Novità fiscali del 5 novembre 2009: presentazione UNICO e controlli formali, domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni e nuovi canali di assistenza dedicati agli intermediari: tante NOVITA'! Circolare ABI sulla moratoria dei debiti per PMI; antiriciclaggio: pubblicato in G.U. il decreto correttivo; deducibilità spese formazione professionale; onlus e volontariato & 5 per mille: aggiornamento elenchi degli ammessi e degli esclusi; area edificabile, base imponibile imposta registro; nulla la cartella di pagamento senza indicazione del responsabile; conciliazione obbligatoria anche per i consulenti del lavoro

presentazione UNICO e controlli formali, domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni e nuovi canali di assistenza dedicati agli intermediari: tante NOVITA’! Circolare ABI sulla moratoria dei debiti per PMI; antiriciclaggio: pubblicato in G.U. il decreto correttivo; deducibilità spese formazione professionale; onlus e volontariato & 5 per mille: aggiornamento elenchi degli ammessi e degli esclusi; area edificabile, base imponibile imposta registro; nulla la cartella di pagamento senza indicazione del responsabile; conciliazione obbligatoria anche per i consulenti del lavoro

 






 


Indice:


 


1) Circolare ABI sulla moratoria dei debiti per PMI


 


2) Antiriciclaggio: pubblicato in G.U. il decreto correttivo


 


3) Deducibilità spese formazione professionale


 


4) Domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni e nuovi canali di assistenza dedicati agli intermediari


 


5) Onlus e volontariato & 5 per mille: aggiornamento elenchi degli ammessi e degli esclusi


 


6) Brevi fiscali


 


 


1) Circolare ABI sulla moratoria dei debiti per PMI


L’ABI (Associazione Bancaria Italiana), con la circolare del 23.10.2009, ha fornito ulteriori chiarimenti riguardo l’Avviso comune, siglato il 03.08.2009, per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese sul sistema creditizio.


Questi sono alcuni dei temi trattati:


– Il modulo di domanda per l’adesione alla moratoria è obbligatorio per tutte le banche;


– per l’intero periodo di efficacia della moratoria, le banche devono fermare il computo dei giorni di persistenza dello scaduto e/o sconfinamento;


– entro il 30.06.2010, è possibile richiedere la sospensione o l’allungamento del termine di scadenza dei mutui, ipotecari e non, in essere alla data del 03.08.2009, di qualunque specie (compresi, ad esempio, quelli agrari), purché non si riferiscano a finanziamenti in origine a breve termine (di durata, cioè, non superiore a 18 mesi) e sempre che il loro rimborso sia regolato sulla base di un apposito piano di ammortamento;


– durante il periodo di sospensione, gli interessi verranno calcolati sul debito residuo in essere alla data di sospensione e senza l’abbattimento del debito residuo stesso.


Infine, è  emerso che, dalla possibilità di ottenere l’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine, che la banca ha concesso, per sostenere esigenze di cassa, sono esclusi, tra gli altri, i finanziamenti all’importazione, le operazioni di credito agrario con scadenza annuale, nonché gli scoperti di conto corrente, anche, ipotecari, le operazioni di prestito cambiario.


 


 


2) Antiriciclaggio: pubblicato in G.U. il decreto correttivo


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 256 del 03.11.2009, il D.Lgs. n. 151/2009, correttivo del D.Lgs n. 231/2007.


Il neo decreto ha precisato gli obblighi e le prerogative di intermediari, professionisti e soggetti tenuti all’osservanza dell’antiriciclaggio.


Tra le principali novità introdotte dal D.Lgs. n. 151/2009 emerge quella che non ha diritto all’anonimato chi segnala operazioni a rischio di riciclaggio, anche se viene comunque garantita la massima riservatezza per scongiurare ritorsioni.


Ciò vale per le persone fisiche e anche per le persone giuridiche.


La Uif (organismo incaricato di raccogliere l segnalazioni delle operazioni sospette), la Guardia di finanza e la Dia possono richiedere informazioni ai fini dell’analisi o dell’approfondimento investigativo della segnalazione al soggetto che ha effettuato la segnalazione e a quelli cui la segnalazione è collegata.


La novità consente lo scambio di informazioni tra le autorità amministrative e di polizia giudiziaria.


Il decreto stabilisce che anche il flusso di ritorno delle informazioni è sottoposto al divieto di comunicazione al cliente.


Questo significa che l’intermediario, il professionista o il soggetto segnalante non deve per alcuna ragione dare informazioni al cliente dell’intero procedimento di segnalazione della operazione sospetta.


Inoltre, il divieto di trasferimento di operazioni in contanti opera anche quando viene effettuato con pi pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati.


Il decreto ha quindi chiarito la portata del divieto comprendendo anche l’ipotesi in cui nell’ambito di una stessa operazione sono stabiliti dalle parti pi fondamenti rateali, ciascuno inferiore a 12.500 euro.


La valutazione della anomalia della operazione rimane ancorata a un giudizio soggettivo dell’intermediario o del professionista segnalante.


Antiriciclaggio: denuncia obbligatoria anche solo per un sospetto


Si applicano sanzioni ai bancari che non segnalano le operazioni sospette.


Il personale bancario è, infatti, tenuto a collaborare attivamente alla lotta al riciclaggio segnalando qualunque operazione sospetta al direttore dell’agenzia che, a sua volta, dovrà trasmetterla al Questore.


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23017 del 30.10.2009, ha accolto il ricorso proposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze contro la sentenza del Tribunale di Napoli con cui veniva annullata l’ingiunzione di pagamento di una somma di denaro – emessa dallo stesso Ministero – contro un impiegato bancario resosi responsabile della mancata segnalazione (in violazione dell’art. 3 D.L. n. 143/1991 convertito nella L. n. 197/1991) di operazioni sospette consistite, nel caso di specie, “nel versamento, anche da parte di soggetti non titolari di conto corrente presso la stesa dipendenza bancaria, di rilevanti somme di denaro in modo frazionato e parzialmente in contanti”.


Secondo i giudici della supremi, anche solo un sospetto o la presenza di una minima anomalia circa la trasparenza dell’operazione dovrebbero far scattare l’obbligo di segnalazione a carico del responsabile della dipendenza.


Rischia, dunque, una sanzione pecuniaria, in solido con la banca, il bancario che ometta di segnalare all’organo direttivo della banca qualunque forma di operazione sospetta e anomala.


 


 


3) Deducibilità spese formazione professionale


Deducibilità integrale delle spese sostenute per l’aggiornamento professionale.


L’Ungdcec (comunicato stampa del 03.11.2009) ha chiesto che venga concessa la piena deducibilità delle spese sostenute dai professionisti per l’aggiornamento professionale obbligatorio.


Ha, quindi, chiesto che venga aggiornato l’art. 54 del DPR 917/1986 che, mai rivisto nella parte relativa al sostenimento delle spese per la formazione, è ormai in antitesi rispetto all’impianto generale delle norme che regolamentano l’esercizio delle professioni.


Se da un lato i professionisti iscritti ad un albo devono obbligatoriamente  frequentare corsi di aggiornamento sopportandone le spese, dall’altro lato la disciplina fiscale limita alla metà la deducibilità di tali costi presumendo che siano solo parzialmente inerenti all’attività professionale.


La parziale inerenza di un costo obbligatorio è una contraddizione in termini che in questo periodo di forte contrazione degli incassi non è più sopportabile dai giovani professionisti che quotidianamente si trovano ad operare per consentire ai clienti il giusto rispetto delle regole.


 


 


4) Domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni e nuovi canali di assistenza dedicati agli intermediari


Revoca dell’abilitazione al servizio ENTRATEL all’intermediario che non collabora con l’Agenzia delle Entrate rifiutando di notificare l’avviso bonario ai propri clienti senza motivate giustificazioni.


Benefici doppi per i contribuenti che optano per l’invio telematico degli esiti del


controllo automatizzato all’intermediario e per i professionisti che accettano di ricevere l’avviso via Entratel.


Con la “doppia opzione” espressa sul frontespizio dei modelli di dichiarazione, infatti, l’intermediario può gestire tutto il ciclo delle attività connesse alla dichiarazione, mentre il contribuente – oltre a godere di un termine più ampio per regolarizzare la propria posizione – può fare a meno di rivolgersi ai servizi di assistenza dell’Agenzia delle Entrate.


Sarà infatti il professionista ad attivare direttamente, tramite canali dedicati e fluidi, l’eventuale fase di gestione delle irregolarità.


Al via l’uso della posta elettronica certificata.


Sono alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 47/E del 04.11.2009, con cui l’Agenzia delle Entrate ha spiegato i vantaggi della domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato delle dichiarazioni e fa il punto sui canali di assistenza riservati agli intermediari.


Ad un provvedimento, sempre del 04.11.2009, le Entrate affidano invece le regole di dettaglio relative a contenuto, modalità e termini dell’avviso telematico inviato, via Entratel, ai soggetti incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni.


La circolare ha, inoltre, ricordato che per le dichiarazioni presentate nel 2008 per il periodo d’imposta 2007, per le quali l’Agenzia delle Entrate sta procedendo alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei rimborsi, è stato possibile esprimere l’opzione per la domiciliazione degli esiti del controllo automatizzato.


Per conseguenza, per le dichiarazioni nel cui frontespizio sono state barrate le relative caselle, l’Agenzia provvederà a trasmettere l’avviso telematico all’intermediario piuttosto che inviare la comunicazione cartacea al contribuente.


Intermediario: Termini da rispettare


L’intermediario incaricato deve portare a conoscenza del contribuente gli esiti del controllo automatizzato entro 30 giorni dalla data in cui l’avviso telematico viene reso disponibile.


Dal 60° giorno successivo alla data in cui l’avviso telematico viene reso disponibile decorre per il contribuente il termine di trenta giorni di cui all’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 462/1997.


Il termine di novanta giorni (sessanta più trenta), concesso per il pagamento degli esiti di irregolarità ovvero per l’eventuale richiesta di assistenza, inizia a decorrere dal momento in cui la fornitura contenente l’avviso viene trasmessa telematicamente dall’Agenzia delle Entrate, a nulla rilevando il momento in cui


la stessa è prelevata dall’intermediario.


Nel caso di avviso telematico, entro il più ampio termine di novanta giorni, rispetto a quello riservato alla comunicazione cartacea, è possibile:


– effettuare il pagamento in acquiescenza delle somme richieste in relazione ai tardivi o agli omessi versamenti, usufruendo della riduzione della sanzione ad 1/3 rispetto a quella ordinariamente prevista nella misura del 30%, nel caso in cui l’avviso telematico sia ritenuto corretto;


– rivolgersi ai servizi di assistenza dell’Agenzia delle Entrate per fornire gli eventuali chiarimenti in relazione a dati o elementi non considerati in sede di controllo automatizzato della dichiarazione, nel caso in cui l’avviso telematico sia ritenuto non corretto.


Revoca da parte dell’intermediario


L’accettazione da parte del professionista che ha curato la trasmissione della dichiarazione di ricevere l’avviso telematico può essere dallo stesso revocata qualora sussistano impedimenti di natura oggettiva che ostacolino la gestione degli esiti del controllo automatizzato.


In tal caso, l’intermediario deve segnalare tale evenienza mediante l’apposita funzione prevista all’interno di ENTRATEL.


La segnalazione deve essere effettuata con la massima celerità e comunque entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso telematico.


Le cause di impossibilità oggettiva che è possibile segnalare sono individuate nelle seguenti fattispecie:


– Cessazione del rapporto di assistenza con il contribuente;


– impossibilità a reperire il contribuente;


– altre rilevanti situazioni particolari che possano giustificare il rifiuto dell’avviso telematico.


La tempestiva segnalazione di una causa di impossibilità oggettiva da parte dell’intermediario comporta, per la posizione cui si riferisce l’avviso telematico, l’automatico invio della comunicazione cartacea tramite raccomandata con avviso di ricevimento direttamente al contribuente.


Nello spirito di fattiva e reciproca collaborazione, gli intermediari sono tenuti a revocare la scelta espressa in dichiarazione di domiciliare l’avviso telematico, nei soli casi in cui sussistano reali e gravi cause ostative all’esercizio della funzione.


Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate avranno cura di verificare l’effettiva sussistenza dei motivi che impediscono lo svolgimento dell’attività, in modo da evitare che il rifiuto possa costituire un modo improprio per dilazionare il trattamento degli esiti del controllo automatizzato.


Nel caso di gravi, ripetuti ed immotivati rifiuti alla gestione degli avvisi da parte dell’intermediario, l’ufficio che constati l’insussistenza di motivazione al mancato svolgimento dell’attività procederà alla revoca dell’abilitazione al servizio ENTRATEL, in coerenza alle previsioni del Decreto dirigenziale del 31.07.1998 in materia di mancato rispetto delle norme che regolano l’utilizzo dei servizi telematici.


Canali di assistenza dedicati agli intermediari


L’Agenzia delle Entrate ha individuato delle nuove modalità di erogazione di servizi che consentono un accesso semplificato agli intermediari.


I canali di assistenza, denominati PEC (Posta elettronica certificata) e CIVIS, hanno il vantaggio di consentire agli intermediari di poter formulare in via telematica la richiesta di assistenza all’Agenzia delle Entrate, senza la necessità di doversi recare fisicamente presso gli sportelli degli uffici.


L’utilizzo di tali canali abbatte i tempi di attesa allo sportello presso gli uffici dell’Agenzia o al telefono, riduce i tempi di erogazione dei servizi ed ottimizza le lavorazioni in back office.


I servizi PEC e CIVIS consentono di richiedere assistenza sugli avvisi telematici e sulle comunicazioni di irregolarità e permettono di effettuare le stesse operazioni che l’intermediario svolgerebbe presso uno sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate.


Le richieste di assistenza da parte dell’intermediario mediante questi canali trovano fondamento per l’avviso telematico nell’opzione espressa in dichiarazione e per la comunicazione nell’aver ricevuto delega espressa dal contribuente.


L’intermediario si impegna, altresì, ad informare tempestivamente il contribuente nel cui interesse agisce relativamente al controllo effettuato dall’Agenzia delle Entrate a seguito della richiesta di assistenza da lui stesso avanzata.


La nuova comunicazione, infatti, deve essere inoltrata dall’intermediario al soggetto interessato per consentirgli, in caso permangano esiti a debito, la possibilità di versare entro trenta giorni le somme dovute con il beneficio delle sanzioni ridotte.


Posta elettronica certificata


A partire dal mese di giugno 2009 l’Agenzia delle Entrate ha attivato, in via sperimentale, una casella di posta elettronica a cui i soli intermediari dotati di posta elettronica certificata possono inviare i chiarimenti sulle comunicazioni di irregolarità relative al controllo automatizzato delle dichiarazioni Unico SC 2007


presentate per il periodo di imposta 2006 dalle società di capitali.


Tale canale di assistenza, a distanza di poco più di un mese, è stato esteso anche alle comunicazioni di irregolarità relative al controllo automatizzato delle dichiarazioni Unico SP 2007 presentate per il periodo d’imposta 2006 dalle società di persone.


Adesso la possibilità di utilizzo è stata estesa anche alle comunicazioni di irregolarità di altri modelli dichiarativi relativi al periodo d’imposta 2007.


Il messaggio di posta elettronica certificata inviato dall’intermediario per richiedere assistenza deve riguardare un unico avviso/comunicazione di irregolarità.


L’oggetto del messaggio deve contenere la seguente dicitura:


AVVISO NUM …… ovvero COMUNICAZIONE NUM……….(riportare il numero dell’avviso/comunicazione per il quale si richiede l’assistenza).


Al messaggio devono essere allegati: un format (cioè il documento word predisposto dall’Agenzia delle Entrate che il professionista deve compilare per comunicare la risoluzione delle irregolarità rilevate) compilato nella parte di proprio interesse e, qualora necessario, uno o più file nel formato PDF/A (ISO


19005-1:2005) contenenti le immagini dei documenti che eventualmente si intende sottoporre all’attenzione dell’Agenzia.


CIVIS


Al servizio possono accedere, attraverso il canale ENTRATEL, gli intermediari autenticati mediante il PIN ed autorizzati all’utilizzo di tale servizio.


Dopo aver eseguito l’accesso, l’utente compila un form (modulo) con i dati necessari per la risoluzione delle irregolarità rilevate dal controllo automatizzato.


I principali dati che è necessario inviare sono i seguenti:


il numero dell’avviso telematico ovvero della comunicazione di irregolarità, il codice fiscale del contribuente, la motivazione della richiesta di assistenza, le informazioni utili per la lavorazione della richiesta, i dati per il contatto da parte dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che tratta la richiesta.


Per ciascun avviso telematico e per ciascuna comunicazione di irregolarità va inoltrata una sola richiesta che non può essere reiterata.


Una volta inviata, il sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate prende in carico la richiesta di assistenza, assegnando ad essa un protocollo identificativo che viene comunicato all’utente.


Tale protocollo individua univocamente la richiesta di assistenza relativa all’avviso telematico ovvero alla comunicazione di irregolarità, che viene assegnato con modalità telematiche ad un operatore dell’Agenzia delle Entrate


per il trattamento.


Se l’operatore ritiene necessario visionare specifici documenti, contatta l’intermediario per la trasmissione della necessaria documentazione via fax o via e-mail.


Al termine della lavorazione, l’operatore informa via e-mail l’intermediario circa l’esito della lavorazione, confermando la correttezza della liquidazione automatizzata ovvero inviandogli una nuova comunicazione, nel caso in cui siano state apportate correzioni alla comunicazione originaria.


Qualora si renda invece indispensabile rimandare il trattamento della richiesta di assistenza presso uno sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate, l’operatore chiede all’intermediario presso quale ufficio egli desideri recarsi e, in tal caso, fissa un appuntamento dandone notizia all’ufficio destinatario.


Se l’intermediario intende scegliere l’ufficio in autonomia, la lavorazione della pratica da parte dell’operatore si considera conclusa.


 


 


5) Onlus e volontariato & 5 per mille: aggiornamento elenchi degli ammessi e degli esclusi pubblicati il 4/11/2009


A seguito delle modifiche normative introdotte dai decreti legge n. 159 del 2007, n. 248 del 2007, n. 207 del 2008 e n. 112 del 2009 sono state riviste le posizioni di numerosi soggetti presenti nell’elenco degli enti del volontariato esclusi dal cinque per mille.


Pertanto, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito il 4 novembre 2009 due distinti elenchi, aggiornati alla data del 28 settembre 2009, che riguardano rispettivamente:


– i soggetti ammessi al beneficio, a seguito delle richiamate novità normative;


– i soggetti esclusi dal beneficio.


Si tratta dell’aggiornamento dell’elenco pubblicato il 12 ottobre 2007,  decurtato dei nominativi ora inseriti tra gli ammessi.


Peraltro, nell’ambito degli elenchi del volontariato (ammessi ed esclusi) sono inserite – per espressa previsione normativa – anche le associazioni sportive dilettantistiche iscritte nei registri del CONI che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.


Per tali enti, la selezione e i controlli per verificare il possesso dei requisiti sono stati curati  dal CONI.


Per agevolare la consultazione degli elenchi e rendere più fruibili i dati espressi, sono state effettuate 3 diverse elaborazioni di ciascun elenco in ordine alfabetico, in ordine crescente di codice fiscale, in ordine decrescente di importo attribuito a ciascun nominativo.


 


 


6) Brevi fiscali:


 


– Azioni non quotate: Valutazione senza avviamento


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21154/2009, ha stabilito l’illegittimità della liquidazione del maggior valore con riferimento alla donazione della nuda proprietà della quota di partecipazione in una S.r.l., sulla base di quello dichiarato dal donatario come risultante dall’ultimo bilancio pubblicato dalla società.


 


 


– Iva: servizi tassati nel luogo dei clienti. Ma si attende ancora la disciplina di recepimento della direttiva 2008/8/Ce


Nuove regole dal 1° gennaio 2010 per la tassazione dei servizi internazionali, per i rimborsi a soggetti passivi non residenti e i modelli Intrastat.


L’articolo 1, comma 1 della legge 88/2009 ha delegato il Governo a recepire le direttive 2008/8, 2008/9 e 2008/117. 


Secondo la nuova regola le prestazioni dei servizi verranno tassate nel luogo dove è stabilito il committente (soggetto passivo di imposta); viene esteso il concetto di soggetto passivo di imposta a chi esercita attività o effettua anche operazioni non soggette a Iva e a enti già identificati ai fini Iva anche per attività diverse da quelle commerciali.


I servizi forniti a un soggetto identificato in un Paese diverso da quello in cui è stabilito il prestatore devono seguire il meccanismo dell’inversione contabile.


 


 


– Nullo l’accertamento IRPEF al lavoratore


Secondo la Cassazione (sentenza n. 22769 del 28.10.2009) sui compensi cd. “fuori busta”, servono riscontri diretti per provare l’evasione, infatti, non bastano a fondare l’accertamento induttivo nei confronti del lavoratore le sole dichiarazioni, fornite da impiegati ed amministratori della società datrice di lavoro, secondo cui gli ammanchi contestati alla società corrispondono ai compensi erogati “fuori busta” ai dipendenti.


 


 


– Riorganizzazione Agenzia delle Entrate: nessun ufficio sarà soppresso


La riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate, che ha creato gli uffici provinciali, non sopprimerà alcun ufficio, né in Veneto né in altre regioni.


I contribuenti, quindi, non subiranno alcun disagio.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate (comunicato stampa del 03.11.2009), chiarendo che il nuovo modello organizzativo non comporterà alcuna riduzione della rete di strutture che a livello periferico cura i servizi di informazione e assistenza fiscale sul territorio.


 


 


– Base imponibile imposta registro – Area edificabile: Esclusa la determinazione del valore solo sui mc edificabile.


Si effettua, infatti, sull’intera dimensione del terreno.


Ciò secondo quanto stabilito dalla Comm. Trib. Reg. Lazio, sezione I, sentenza del 07/10/2009 n. 519, che ha cosi motivato la propria decisione:


“Il valore del terreno va apprezzato per la sua intera estensione tenendo a riferimento la potenzialità edificatoria dello strumento urbanistico approvato dal competente Consiglio Comunale, in quanto, oltre alla cubatura edificabile realizzabile su un terreno che, in genere, occupa solo una parte dello stesso, nella valutazione deve considerarsi comunque la residua area che può essere utilizzata per altri fini, quali parcheggio, giardino ed altro”.


 


 


– E’ nulla la cartella di pagamento emessa rima dell’1/6/2008, senza indicazione del responsabile del procedimento


Prevale l’art. 3 della L. n. 212/2000 (statuto del contribuente) rispetto alla L. n. 31/2008.


La Comm. Trib. Reg. Lazio, sezione I, sentenza del 07/10/2009 n. 518 ha, infatti, stabilito che  “le norme contenute nello Statuto del Contribuente, pur non avendo rilevanza costituzionale, assumono un’importanza del tutto particolare nell’ambito della legislazione tributaria ed una sostanzaiale superiorità rispetto ad altre disposizioni vigenti in materia.


Ciò determina che le disposizioni retroattive della legge n. 31/2008 (le cartelle esattoriali prive del nominativo del responsabile del procedimento d’iscrizione non sono nulle prima del primo giugno 2008) devono essere disattese, perché in evidente contrasto con i principi di ragionevolezza e della irretroattività, così come stabiliti dalla richiamata L. n. 212/2000”.


 


 


– Arrivano i Pc gratis dalle Entrate: Approvata la graduatoria


Pubblicato dalle Entrate (nota del 04.11.2009) sul web l’elenco degli enti che ricovereranno i computer portatili non più utilizzabili dagli uffici finanziari.


E’ disponibile sul sito dell’agenzia delle Entrate la graduatoria degli organismi ai quali sono stati assegnati 134 computer portatili messi a disposizione dall’Amministrazione perché, a causa delle loro caratteristiche tecniche, non sono più utilizzabili dai funzionari del Fisco.


Si tratta di pc non adeguati alle elaborate procedure operative degli uffici finanziari, ma perfettamente idonei a soddisfare esigenze lavorative meno complesse.


A ogni organizzazione non più di 10 portatili.


 


 


– Corte Ue: è attività economica la cessione del pacchetto azionario


“La cessione, effettuata da una società controllante della totalità del pacchetto azionario di una filiale detenuta al 100% e della sua rimanente partecipazione in una società controllata anteriormente al 100% a cui sono stati forniti servizi soggetti a Iva, costituisce attività economica.


Nei limiti, però, in cui la cessione del pacchetto azionario è assimilabile al trasferimento dell’universalità totale o parziale di un’azienda, tale operazione non costituisce, di norma, attività economica soggetta a imposta.


Secondo i giudici Ue sussiste il diritto a detrazione dell’Iva pagata a monte sulle prestazioni effettuate ai fini di una cessione d’azioni se c’è un nesso diretto e immediato tra le spese collegate alle prestazioni a monte e il complesso delle attività economiche del soggetto d’imposta.


Spetta al giudice del rinvio appurare, tenendo conto di tutte le circostanze in cui si svolgono le operazioni, se le spese sostenute possano essere incorporate nel prezzo delle azioni vendute o se facciano parte soltanto degli elementi costitutivi del prezzo delle operazioni che rientrano nelle attività economiche del soggetto passivo”.


E’ questa la conclusione cui è pervenuta la Corte di giustizia dell’Unione europea con la sentenza del 29.10.2009 (procedimento C 29/08) in materia di Iva e attività bancarie.


 


 


– Consorzi di imprese: Si deducono soltanto le spese inerenti


Ciascuna società può scalare esclusivamente i costi che si riferiscono direttamente alla propria attività.


Ai fini delle imposte sui redditi, la società facente parte di un consorzio non può dedurre tutte le spese sostenute “sulla base del patto consortile” ma solo quelle di cui può dimostrare l’attinenza con la propria attività.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22790 del 28.10.2009, che ha respinto il ricorso di una società che aveva partecipato a un consorzio di imprese costituito per pubblicizzare prodotti e aziende.


La suprema corte si è anche soffermata sulla problematica concernente la distinzione tra spese di sponsorizzazione e spese di rappresentanza che comportano un diverso regime di deducibilità.


 


 


– Accise e tributi doganali: Prescrizione istanza di rimborso lunga


Il termine decadenziale di due anni per il rimborso dell’accisa indebitamente pagata (previsto dall’art. 14, comma 2 D.Lgs. n. 504/1995) si applica ai soli casi di indebito pagamento dell’imposta e non nei casi in cui il contribuente abbia effettuato un pagamento dovuto, seguendo una specifica procedura richiesta dalla legge.


E’ quindi ammissibile l’istanza presentata oltre detto termine relativa al pagamento delle accise ad aliquota ridotta del gas petrolio liquefatto da parte delle aziende di trasporto pubblico locale, in quanto l’art. 58 della legge n. 342/2000 prevede che l’acquisto venga effettuato ad aliquota piena, la quale verrà poi parzialmente restituita, previa presentazione di apposita istanza di rimborso.


Così ha deciso la Comm. Trib. Prov. Reggio Emilia, sezione I, con la sentenza del 27.10.2009 n. 176.


 


 


– Conciliazione obbligatoria: In arrivo anche i consulenti del lavoro


Una strada alternativa al tribunale. Dal 2010, per le cause civili, grazie al Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2009, sarà obbligatorio tentare una soluzione amichevole prima di andare davanti ai giudici.


Prevista una condanna alle spese processuali per chi rifiuta le proposte in sede di conciliazione.


I Consulenti del Lavoro, tra i professionisti coinvolti come mediatori, consigliano di migliorare le disposizioni sulle controversie in materia di rapporti di lavoro.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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