Disciplina fiscale delle cessioni gratuite relative alle spese di rappresentanza e agli omaggi

Si mette in evidenza che, in base al 2^ c. dell’art.108 Tuir, le spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore ad euro 50 sono in ogni caso deducibili e, in base al D.M. 19.11.2008, 4^ c., tali spese non vengono considerate ai fini della determinazione dell’importo massimo deducibile.
Secondo la norma, le spese di rappresentanza si basano sui seguenti principi:
• gratuità: vi rientrano tutte le erogazioni gratuite di beni e servizi da parte dell’impresa, in cui manca una specifica controprestazione da parte dei destinatari. Le spese di pubblicità, invece, sono caratterizzate dal fatto che il loro sostenimento è frutto di un contratto a prestazioni corrispettive, la cui causa va ricercata nell’obbligo della controparte di pubblicizzare, a fronte della percezione di un corrispettivo;
• finalità promozionali e di pubbliche relazioni: nel senso di divulgazione sul mercato dell’attività svolta o dei propri prodotti e servizi, a beneficio dei propri clienti anche potenziali. Volte a diffondere e/o consolidare l’immagine dell’azienda, ad accrescerne l’apprezzamento presso il pubblico, senza una diretta correlazione con i ricavi. Volta anche all’esigenza di instaurare o mantenere rapporti con i rappresentanti della P.A. o organizzazioni private, con finalità di pubbliche relazioni;
• inerenza: nel senso che devono essere indirizzate a fini promozionali o di pubbliche relazioni;
• congruità: nel senso che quantitativamente sono rapportate all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi;
• ragionevolezza: in funzione dei possibili benefici economici che ne possono conseguire, in termini di idoneità delle stesse a generare ricavi per l’impresa che sostiene i costi o che si tratti di un comportamento coerente con le pratiche commerciali del settore;
• che siano effettivamente sostenute e documentate.

In base all’Art.1, comma 33, L.244/2007:
Al TUIR Dpr 917/86, sono apportate le seguenti modificazioni: (…) lett. p) all’articolo 108, comma 2, i periodi dal secondo al quarto sono sostituiti dai seguenti: «Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, anche in funzione della natura e della
destinazione delle stesse, del volume dei ricavi dell’attività caratteristica dell’impresa e dell’attività internazionale dell’impresa. Sono comunque deducibili le spese relative a beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a euro 50».

Antonino Pernice

novembre 2009

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