Imposta sostitutiva dell’Irpef sulle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto – Aliquota


Il prossimo 16 dicembre scade il termine per il versamento dell’acconto dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF sulle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto. Con l’occasione, si intende riepilogare la normativa che disciplina l’assolvimento di tale imposta.


 


Cenni generali


L’imposta sostitutiva deve essere versata dai sostituti d’imposta nella misura dell’undici per cento delle rivalutazioni dei trattamenti di fine rapporto dei propri dipendenti maturate nell’anno. L’imposta versata dal sostituto deve essere imputata a riduzione del fondo TFR. Pertanto, il dipendente si vedrà, in seguito, erogare tali importi al netto dell’imposta sostitutiva, senza subire ulteriori prelievi sulle rivalutazioni già assoggettate, cioè quelle maturate a partire dall’anno 2001, quando tale normativa è stata introdotta.


 


Base imponibile


La base imponibile dell’imposta sostitutiva in questione è costituita, per ciascun anno, dalle rivalutazioni (determinate a norma dell’articolo 2120 del codice civile) del fondo TFR esistente in bilancio alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. Dovranno essere considerate sia le rivalutazioni che maturano a fine anno sia quelle maturate in corso d’anno, a seguito di erogazioni di anticipazioni, acconti e saldo di TFR. Sulle rivalutazioni che maturano in ciascun anno i sostituti d’imposta devono conteggiare e versare l’imposta sostitutiva nella misura dell’undici per cento, imputandola contabilmente, come detto, a decurtazione del fondo TFR.


 


Modalità e termini di versamento


L’imposta deve essere versata a titolo di acconto entro il 16 dicembre di ciascun anno ed a titolo di saldo entro il 16 febbraio dell’anno successivo tramite il modello F24, indicando nella sezione Erario i seguenti codici tributo: 1712 –  Acconto, 1713 – Saldo.


L’anno di riferimento è quello in relazione al quale si effettua il versamento.


 


Acconto


L’acconto è dovuto nell’anno in cui le rivalutazioni maturano e può essere determinato scegliendo liberamente tra due metodi di calcolo, tra loro alternativi. Il primo metodo è quello storico. In questo caso l’importo dell’acconto è commisurato al 90 per cento delle rivalutazioni maturate nell’anno precedente, cioè sarà pari al 90 per cento dell’imposta complessivamente dovuta per il precedente anno. Il secondo metodo è quello presuntivo. In tale secondo caso l’importo dell’acconto è da conteggiare, sempre nella misura del 90 per cento, avendo riguardo al TFR maturato al 31 dicembre dell’anno precedente relativo ai dipendenti in forza al 30 novembre dell’anno per il quale l’acconto è dovuto, utilizzando l’incremento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevato nel mese di dicembre dell’anno precedente a quello per il quale si calcola l’acconto. Dovrà quindi essere aggiunto il 90 per cento dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni trattenuta sulle erogazioni ai cessati entro il 30 novembre dell’anno in corso.


 


Saldo


Indipendentemente dal metodo utilizzato per determinare l’acconto, entro il 16 febbraio dell’anno successivo deve essere versata la differenza tra l’imposta definitivamente calcolata secondo i criteri anzidetti e quanto versato in acconto. Eventuali versamenti in eccesso possono essere recuperati tramite compensazione in occasione dei successivi versamenti.


 


Anticipo IRPEF sui TFR


Si ricorda, infine, che, ai fini del versamento dell’imposta sostitutiva in questione, può essere utilizzato il credito d’imposta che i sostituti ancora vantino per il versamento anticipato dell’IRPEF sui TFR. Tale credito può essere utilizzato, fino ad importo corrispondente a quello dell’imposta sostitutiva da versare, senza limiti di importo annuo, attraverso il modello F24, indicando nella colonna importi a credito compensati della sezione Erario, con il codice tributo 1250.


 


Massimo Pipino

14 Dicembre 2009


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