Tremonti-ter: la novità del bene


Come è noto, con circolare n. 44/E del 27 ottobre 2009, la Direzione normativa e contenzioso dell’Agenzia delle entrate ha diramato le istruzioni in ordine all’applicazione della cd. Tremonti-ter.


In questo nostro intervento, dopo aver brevemente riepilogato il quadro normativo, fissiamo la nostra attenzione su uno dei requisiti previsti per poter godere dell’agevolazione: la novità del bene.


 


QUADRO NORMATIVO


 


L’art. 5 del  D.L. 1°  luglio  2009,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, rubricato “Detassazione  degli  investimenti in  macchinari”, consente di escludere dall’imposizione sul reddito d’impresa un importo pari al 50 per cento del valore degli investimenti  in  nuovi  macchinari  e in nuove apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007,  fatti a decorrere dal 1° luglio 2009 – data di entrata in vigore del decreto    e fino al 30 giugno 2010.


 


La nuova agevolazione consiste in una detassazione dal reddito di impresa, che opera sostanzialmente in modo analogo alle agevolazioni previste dall’art. 4 della legge n. 383 del 18 ottobre 2001 (c.d. Tremonti-bis) e dall’art. 3 del D.L. 10 giugno 1994,  n. 357, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1994,  n.  489 (c.d. Tremonti).


 


La Tremonti-ter si applica a  tutti  i  soggetti  residenti  nel territorio dello Stato, in relazione alle  attività  produttive di redditi d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza degli stessi.


Ai  fini  dell’agevolazione  non rileva la circostanza che il bene sia stato prodotto da imprese italiane o estere né che l’investimento debba essere realizzato nel territorio dello Stato.


 


Tuttavia, sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti in beni allocati  in  strutture situate al di fuori dello Spazio economico europeo.


Ai fini dell’agevolazione, pertanto, i macchinari e  le  apparecchiature oggetto di investimento da parte dei soggetti interessati devono essere allocati in strutture produttive nel territorio dello Stato, degli  Stati membri della Comunità europea  o  degli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio  economico europeo (SEE), che  comprende anche l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.


 


La novità


 


L’art. 5, comma 1, del decreto considera agevolabili gli “investimenti” in macchinari e in apparecchiature compresi nella divisione 28 della tabella  ATECO  2007.


L’agevolazione spetta per l’acquisto dei suddetti macchinari e apparecchiature da terzi nonché per la realizzazione degli stessi in economia o mediante contratto di appalto.


Il medesimo art. 5, comma 1, del decreto, a  seguito  della  modifica  operata dalla legge di conversione, prevede espressamente che la detassazione riguarda gli investimenti in “in nuovi macchinari e in   nuove apparecchiature”. 


 


Di conseguenza, l’agevolazione non spetta per gli investimenti in beni a qualunque titolo già utilizzati.


La circolare n. 44/2009 ha innanzitutto precisato al riguardo che “la previsione del requisito della novità  dei beni, introdotta della legge di conversione, non ha portata innovativa, ma è meramente ricognitiva di un principio desumibile dalla ratio dell’agevolazione. Pertanto anche gli investimenti fatti dal 1° luglio  2009  al  4  agosto 2009 – giorno antecedente a quello di  entrata  in  vigore della  legge di conversione del decreto – devono caratterizzarsi per il requisito della novità del bene, restando esclusi, come detto, quelli in beni a qualunque titolo già utilizzati”.


 


Il documento di prassi ha fornito un’ulteriore indicazione: può essere oggetto dell’agevolazione in esame  anche  il  macchinario  o apparecchiatura che viene esposto in show room ed utilizzato esclusivamente dal rivenditore al solo  scopo dimostrativo (pertanto mai entrato in funzione) in quanto l’esclusivo utilizzo del bene da parte  del  rivenditore ai soli fini dimostrativi non fa perdere al bene il requisito  della  novità (cfr. circolare 4/E del 18 gennaio 2002, par. 2).


 


Con riguardo ai beni complessi realizzati in economia, ove alla loro realizzazione abbia concorso anche un bene usato, il requisito della novità sussiste in relazione all’intero bene, purché il costo del  bene  usato  non sia di prevalente entità rispetto al costo complessivamente sostenuto. Nel caso in cui il bene complesso, che incorpora anche un bene usato, sia  stato acquistato a titolo derivativo, il cedente dovrà attestare che il costo  del bene usato non è di prevalente entità rispetto al costo complessivo.


 


Riflessioni sulla novità


 


Gli investimenti, per poter accedere all’agevolazione, devono essere provvisti del requisito della ” novità “, qualità, spesso, non agevole da riscontrare.


L’allora Ministero delle Finanze, con la circolare n. 181 del 27 ottobre 2004 aveva puntualizzato che “l’investimento deve sempre riguardare beni nuovi (ancorchè non realizzati direttamente dall’impresa beneficiaria dell’agevolazione restando di conseguenza esclusi quelli già utilizzati da altri soggetti, anche non residenti“).


 


Precedentemente, nella circolare n. 90 del 17 ottobre 2001 l’Agenzia delle Entrate aveva comunque già rilevato che: “il requisito della novità sussiste anche nel caso in cui l’acquisto del bene avvenga presso un soggetto che non sia né il produttore né il rivenditore, a condizione che il bene stesso non sia mai stato utilizzato (o dato ad altri in uso) né da parte del cedente, né da alcun altro soggetto“. Inoltre, “l’espressione acquisto di beni strumentali nuovi” comprende non soltanto l’acquisto a titolo derivativo, ma anche la realizzazione degli stessi in appalto o in economia da parte del soggetto destinatario dell’agevolazione.


 


Il requisito della novità, secondo il pensiero del Ministero delle Finanze – interpretazione confermata dall’Agenzia – permane quando, nell’ambito di costruzioni di impianti in economia, siano utilizzati beni usati di entità non rilevante. E’ di tutta evidenza – però – che il diritto a fruire dell’agevolazione non viene meno qualora il costo dei beni usati, impiegati nella realizzazione dell’impianto sia di entità non rilevante rispetto al costo complessivamente sostenuto.


Interpretazione che ci sembra corretta e oggi confermata dall’Amministrazione finanziaria con la circolare n. 44/2009.


 


Tuttavia, per completezza, si fa presente che l’Assonime (1) – in vigenza delle precedenti Tremonti – era di diverso avviso: secondo gli esperti dell’Associazione quando “un’impresa costruisca un impianto o un bene strumentale in economia, il bene costruito rimane nuovo non solo quando per la loro costruzione vengono impiegate materie prime, materiali di consumo, prodotti, ecc., appositamente acquistati sul mercato, ma anche quando sono impiegati a questi fini….materiali cosiddetti di risulta, cioè già utilizzati. Non può essere, infatti, l’impiego di questi materiali a interferire con l’originalità o la novità del bene venuto ad esistenza, economica e giuridica, in esito al processo di fabbricazione“.


 


Gianfranco Antico


12 Novembre 2009








NOTE


(1) Circolare n. 151 del 20 dicembre 1994


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