Nuova disciplina sul trattamento fiscale degli omaggi

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 4 dicembre 2009

si avvicina la fine dell’anno, periodo tipico per gli omaggi natalizi, in particolare le aziende ed i professionisti dovendo elargire ai propri clienti determinati beni devono osservare, dal lato fiscale, la nuova disciplina che si è venuta a creare...

Nuova disciplina sul trattamento fiscale degli omaggi

 

Quadro normativo

Le regole di deducibilità delle spese di rappresentanza sono state ampiamente modificate dalla Legge n. 244/2007 (Legge Finanziaria per l’anno 2008).

Il nuovo testo dell’art. 108, comma 2, del Tuir, riformulato dalla Legge n. 244/2007, prevede che le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità stabiliti con il D.M. 19.11.2008 (pubblicato in G.U. n. 11 del 15.01.2009), anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse, del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e dell’attività internazionale dell’impresa.

Nel nuovo anno (2009) è entrata in vigore la limitazione del 75% prevista dal D.L. n. 112/2008 per le spese di vitto e alloggio sostenute da imprese e professionisti.

Premessa

Si avvicina la fine dell’anno, periodo tipico per gli omaggi natalizi, in particolare le aziende ed i professionisti dovendo elargire ai propri clienti determinati beni devono osservare, dal lato fiscale, la nuova disciplina che si è venuta a creare.

In relazione a tale fattispecie, permane una disparità di trattamento tra Iva e reddito.

Infatti, ai fini Iva la soglia di detassazione è rimasta ferma ad euro 25,82, mentre ai fini delle imposte dirette, l’importo deducibile è stato di recente elevato a 50 euro.

Questa di seguito è la nuova situazione che si è venuta a creare riguardo il trattamento Iva delle cessioni gratuite, su cui si è avuta l’importante novità in materia di base imponibile.

Gli omaggi detassati ai fini Iva

La disposizione della lettera h) dell’art. 19-bis1 del D.P.R. n. 633/72 stabilisce che non è ammessa in detrazione l’Iva sulle spese di rappresentanza come definite ai fini delle imposte sul reddito, tranne su quelle sostenute per acquistare beni di costo unitario non superiore a 25,82 euro.

In via di principio, quindi, l’Iva per l’acquisto di beni da omaggiare non è detraibile, salvo che il costo sia contenuto nel predetto limite, nel qual caso la detrazione é consentita.

Non è comunque detraibile l’Iva per l’acquisto di beni da regalare ai dipendenti.

In genere, gli omaggi aziendali hanno per oggetto beni acquistati per tale specifica destinazione, diversi rispetto a quelli ordinariamente prodotti o commercializzati dall’impresa.

Può però verificarsi che l’omaggio sia invece costituito da un bene rientrante nell’oggetto dell’attività propria dell’impresa: si pensi al titolare di un’enoteca che acquista dei vini pregiati al fine di regalarli ai migliori clienti in occasione delle festività natalizie.

Secondo dottrina sarebbe corretto sostenere che se il contribuente, al momento dell’effettuazione dell’acquisto del bene, sia in grado di prevederne una destinazione diversa rispetto a quella ordinaria e tale da comportare l’indetraibilità dell’imposta, potrebbe astenersi dall’esercitare la detrazione, mentre la successiva cessione gratuita del bene sarebbe esclusa dalla sfera impositiva ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4) del D.P.R. n. 633/72.

Tale norma prevede che costituiscono operazioni imponibili anche le cessioni gratuite di beni, tranne:

a) quelli la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa, se di costo unitario non superiore a 25,82 euro;

b) quelli per i quali non sia stata operata, al momento dell’acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta a norma dell’art. 19, anche se per effetto dell’opzione di cui all’art. 36-bis.

Quindi, un eccezione al regime Iva (principio) delle cessioni gratuite è data dai “piccoli omaggi”, ossia dai beni di costo unitario non superiore a 25,82 euro rientranti nella nozione di spese di rappresentanza.

Infatti, sui piccoli omaggi si viene a realizzare una detassazione completa, limitatamente però ai beni che non rientrano nell’oggetto dell’attività propria dell’impresa, poiché diversamente la cessione gratuita diviene imponibile indipendentemente dal costo unitario.

Peraltro, la direttiva comunitaria (n. 112/2006), contrariamente alla legge interna, consente di detassare completamente anche i piccoli omaggi di beni oggetto dell’attività propria dell’impresa.

Infine, a parere di dottrina la detrazione dell’Iva sui “piccoli omaggi” spetta anche se si tratti di prodotti alimentari o bevande, ossia di beni per il cui acquisto o importazione il diritto alla detrazione, in via di principio, nonostante le recenti modifiche in tema di spese di ristorazione, continua ad essere precluso dalla lettera 1) dell’art. 19-bis1.

Soggetti che erogano omaggi

Tipo di beni

Situazione ai fini Iva

Imprenditori e professionisti ai clienti/fornitori

Beni di costo

unitario inferiore o

pari a € 25,82

Acquisto: Iva detraibile

Imprenditori e professionisti ai clienti/fornitori

Beni di costo

unitario superiore

€ 25,82

Acquisto: Iva indetraibile

Omaggi ai fini delle imposte sui redditi

Il nuovo art. 108, co. 2, TUIR dispone anche che sono interamente deducibili le spese sostenute per gli omaggi di beni di valore unitario non superiore a € 50,00. Ai fini dell’integrale deducibilità dei costi per omaggi di valore unitario non superiore ad € 50,00, come è stato rilevato in dottrina, occorre pur sempre soddisfare i requisiti di gratuità e di inerenza.

Sono spese di rappresentanza quelle effettivamente sostenute e documentate che soddisfano le seguenti caratteristiche:

- gratuità: Il requisito essenziale per integrare la definizione di spese di rappresentanza è, quindi, costituito dalla mancanza di corrispettivo o di specifica controprestazione da parte dei destinatari dei beni e dei servizi erogati.

- inerenza: L’attuale formulazione dell’art. 108, co. 2, D.P.R. n. 917/1986 richiede che il requisito d’inerenza sia valutato in funzione della destinazione delle spese di rappresentanza. A tal fine il Decreto 19.11.2008 definisce come inerenti quelle spese che perseguono finalità promozionali e di pubbliche relazioni;

- ragionevolezza: come per l’inerenza, anche per la verifica di tale condizione il riferimento è alla destinazione dei costi. Infatti, il decreto attuativo richiede, che il sostenimento delle spese di rappresentanza sia giudicato in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici per l’impresa ovvero che sia valutata la coerenza di tali spese rispetto alle pratiche commerciali vigenti nel settore di appartenenza.

Spese di rappresentanza: Limiti di deducibilità introdotti dal D.M. 19.11.2008

Entro il limite del 1,30% della spesa

La deduzione è ammessa fino a 10 milioni di euro dei ricavi/proventi della gestione caratteristica

Entro il limite del 0,50% della spesa

La deduzione viene ammessa per la parte eccedente i 10 milioni di euro e fino a 50 milioni di euro di ricavi/proventi della gestione caratteristica

Entro il limite del 0,10% della spesa

La deduzione è consentita per la parte eccedente i 50 milioni di euro di ricavi/proventi della gestione caratteristica

Il nuovo art. 108, comma 2, TUIR dispone anche che sono interamente deducibili le spese sostenute per gli omaggi di beni di valore unitario non superiore a € 50.

Pertanto, detti omaggi di valore unitario inferiore a € 50 sono interamente deducibili senza applicazione delle suddette percentuali (limiti di deducibilità).

Mentre per i professionisti (redditi di lavoro autonomo) la deducibilità delle spese per omaggi è prevista nel limite del 1% dei compensi.

Omaggi di beni la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività dell’impresa

Soggetti che erogano omaggi

Tipo di beni

Situazione ai fini Imposte sui redditi

Imprenditori e ai clienti/fornitori

Beni di costo

unitario inferiore o pari a

€ 50,00

Spese per omaggi

interamente deducibili

Imprenditori e ai clienti/fornitori

 Beni di costo

unitario superiore a

€ 50,00

Spesa rappresentanza

deducibile nei limiti

fissati dal D.M. 19.11.08

(art. 108 comma 2 Tuir)

Professionisti ai propri clienti/fornitori

Spese di rappresentanza

deducibili nel limite

dell’1% dei compensi

percepiti nel periodo

d’imposta (art. 54, comma 5, DPR n. 917/1986)

 

Infine, per completezza si riporta di seguito la situazione fiscale che riguarda le spese di vitto e alloggio.

Deducibilità delle spese di vitto e alloggio e di rappresentanza:

Tipologia di spesa

TUIR

Deduzione

                                           Redditi di Impresa

Spese di vitto e alloggio sostenute per l’esercizio dell’attività commerciale

Art. 109, c.5

Deducibilità del 75% della spesa

Spese di vitto e alloggio sostenute dal datore per le trasferte di dipendenti e collaboratori fuori dal territorio comunale

Art. 95, c.3

Deducibili per un ammontare giornaliero non superiore a 180,76 euro per trasferte in Italia e 258,23 euro per quelle all’estero

 

 

Tipologia di spesa

TUIR

Deduzione

                                  Redditi di lavoro autonomo

Spese di vitto e alloggio del professionista

Art. 54, c.5

 

Deducibilità nel limite del 2% dei compensi.

Spese di vitto e alloggio sostenute dal committente per il professionista e da questi addebitate in fattura

Totalmente deducibili senza limitazione.

 

Spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate dai dipendenti e collaboratori del professionista fuori dal territorio comunale

Art. 54, c.6

 

Deducibili per un ammontare giornaliero non superiore a 180,76 euro per le trasferte in Italia e 258,23 euro per quelle all’estero.

 

Vincenzo D’Andò

 

4 dicembre 2009