Novità fiscali del 25 gennaio 2010: riaperti i termini per rivalutare terreni; le ganasce fiscali possono essere congelate; Consiglio dei Ministri: adozione delle direttive UE sull'IVA, partecipazioni e bilanci; Consiglio dei Ministri: approvato il D.Lgs. sulla direttiva sui diritti degli azionisti

 

 

Indice:

 

1) Riaperti i termini per rivalutare i terreni

 

2) Contributi regionali erogati ad aziende agrituristiche: Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

 

3) Le Ganasce fiscali possono essere congelate

 

4) Consiglio dei Ministri: Adozione delle direttive Ue su Iva, partecipazioni e bilanci

 

5) Il Consiglio dei Ministri ha approvato il D.Lgs. di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti

 

6) Altre di fisco

 

 

1) Riaperti i termini per rivalutare i terreni

La legge Finanziaria 2010 (art. 2, comma 229, L. 23.12.2009, n. 191) ha riaperto i termini per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni societarie.

Possono essere rivalutate le partecipazioni non quotate ed i terreni agricoli ed edificabili, detenuti al 01.01.2010, in base a una relazione di stima che dovrà essere redatta ed asseverata entro il 31.10.2010.

Entro tale data dovrà, inoltre, essere versata la relativa imposta sostitutiva ovvero la prima rata della stessa nel caso di versamento rateale.

Possono effettuare la rivalutazione anche coloro che hanno già usufruito di precedenti rivalutazioni.

In tal caso, tuttavia, l’imposta sostitutiva va pagata avuto riguardo all’intero valore rideterminato, mentre le imposte sostitutive versate a seguito delle precedenti rivalutazioni possono solo essere richieste a rimborso.

Tale rimborso è limitato secondo l’Agenzia delle entrate ai versamenti effettuati nei 48 mesi anteriori alla domanda di restituzione, ma secondo dottrina tale termine decorre dalla data del nuovo versamento.

Soggetti che possono rideterminare il valore di terreni e partecipazioni

La possibilità di rideterminare il valore fiscale dei terreni e delle partecipazioni è riservata unicamente ai soggetti in grado di porre in essere operazioni suscettibili di generare redditi diversi, ovverosia:

– Alle persone fisiche residenti, relativamente a terreni e partecipazioni detenuti al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa;

– alle società semplici e ai soggetti alle stesse equiparati;

– agli enti non commerciali, relativamente a terreni e partecipazioni detenuti al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa;

– ai soggetti non residenti, per i terreni ubicati in Italia e per le partecipazioni in società residenti in Italia, che non siano riferibili a stabili organizzazioni in Italia.

Perfezionamento della rivalutazione

L’Amministrazione finanziaria ha chiarito che l’opzione per la rideterminazione del costo o valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni non quotate si considera perfezionata con il versamento, entro il termine previsto, dell’intero importo dell’imposta sostitutiva dovuta o, in caso di pagamento rateale, della prima rata.

Efficacia solo per i redditi diversi

La rideterminazione del costo o valore di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni esplica i propri effetti soltanto ai fini della determinazione delle plusvalenze da cessione che configurano redditi diversi.

Irrilevanza delle minusvalenze

In occasione della cessione delle partecipazioni rivalutate, il confronto tra il corrispettivo di vendita e il valore di perizia non può dar luogo a minusvalenze fiscalmente rilevanti.

La rivalutazione può quindi determinare al massimo l’azzeramento della plusvalenza, ma in nessun caso può concorrere alla determinazione di minusvalenze compensabili con plusvalenze aventi medesima natura (circolare n. 12/E del 2002).

 

 

2) Contributi regionali erogati ad aziende agrituristiche: Chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

Gli aiuti regionali erogati a favore delle aziende agrituristiche possono essere considerati, fiscalmente, come contributi in conto impianti ed essere conseguentemente sottoposti alla disciplina fiscale prevista per questi ultimi.

Ciò riguarda i soggetti che determinano il reddito in modo analitico, vale a dire secondo le regole proprie del reddito d’impresa.

Naturalmente, se l’imprenditore agricolo destinatario del contributo regionale ha adottato il regime di determinazione forfetaria del reddito (ex art. 5, L. n. 413/1991) tale contributo non rileva ai fini della determinazione del reddito imponibile.

Infatti, in tale occasione, il reddito fiscale si determina applicando il coefficiente di redditività del 25% all’ammontare dei ricavi derivanti dall’esercizio dell’attività agrituristica.

Il contributo in conto impianti si differenzia dal contributo “in conto capitale” giacché non comporta un generalizzato accrescimento delle risorse a disposizione del soggetto beneficiario risultando, invece, rigidamente subordinato all’acquisizione o alla realizzazione delle immobilizzazioni previste

dalla legge di concessione.

Nel caso di specie, anche dall’esame di alcune delibere regionali, è emerso che i finanziamenti concessi alle aziende agrituristiche da parte delle Regioni, denominati contributi in conto capitale, sono:

– finalizzati ad interventi di ristrutturazione del fabbricato rurale e all’acquisto di macchine, attrezzature, impianti e arredi per l’esercizio dell’attività agrituristica;

– revocabili nel caso in cui il beneficiario non li utilizzi secondo le condizioni prestabilite.

Le delibere, infatti, indicano in maniera puntuale sia le spese ammissibili al fine di percepire il contributo, eliminando ogni incertezza sul fatto che trattasi di generici contributi a fondo perduto, sia gli adempimenti a carico del beneficiario per non incorrere in una eventuale revoca del finanziamento.

In alcuni casi, ad esempio, il contributo risulta subordinato al rispetto del vincolo di non alienabilità e di divieto di cambio di destinazione d’uso del bene agevolato per un periodo di tempo minimo prefissato.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la specificità delle norme che disciplinano il riconoscimento e la concessione del contributo alle aziende agrituristiche è tale, dunque, da escludere che nel caso di specie si tratti di contributi in conto capitale (sebbene formalmente definiti tali) erogati al solo fine di rafforzare la struttura patrimoniale dell’azienda.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 2/E del 22.01.2010)

 

 

3) Le Ganasce fiscali possono essere congelate

Il ricorso con la richiesta di sospensiva va accolta dai giudici tributari.

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha chiarito che il presidente di sezione della commissione tributaria può disporre con decreto la sospensione provvisoria della cartella esattoriale quando il contribuente ha presentato ricorso, fino alla pronuncia del collegio.

Dopo  due anni il parere è stato evidenziato  all’attenzione del magistrati tributari riconoscendogli  la qualifica di delibera di interesse generale,  e per tale motivo è stata inviata a tutte le commissioni tributarie, che comunque in molti casi si sono già pronunciate  sulla direzione del decreto immediatamente esecutivo del presidente della sezione.

 

 

4) Consiglio dei Ministri: Adozione delle direttive Ue su Iva, partecipazioni e bilanci

Approvati dal Consiglio dei ministri una serie di decreti legislativi in attuazione di direttive comunitarie di tema fiscale e finanziario.

Via libera, quindi, all’attuazione delle direttive in materia di territorialità delle prestazioni di servizi, finalizzata a ovviare al problema dell’assolvimento dell’Iva in uno Stato membro diverso da quello di stabilimento del committente; per il riordino delle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, materia che interessa la generalità delle imprese, compresi gli enti di interesse pubblico, sulla base del principio cardine che vengano svolte secondo standard comunitari; per l’esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate, che fissa i requisiti di base per agevolare l’informazione e il diritto di voto degli azionisti nelle assemblee generali di tali società, in particolare per gli aspetti di carattere transfrontaliero e di partecipazione a distanza, anche attraverso l’uso di tecnologie.

(Consiglio dei Ministri del 22.01.2010)

 

 

5) Il Consiglio dei Ministri ha approvato il D.Lgs. di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 22.01.2010 il Decreto Legislativo di recepimento della direttiva sui diritti degli azionisti (direttiva 2007/36/CE) dopo il rilascio dei pareri delle commissioni parlamentari competenti.

Il decreto ha, tra l’altro:

– confermato i termini per l’avviso di convocazione dell’assemblea previsti dallo schema elaborato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (di seguito “MEF”) (30 giorni prima dell’assemblea, 40 giorni per l’avviso di convocazione dell’assemblea per l’elezione con voto di lista degli organi di amministrazione e controllo, 21 giorni per le assemblee previste dagli artt. 2446, 2447 e 2487 c.c., 15 giorni per le assemblee in caso di opa) (art. 125-bis);

– confermato l’obbligo di pubblicazione delle relazioni sulle materie all’ordine del giorno contestualmente alla pubblicazione dell’avviso di convocazione (art. 125-ter);

– fissato la record date a 7 giorni di mercato aperto prima dell’assemblea (nella proposta del MEF, il termine era pari a 5 giorni), anticipando anche la comunicazione dall’intermediario all’emittente alla fine del 3° giorno di mercato aperto (art. 83-sexies);

– sancito la possibilità di identificare gli azionisti rimettendo la scelta allo statuto e prevedendo analoga facoltà a una minoranza qualificata di azionisti. In tale ultimo caso i costi sono ripartiti tra la società ed i soci richiedenti “secondo criteri stabiliti dalla Consob con regolamento, avendo riguardo all’esigenza di non incentivare l’uso dello strumento da parte dei soci per finalità non coerenti con l’obiettivo di facilitare il coordinamento tra i soci stessi al fine di esercitare i diritti che richiedono una partecipazione qualificata” (art. 83-duodecies). Fino all’emanazione del decreto, i costi relativi alla richiesta di identificazione degli azionisti su istanza dei soci sono sostenuti dai soci richiedenti;

– previsto che lo statuto possa stabilire la maggiorazione del dividendo a favore di coloro che detengano una partecipazione per un periodo continuativo indicato in statuto e comunque non inferiore a un anno (superiore allo 0,5% del capitale sociale) (art. 127-quater);

– confermato la possibilità per la società di designare un rappresentante cui i soci possono conferire delega con istruzioni di voto (salvo opt-out statutario) (art. 135-undecies);

– previsto che le associazioni degli azionisti potranno continuare la loro attività (art. 141);

– disciplinato i termini per il deposito (entro 25 giorni prima dell’assemblea) e la pubblicazione delle liste (almeno 21 giorni dell’assemblea) per la nomina degli organi di amministrazione e controllo, stabilendo che la titolarità della quota minima di partecipazione è determinata avendo riguardo alle azioni registrate a favore del socio nel giorno in cui le liste sono depositate presso l’emittente (artt. 147-ter e 148);

– confermato l’obbligo di pubblicare il progetto di bilancio approvato dall’organo di amministrazione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale (art. 154-ter);

– confermato che le disposizioni relative alla convocazione e partecipazione alle assemblee troveranno applicazione a partire dalle assemblee convocate dopo il 31 ottobre 2010, fissando a 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto il termine per l’emanazione dei regolamenti attuativi.   

(Assonime, nota del 22.01.2010)

 

 

6) Altre di fisco:

 

– Comunicazione bonus occupazione: Invio dal 01.02.2010

Riguardo il credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate, dal 1° febbraio i datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza, anche parziale, dovranno inviare la comunicazione annuale (di rendiconto) che gli consentirà, tra l’altro, di usufruire dell’eventuale quota di credito non ancora utilizzata.

In particolare, si tratta del credito d’imposta (€ 333,00 mensili per ciascun nuovo lavoratore, aumentato a € 416,00 per lavoratrice a cd. “lavoratore svantaggiato”), utilizzabile esclusivamente in compensazione, per chi ha assunto, nel 2008, nuovi dipendenti a tempo indeterminato, anche in part-time, incrementando così la base occupazionale (art. 2, commi da 539 a 547, legge 244/2007).

La comunicazione annuale (con la quale occorre dimostrare che il numero complessivo dei lavoratori mediamente occupati in ciascuno degli anni interessati sia superiore a quello rilevato nel 2007) va trasmessa via web dal 1° febbraio fino al 31 marzo degli anni 2009, 2010 e 2011 in relazione al periodo d’imposta precedente, utilizzando l’apposito modello C/IAL reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

– Accertamento fiscale basato su dati “irritualmente” acquisiti

I dati bancari sono sempre utilizzabili ai fini dell’accertamento fiscale, anche se vengono acquisiti in occasione di un’indagine penale a carico del contribuente o di terzi.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 857 del 20.01.2010)

 

 

– Accertamento fiscale da analitico ad induttivo

L’Ufficio fiscale, in sede di rettifica, può passare, dall’accertamento analitico a quello analitico-induttivo, non solo quando dai controlli effettuati risulta evidente la falsità delle dichiarazioni effettuate, ma anche quando l’esistenza di attività non dichiarate è desumibile da presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 863 del 2010)

 

 

– Paesi black list: Con acquirente niente elusione

Sussiste un effettivo interesse economico ad eseguire operazioni con imprese che hanno sede nei paradisi fiscali qualora il soggetto italiano abbia già un acquirente della merce importata.

La documentazione doganale e di trasporto internazionale rappresenta prova della effettività delle operazioni.

(C.T.P. di Roma, sentenza n. 454/53/09 e C.T.P. di Napoli, decisione n. 6 del 15.01.2010)

 

 

– La plusvalenza sul terreno venduta non si può qualificare con presunzioni

Non è possibile desumere il pagamento di corrispettivi in nero. Il concetto di plusvalenza, ai sensi dell’art. 82, TUIR, non va confuso con il valore del terreno. Nel caso di specie, peraltro, il fisco non ha fornito alcuna prova, con indagini bancarie, del presunto incasso (percepito “in nero”) della differenza tra valore determinato e prezzo di vendita.

(C.T.P. di Reggio Emilia, sentenza n. 16.01.10, del 14.01.2010)

 

 

– Cassazione a S.U.: Non spetta il rimborso IVA sugli acquisti destinati ad attività esenti

Confermando la giurisprudenza della Corte di Giustizia CE, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che non sono esenti da IVA gli acquisti di beni destinati ad un’attività a sua volta esentata (ad esempio, quella sanitaria), giacché l’esenzione si applica unicamente alla rivendita di beni preliminarmente acquistati da un soggetto passivo per le esigenze di un’attività esentata senza poter detrarre la relativa imposta.

In pratica, mentre gli operatori dei settori c.d. “esenti” ritenevano che la suddetta disposizione comunitaria sancisse l’esenzione da IVA per tutti gli acquisti di beni dagli stessi realizzati (esenzione “a monte”), l’Amministrazione Finanziaria riferiva tale norma (correttamente, come ha sancito la giurisprudenza comunitaria e quella di legittimità) alle cessioni di beni a sua volta acquistati senza poter detrarre la relativa imposta (esenzione “a valle”).

(Corte di Cassazione, sentenza, Sezioni Unite, n. 355 del 13.01.2010)

 

 

– Sull’indennità di prepensionamento si applica l’Irpef

Il datore di lavoro deve operare le trattenute sull’indennità erogata al dipendente in occasione della cessazione anticipata del rapporto: Sussistono i presupposti impositivi, poiché l’erogazione trova causa nel rapporto di lavoro.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 110 del 08.01.2010)

 

 

– Presentazione della richiesta di rimborso Iva: Legittimo il limite triennale

E’ legittimo il limite triennale per la presentazione della richiesta di rimborso del credito Iva.

La normativa dello stato membro può prevedere un termine di decadenza/prescrizione, senza per questo violare il diritto comunitario.

(Corte di giustizia Ue, sentenza del 21.1.2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

 

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