presentazione

 I nuovi Modelli si distinguono in:

– Modello INTRA 1, riferito all’elenco riepilogativo delle cessioni intracomunitarie di beni e dei servizi resi;

– Modello INTRA 2, riferito all’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi ricevuti.

Essi si compongono di un frontespizio e di quattro sezioni (da bis a quinquies).

Il frontespizio del Modello contiene i dati generali e riassuntivi dell’elenco stesso; la sezione bis riepiloga le cessioni registrate (Mod. INTRA1bis) ovvero gli acquisti registrati (Mod.INTRA2bis) nel periodo di riferimento e la sezione ter riporta le rettifiche relative a periodi precedenti.

Ai nuovi Modelli INTRA sono state aggiunte due sezioni per riepilogare i servizi resi/ricevuti nel periodo di riferimento (sez. quater) o per comunicare eventuali rettifiche (sez. quinquies).

Segnalate le novità di maggiore interesse che vengono introdotte dai suddetti provvedimenti in corso di pubblicazione:

– obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi periodici anche per le prestazioni di servizio intracomunitarie rese o ricevute da un soggetto IVA nazionale;

– obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie con periodicità trimestrale (per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro) e con periodicità mensile (per i soggetti che non si trovano nelle condizioni predette);

– obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie agli uffici doganali esclusivamente per via telematica entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Tuttavia, fino al 30 aprile 2010, essi possono essere presentati anche in formato elettronico (secondo le specifiche di cui all’All. XIII citato in premessa) agli uffici doganali territorialmente competenti ma entro il giorno 20 del mese successivo al periodo di riferimento.

In tal caso è altresì necessario presentare gli stampati INTRA-1 e/o INTRA-2 (frontespizi) debitamente compilati e sottoscritti dal soggetto obbligato o dal soggetto delegato.

I frontespizi possono essere redatti anche su carta bianca non specificamente predisposta, purché il contenuto degli elenchi sia sostanzialmente identico a quello dei Modelli INTRA da utilizzare per la trasmissione telematica.

In ogni caso, dunque, non sarà più possibile la presentazione cartacea dei Modelli INTRA.

Niente sanzioni fino al 20 luglio 2010

L’Agenzia delle Entrate (circolare n. 5/E del 17.02.2010) ha chiarito che, in virtù dei principi recati dallo Statuto del contribuente, per gli eventuali errori di compilazione dei Modelli INTRA, in sede di controllo, non verranno applicate sanzioni, a condizione che i soggetti tenuti alla presentazione degli stessi provvedano ad inviare, entro il 20 luglio 2010, elenchi riepilogativi integrativi secondo le modalità definite dalla normativa in corso di emanazione.

 

 

9) Commercialisti e tariffe: Compensi oer l’apposizione del visto leggero sulle compensazioni dei crediti Iva

L’attività posta in essere per l’apposizione del visto si sostanzia in un’attività volta a verificare la corretta applicazione della normativa fiscale ed il riscontro della corrispondenza in ordine all’ammontare delle componenti positive e negative relative all’attività esercitata e rilevanti ai fini Iva.

Pertanto, il compenso si applica nella misura compresa tra lo 0,5% ed il 2% del valore della pratica.

Il valore della pratica va individuato nell’ammontare del credito Iva.

Lo ha precisato il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili con la nota prot. 2074 del 19.02.2010.

In particolare, si informano gli interessati che il Consiglio Nazionale, nella seduta del 17-18 febbraio 2010, ha approvato le note interpretative relative ai compensi per l’apposizione del visto leggero sulle compensazioni dei crediti IVA, elaborate dalla Commissione “Tariffa professionale”.

E’ possibile trovare il documento anche sul sito Internet (www.cndcec.it) nella sezione “Tariffa professionale e Assicurazione RC” dell’area “Studi e ricerche -Commissioni”.

Compete, altresì, l’applicazione degli onorari graduali di cui all’art. 26 T.P..

Gli stessi onorari spetteranno anche qualora il visto di conformità sia apposto dal soggetto incaricato del controllo contabile ex art. 2409 bis cod. civ..

Viene ricordato che le parti hanno piena libertà di definire contrattualmente il compenso ai sensi dell’art. 2233 coi civ. e dell’art. 22 T.P..

Peraltro, la natura delle prestazioni in esame induce a raccomandare di preconcordare gli onorari con il cliente.

Laddove gli onorari non siano stati concordati con il cliente, in assenza di una specifica disposizione tariffaria, viene ritenuto che, in virtù del principio analogico, i compensi possono essere determinati applicando le disposizioni dell’art. 54 T.P. e dell’art. 26 T.P..

La norma

L’art. 10 del decreto legge 1 luglio 2009 (convertito nella legge 3 agosto 2009 n. 102) introduce, a partire dall’anno 2010, alcune novità in materia di compensazione “orizzontale” dei crediti iva.

In particolare per i crediti superiori ad euro 15.000,00 stabilisce l’obbligatoria apposizione del visto di conformità (cosiddetto “visto leggero”) alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito, da parte del professionista abilitato.

La tariffa professionale vigente non contempla alcuna previsione di onorari in relazione al rilascio del “visto leggero”.

Il Consiglio Nazionale, nella seduta del Comitato esecutivo del 13 gennaio 2010, ha approvato la check-Iist per la compensazione IVA, predisposta dalla Commissione di studio “IVA e indirette”, che potrà essere utilizzata per lo svolgimento dell’attività propedeutica finalizzata al rilascio del visto.

L’ attività svolta dal professionista appare inquadrabile come una consulenza aziendale particolare o meglio come una diagnosi sulla corretta osservanza delle disposizioni tributarie.

 

 

10) Altre di fisco:

 

– L’annullamento di un accertamento per un tipo di imposta non vale anche per le altre

La sentenza favorevole al contribuente ai fini delle imposte sui redditi non ha nessun effetto positivo nel giudizio sull’Iva derivante dalla stessa indagine della Guardia di finanza.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 3706 del 17.02.2010)

 

 

– Condono Iva: Separati i ruoli dalle liti pendenti

La chiusura delle liti pendenti è compatibile con il monito della Corte di giustizia europea sui condoni Iva.

Mentre, invece, la rottamazione dei ruoli Iva è incompatibile con le direttive comunitarie e deve essere disapplicata.

I due principi sono stati stabiliti dalle sezioni unite civili della Corte di Cassazione con diverse sentenze depositate il 17.02.2010.

 

 

– Agriturismo: Detrazione Iva spetta anche se fabbricato cointestato

La detrazione integrale dell’Iva sulla ristrutturazione di un agriturismo spetta anche se il fabbricato rurale è cointestato tra diversi familiari e l’attività è svolto da uno solo di questi come imprenditore agricolo individuale.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 3544 del 2010)

 

 

– Approvati 69 studi di settore per l’anno 2009

La Commissione degli esperti ha validato il 18.02.2010, i 69 studi di settore in revisione per l’anno 2009.

Tra le novità previste per l’esercizio 2009, la sostituzione degli indicatori di normalità provvisori con quelli specifici per tutti gli studi di settore.

Inoltre, sono stati rinnovati gli indicatori territoriali ed è stato riconsiderata la valutazione del contributo dei soci amministratori all’interno della funzione ricavo.

Con l’introduzione dei nuovi indicatori, con riferimento ai 69 studi evoluti, saranno definitivamente superati i vecchi indicatori di normalità economica.

Si rimane in attesa per i correttivi, che saranno approvati entro il prossimo 31 marzo con apposito decreto.

Infatti, la Commissione degli esperti si è riservata di valutare, nella prossima riunione del 31 marzo 2010, i correttivi da introdurre al fine di rendere maggiormente flessibili gli studi rispetto agli effetti della crisi economica 2009.

 

Vincenzo D’Andò

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