Incentivi al reddito: l’autoimprenditorialità


Il decreto interministeriale 18/12/2009, n. 49409 è stato pensato per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratori sospesi e percettori di trattamenti di sostegno al reddito e un impiego attivo degli ammortizzatori sociali.
Prevede misure agevolative in termini di incentivi all’assunzione, e, novità assoluta, incentivi all’autoimprenditorialità.
Il decreto interministeriale in parola disciplina nel dettaglio quanto previsto dall’articolo 1, commi 7 e 8, Dl n. 78/2009, introducendo, per gli anni 2009 e 2010, un incentivo economico, corrispondente all’ammontare complessivo del beneficio dovuto al lavoratore, per l’avvio di un’attività autonoma, imprenditoriale oppure per associarsi in cooperativa.
La natura e le caratteristiche dell’incentivo sono simili e in linea con quello già in vigore per i lavoratori collocati in mobilità (art. 7, c. 5, legge n. 223/1991); le differenze sono sostanzialmente due:
➢ il nuovo incentivo è rivolto ai lavoratori formalmente ancora in forza, ma sospesi dal lavoro: un lavoratore interessato ad avviare un’attività autonoma usufruendo dell’incentivo deve dimettersi;
➢ non sussiste obbligo di restituzione del beneficio in caso di una nuova rioccupazione del lavoratore con un contratto di natura subordinata.

Per i lavoratori collocati in mobilità, è previsto, infatti, un obbligo di restituzione del beneficio nel caso in cui il lavoratore, nei 24 mesi successivi a quello della corresponsione, venga assunto alle altrui dipendenze nel settore privato o in quello pubblico.

I soggetti beneficiari sono i lavoratori destinatari, per gli anni 2009 e 2010, di ammortizzatori sociali in deroga o sospesi ai sensi dell’art. 19, c. 1, Dl n. 185/ 2008, che intendono avviare un’attività di lavoro autonomo, un’attività autoimprenditoriale o una micro impresa, o si associno in cooperativa. Il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di sostegno al reddito per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate e non ancora percepite. E’ l’INPS a erogare l’importo; le eventuali proroghe del trattamento di sostegno del reddito accordate dopo la data di presentazione dell’istanza non hanno effetto sulla quantificazione dello stesso beneficio.
L’incentivo è cumulabile con quello previsto dall’art. 17, legge n. 49/1985, che prevede, al fine di salvaguardare e incrementare l’occupazione, mediante lo sviluppo di piccole e medie imprese costituite nella forma di società cooperativa o di piccola società cooperativa, comprese cooperative sociali, appartenenti al settore di produzione e lavoro, la partecipazione del Ministero dell’industria, commercio e artigianato al capitale sociale di società finanziarie appositamente costituite.

Per ottenere il beneficio, i lavoratori interessati devono presentare all’Inps, entro i termini di godimento del trattamento di sostegno del reddito, apposita domanda recante la specifica dell’attività da intraprendere.
L’erogazione è divisa in tranche: la prima prevede la corresponsione del 25% dell’incentivo a seguito della presentazione della domanda; la seconda, il restante 75%, a seguito della presentazione della documentazione comprovante ogni elemento che attesti l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento dell’attività di lavoro autonomo, di auto imprenditorialità, di microimpresa, o di associazione in cooperativa.
Se si tratta di attività che necessitano di determinati requisiti/autorizzazioni, come per esempio l’iscrizione ad albi professionali, dovrà essere presentata la relativa documentazione.
Per la costituzione di una cooperativa, si dovrà documentare l’avvenuta iscrizione nel registro delle società, e nell’Albo nazionale degli enti cooperativi. In caso di godimento di misure di sostegno al reddito, se il lavoratore instauri, ai sensi dell’articolo 1, c. 3, della legge n. 142/2001, un rapporto di lavoro subordinato, l’incentivo spetta rispettivamente alla cooperativa o deve essere conferito dal lavoratore al capitale sociale della cooperativa stessa; si dovrà, inoltre, presentare all’INPS copia del contratto di lavoro di cui alla legge citata.

Prima del pagamento della seconda parte dell’incentivo, l’Inps dovrà:

➢ accertare il diritto del beneficiario all’ammortizzatore sociale in deroga o all’indennità di disoccupazione di cui all’articolo 19, c. 1, Dl n. 185/2008;
➢ verificare l’idoneità della documentazione presentata dall’interessato;
➢ quantificare il beneficio spettante in relazione al numero di mensilità di trattamento di sostegno al reddito autorizzate e non erogate.

Una volta che l’istituto previdenziale abbia accertato il diritto del lavoratore all’incentivo, quest’ultimo dovrà comunicare le dimissioni al proprio datore di lavoro, inviando anche copia alla sede Inps competente.

Lo stesso incentivo, con le stesse modalità e casistiche è concesso anche ai lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria.

Esattamente rientrano:
➢ i lavoratori beneficiari di cassa integrazione salariale, ordinaria o straordinaria, sia in caso di sospensione che in caso di riduzione di orario o rotazione;
➢ i lavoratori destinatari del contratto di solidarietà di cui all’articolo 1 del Dl n. 726/1984, convertito con modificazioni dalla legge n. 863/1984.
Inoltre, qualora ricorrano congiuntamente tutte le condizioni sotto elencate, spetta anche un secondo incentivo pari a un importo equivalente al trattamento di mobilità che sarebbe spettato per un massimo di 12 mesi.

Le condizioni:
➢ sospensione del lavoratore in cassa integrazione guadagni per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa, di procedura concorsuale o dichiarazione del lavoratore in esubero strutturale;
➢ un’anzianità aziendale del lavoratore di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, secondo le modalità di cui all’articolo 16, c. 1, della legge n. 223/1991.

La misura del beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di integrazione salariale, per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate e non ancora percepite. Le eventuali proroghe del trattamento di integrazione salariale accordate dopo la data di presentazione dell’istanza non hanno effetto sulla quantificazione dello stesso. In presenza di cassa integrazione con una riduzione di orario occorre avere riguardo alla percentuale di riduzione mediamente avuta nel periodo precedente.

Circa la domanda si rimanda a quanto esposto per il primo beneficio.

E’ chiaro che al lavoratore si richiede così un cambiamento della sua condizione, un passaggio dalla “qualifica di dipendente” a quella di “imprenditore”; cosa non facile considerando che un imprenditore è “un lavoratore” che si deve autogestire, assumere il rischio d’impresa, creare a sua volta opportunità di lavoro.
In un mondo economico così bisognoso di cambiamenti, ben vengano persone coraggiose che diano una mano attiva all’economia del Paese, ben vengano proposte atte a favorire questa imprenditorialità. Tenga conto il legislatore che la macchina messa in moto va curata e seguita al fine di evitare sprechi e sperequazioni, e che serva concretamente a dare una mano al mondo del lavoro e imprenditoriale in genere.

27 febbraio 2010

Angelo Facchini


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