Sanzioni amministrative: l’opposizione all’esecuzione sconta il contributo unificato



L’art. 9 della L. 23 dicembre 1999 n. 488, modificato dal decreto legge 11 marzo 2002, n. 28 (convertito dalla legge 10 maggio 2002, n. 91) ha istituito il contributo unificato per le spese degli atti giudiziari.


Tale norma è stata successivamente abrogata dal comma 1 dell’art. 299 del d.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002 meglio conosciuto come Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia. Le disposizioni già contenute nell’art. 9 sono state tuttavia riproposte, con talune integrazioni e modifiche, nel predetto testo unico.


 


Come noto, con l’introduzione del contributo unificato ha acquisito natura residuale l’imposta di bollo in materia di atti giudiziari. In altri termini questa rimane dovuta solitamente quando non opera il contributo unificato. E’ questo il caso degli atti e provvedimenti del processo tributario che rimangono assoggettati all’imposta di bollo in quanto non ricompresi nell’elenco tassativo dei procedimenti ai quali si applica il contributo unificato (1).


 


Occorre precisare tuttavia che non sempre all’esclusione dal pagamento del contributo unificato deve corrispondere il versamento dell’imposta di bollo; in ragione delle loro specifiche finalità, alcuni atti e provvedimenti sono stati ritenuti dal legislatore meritevoli di esenzione da ogni imposizione, sia ai fini dell’imposta di bollo che del contributo unificato.


È questo il caso del procedimento di opposizione avverso le sanzioni amministrative previsto dalla L. 689/81 per il quale il legislatore ha previsto testualmente che “gli atti del processo e la  decisione sono esenti da ogni tassa e imposta” (comma 10 dell’art. 23).


 


In proposito ed in relazione all’applicabilità di tale esenzione anche al giudizio di opposizione avverso sanzioni amministrative instaurato ex art. 615 cpc, l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito, con la recente risoluzione n. 266 del 30 ottobre 2009, che la predetta esenzione trova applicazione con esclusivo riferimento al giudizio di opposizione disciplinato dalla legge 689/81.


 


Ad avviso dell’Amministrazione, confortata in ciò anche dal parere del Ministero della Giustizia, i due giudizi, il rito speciale di cui all’art. 22 e ss della L. 689/81 ed il giudizio di opposizione ex art. 615 cpc, devono ritenersi distinti in quanto aventi diverso fondamento normativo e dovendosi, altresì, escludere l’applicazione analogica del predetto regime di esenzione stante, come noto, il criterio di stretta interpretazione cui sono soggette le norme esentative ed agevolative in genere.


L’Amministrazione conferma, altresì, la posizione già espressa precedentemente con la Risoluzione n. 408 del 30 ottobre 2008 affermando, sempre in materia di procedimento di opposizione avverso sanzioni amministrative effettuato ai sensi della L. n. 689/81, la spettanza dell’esenzione dal contributo unificato anche per i gradi successivi al primo.


 


Si fa rilevare, infine, che nel caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato, si applica la sanzione di cui all’articolo 71 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro di cui al D.P.R. 26 aprile 1986 n. 131 (2).


 


Ugo Mangiavacchi


19 Novembre 2009








NOTE

 


(1) Questa esclusione è riferita solo ai gradi di giudizio che si svolgono dinanzi alle Commissioni tributarie, come è ora espressamente confermato dall’art. 261 del Testo unico. Si veda CM n. 70 del 14 agosto 2002



(2) Il comma 1-bis dell’art. 16 (comma aggiunto dal D.L. n. 223)  del  testo unico delle spese di giustizia n. 115/2002. In proposito si veda Ris. 242 del 7 settembre 2007


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