Il modello Unico compie 13 anni (prima parte)


La riforma delle sanzioni, di cui ai decreti legislativi 471, 472 e 473, del 18 dicembre 1997, in vigore dal 1° aprile 1998, ha dato il via alla rivoluzione fiscale in tema di adempimenti, sanzioni e versamenti. Alla riforma delle sanzioni ha poi fatto seguito il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che ha modificato profondamente le modalità e i termini di effettuazione dei principali obblighi tributari. Questo decreto reca norme in materia di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti e modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni. Il Dlgs 241/97 ha introdotto nell’ordinamento tributario:




  1. * la dichiarazione unificata annuale;




  1. * nuove modalità di presentazione e trasmissione delle dichiarazioni;




  1. * versamenti unitari di imposte, contributi e premi, con possibilità di rateazione e compensazione;




  1. * nuove modalità di pagamento.


Il modello “Unico 2010″ compie 13 anni. La principale novità del decreto legislativo 241/97 è rappresentata dalla cosiddetta dichiarazione unificata, modello Unico. La prima volta di Unico è stata nel 1998 con il modello Unico 98 persone fisiche. Anche per il 2010 è stata confermata la denominazione “Unico” per i redditi delle persone fisiche. Dopo che per quasi 25 anni, dal modello 740/75 al modello 740/97, si è usata la denominazione “740” per le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche, è questo il tredicesimo anno del modello Unico, che sta per “modello unificato compensativo”. È chiamato così perché consente:


* l’unificazione di più dichiarazioni in quanto l’Unico può comprendere l’Iva e i redditi; già dalla modulistica dell’anno 2009, si è “separata” dall’Unico anche la dichiarazione Irap, cioè l’imposta regionale sulle attività produttive;


* di compensare i debiti e i crediti dei vari tributi, contributi e premi.


Dal 1999 la denominazione Unico è usata anche per le dichiarazioni annuali delle società di persone e studi associati e delle società di capitali e soggetti assimilati. Sono così scomparse le vecchie denominazioni modello 750 e modello 760, in conseguenza del fatto che dal 1999 il sistema dei versamenti unitari e la compensazione incrociata tra dare e avere di tributi, contributi e premi, riguardano tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva, società di persone e società di capitali comprese. Già dall’anno 2009, per l’anno 2008, “Unico” è stata una dichiarazione “unificata”, che ha raccolto al suo interno solo le dichiarazioni dei redditi e dell’Iva. Come i modelli 770, semplificato e ordinario che, avendo una scadenza diversa (31 luglio), da quella dell’Unico (di norma, 30 settembre), sono stati presentati separatamente dall’Unico, a partire dall’anno 2009, per il 2008, anche la dichiarazione Irap è stata presentata separatamente dall’Unico. Ed è così anche per le dichiarazioni da presentare nel 2010, per il 2009.


Contribuenti ammessi all’Unico. Di norma, tutti i contribuenti sono obbligati alla presentazione della dichiarazione unica. Non vi sono infatti preclusioni rispetto alla forma giuridica, in quanto le modifiche normative apportate al Dpr 600/73 prevedono la dichiarazione unificata sia per le persone fisiche sia per le società di persone e di capitale. Possono dunque presentare la dichiarazione:


* le persone fisiche (lavoratori autonomi e imprenditori);


• * le società di persone;


• * le associazioni professionali;


* le società ed Enti soggetti all’Ires, cioè alla nuova imposta sul reddito delle società, che, dal 2004, ha sostituito l’Irpeg, cioè la vecchia imposta sul reddito delle persone giuridiche.


Contenuto dell’Unico e obblighi del fisco telematico. I contribuenti sono obbligati al modello Unico se tenuti a presentare sia la dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, sia la dichiarazione annuale Iva. I contribuenti con periodo d’imposta che non coincide con l’anno solare, quali, ad esempio, i soggetti Ires con esercizio a cavallo o le società che hanno cessato l’attività nel corso del 2009, non possono presentare la dichiarazione unificata, modello Unico 2010.


I soggetti esclusi dall’Unico. Non tutti i contribuenti sono obbligati alla dichiarazione unificata, modello Unico. Ad esempio, un contribuente che come sostituto d’imposta deve presentare solo il modello 770 semplificato è obbligato a presentare in via telematica tre distinte dichiarazioni: il modello Unico, che comprende le imposte sui redditi e l’Iva; il modello Irap; il modello 770 semplificato. Diverso è invece il discorso relativo a quei soggetti, principalmente le società di capitali che hanno un periodo d’imposta che non coincide con l’anno solare, che devono presentare quattro distinte dichiarazioni: Iva; imposte sui redditi; Irap; modello 770, per le somme assoggettate a ritenuta e contributi previdenziali. Le dichiarazioni possono essere anche cinque nel caso in cui le società di capitali devono presentare sia il modello 770 semplificato, sia il modello 770 ordinario.


Novità in “pillole” del modello Unico 2010


Le più importanti novità dell’Unico 2010 persone fisiche sono le seguenti:




  • è prevista, per i dipendenti del settore privato, un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionale e comunale, pari al dieci per cento, sulle somme erogate per incremento della produttività;



  • è prevista una detrazione d’imposta del 20% per l’acquisto di mobili, apparecchi televisivi e computer finalizzati all’arredo di immobili ristrutturati per i quali è stato chiesto il beneficio dello sconto Irpef del 36%;



  • gli eredi o gli acquirenti di un immobile, oggetto di lavori di riqualificazione energetica (detrazione del 55%) nel corso del 2008, possono rideterminare il numero delle rate in cui ripartire la detrazione residua.



Novità in “pillole” del modello Iva 2010


Le più importanti novità del modello Iva 2010 sono le seguenti:




  • sono stati soppressi i campi riservati all’indicazione della residenza anagrafica (persone fisiche) e del domicilio fiscale (persone giuridiche);



  • da quest’anno possono presentare la dichiarazione in via autonoma i contribuenti che intendono usare in compensazione, o chiedere a rimborso il credito risultante dalla dichiarazione annuale Iva.


Il modello Unico non è più Unico


Si deve rilevare che, a seguito delle novità recate dalla manovra d’estate 2009, di cui al decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, dal 2010, la denominazione Unico è ormai superata dalle norme che hanno reso il modello “Unico” non più “Unico”. Ciò per la ragione che la denominazione “Unico” sta per “modello unificato compensativo”. Come si è detto, Unico è chiamato così perché consente:


* l’unificazione di più dichiarazioni;


* di compensare i debiti e i crediti dei vari tributi, contributi e premi.


La denominazione di Unico è però superata in quanto, mentre fino a qualche anno fa, era possibile comprendere nell’Unico, i redditi, l’Iva, l’Irap e il modello 770, già dal 2009 l’Unico ha compreso solo l’Iva e i redditi, anche perché, dalla modulistica del 2009, si è “separata” dall’Unico la dichiarazione Irap, cioè il modello per l’imposta regionale sulle attività produttive. Peraltro, a seguito delle novità sulla stretta dei crediti Iva a partire dal 2010, di cui all’articolo 10, del decreto legge 78/2009, per la dichiarazione annuale Iva relativa al 2009, i contribuenti che intendono usare in compensazione, o chiedere a rimborso il credito risultante dalla dichiarazione annuale Iva, possono non comprendere tale dichiarazione in quella unificata, modello Unico, presentando la dichiarazione annuale a partire dal mese di febbraio. In pratica, l’Unico non sarà più una dichiarazione unificata, perché conterrà solo i redditi. Considerato che dal 2010 la dichiarazione Iva potrà essere presentata anche in modo separato dall’Unico, forse non sarebbe male se, per i redditi, si ritornasse alle vecchie denominazioni, ancora attuali, dei modelli 740 per le persone fisiche, 750 per le società di persone e soggetti assimilati, 760 per i soggetti Ires e assimilati, e 760-bis per gli enti non commerciali e assimilati.


Una semplificazione da fare: l’anno del modello uguale a quello di dichiarazione


Vista la semplificazione operata dall’agenzia delle Entrate con il modello Iva 2010 e gli altri modelli da presentare nell’anno 2010, un’altra semplificazione potrebbe essere quella relativa all’anno che si indica nel modello, anche per evitare le complicazioni che derivano dalle denominazioni delle dichiarazioni annuali dei redditi. Sia per i vecchi modelli 740, 750 e 760, introdotti dal 1975, sia per il modello Unico introdotto dal 1998, in sostituzione dei vecchi modelli 740, si è usata una denominazione che genera confusione. Ai modelli di dichiarazione ha fatto sempre seguito l’anno di presentazione. Ad esempio, con la denominazione modello 740/75 si intendeva la dichiarazione relativa all’anno 1974. Lo stesso è successo e continua a capitare con la denominazione dei modelli Unico, nonché dei modelli di dichiarazione annuale dell’Iva, dell’Irap e dei modelli 770. Così, con la denominazione Unico 2009 persone fisiche, si intende la dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2008. Le complicazioni sono evidenti per la ragione che, in caso di controllo della documentazione, o in tutti gli altri casi in cui sono chiesti i dati annuali dei redditi, si genera spesso confusione nell’individuare la giusta annualità. Le complicazioni aumentano quando i soggetti collettivi, società di persone o società di capitali, devono presentare due dichiarazioni annuali, usando per due volte lo stesso modello. Può essere il caso di una società di capitali che, dopo avere presentato il modello Unico 2009 società di capitali per dichiarare i redditi del 2008, cessa l’attività nel corso dei primi mesi del 2009. In questo caso, poiché il periodo d’imposta si è chiuso anteriormente al 31 dicembre 2009, la società, per dichiarare i redditi della frazione d’anno relativa al 2009, dovrà compilare nuovamente il modello Unico 2009. La complicazione è evidente per il semplice fatto che il sistema del Fisco mette in “linea” le due dichiarazioni Unico 2009 per lo stesso periodo d’imposta. In pratica, la presentazione di due modelli duplica le dichiarazioni di un anno e, di conseguenza, lascia “scoperta” l’altra annualità. Per eliminare queste complicazioni, è indispensabile che l’anno del modello sia uguale a quello di dichiarazione. Solo così, ad esempio, con la denominazione Unico 2011 persone fisiche o, se si cambia la denominazione, 740/2011 persone fisiche, si potrà sapere con certezza che si tratta della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2011. Di seguito, si riporta il calendario delle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva, dell’Irap, da presentare nell’anno 2010, nonché i tempi per il pagamento dell’Ici relativa al 2010.


23 febbraio 2010


Salvina Morina e Tonino Morina

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