ICI: sono esenti le aree  portuali

 

E’ circoscritto l’ambito di applicazione dell’Ici sulle aree portuali oggetto di concessioni demaniali; è l’orientamento manifestato con la risoluzione n.3/DPF del 2009 dal Dipartimento delle Finanze – Direzione federalismo Fiscale – del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Secondo l’orientamento di prassi ministeriale  l’area è esente da ICI  nell’ipotesi che sia  parte di una struttura destinata al traffico marittimo e/o a operazioni strettamente necessarie allo svolgimento di attività portuali. Nel caso in cui l’area sia utilizzata per usi diversi , le variazioni devono essere denunciate in Catasto e l’unità immobiliare potrebbe essere assoggettata al pagamento dell’ICI, nell’ipotesi che s ia inquadrata in una categoria differente rispetto a quelle elencate nel gruppo E.


Il decreto istitutivo dell’ICI prevede all’articolo 3, comma 2 (D.Lgs. 30 dicembre 1992, n.504)   così come modificato dall’art. 18, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,   che “nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo e’ il concessionario. Nel caso di concessione su aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto”.   I tecnici delle Entrate precisano  che l’area  e’ esente da ICI, ai sensi dell’art. 7, comma 1, lettera b), del D.Lgs n. 504 del 1992,   qualora faccia parte di un compendio destinato al traffico   marittimo e/o ad operazioni strettamente necessarie alle attività  portuali e, come tale, vada incorporata in un’unita’ immobiliare censita al Catasto Edilizio Urbano nella categoria E/1, specificamente individuata nella circolare n. 4/T del 13 aprile 2007 dell’Agenzia del territorio.


Nel caso in cui all’interno dell'”area demaniale” si realizzino interventi od opere non destinate agli usi suddetti ed aventi caratteristiche tali da far assumere all’area, o a porzione di essa, natura di un’autonoma unità immobiliare ai sensi del D.M. 2 gennaio 1998, n. 28, si deve procedere alla   presentazione delle dichiarazioni in catasto, rappresentando le variazioni intervenute.  Dette unità immobiliari potrebbero, quindi, essere assoggettate al pagamento dell’ICI nell’eventualità in cui venissero accertate in una    categoria diversa da quelle richiamate nel gruppo “E” del quadro di qualificazione catastale. 


Le Entrata con la  risoluzione in commento richiamano  l’articolo 2, commi 40 e seguenti del D.L. 3 ottobre 2006, n.262 che per gli immobili iscritti nelle categorie E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9, ha imposto l’obbligo della presentazione della dichiarazione in Catasto se destinati ad uso commerciale, industriale, a ufficio privati o usi diversi. In sintesi , qualora gli immobili presentino autonomia funzionale e reddituale deve essere rivista   la loro qualificazione e la rendita.  


 


La circolare dell’Agenzia   del Territorio


Si ricorda che gli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio possono provvedere all’accatastamento d’ufficio a spese dell’interessato. La circolare n.4/T del 13 aprile 2007 dell’Agenzia del Territorio ha stabilito che per queste attività è richiesta la collaborazione dei Comuni.  Con provvedimento dell’Agenzia del Territorio emanato in data 2 gennaio 2007 è stato chiesto agli uffici provinciali di inoltrare ai Comuni gli elenchi di immobili censiti nelle categorie E/1, E/2, E/3, E/4, E/5, E/6 ed E/9, secondo la loro ubicazione territoriale. Tale inoltro è stato effettuato affinché gli stessi enti locali possano produrre una verifica di coerenza dell’attuale classamento, rispetto alle effettive destinazioni d’uso, riscontrabili in ciascuno degli immobili iscritti nelle categorie in esame, sulla base dell’univoco indirizzo fornito dal legislatore con il citato D.L. n. 262/2006. 


Come anticipato qualora gli enti locali non avessero emanato alcun provvedimento di contestazione ai contribuenti, ciascun ufficio interessato, compatibilmente con le risorse disponibili e le direttive programmatiche che lo riguardano, deve inoltrare uno specifico avviso di sopralluogo  al soggetto obbligato alla dichiarazione in catasto,   contestando   fra   l’altro,   l’inosservanza all’adempimento previsto dalla legge. Nella scelta dell’individuazione del soggetto destinatario possono essere espletate   opportune   verifiche, affinché lo stesso venga individuato fra quelli richiamati nell’art. 3 del R.D.L. 14 aprile 1939, n. 652, obbligati alla dichiarazione, possibilmente individuandolo con quello che ha la gestione del bene.

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