Operazioni a premio: IVA e sostitutiva stesse regole


Nelle operazioni a premio l’imposta sostitutiva segue le identiche regole previste per l’imposta sul valore aggiunto. E’ il parere fornito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 261 del 22 ottobre scorso a seguito di una istanza di interpello di una società che aveva chiesto chiarimenti in merito ad una iniziativa promozionale rivolta ai titolari di carta di credito. 

 

In sintesi secondo le Entrate se i premi consistono in prestazioni di servizi, come:

a)    soggiorni alberghieri;

b)     biglietti aerei;

c)     pacchetti turistici, etc,

il versamento dell’imposta sostitutiva segue le regole dell’IVA e deve essere versato  entro il sedicesimo  giorno del mese successivo al pagamento del corrispettivo, o se precedente, alla data di emissione della fattura.

 

La questione proposta

L’istanza avanzata riguarda, sostanzialmente, il termine entro cui l’organizzatore della manifestazione a premio deve versare l’imposta sostitutiva prevista dall’articolo 19, comma 8, della legge 449/1997. La norma, prevede, nel solo caso di premi che consistono in beni e servizi non imponibili ai fini Iva, l’applicazione di  un’ imposta sostitutiva del 20 per cento…”. Nello specifico l’istante chiede quale dei due momenti sia rilevante per l’individuazione del termine di versamento:

q    se rilevi il momento in cui è certo l’ammontare del corrispettivo dovuto (quando la società emette il voucher, così accettando la scelta del premio da parte del cliente);

q     oppure se rilevi il momento successivo in cui può considerarsi effettuata la prestazione di servizio secondo i principi generali dell’Iva, cioè la data del pagamento del corrispettivo del servizio, o se precedente, l’emissione della fattura.

 

Cenni sull’imposta sostitutiva per le operazioni a premio

L’art. 19  della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,  ha previsto:

1)  da  un  lato  l’abrogazione  delle  previgenti  tasse  di  lotteria (proporzionale e fissa) e,

2)  dall’altro ha limitato ciò che  può  qualificarsi come “premio”.  

 

Ai sensi, infatti, del comma 6, dell’art. 19 della  legge  n. 449 del 1997, “i premi…  possono  consistere  soltanto  in  beni  e  servizi assoggettati  ad  Iva  all’atto  dell’acquisto  o  dell’importazione  e   in biglietti delle lotterie nazionali e giocate del lotto”.

A tale concetto  di “premio” si collega il regime di indetraibilità dell’Iva assolta per rivalsa all’acquisto del premio stesso (art. 19, comma 2,  del  D.P.R.  n.  633  del 1972, come modificato dall’art. 19, comma 1, della legge n. 449 del 1997).   Ne consegue che, nel sistema della  disciplina  delle  manifestazioni  a premio delineato dall’art. 19 della legge n. 449 del 1997, l’esclusione  dal campo di applicazione dell’Iva del trasferimento  del  bene  o  servizio  al legittimo   assegnatario   del   premio   trova   corrispondenza   non   più nell’applicazione delle tasse di lotteria in  capo  all’organizzatore  della manifestazione, bensì nell’attribuzione a quest’ultimo  del  diverso  “costo  fiscale” derivante dall’indetraibilità dell’Iva  assolta  sull’acquisto  del premio.

 

Nel caso in cui i premi consistano in beni e servizi “non  imponibili”  ai  fini Iva, l’art. 19, comma 8, della legge n. 449 del  1997  prevede  una  diversa “modalità  di  prelievo  fiscale”,  ossia  l’applicazione  di  “una  imposta sostitutiva del 20 per cento con esclusione  dei  biglietti  delle  lotterie nazionali e delle giocate a lotto”. La circolare ministeriale  del  24  marzo  1998, n. 89, precisa che l’espressione “operazioni non imponibili” di cui al sopra citato art. 19, comma 8, è utilizzata dal legislatore in senso atecnico, così  da comprendere “considerati i  peculiari  rapporti  che  la  normativa  intende regolare …anche quelle operazioni  (cessioni  di beni e prestazioni  di servizio)  che  per  un qualunque motivo non sono state assoggettate all’imposta sul valore aggiunto e quindi  anche quelle non  rilevanti  ed esenti. Alla stessa conclusione si deve pervenire in tutte le ipotesi in cui l’imposta assolta sull’acquisto del premio non sia detraibile per cause tecniche (acquisti di pacchetti turistici presso le agenzie  di  viaggio  le cui fatture per espressa disposizione legislativa  non  arrecano  l’addebito separato  dell’imposta…)”. 

 

La risposta fornita dalle Entrate

In via generale, i tecnici delle entrate precisano fin da subito che nell’ambito  dell’imposizione indiretta delle manifestazioni a premio (concorsi e operazioni  a  premio), rilevano  due  operazioni  distinte  e  successive: 

ü  l’acquisto, da parte dell’organizzatore della manifestazione, del “premio”, che si configura come operazione imponibile ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. n. 633  del  1972;

ü    il trasferimento del “premio”al suo legittimo assegnatario, che non costituisce cessione di beni o prestazione di servizi ai sensi dell’art. 2, terzo comma, lett. m) del D.P.R. n.  633  del  1972,  ed  è  quindi  escluso  dall’ambito applicativo dell’imposta.  I motivi di  tale  esclusione  sono da ricondurre alla difficoltà tecnica della riscossione di  un’Iva  in assenza del pagamento di un corrispettivo,  e nell’effetto  disincentivante alla partecipazione a tali manifestazioni che potrebbe derivare dall’eventuale obbligo dei vincitori del premio di versare l’Iva a  fronte  di  un  bene  o servizio acquistato a titolo gratuito.

 

In  ordine al presupposto impositivo, l’imposta sostitutiva presenta una peculiare autonomia  in  raffronto all’imposta sostituita.  La natura autonoma o meno di tale imposta sostitutiva rispetto all’Iva è rilevante ai fini  dell’individuazione, in via interpretativa,  del  relativo termine di versamento.   Al  riguardo, si evidenzia che  seppure  non  vi  sia  una perfetta coincidenza tra la nozione di operazione imponibile ai fini Iva e ai  fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva in questione, non può negarsi l’esistenza di una rapporto di alternatività, o meglio di interferenza tra le due imposte, che emerge  dal complessivo  impianto,  sopra delineato, dell’art. 19 della legge n. 449 del 1997.

 

Secondo i tecnici delle Entrate infatti:

ð                 sia il  regime di indetraibilità dell’Iva assolta sugli acquisti  e  importazioni  di beni  e servizi  da destinare a “premio”;

ð                  sia l’imposta sostitutiva del 20 per cento sul valore del premio “non imponibile”, si  configurano,  infatti, come  “modalità  di prelievo fiscale”, appunto, alternative, volte a bilanciare  la  contestuale abrogazione delle tasse di lotteria.

 

I tecnici delle Entrata, in forza di tale ragionamento, sono dell’avviso che  tornino applicabili le regole dettate in tema  di  Iva, e che quindi, nella fattispecie prospettata relativa all’imposta sostitutiva dovuta sui premi consistenti in prestazioni di servizio resi da terzi, la società istante è  tenuta a versare l’imposta sostitutiva, entro il sedicesimo giorno del mese successivo al pagamento del corrispettivo, o se  precedente, alla data di emissione della fattura.     

 

Adempimenti di conservazione

Circa gli obblighi di conservazione della  documentazione fiscale relativa alle manifestazioni a premio, l’Agenzia delle Entrate ritiene, come tra l’altro anche sostenuto dall’istante, che sia applicabile  in  via  analogica  il combinato disposto di cui agli articoli 39, comma 3, e 57 del D.P.R. n. 633 del 1972. Nella fattispecie in esame, quindi, l’Agenzia ritiene corretto conservare la documentazione fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello della presentazione della dichiarazione Iva relativa al periodo in cui sono considerate effettuate le prestazioni di servizio rilevanti ai fini dell’applicazione dell’imposta sostitutiva in questione, oppure in  caso di accertamento, fino a quando quest’ultimo non sia definito.

 

Federico Gavioli

31 Ottobre 2009


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