Attività occasionale

disciplina fiscale e previdenziale

 



 







SOMMARIO


 


1. – DISCIPLINA DEL LAVORO AUTONOMO ABITUALE E OCCASIONALE AI FINI


      DELLE IMPOSTE SUL REDDITO.


 


2. – DISCIPLINA DEL LAVORO AUTONOMO ABITUALE E OCCASIONALE AI FINI


      DELL’I.V.A.


 


3. – LEGGE BIAGI  E LAVORO “A PROGETTO” (D.Lgs. n.276 del 10.09.03, di attuazione


       della L. 30 del 14.02.03 in materia di occupazione e mercato del lavoro).


 


4. – CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER I LAVORATORI AUTONOMI ABITUALI E


       OCCASIONALI.


 


       4.1 – Gestione separata INPS.


 


       4.2 – Aliquote contributive alla gestione separata.


 


       4.3 –  Termini di versamento.


 


       4.4 – Determinazione del reddito soggetto a contributo previdenziale.


 


       4.5 – Inps – Messaggio del 24 Novembre 2009 n. 26904.


 


5. – RITENUTA SUI REDDITI DA LAVORO ASSIMILATI A QUELLI DI LAVORO


       DIPENDENTE E SUI REDDITI DI LAVORO AUTONOMO.


 


 


1. – DISCIPLINA DEL LAVORO AUTONOMO ABITUALE E OCCASIONALE AI FINI DELLE IMPOSTE SUL REDDITO.


 


Premesso che la distinzione tra abitualità e occasionalità non è sempre agevole, in base all’art.53, 1^ c., Dpr 917/86:



 


Ø     Sono redditi di lavoro autonomo quelli che derivano dall’esercizio di arti e professioni.


Ø     Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, di attività di lavoro autonomo diverse da quelle considerate nel capo VI (Redditi di impresa), compreso l’esercizio in forma associata di cui alla lettera c) del 3^ c., dell’art.5 (Redditi prodotti in forma associata).


 


In base a tale norma, il requisito essenziale che caratterizza l’esercizio della professione, è l’abitualità, con riferimento allo svolgimento dell’attività con regolarità e continuità.


 


La continuità non va intesa nel senso che l’attività debba essere svolta continuativamente, cioè senza interruzione, l’importante è che sia destinata a ripetersi.


 


Secondo tale norma, quindi, il reddito di lavoro autonomo è una categoria di tipo residuale, in quanto non deriva dal lavoro dipendente e non deriva dall’esercizio dell’impresa.


 


Pertanto, si ha che:


Ø     l’attività occasionale è quella svolta con carattere di saltuarietà ed episodicità;


Ø     l’attività abituale è quella esercitata con regolarità, stabilità e sistematicità.


 


Il M.F., con la R.M. n.550326 del 24.11.88, ha affermato che:


 


Ø     i requisiti di professionalità ed abitualità sussistono ogni qualvolta il soggetto ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici coordinati e finalizzati al raggiungimento di uno scopo;


Ø     l’occasionalità implica attività episodiche, saltuarie e comunque non programmate.


 


Pertanto, è da ritenere che l’occasionalità non viene meno per il fatto che le medesime prestazioni siano ripetute, purchè vengano rese in modo del tutto episodico e saltuario.


…………………………….


 


Antonino Pernice


23 Dicembre 2009


 


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