Novità fiscali del 15 febbraio 2010: IVA agevolata su ristrutturazioni edilizie; agevolazioni prima casa spettano anche se si possiede immobile inabitabile;esteso l’obbligo di nomina del collegio sindacale anche alle SRL di gruppo; lavori condominiali: bonus ristrutturazioni spetta per tutte le parti comuni dell’edificio; successione per rappresentazione: disciplina applicabile ai fini dell’imposta sulle successioni

 






 


Indice:


 


1) Iva agevolata su ristrutturazioni edilizie


 


2) Agevolazioni prima casa spettano anche se si possiede un immobile inabitabile


 


3) Decreto correttivo sull’OPA:  Considerazioni Assonime


 


4) Esteso l’obbligo di nomina del collegio sindacale anche alle SRL di gruppo


 


5) Milleproroghe: Il governo ottiene la fiducia al Senato


 


6) Lavori condominiali: Il bonus ristrutturazioni spetta per tutte le parti comuni dell’edificio


 


7) Successione per rappresentazione:  Disciplina applicabile ai fini dell’imposta sulle successioni


 


8) Altre di fisco


 


 


1) Iva agevolata su ristrutturazioni edilizie


Sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il recupero del patrimonio edilizio a prevalente destinazione abitativa si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.


L’aliquota agevolata è applicabile sia alle prestazioni di lavoro che alla fornitura di materiali e di beni, purché, questi ultimi, non costituiscano una parte significativa del valore complessivo della prestazione.


I beni significativi sono stati espressamente individuati dal Decreto 29.12.1999.


Si tratta di:


– ascensori e montacarichi;


– infissi esterni e interni;


– caldaie;


– video citofoni;


– apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;


– sanitari e rubinetteria da bagni;


– impianti di sicurezza.


Su tali beni l’aliquota agevolata del 10% si applica solo fino alla concorrenza della differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni significativi.


Esempio (curato dall’Agenzia delle Entrate):


Costo totale dell’intervento 10.000 euro, di cui:


– per prestazione lavorativa 4.000 euro;


– costo dei beni significativi (ad esempio rubinetteria e sanitari) 6.000 euro.


Su questi 6.000 euro di beni significativi, l’Iva al 10% si applica solo su 4.000 euro, cioè sulla differenza tra l’importo complessivo dell’intervento e quello dei beni significativi (10.000 – 6.000 = 4.000).


Sul valore residuo (2.000 euro) l’Iva si applica nella misura ordinaria del 20%.


Per destinazione abitativa privata si intende riferirsi alle abitazioni adibite a dimora di privati.


Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%:


– ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;


– ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;


– alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio;


alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori.


In tal caso la ditta subappaltatrice deve fatturare con Iva al 20% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.


Conferme


Con la Legge Finanziaria per il 2010 (art. 2, comma 11, della legge 23.12.2009, n. 191) è entrata a regime l’agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all’art. 7, comma 1, lett. b), della legge 23.12.1999, n. 488.


Tale agevolazione consiste, quindi, nell’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 10% sulle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio elencati nell’art. 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo), realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.


Ai sensi dell’art. 127-quaterdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972, l’aliquota agevolata al 10% si applica ai contratti d’appalto relativi ad interventi di restauro e di ristrutturazione, a prescindere dalla tipologia degli edifici, e alle cessione di prodotti finiti destinati a questi interventi (art. 127-terdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972).


Tale agevolazione è, quindi, riferita sia alle prestazioni di manodopera che alla fornitura di beni e materiali, a patto che non costituiscono una parte significativa del valore complessivo della prestazione.


Infatti, se la prestazione é riferita all’installazione di un bene significativo (individuato, specificamente, dal D.M. 29.12.1999: ascensori, montacarichi, infissi esterni ed interni, caldaie, video citofoni, apparecchi i condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetterie e impianti di sicurezza), quest’ultimo può essere fatturato con l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta del 10% fino a concorrenza del valore della manodopera.


Ciò comporta che nel momento in cui il valore residuale del bene eccede il valore della manodopera, la differenza di valore deve essere assoggettata all’aliquota IVA del 20%.


La legge Finanziaria 2010 non ha subordinato l’applicazione dell’IVA agevolata alla condizione dell’esposizione in fattura del costo della manodopera, condizione, invece, che resta necessaria per il riconoscimento ai fini Irpef della detrazione del 36%.


Aliquota IVA applicabile sugli interventi di recupero edilizio



















Oggetto


Aliquote IVA


Restauri e ristrutturazioni di qualsiasi tipo di edificio


10%


Manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni


 


10%


Manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici diversi da abitazioni


20%


Cessione di beni con posa in opera


20%


 


 


2) Agevolazioni prima casa spettano anche se si possiede un immobile inabitabile


L’acquisto della prima casa (non di lusso), viene fiscalmente agevolato con l’applicazione dell’aliquota ridotta dell’imposta di registro, nel caso ricorrano determinate condizioni.


Una delle condizioni poste per ottenere l’agevolazione è la dichiarazione formale dell’acquirente inserita nell’atto di compravendita, a pena di decadenza, di non possedere “altra casa d’abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare”.


Nel caso di possesso di “altra casa”, si continua a dibattere sul senso da dare all’espressione “casa d’abitazione”.


In sede giudiziaria, si è posto ripetutamente il problema di stabilire se deve essere considerata l’idoneità abitativa dell’immobile posseduto.


In particolare, si tratta di stabilire se all’espressione “casa d’abitazione” si deve dare un’accezione meramente oggettiva o anche soggettiva, nel senso che deve essere valutata l’idoneità ad abitazione, in base alle concrete esigenze personali, familiari e lavorative dell’acquirente.


La giurisprudenza della Cassazione si è subito orientata nel senso che “la valutazione dove essere soggettiva in quanto occorre apprezzare le concrete esigenze personali, rispetto alle quali assume rilievo anche l’ubicazione dell’immobile posseduto” (Cass., sentenza n. 10925/2003).


Quanto alle diverse situazioni, la Corte ha stabilito che può essere riconosciuto il beneficio sia per “circostanze di natura oggettiva”, come nel caso d’effettiva inabitabilità, che di natura soggettiva, nel caso il fabbricato sia inadeguato per dimensioni o caratteristiche qualitative. (Cass., sentenza n. 2418/2003).


Nel caso di specie, la Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto il beneficio ad un acquirente, proprietario d’altro immobile in un Comune diverso, ritenuto “non utilmente utilizzabile quale alloggio principale, per la sua distanza dal luogo di lavoro del contribuente”.


Secondo quanto stabilito con altra più recente decisione, non si può ritenere d’ostacolo all’applicazione delle agevolazioni “prima casa” la circostanza che l’acquirente dell’immobile sia al contempo proprietario d’altro immobile che, “per qualsiasi ragione (nel caso di specie lontananza dal luogo di lavoro), sia inidoneo, per le ridotte dimensioni, ad essere destinato a sua abitazione”. (Cass. n. 11564/2006)


Infine, la Corte di Cassazione con l’ordinanza del 08.01.2010, n. 100, ha confermato che per l’applicazione dell’aliquota ridotta dell’imposta di registro, “la non possidenza d’altra abitazione si riferisce, anche alla luce della ratio della disciplina, ad una disponibilità non meramente oggettiva, bensì soggettiva, nel senso che ricorre il requisito dell’applicazione del beneficio anche nell’ipotesi di disponibilità di un alloggio che non sia concretamente idoneo, per dimensioni e caratteristiche complessive, a sopperire ai bisogni abitativi propri e della famiglia”.


In conclusione, secondo la Corte Suprema, in tema di agevolazioni tributarie e con riguardo ai benefici per l’acquisto della “prima casa”, la norma – nel prevedere, tra le altre condizioni per l’applicazione dell’aliquota ridotta dell’imposta di registro, la non possidenza, di altra abitazione – si riferisce, anche alla luce della ratio della disciplina, ad una disponibilità non meramente oggettiva, bensì soggettiva, nel senso che ricorre il requisito dell’applicazione del beneficio, anche all’ipotesi di disponibilità di un alloggio che non sia concretamente idoneo, per dimensioni e caratteristiche complessive, a sopperire ai bisogni abitativi suoi e della famiglia.


(Altalex, nota del 12.02.2010)


 


 


3) Decreto correttivo sull’OPA:  Considerazioni Assonime


Assonime, con la Circolare n. 4 del 2010 ha commentato il Decreto Legislativo correttivo sull’OPA (146/2009) che ha introdotto disposizioni integrative e correttive alla disciplina delle offerte pubbliche d’acquisto, come modificata dal D.Ls. 229/2007 di trasposizione della direttiva comunitaria 2004/25/CE,  e ha rivisto alcune delle scelte normative che erano state adottate con il cd. decreto anti-crisi del novembre 2008.


Le modifiche principali hanno riguardato la disciplina dell’azione di concerto e della passivity rule.


Il decreto introduce una definizione generale di persone che agiscono di concerto, in linea con la disciplina europea, includendovi anche le ipotesi di cooperazione volte a rafforzare e a mantenere, oltre che ad acquisire, il controllo di una società quotata.


Restano confermate le ipotesi di azione di concerto presunte in via assoluta. Innovativa è la previsione che attribuisce alla Consob il potere di individuare con regolamento sia i casi per i quali si presume, salvo prova contraria, che i soggetti coinvolti siano persone che agiscono di concerto, sia quelle forme di cooperazione che non sono assimilabili all’azione di concerto.


Il decreto ripristina l’obbligo di passività degli amministratori in occasione di un’offerta pubblica d’acquisto, ma consente alle società di derogarvi in via statutaria. L’obbligo era stato eliminato dal decreto anti-crisi, che consentiva però alle società di introdurlo in apposita clausola statutaria.


La nuova disposizione entra in vigore il 1° luglio 2010.


Altre modifiche significative riguardano l’ambito di applicazione della disciplina sull’OPA, la nozione di partecipazione rilevante ai fini dell’obbligo di OPA e il prezzo


 


 


4) Esteso l’obbligo di nomina del collegio sindacale anche alle SRL di gruppo


Il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 22.01.2010 ha previsto l’estensione dell’obbligo di nomina del collegio sindacale anche quando la S.r.l. è tenuta alla redazione del bilancio consolidato, nonché quando controlla una società obbligata alla revisione legale.


Tra le più importanti novità contenute nel citato D.Lgs. (in ossequio alla Direttiva 43/06) vi sono le modifiche riguardanti l’estensione dell’obbligo della nomina del collegio sindacale per le società a responsabilità limitata.


Il collegio sindacale dovrà essere nominato nella Srl anche quando la società è tenuta alla redazione del bilancio consolidato e quando controlla una società a sua volta obbligata alla revisione dei conti.


Obbligo di nomina del collegio sindacale attuale


Attualmente nella Srl le regole che obbligano alla nomina del collegio sindacale sono le seguenti :


1) Quando la società per due esercizi consecutivi, supera due dei tre limiti che consentono la redazione del bilancio in forma abbreviata;


2) presenza di un capitale sociale non inferiore a € 120.000.


Le novità legate alla Direttiva 43/06


Le nuove disposizioni contenute nel neo D.Lgs. hanno ampliato i casi in cui è obbligatoria la nomina del collegio sindacale in capo alle società a responsabilità limitata, in particolare quando:


– la società ha l’obbligo della redazione del bilancio consolidato;


– e se controlla una società obbligata alla revisione legale.


Modifiche al codice civile


Il recepimento della direttiva ha comportato numerosi interventi sul codice civile, consistenti in sostituzioni, abrogazioni e modifiche, queste ultime in taluni casi di carattere sostanziale ed in altri meramente terminologiche. Le principali modifiche riguardano la sostituzione degli artt. 2409- bis e 2477 c.c. in tema rispettivamente di revisione legale dei conti nelle SpA e nelle Srl .


Il nuovo art. 2409-bis c.c. prevede che il collegio sindacale possa svolgere attività di revisione legale dei conti, in alternativa ad un revisore legale o ad una società di revisione legale esterna.


In tal caso il collegio sindacale deve essere costituito da revisori legali iscritti nel registro.


L’art. 2477 c.c. estende l’obbligatorietà della nomina del collegio sindacale se la società ha l’obbligo della redazione del bilancio consolidato e se controlla una società obbligata alla revisione legale.


Viene inoltre introdotto l’obbligo per il tribunale di nominare il collegio sindacale in caso di inerzia dell’assemblea.


Neo art. 2477 del codice civile (Collegio sindacale e revisione legale dei conti) approvato dal Cdm


L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un collegio sindacale o di un revisore.


La nomina del collegio sindacale è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.


La nomina del collegio sindacale è altresì obbligatoria se la società:


a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;


b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;


c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435- bis.


L’obbligo di nomina del collegio sindacale di cui alla lettera c) cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.


Nei casi previsti si applicano le disposizioni in tema di società per azioni; se l’atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti è esercitata dal collegio sindacale.


L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del collegio sindacale.


Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.


Inerzia dell’assemblea e nomina collegio sindacale


L’assemblea che approva il bilancio nel quale scatta l’obbligo deve provvedere, entro 30 giorni, alla nomina del collegio sindacale, altrimenti provvede il Tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.


Per le cooperative rimane la norma attuale (art. 2543 del c.c.) che obbliga alla nomina del collegio sindacale quando vi è l’obbligo per le Srl.


 


 


5) Milleproroghe: Il governo ottiene la fiducia al Senato


Il governo ha ottenuto il 11.02.2010 la fiducia chiesta in Aula al Senato sul decreto milleproroghe.


Il decreto è passato all’esame della Camera. L’Aula del Senato è convocata per martedì 16 febbraio alle 16:30.


Scudo fiscale: Riaperti i termini. Relazione sui dati statistici da consegnare entro il 15.06.2010.


Zone franche urbane: Restano le agevolazioni fiscali previste dal governo Prodi ma arriva un tetto di 50 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009


Portuali e autotrasporto: Le Autorità portuali per l’anno in corso e per il 2011, in via sperimentale, potranno diminuire fino all’azzeramento le tasse portuali e di ancoraggio. Proroga al 16 aprile 2010 del versamento dei premi assicurativi delle imprese di autotrasporto merci in conto terzi.
Gasolio taxi e taxi-boat: Da marzo 2010 aumentano le agevolazioni fiscali sui consumi di gasolio di taxi e taxi boat.


Frontalieri: Anche per il 2011 il reddito prodotto dai dipendenti transfrontaliari concorre a formare il reddito complessivo per l’importo eccedente gli 8mila euro.


Contributo unificato: Non andrà più pagato per le cause di lavoro in Cassazione.
Proprietà contadina: Proroga al 2010 delle agevolazioni per la compravendita dei terreni agricoli.


Rivalutazione immobili: Salta la norma che prevedeva la rivalutazione degli immobili per le imprese.


5 per mille: Le onlus, gli enti di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le associazioni sportive dilettantistiche e tutti gli organismi ammessi, avranno tempo fino al 30 aprile per integrare e sanare gli errori, di tipo formale, contenuti nelle domande inoltrate, nei termini previsti, per partecipare alle procedure di riparto delle somme del 5 per mille relative agli anni 2006, 2007 e 2008.


 


 


6) Lavori condominiali: Il bonus ristrutturazioni spetta per tutte le parti comuni dell’edificio


Interventi edilizi ampiamente agevolati per il condominio.


Le Entrate riconoscono la detrazione Irpef del 36% per i lavori di ristrutturazione realizzati su tutte le parti comuni degli immobili residenziali e non solo su alcune di esse.


In particolare, lo ha fatto l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 7/E del 12.02.2010, secondo cui il raggio d’azione del bonus ristrutturazioni per i lavori condominiali include ogni tipo di opera di manutenzione, restauro o risanamento eseguita sulle parti comuni dell’edificio, secondo la definizione contenuta nell’art. 1117 del codice civile.


Viene così superato l’orientamento espresso dalla stessa Agenzia con la precedente risoluzione n. 84 del 2007, che considerava agevolabili soltanto gli interventi su determinate parti comuni, come ad esempio muri maestri, tetti, portoni d’ingresso, scale e cortili, escludendo, invece, tutti gli altri.


Rientrano quindi nel beneficio, ad esempio, anche le spese per il recupero di servizi in comune come la lavanderia e il riscaldamento centrale o per l’installazione di ascensori.


 


 


7) Successione per rappresentazione:  Disciplina applicabile ai fini dell’imposta sulle successioni


Per determinare base imponibile, aliquota e franchigia, non rileva la parentela tra de cuius ed erede.


Nel caso in cui il chiamato all’eredità subentri per rappresentazione, ai fini della determinazione della base imponibile dell’imposta sulle successioni e dell’aliquota applicabile, non si fa riferimento al rapporto esistente tra il de cuius e il rappresentato, ma a quello intercorrente tra il primo e il rappresentante.
Si tratta del chiarimento fornito dalle Entrate in risposta a quesiti inerenti al trattamento tributario da riservare, ai fini dell’imposta sulle successioni, alle devoluzioni attribuite ai chiamati all’eredità che succedono per rappresentazione in base all’art. 467 e seguenti c.c..


Al rappresentante verrà eventualmente riconosciuta la franchigia in base al suo rapporto di parentela con il de cuius.


Tale franchigia (ove spettante) competerà per intero a ciascuno dei rappresentanti.


Nel caso di specie, a causa del rapporto di parentela tra il de cuius e i soggetti rappresentanti, non è stata riconosciuta alcuna franchigia, poiché non si può applicare l’art. 2, comma 48, lettera a-bis), del D.L. n. 262/2006.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 8/E del 12.02.2010)


 


 


8) Altre di fisco:


 


– Prorogate le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina


Con la conversione del Decreto Legge cd.  Milleproroghe sono state prorogate ancora per un anno le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina.


In particolare, il maxiemendamento ha introdotto nell’art. 2 il provvedimento che dispone la proroga al 31.12.2010 dell’applicazione dell’imposta di registro e ipotecaria nella misura fissa, per gli acquisti di terreni agricoli da parte dei coltivatori diretti e di imprenditori agricoli professionali.


 


 


– Non è nullo il ricorso all’ufficio del fisco sbagliato: Contribuente salvo


La notifica del ricorso del contribuente all’ufficio dell’Amministrazione finanziaria sbagliato non pregiudica l’iter del ricorso.


L’ufficio che ha iscritto a ruolo e notificato la maggiore imposta se riceve un ricorso del cittadino indirizzato male deve trasmetterlo all’Ufficio delle Entrate competente.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 2937 del 10.02.2010)


 


 


– Il medico di famiglia non paga l’I.R.A.P.: La sua attività non è autonomamente organizzata


I medici di famiglia convenzionati con le Aziende Sanitarie Locali non sono soggetti ad I.R.A.P., poiché non svolgono un’attività autonomamente organizzata.


E’ quanto  stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale (sezione 48) e Regionale (sezione 35) di Roma, rispettivamente con le sentenze n. 102 del 28.01.2010 e n. 13 del 25.01.2010.


 


 


– Appello al contumace inammissibile senza attestazione di conformità


La Suprema Corte prende le distanze da un precedente orientamento adesso non più consolidato.


L’omissione dell’attestazione di conformità del ricorso/appello notificato a mezzo del servizio postale costituisce causa di inammissibilità dell’atto processuale stesso, qualora il convenuto/appellato sia rimasto contumace.
(Corte di Cassazione, decisione n. 1174 del 22.01.2010)


 


 


– Custode giudizio: Nota del CNDCEC sull’esercizio associato della professione


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it) in data 12.02.2010, con nota informativa prot. 1759 del 11.02.2010, il documento sulle forme di svolgimento associato delle funzioni di custodi e di professionisti delegati alle vendite nelle procedure esecutive immobiliari.


Tale documento si trova all’interno della sezione “Funzioni giudiziarie” dell’area “Studi e ricerche – Commissioni”.


Negli allegati è contenuto anche un modello di atto costitutivo e di statuto di associazione professionale ed un modello di statuto di società cooperativa.


 


 


– Guida operativa OIC in consultazione fino al 22 febbraio


Il Consiglio di Gestione dell’OIC ha deciso di mettere in consultazione, fino al 22.02.2010, la Guida operativa “I bilanci di liquidazione delle imprese IAS compliant”.


Le finalità sono quelle di individuare i principi e criteri di formazione dei bilanci di liquidazione redatti in base alle disposizioni del codice civile ed al principio contabile nazionale OIC 5 “Bilanci di liquidazione”.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


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