Grande distribuzione: nuovi e vecchi adempimenti

 

Premessa




Il 15 febbraio è scaduto il termine per il primo invio telematico, del 2010, dei corrispettivi giornalieri delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi da parte delle imprese della grande distribuzione commerciale e dei servizi che hanno effettuato la comunicazione di adesione preventiva esercitando l’opzione per adottare le modalità e la tempistica di cui al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 marzo 2009.


Il provvedimento citato sostituisce il precedente, datato 8 luglio 2005, alle cui disposizioni dovranno, invece, continuare a fare riferimento le imprese che avevano già esercitato l’opzione e gli invii inerenti i corrispettivi relativi a tutto il mese di maggio 2009.


Modalità di trasmissione e tempi (dati accorpati per settimana ed invio entro il quinto giorno successivo alla scadenza della settimana di riferimento, in base al vecchio provvedimento, dati del mese solare ed invio entro il quindicesimo giorno successivo al mese di riferimento, per il nuovo) sono solo alcuni degli aspetti innovati.


Il direttore dell’Agenzia, con tale atto, infatti, ha dato attuazione alla delega contenuta nel comma 430-bis della legge finanziaria per il 2005 (Legge 311 del 30 dicembre 2004)ed ha esteso alle imprese che svolgono attività riconducibili alle prestazioni di servizi di cui all’ art. 3 del d.p.r. 633 del 1972 la facoltà di sostituire l’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, prevista dall’art. 12 della legge 413/1991, con la trasmissione telematica in argomento.


La normativa di riferimento è quella della legge finanziaria per il 2005 , novellata dall’art.1 comma 130 della legge 23 dicembre 2005 n. 266 che ha introdotto il già citato comma 430-bis.


Ricordiamo che l’art. 1, c. 429, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 ha previsto, per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione, aventi punti vendita con le caratteristiche individuate dall’art. 1, comma 430, della legge n. 311 del 2004, (“ai fini del comma 429 sono imprese di grande distribuzione commerciale, ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettere e) ed f), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, le aziende distributive che operano con esercizi commerciali definiti media e grande struttura di vendita aventi, quindi, superficie superiore a 150 metri quadri nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, o superficie superiore a 250 metri quadri nei comuni con popolazione residente superiore ai 10.000 abitanti”) la possibilità di trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli art. 2 e 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, distintamente per ciascuna giornata e per ogni punto vendita, ora, come specifica il provvedimento del 2009, distintamente per aliquota IVA e regime d’imposta applicato (imponibile, non imponibile,esente, regimi speciali, ecc.).


La trasmissione telematica, secondo il comma 431, sostituisce l’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi di cui all’art. 12 della legge 30 dicembre 1991, n.413, e al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,n. 696.


Lo stesso comma demanda ad un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate la definizione delle modalità e dei termini per la trasmissione telematica.


Con il provvedimento del 2005 si e’, dunque, data attuazione alla delega contenuta nel richiamato comma 431.


Le novità introdotte dal provvedimento direttoriale più recente sono illustrate nella circolare 2/E del 25 gennaio 2010.




Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 12 marzo 2009 e la Circolare 2/E del 25 gennaio 2010.


Cosa cambia


Il provvedimento del 12 marzo 2009, risolve alcune problematiche di carattere tecnico-procedurale evidenziate in questi anni dalle imprese che operano nel settore della grande distribuzione organizzata.


Fornisce, inoltre, chiarimenti in merito ai soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione ed illustra dettagliatamente le nuove modalità di trasmissione telematica e le specifiche tecniche introdotte dal provvedimento e dal relativo allegato “A”.


In merito al primo punto, nulla cambia a parte la già citata apertura dell’agevolazione anche alle imprese di servizi.


La circolare spiega che i requisiti e le caratteristiche individuate dall’art. 1, comma 430, della legge n. 311 del 2004, devono coesistere; non potranno, pertanto, vvalersi della facoltà le imprese che operano con un solo punto vendita, ancorché aventi le dimensioni richieste dalla norma, e le imprese che operano con più punti vendita senza i prescritti requisiti dimensionali. Specifica però che, fermo restando che le attività di cessione di beni e di prestazione di servizi destinate a un’ampia platea di clienti debbono essere svolte attraverso due o più punti vendita dislocati sul territorio nazionale, il requisito dimensionale si considera rispettato anche nelle ipotesi in cui un esercizio commerciale, nel quale coesistono l’attività di cessione e quella di servizi, abbia complessivamente le caratteristiche dimensionali di cui al comma 430.


Conseguentemente le aziende con un unico punto vendita, pur delle dimensioni richieste, all’interno del quale svolgano contemporaneamente sia un’attività di cessione di beni sia di prestazione di servizi, non potranno avvalersi della facoltà di invio telematico dei corrispettivi.


Riguardo alle nuove modalità di trasmissione, il documento di prassi specifica che essa deve avvenire tramite il servizio telematico Entratel ovvero Internet, anche avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni.


Il primo invio – per i soggetti che non hanno esercitato alcuna opzione – deve essere preceduto dalla comunicazione di “adesione preventiva”.


Se la scelta interviene nel corso del periodo d’imposta, devono essere necessariamente trasmessi anche i dati afferenti ai corrispettivi relativi alla frazione del periodo d’imposta precedente alla scelta.


L’adesione è vincolante per un anno e si rinnova tacitamente salvo revoca.


La revoca può intervenire per venir meno del requisito oggettivo (es. chiusura di tutti i punti vendita) e operativamente deve essere effettuata tramite la compilazione del campo “revoca alla trasmissione telematica ”, tale campo va compilato comunque in tutti i casi di interruzione degli invii.


Contrariamente a quanto avveniva in passato, la trasmissione dell’ammontare complessivo dei corrispettivi deve essere effettuata con cadenza mensile per ciascun punto vendita, anche per i punti vendita che non hanno le dimensioni previste dalla norma che, pertanto, continuano ad avere l’obbligo di certificare i corrispettivi.


L’invio dei file deve avvenire senza soluzione di continuità.


L’invio di due file consecutivi per il medesimo arco di tempo, che comporta la sostituzione del primo file inviato, è consentito ma, entro un mese dal termine di trasmissione dei dati da sostituire.


I dati si considerano trasmessi soltanto al momento in cui è completata la procedura di ricezione; a tal fine l’Agenzia delle entrate attesta l’avvenuta trasmissione di quest’ultimi, con ricevute rese disponibili entro cinque giorni lavorativi successivi a quello di invio, salvo cause di forza maggiore.






Effetti dell’agevolazione e sanzioni


La Circolare 8/E del 23 febbraio 2006.


Restano immutati gli effetti contabili e fiscali connessi all’agevolazione, contemplati nella circolare 8/E del 23 febbraio 2006, cui la circolare 2/E del 25 gennaio 2010 rimanda espressamente per l’approfondimento degli effetti non innovati .




Effetti dell’agevolazione






  • Esonero dall’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale.


I soggetti che decidono di applicare le disposizioni in argomento sono esonerati dall’obbligo di certificare i corrispettivi “… mediante il rilascio della ricevuta fiscale di cui all’art. 8 della L. 10 maggio 1976, n. 249, e successive modificazioni, ovvero dello scontrino fiscale, anche manuale o prestampato a tagli fissi, di cui alla L. 26 gennaio 1983, n. 18, e successive modificazioni.


L’esonero dall’obbligo strumentale della certificazione dei corrispettivi (articolo 12 della legge n. 413 del 1991) da parte dei soggetti che decidono di applicare le disposizioni in argomento, rende superflui gli altri adempimenti ad esso connessi e precisamente, l’obbligo di installazione ed utilizzo presso l’esercizio commerciale degli apparecchi misuratori fiscali – la cui disciplina e regolamentazione è contenuta nella legge 26 gennaio 1983, n. 18 e nel decreto ministeriale 23 marzo 1983 (modificato con provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 4 marzo 2002 e del 28 luglio 2003) , e di conseguenza, di adempiere ai diversi obblighi ad essi collegati, quali, ad esempio:




  • l’installazione e messa in uso da parte di un tecnico autorizzato,



  • la conservazione del libretto di dotazione fiscale, la verificazione periodica dell’apparecchio,



  • la stampa e conservazione dello scontrino di chiusura giornaliera,



  • la tenuta del registro dei corrispettivi da utilizzarsi in caso di mancato funzionamento dell’apparecchio.


Chi opta per la trasmissione telematica può chiedere la “defiscalizzazione” del misuratore fiscale già in uso.


L’impresa può continuare ad utilizzare il misuratore di cassa, fino ad esaurimento della memoria fiscale, per emettere scontrini fiscalmente non rilevanti avendo cura di comunicare al cliente la natura non fiscale del titolo.


In tale circostanza le imprese – fermo restando l’obbligo di mantenere inalterato il sigillo fiscale e la memoria fiscale degli apparecchi, anche a garanzia della verificabilità di tutte le operazioni effettuate prima dell’adozione delle procedure in commento – sono, comunque, esonerate dagli adempimenti periodici di manutenzione e verificazione dell’apparecchio, atte a salvaguardare la “funzione fiscale” del misuratore di cassa.


Ovviamente, anche dopo la “defiscalizzazione” del misuratore fiscale, l’impresa può continuare a rilasciare titoli senza rilevanza fiscale – specificandolo sugli stessi – per documentare gli acquisti effettuati dalla propria clientela e per quantificare l’ammontare periodico dei corrispettivi da comunicare periodicamente all’Amministrazione finanziaria.


L’ultimo periodo del comma 431 della legge n. 311 del 2004 dispone espressamente che è fatto salvo l’obbligo di emissione della fattura su richiesta del cliente “non oltre il momento di effettuazione dell’operazione(1).


Il beneficio della sostituzione dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi incontra, dunque un limite nella facoltà del cliente di richiedere il rilascio della fattura.


A tal fine, se l’azienda continua ad utilizzare un misuratore di cassa per emettere scontrini senza rilevanza fiscale, la stessa deve informare preventivamente il cliente della natura non fiscale del titolo, per consentirgli di avvalersi della facoltà di richiedere la fattura.






  • Effetti sugli adempimenti fiscali


La trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dell’ammontare giornaliero dei corrispettivi sostituisce l’obbligo di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, mentre non ha effetti sui restanti adempimenti di cui al titolo II del D.P.R. n. 633 del 1972.


Restano, quindi, inalterati gli obblighi di registrazione, liquidazione e versamento periodico ed annuale dell’imposta, nonché di tenuta e conservazione delle scritture contabili di cui all’articolo 39 del medesimo D. P.R. n. 633 del 1972.






  • Semplificazioni contabili connesse all’emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali.






  • Coloro che si avvalgono delle disposizioni in commento, qualora tengano il registro dei corrispettivi in luogo diverso da quello in cui svolgono l’attività di vendita, restano esonerati dalla tenuta, nel luogo in cui è svolta l’attività, del registro di prima nota di cui al quarto comma dell’articolo 24 del D.P.R. n. 633 del 1972(2).


Infatti, sebbene l’esonero dalla tenuta del registro di prima nota sia previsto solo se “per le operazioni effettuate nel luogo in cui è esercitata l’attività di vendita, è rilasciato lo scontrino o la ricevuta fiscale”(3), va considerato che quest’ultimo obbligo è “sostituito” – per effetto dei disposti normativi in esame – dalla trasmissione telematica dell’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri, distinto per ciascun punto vendita.






  • Le medesime considerazioni valgono con riguardo alla semplificazione di cui all’articolo 6, comma 4, del D. P. R. n. 695 del 1996, che consente di annotare l’ammontare dei corrispettivi del mese documentati con scontrino o ricevuta fiscale “anche con unica registrazione, nel registro previsto dall’articolo 24 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, entro il giorno 15 del mese successivo”.


Si ritiene, quindi, che anche le imprese che si avvalgono della trasmissione telematica dei corrispettivi, pur essendo esonerate dall’obbligo di emettere la ricevuta o lo scontrino fiscale, non hanno l’obbligo di annotare i corrispettivi giornalieri nell’apposito registro, con riferimento al giorno in cui le operazioni sono effettuate, entro il giorno non festivo successivo”(4).






  • Parimenti, si applica l’articolo 1 del decreto ministeriale 11 agosto 1975, che prevede che le registrazioni IVA, qualora il contribuente utilizzi direttamente macchine elettrocontabili ovvero si avvalga, per l’elaborazione dei dati, di centri elettrocontabili gestiti da terzi, possono essere eseguite entro sessanta giorni dalla data di effettuazione delle operazioni, fermo restando l’obbligo di tener conto, nelle dichiarazioni previste dagli articoli 27 e seguenti…, di tutte le operazioni soggette a registrazione nel periodo cui le dichiarazioni si riferiscono”.






  • Le imprese che si avvalgono della procedura in commento non possono invece ricorrere alla c.d. “fatturazione differita” di cui all’articolo 21, comma 4, del D.P.R. n. 633 del 1972, nell’ipotesi di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, ossia quando è “emesso all’atto della consegna o, se anteriore, del pagamento del corrispettivouno scontrino o ricevuta fiscale integrato con l’indicazione del codice fiscale dell’acquirente o committente o dei dati identificativi del cliente. In tal caso, infatti, l’emissione della fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione del bene” è consentita solo quando la “consegna o spedizione risulti da documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione e avente le caratteristiche determinate con D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472, ovvero da scontrino o ricevuta fiscale integrata.


Ciò significa, in altre parole, che, su richiesta del cliente, le imprese possono emettere solo fattura immediata e non differita.




DISCIPLINA SANZIONATORIA




Le sanzioni applicabili nell’ipotesi di violazione delle disposizioni per la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri da parte delle imprese della grande distribuzione sono dettate dal comma 432 dell’articolo 1 della legge n. 311 del 2004 .


In particolare, l’omessa o inesatta comunicazione dell’ammontare dei corrispettivi, entro i termini stabiliti dal provvedimento, è soggetta alle sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3, 11, comma 5 e 12, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.


Le violazioni sono pertanto punite con:




  • la sanzione amministrativa prevista nell’ipotesi di mancata emissione, od emissione con importi inferiori, di ricevute e scontrini fiscali, pari al 150 per cento dell’imposta corrispondente all’importo non documentato (articolo 6, comma 3);



  • la sanzione amministrativa prevista per l’omessa installazione degli apparecchi misuratori, da 1.032 euro a 4.131 euro (articolo 11, comma 5);



  • la sanzione accessoria disposta per l’omessa installazione degli apparecchi misuratori, costituita dalla sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nei locali ad essa destinati per un periodo da quindici giorni a due mesi e, in caso di recidiva, da due a sei mesi (articolo 12, comma 3).




In base a quanto previsto dall’art. 1, comma 271, della legge 244/2007 (legge finanziaria 2008), a partire dal 1^ gennaio 2009 i misuratori di cassa dovevano essere idonei alla trasmissione telematica dei corrispettivi.


Ricordiamo in proposito che, con l’art.16, commi 1 e 2, del D.L. 185 del 29/11/2008, tutte le disposizioni che prevedevano la trasmissione telematica dei corrispettivi, esclusa quella relativa alla “grande distribuzione”, sono state abrogate.






NOTE






  1. Cfr. articolo 22 del DPR n. 633 del 1972.



  2. Cfr. articolo 6, comma 3 del “regolamento recante norme per la semplificazione delle scritture contabili”, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695. Cfr. circolari n. 45/E del 19 febbraio 1997 e n. 5/E del 4 febbraio 2004, punto 4.4.



  3. Cfr. circolari n. 45/E del 19 febbraio 1997 e n. 5/E del 4 febbraio 2004, punto 4.4.



  4. Cfr art. 24 d.p.r. 633 del 1972.




18 febbraio 2010


Cinzia Bondì

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