Novità fiscali del 9 novembre 2009: tutela penale dei diritti di proprietà industriale e responsabilità amministrativa delle imprese; sistema dei controlli societari: dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili; principi contabili: modello IAS per i conti delle PMI; nella ricostruzione induttiva del reddito sono deducibili anche i “costi neri” accertati; GE.RI.CO. non vale per le attività fuori mercato: la marginalità esclude gli studi di settore; PVC: l’atto parziale fa saltare l’accertamento del fisco; se manca il progetto il lavoro si intende subordinato; in Gazzetta Ufficiale la riforma Brunetta; ipoteca illegittima e intempestiva: Equitalia condannata; approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di D. Lgs. attuativo della direttiva sui diritti degli azionisti; previdenza complementare; IVA: per l’impresa di costruzioni la vendita di fabbricati non è operazione accessoria


 







 


Indice:


 


1) Autovelox visivo dell’agente: Non é valido


 


2) Tutela penale dei diritti di proprietà industriale e responsabilità amministrativa delle imprese 


 


3) Sistema dei controlli societari: Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili


 


4) Principi contabili : modello IAS per i conti delle PMI


 


5) Nella ricostruzione induttiva del reddito: Deducibili anche i “costi neri” accertati


 


6) GE.RI.CO. non vale per le attività fuori mercato: La marginalità esclude gli studi di settore


 


7) PVC: L’atto parziale fa saltare l’accertamento del fisco


 


8) Se manca il progetto il lavoro si intende subordinato


 


9) In Gazzetta Ufficiale la riforma Brunetta


 


10) Ipoteca illegittima e intempestiva: Equitalia condannata


 


11) Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di DLgs attuativo della direttiva sui diritti degli azionisti


 


12) Previdenza complementare: Tassazione rendimenti finanziari ante 31.12.2000


 


13) Iva: Per l’impresa di costruzioni la vendita di fabbricati non è operazione accessoria


 


 


1) Autovelox visivo dell’agente: Non é valido


Non è affidabile l’accertamento visivo relativo al superamento dei limiti di velocità.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22891 del 28.10.2009, che ha ritenuto corretta la motivazione fornita dal giudice di pace, il quale ha rilevato come, dalla stessa descrizione dell’agente, sono risultati elementi oggettivi carenti a cui ancorare la valutazione operata dall’agente accertatore in relazione al superamento dei limiti di velocità, che in definitiva è risultata esclusivamente riferita alla sua percezione soggettiva.


Il Giudice di Pace ha spiegato che la percezione dell’agente accertatore potrebbe essere adeguata per potere accertare la marcia senza fari anabbaglianti e senza cinture di sicurezza (verifiche che potevano essere fatte agevolmente e risultavano compatibili con la posizione in cui si trovava l’agente al momento dell’accertamento), ma non, invece, per potere accertare in maniera sufficiente il superamento del limite prudenziale di velocità.


In conclusione, sono stati riscontrati, sulla base della stessa descrizione dell’agente, elementi oggettivi assai, tali da fare ritenere infondata la valutazione operata, legata solo alla percezione soggettiva.


 


 


2) Tutela penale dei diritti di proprietà industriale e responsabilità amministrativa delle imprese 


Assonime, con la circolare n. 43 del 2009, ha illustrato le modifiche al sistema di tutela penale dei diritti di proprietà industriale introdotte dalla Legge 23.07.2009, n. 99 e l’estensione, ad opera della stessa legge, della responsabilità amministrativa degli enti ai reati in materia di diritti di proprietà industriale e intellettuale.


Le modifiche del sistema penale di tutela hanno per obiettivo principalmente quello di aumentare l’efficacia deterrente delle sanzioni.


A tale fine la legge ha aumentato i limiti edittali delle pene.


Sono state poi introdotte nuove figure di reato, tra cui in particolare la contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari.


Sono previste riduzioni della pena per i soggetti che collaborano con le autorità nella lotta a questi delitti.


Inoltre, per facilitare la raccolta di prove durante le indagini, viene estesa ai reati in materia di proprietà industriale la disciplina delle operazioni sotto copertura, che consente alle autorità una maggiore flessibilità di azione.


Di rilievo è l’inserimento, tra i reati-presupposto della responsabilità amministrativa degli enti previsti dal D.Lgs. n. 231/2001, dei reati in materia di diritti di proprietà industriale e diritti di proprietà intellettuale.


Ciò richiede alle imprese una mappatura delle nuove aree di rischio e l’adattamento dei modelli di organizzazione e gestione al fine di prevenire le figure di reato rilevanti.


 


 


3) Sistema dei controlli societari: Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili


Assonime, con la circolare n. 44 del 2009, si è incentrata sulla figura del dirigente preposto nell’ambito dei soggetti deputati al controllo organizzativo e contabile della società.


In particolare, ha analizzato la collocazione del dirigente nell’organizzazione aziendale, i suoi compiti organizzativi e informativi, le relazioni con gli organi societari e le funzioni aziendali di controllo, nonché le responsabilità che derivano dal suo incarico.


Le modifiche legislative sul tema dei controlli, nell’ultimo decennio, hanno il merito di aver dato centralità a sistemi di monitoraggio dell’attività d’impresa, che garantiscono maggiore affidabilità dell’informazione societaria e dei dati contabili e valorizzano la fase preventiva del controllo sulla gestione.


Tuttavia, l’aumento delle figure di controllori e delle procedure ha messo in evidenza un problema di razionalizzazione del sistema dei controlli societari e di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, in particolar modo, nella produzione, elaborazione e vigilanza dell’informazione contabile.


 


 


4) Principi contabili : modello IAS per i conti delle PMI


Il documento disponibile entro l’anno verrà adottato su base volontaria.


Sono in arrivo i principi contabili internazionali per le imprese non quotate di piccole e medie dimensioni.


Si tratta, in realtà, di un solo principio contabile che prescinde dalle dimensioni dell’impresa perché potenzialmente applicabile a tutte le imprese non quotate:


Saranno gli Stati a stabilire i destinatari.


Il documento, la cui traduzione è seguita dall’Oic, sarà disponibile entro dicembre.
Il principio è “autonomo” rispetto agli Ias per le imprese quotate, suddiviso per aree tematiche, che non tiene conto della numerazione degli Ias.


Comprende 35 sezioni e un glossario.


Ci sono due volumi che contengono le “motivazioni per le conclusioni”, una sorta di spiegazione dei motivi che hanno portato ad una determinata scelta e gli esempi.


Le principali novità:


– se il principio non disciplina un’operazione, si dovrà utilizzare un criterio aderente alla realtà economica dell’operazione medesima;


– l’avviamento è sempre sottoposto ad ammortamento;


– la vita utile di un bene immateriale non stimabile è fissata in 10 anni;


– si applica la valutazione al costo degli immobili, impianti e macchinari;


– gli investimenti immobiliari hanno la possibilità di essere valutati al fair value, oltre che al costo, se la misurazione è determinabile senza costi eccessivi.


 


 


5) Nella ricostruzione induttiva del reddito: Deducibili anche i “costi neri” accertati


Devono essere ammessi in deduzione anche i costi “neri” individuati dall’Agenzia delle Entrate, di cui non si è tenuto conto nella determinazione degli imponibili accertati.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale di Reggio Emilia con sentenza n. 198/2009 del 23.10.2009, secondo cui nella determinazione del reddito imponibile l’Ufficio, in sede di accertamento induttivo deve procedere alla ricostruzione della situazione reddituale del contribuente, tenendo conto anche delle componenti negative del reddito che siano comunque emerse dagli accertamenti compiuti.


 


 


6) GE.RI.CO. non vale per le attività fuori mercato: La marginalità esclude gli studi di settore


Non è giustificata la rettifica operata sulla base delle risultanze degli studi di settore al reddito di un padroncino, che lavora per un solo committente e con tariffe stabilite unilateralmente da quest’ultimo.


In tale situazione il contribuente opera in una situazione di marginalità economica, che non può trovare collocazione in uno specifico studio di settore.


E’ quanto ha deciso la Commissione Tributaria Regionale del Veneto con la sentenza n. 95/2009.


 


 


7) PVC: L’atto parziale fa saltare l’accertamento del fisco


Il processo verbale di constatazione della Guardia di finanza incompleto fa saltare l’accertamento del fisco.


Lo ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23176 del 02.11.2009, che ha respinto le pretese dell’Agenzia delle entrate.


Inoltre, a parere della Corte Suprema, nella fase del giudizio non è possibile rimediare d’ufficio alla mancanza di prove.


L’Agenzia delle Entrate ha in sostanza ricevuto risposta negativa, in merito alla richiesta se “in presenza di accertamento di maggior reddito nei confronti di una società di capitali, risultante da inesistenza di costi dichiarati, l’eventuale incompletezza del pvc depositato in giudizio, sul quale l’accertamento si fonda, comporti o meno l’obbligo per le commissioni tributarie, quale giudice del merito, di prendere in considerazione la prova documentale, sia pure incompleta, fornita dall’ufficio ma tuttavia, dallo stesso ritenuta sufficiente a fondare il recupero anziché procedere all’annullamento integrale del rilievo senza aver valutato l’idoneità del documento a legittimare la pretesa”.


 


 


8) Se manca il progetto il lavoro si intende subordinato


Per lo svolgimento di attività estranea non occasionale occorre un progetto definito.


Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, con l’ordinanza n. 4098 del 15.10.2009 che ha  respinto  l’opposizione della società all’ordinanza – ingiunzione con cui la D.P.L. di Milano addebitava le sanzioni amministrative irrogate  a seguito del disconoscimento di alcuni rapporti di lavoro a progetto, considerati, invece quali rapporti di lavoro a tempo indeterminato.


Se manca il progetto o il contenuto dello stesso, il rapporto si risolve in una generica messa a disposizione delle energie lavorative a favore della società committente, e questo deve essere considerato fin dall’inizio un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, secondo quanto  previsto dall’art. 69 del D.Lgs. n. 276/2003.


Per mancata individuazione del progetto si  intende sia la mancata indicazione formale del contenuto del progetto o programma nel contratto sia la mancanza, in concreto, di questi ultimi, per mancata corrispondenza dell’attività di fatto svolta a quanto previsto nel contratto.



9) In Gazzetta Ufficiale la riforma Brunetta


E’ operativo il decreto in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.


Con la Legge n. 15/2009 viene riformata la disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il decreto interviene in particolare in materia:


– di contrattazione collettiva


– di valutazione delle strutture e del personale delle amministrazioni pubbliche


– di valorizzazione del merito


– di promozione delle pari opportunità


– di dirigenza pubblica


– di responsabilità disciplinare


(Decreto legislativo 27/10/2009, n. 150 in G.U. 31/10/2009, n. 254)


 


 


10) Ipoteca illegittima e intempestiva: Equitalia condannata


La parziale estinzione del debito impedisce l’iscrizione.


Equitalia non può iscrivere ipoteca per un debito già in buona parte pagato all’Erario.


La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, con la sentenza n. 825/5/09 del 21.10.2009, ha così accolto il ricorso di un contribuente, condannando il concessionario della riscossione per aver iscritto ipoteca su un immobile del ricorrente nonostante questi avesse iniziato a versare le somme dovute al Fisco.


E’, infatti, emerso che, già prima di ricevere la notifica della raccomandata con la quale Equitalia comunicava l’avvenuta iscrizione, il ricorrente aveva provveduto a pagare alla stessa Equitalia gran parte del suo debito nei confronti dell’Erario ottenendo, per il residuo, la rateazione.


Peraltro, a parere dei giudici, “l’Agente della riscossione non poteva non conoscere” tali circostanze.


Infatti, a seguito della richiesta di rateazione inoltrata all’Agenzia delle Entrate, quest’ultima, prima di concedere la predetta rateazione, si era premurata di chiedere (ottenendolo) il parere positivo da parte del concessionario della riscossione.


Tali accadimenti sono stati da soli sufficienti a far dichiarare dai Giudici sia l’intempestività sia l’illegittimità dell’iscrizione d’ipoteca.


Intempestività perchè la stessa Equitalia aveva ricevuto direttamente il pagamento della maggior parte delle somme dovute dal contribuente e ciò quando l’iscrizione era stata appena inoltrata all’Agenzia del Territorio ma non ancora effettuata ed, inoltre, anche la rateazione era stata concessa ben prima che l’iscrizione venisse effettuata.


In questa situazione “il contribuente […] non poteva essere ritenuto moroso in alcun modo, trovandosi perfettamente in regola con le scadenze”.


L’illegittimità dell’iscrizione è evidente se si considera che lo stesso concessionario aveva riscontrato favorevolmente la richiesta del parere per la concessione della rateazione “così implicitamente riconoscendo l’affidabilità nonché la solvibilità del contribuente”.


I Giudici pugliesi hanno ritenuto che il ricorrente non potesse in alcun modo essere ritenuto un contribuente moroso, avendo pagato già una consistente somma del suo debito ed avendo avuto, dietro consenso della stessa Equitalia, la rateazione del resto del debito.


Peraltro, in base alla nuova disposizione introdotta dalla Finanziaria 2008 (secondo la quale per un debito inferiore a 50.000 euro “non è prevista alcuna fideiussione o ipoteca a garanzia”), Equitalia non avrebbe potuto iscrivere ipoteca nei confronti del contribuente.


Per tutti questi motivi, la C.T.P. di Lecce, sez. V, accogliendo il ricorso del contribuente ha condannato Equitalia a cancellare a sue spese l’ipoteca e a pagare le spese di giudizio e quelle legali.


 


 


11) Approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo attuativo della direttiva sui diritti degli azionisti


Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 28.10.2009, lo schema di decreto legislativo attuativo della direttiva sui diritti degli azionisti (direttiva 2007/36/CE).


Lo schema di decreto, che è stato assegnato alle competenti Commissioni parlamentari per il relativo esame:


– conferma l’articolato sistema di termini per la convocazione dell’assemblea (trenta giorni, quindici in caso di opa, ventuno giorni per le assemblee previste ex artt. 2446, 2447 e 2487 c.c., quaranta per la convocazione dell’assemblea per l’elezione dei componenti degli organi di amministrazione e controllo (artt. 104 e 125-bis);


– conferma la pubblicazione delle relazioni sulle materie all’ordine del giorno contestualmente al termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione (art. 125-ter); modifica l’art. 154-ter Tuf prevedendo che l’obbligo di pubblicazione entro centoventi giorni sia riferito al “progetto di bilancio” anziché al “bilancio di esercizio”;


– stabilisce un meccanismo di identificazione degli azionisti.


Lo statuto può autorizzare l’emittente a richiedere in qualunque momento agli intermediari il nominativo degli azionisti.


In tale caso, la medesima facoltà è attribuita a una minoranza qualificata dei soci.


Alle società è inoltre imposto l’obbligo di pubblicare, con le modalità di cui all’art. 114, comma 1 Tuf, un comunicato dell’avvenuta presentazione dell’istanza di identificazione (art. 83-duodecies);


– stabilisce la facoltà per le società di prevedere in statuto il riconoscimento di un dividendo maggiorato a coloro che detengano una partecipazione non superiore al 2% per un periodo continuativo indicato in statuto (art. 127-quater);
– prevede che la società possa indicare un soggetto (non più necessariamente indipendente) al quale i soci possono conferire una delega di voto.


Il rappresentante è tenuto a comunicare interessi che abbia per conto proprio o di terzi e, in tale caso, potrà votare solo secondo le istruzioni ricevute (art. 135-quater);
– detta una disposizione finale secondo cui le disposizioni relative alla convocazione e alla partecipazione all’assemblea troveranno applicazione a partire dalle assemblee convocate dopo il 31 ottobre 2010.


 


 


12) Previdenza complementare: Tassazione rendimenti finanziari ante 31.12.2000


E’ corretto l’operato, delle forme pensionistiche complementari, che assoggetta a tassazione separata l’intero importo della prestazione in capitale maturato fino al 31 dicembre 2000. Ciò ai sensi dell’art. 13, comma 9, del D.Lgs. n. 124/1993.


La precisazione viene dall’Agenzia delle Entrate ed contenuta nella risoluzione n. 275/E del 05.11.2009 che segue una istanza di interpello presentata da una associazione di cui alcuni iscritti alle forme pensionistiche complementari ad essa associate avevano richiesto, in sede di erogazione della prestazione in capitale, di non assoggettare ad imposta la parte corrispondente ai rendimenti finanziari maturati fino al 31 dicembre 2000 e già assoggettati a ritenute alla fonte a titolo d’imposta.    


Secondo l’Agenzia delle Entrate i rendimenti finanziari che devono essere sottratti dalla base imponibile della prestazione previdenziale liquidata in capitale, sono solo quelli esclusi per espressa previsione normativa, vale a dire quelli corrispondenti al montante maturato dal 1° gennaio 2001.


Per  cui non è possibile in via interpretativa escludere da tassazione i rendimenti finanziari, compresi nella prestazione, relativi ai montanti maturati prima del 1° gennaio 2001.


Fisco e fondi pensione: Sono quindi fuori dall’imponibile della prestazione erogata in capitale i rendimenti finanziari maturati dal 1° gennaio 2001.


Mentre si applica la tassazione separata sull’intera prestazione in capitale maturata fino al 31 dicembre 2000.


In particolare, le norme in vigore fino al 31 dicembre 2000 non consentono di escludere la tassazione dei rendimenti maturati fino a tale data.


 


 


13) Iva: Per l’impresa di costruzioni la vendita di fabbricati non è operazione accessoria


Nel calcolo del pro-rata ci va anche la vendita dei fabbricati.


La vendita, da parte dell’impresa di costruzione, di fabbricati costruiti per proprio conto non può essere considerata un’operazione immobiliare accessoria, dal momento che costituisce il prolungamento diretto, necessario e permanente dell’attività dell’impresa stessa.


Tale situazione, naturalmente, si ripercuote in materia di pro-rata IVA.


(Corte Giust. CE Sentenza, Sez. IV, n. C-174/08 del 29.10.2009)


 


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


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