Novità fiscali dell’8 ottobre 2009: INPS: assegnate, a richiesta, le caselle di posta elettronica certificata (PEC) ai cittadini; il formulario identificativo dei rifiuti é come la scheda di trasporto; redditometro: inviti al contraddittorio a vuoto


 

 

Indice:

 

1) Bozze del nuovo Cud 2010 in forum

 

2) Redditometro: Molti inviti al contraddittorio vanno a vuoto

 

3) Formulario identificativo dei rifiuti: E’ equipollente alla scheda di trasporto

 

4) Inps: Assegnate, a richiesta, le caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) ai cittadini

 

5) Altre di fisco

 

 

1) Bozze del nuovo Cud 2010 in forum

La versione non definitiva della certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel 2009, con le relative istruzioni, è già disponibile online sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate (in tal senso il comunicato stampa delle Entrate).

Insieme alla certificazione, è dal 06.10.2009 in linea anche un forum dedicato, attraverso il quale i contribuenti possono inviare suggerimenti e richieste di chiarimenti.

Tra le novità più importanti, spicca l’inserimento nel modello del campo “Data prima occupazione”, che permette ai datori di lavoro di conoscere facilmente la posizione del contribuente nel caso in cui questo abbia svolto diverse attività e di calcolare i maggiori contributi previdenziali che è possibile attribuire ai lavoratori al primo impiego per la partecipazione a forme di previdenza complementare.

Nella parte relativa ai dati fiscali, trova spazio la detrazione attribuita al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e la nuova sezione dedicata al bonus famiglia, dove indicare l’importo dell’agevolazione prevista dal decreto anticrisi dell’anno scorso (D.L. n. 185/2008) per i nuclei familiari a basso reddito.

Aggiornata, inoltre, la tabella relativa alle detrazioni del 19% prorogate per il 2009: dalle spese per la formazione dei docenti al pagamento delle rette per la frequenza di asili nido, passando per l’abbonamento ai servizi di trasporto pubblico locale.

Le bozze del Cud 2010, complete di istruzioni, sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it, alla voce “Modulistica”.

Fino al 19 ottobre sarà possibile inviare proposte all’erario attraverso il sito www.agenziaentrate.gov.it (sezione moduli). I suggerimenti saranno consultabili sempre via web.

I datori di lavoro, quali sostituti di imposta, dovranno rilasciare ai lavoratori entro il prossimo 28 febbraio tale modello.

Sono confermati gli spazi riservati all’imposta sostitutiva del 10%, applicabile nel 2009 sulle sole somme erogate per l’incremento della produttività del lavoro (entro il limite di 6mila euro).

Il dato interessa i dipendenti del settore privato che hanno percepito nel 2008 redditi di cui all’articolo del Tuir, per un importo non superiore a 35.000 euro al lordo delle somme assoggettate nel 2008 all’imposta sostitutiva (D.L. n. 23/08, art. 2).

Se il sostituto ha assoggettato a tassazione ordinaria somme che non superano tale limite, deve segnalarlo nel punto 89 indicando l’importo erogato anche se già compreso nel punto i del Cud tra i redditi imponibili per i quali spetta la detrazione di cui all’articolo 13, commi da i a 4 del Tuir.

Nel caso di straordinari per gli addetti alla guida e per i dipendenti nel trasporto merci, nel punto 90 del modello deve essere indicato l’importo che non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi (art. 2, legge 203/08).

Nuove caselle sono riservate al recupero di crediti in sede di conguaglio: nel punto 34 il credito per famiglie numerose e nel punto 40 quello per canoni di locazione.

Novità per i lavoratori di prima occupazione che hanno aderito a un fondo pensione complementare.

La circostanza continua ad essere segnalata nel punto 8, parte A, con il codice 3, mentre i punti 52 e 53 evidenziano, l’uno l’importo complessivo dei contributi versati nel 2009 dal lavoratore e dal datore limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, l’altro l’importo complessivo dei contributi versati in anni precedenti dal lavoratore e dal datore, sempre limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

I soppressi campi relativi alle somme erogate a sostegno dei contribuenti a basso reddito sono sostituiti dal bonus straordinario (Dl 185/08) il cui importo deve essere indicato nel punto 291.

Cade la possibilità di devolvere il 5 per mille a ricerca, volontariato e sociale; resta invece l’8 per mille che può andare allo Stato o alle Chiese.

 

 

2) Redditometro: Molti inviti al contraddittorio vanno a vuoto

Il redditometro rischia di inflazionare gli accertamenti.

Sono infatti in forte crescita gli inviti al contraddittorio, in alcuni casi per indirizzati nei confronti di contribuenti che nulla hanno a che vedere con la grossa evasione.

E’ quanto emerge dall’articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi del 07.10.2009, ove in particolare viene indicato:

Il problema che sta emergendo è che in alcuni casi l’utilizzo non ponderato delle liste selettive (con parametri che risalgono al 1992) porta alla selezione di contribuenti che risultano comunque non allineati al redditometro, ma di fatto sono in grado di dimostrare la capacità sia di acquisto che di mantenimento dei beni in questione.

L’inversione dell’onere della prova passa per la determinazione analitica delle spese, ma non sempre viene accettato dagli uffici del fisco.

Evidenti conseguenze in termini di crescita del contenzioso, con necessità di valutare l’effettiva capacità di gestione dei beni da parte dei contribuenti.

L’operazione redditometro inizia a far sentire sempre di più i propri effetti sul piano territoriale.

Giungono da più parti notizie di diversi inviti al contraddittorio, in alcuni casi indirizzati nei confronti di contribuenti che nulla hanno a che vedere con la grossa evasione.

L’operatività degli uffici in materia è data dalle due famose liste selettive ancorate all’acquisto di veicoli c.d. di lusso (aventi almeno 21 cavalli fiscali), ovvero agli incrementi patrimoniali nel quinquennio. Il problema che sta emergendo, è che in alcuni casi l’utilizzo non ponderato di tali liste selettive porta alla selezione di contribuenti che risultano comunque non allineati inizialmente, al redditometro, ma di fatto sono in grado di dimostrare, in virtù dei propri redditi o di quelli dei familiari, la capacità sia di acquisto che di mantenimento dei beni in questione.

L’equivoco principale, si rileva, risiede nella giusta valutazione dello strumento del redditometro.

Tale tipologia di accertamento tende a misurare la propensione al risparmio (e per differenza, all’investimento), del contribuente in funzione dei redditi disponibili.

In particolare, i coefficienti, ancorché poi ponderati in presenza di beni, sembrano spropositati e risentono di valutazioni ormai datate nel tempo. Infatti, i prezzi delle case sono cresciuti in maniera spaventosa e richiedono forse l’investimento di circa il 50% delle proprie capacità reddituali.

Viceversa, il bene auto si è diffuso notevolmente, con differenziazioni di offerte che consentono di acquistare anche vetture con molti cavalli fiscali a prezzi contenuti.

Per cui andrebbero distinte le vetture, in funzione anche delle marche che in alcuni casi sono veri e propri status symbol, oltre a dover comprendere che in molte circostanze, soprattutto per i contribuenti giovani che non hanno assolutamente necessità di risparmio (si pensi a tutti coloro che vivono ancora in famiglia, laddove la soglia di età si è innalzata ad oltre 35 anni), la gestione di una vettura è possibile anche con redditi contenuti, dovendosi limitare alle effettive spese quali il pagamento del bollo, dell’assicurazione, dei tagliandi e del relativo carburante (peraltro, grazie ai tagliandi è estremamente semplice ricostruire tale spesa, osservando i chilometri percorsi e risalendo al costo del carburante monitorato dall’Aci).

Ancora diversa è la casistica della baby sitter o dell’assicurazione sanitaria, che da beni «presunti» di lusso del 1992 (anno di individuazione dei bern significativi ai fini del redditometro), sono divenuti beni indispensabili ai giorni nostri, essendo in sostanza impossibile per le coppie giovani con prole fare a meno di aiuti in famiglia, così come il ricorso alle polizze sanitarie è stato sempre pi incentivato anche mediante benefici fiscali.

E non è da meno la situazione sul fronte degli incrementi patrimoniali, laddove presumere che gli acquisti siano effettuati con risparmi accumulati in cinque anni è sembrato irrealistico, considerate soprattutto le difficoltà connesse al periodo di crisi che ha caratterizzato tali armi.

In pratica, se viene selezionato un contribuente con un reddito di 25 mila euro perché paga un mutuo di 1.000 euro al mese e possiede una vettura, se è vero che il redditometro gunge ad almeno 70 mila euro di reddito accertabile, è altrettanto vero che andrebbe misurata la reale propensione al risparmio del soggetto, che può essere sensibilmente più bassa per motivi contingenti (esigenza della casa e possesso di almeno un mezzo di locomozione). E così via.

 

 

3) Formulario identificativo dei rifiuti: E’ equipollente alla scheda di trasporto

Il Ministero dei trasporti, con la circolare n. 140 del 24.09.2009, ha precisato che il formulario dei rifiuti, introdotto dall’art. 196 del D.Lgs. n. 152/2006 è equipollente alla scheda di trasporto.

La scheda di trasporto, ai sensi dell’art. 7-bis, D.Lgs. n. 286/2005 (modificato dal D.Lgs. n. 241/2008) è stata istituita con lo scopo di tracciabilità della merce per identificare i soggetti coinvolti nella filiera del trasporto.

L’art. 3, D.M. 30.06.2009, consente di sostituire la scheda di trasporto con ogni documento equipollente che accompagna la merce su strada.

In tale contesto, il formulario identificativo dei rifiuti, dovendo accompagnare i rifiuti durante il loro trasporto, può sostituire la scheda di trasporto, ciò poiché tutti i dati richiesti nella scheda di trasporto sono presenti nel formulario.

 

 

4) Inps: Assegnate, a richiesta, le caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) ai cittadini

l’Inps, a seguito del protocollo d’intesa stipulato in data 30/09/2009 con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, provvederà ad assegnare ai cittadini che ne faranno richiesta un indirizzo PEC.

Lo ha reso noto l’Inps con il messaggio n. 22520 del 07 ottobre 2009.

Si ricorda che la PEC è uno strumento che permette di dare ad un messaggio di posta elettronica lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricevimento.

In attuazione del comma 5 dell’art. 16-bis, del D.L. 29.11.2008, n. 185, convertito in Legge 29.01.2009, n. 2, in base al quale:

– ai cittadini che ne fanno richiesta va attribuita una casella di posta elettronica certificata;

– l’utilizzo della posta elettronica certificata avviene ai sensi degli artt. 6 e 48 del Codice dell’amministrazione digitale di cui al D.Lgs. n. 82 del 2005, con effetto equivalente, ove necessario, alla notificazione per mezzo della posta.

Attivazione Pec

Le modalità di richiesta/attivazione della casella PEC, da parte del Cittadino, sono specificate nel DPCM del 06.05.2009, ossia il cittadino può effettuare la richiesta on-line tramite il sito dell’INPS e dovrà successivamente recarsi in sede per il riconoscimento.

Il riconoscimento in sede verrà effettuato dagli stessi operatori che attualmente rilasciano il PIN e la procedura di richiesta/attivazione della casella PEC è presente all’interno della stessa utilizzata per il Rilascio del PIN.

I passi operativi cui bisognerà attenersi sono i seguenti:

– accesso alla intranet INPS (http://intranet.inps)

– nel menu Servizi, scegliere Gestione e assistenza sui servizi Internet

– nel riquadro “Gestione PIN per i servizi internet” attivare la procedura Assegnazione PIN per utenti Internet

– accedere alla nuova funzione Attivazione casella PEC

La richiesta/attivazione della casella PEC è subordinata ad alcuni prerequisiti:

i. cittadino italiano e residente in Italia

ii. essere maggiorenne

iii. essere in possesso del Pin per l’accesso ai Servizi OnLine del Cittadino sul portale dell’Istituto

iv. riconoscimento “de visu” del cittadino da parte della struttura territoriale INPS, come previsto dal DPCM 6 maggio 2009

I flussi operativi cui dovrà attenersi il personale delle sedi, per la richiesta/attivazione della casella PEC sono i 4 sotto riportati e fanno riferimento, ove necessario, all’uso della funzione “Attivazione casella PEC” nella procedura sopra citata:

A) il Cittadino effettua la richiesta sul portale dell’INPS ed è stato già riconosciuto in sede all’atto del Rilascio del PIN.

La creazione della Casella PEC avviene automaticamente dopo la richiesta.

In questo caso il flusso non coinvolge direttamente la sede INPS, in quanto il riconoscimento “de visu”, previsto dal DPCM 6 maggio 2009, è già stato effettuato all’atto del Rilascio del PIN per i servizi OnLine del portale INPS.

B) il Cittadino effettua la richiesta sul portale dell’INPS e si reca presso la sede INPS per il riconoscimento.

In questo caso il personale di sede svolgerà le mansioni nel seguente modo:

1. richiede il modulo firmato, rilasciato dall’applicazione all’atto della richiesta; tale modulo potrà essere stato prestampato dal cittadino al completamento della richiesta on-line, ovvero l’operatore provvederà a stamparlo per conto del cittadino nel caso ne fosse sprovvisto;

2. ricerca e visualizza tramite la procedura la richiesta effettuata onLine dal Cittadino, inserendo il codice fiscale, verificandolo con la tessera sanitaria in possesso del Cittadino, e con il codice richiesta presente sul modulo di cui al punto 1;

3. verifica che il documento di riconoscimento presentato dal Cittadino coincida con quello immesso all’atto dalla richiesta; se tale documento fosse scaduto e/o il Cittadino presenti un altro documento di riconoscimento valido, inserire gli estremi del nuovo documento di riconoscimento nella richiesta, sostituendo quelli già presenti;

4. effettua fotocopia del tesserino del codice fiscale e del documento di riconoscimento, mettendoli agli atti insieme al modulo firmato di cui al punto 1;

5. eventualmente acquisisce elettronicamente i documenti presentati e allegarli alla richiesta;

6. confermare l’attivazione della casella PEC, se soddisfatti i prerequisiti di cui sopra.

C) il Cittadino si reca in sede per la contestuale richiesta e attivazione della casella PEC

In questo caso il personale di Sede opera nel seguente modo:

1. verifica, tramite i documenti di riconoscimento i prerequisiti i. e ii. precedenti;

2. verifica il possesso del Pin da parte del Cittadino.

Se in possesso del PIN

a. tramite l’applicazione, compila la richiesta per conto del Cittadino;

b. stampare il modulo per farlo sottoscrivere al Cittadino;

c. esegue i punti 2., 4., 5. e 6. del flusso precedente A).

Se NON in possesso

d. effettua il Rilascio del PIN, tramite l’apposita procedura;

e. effettua copia del tesserino del codice fiscale e del documento di riconoscimento, mettendoli agli atti;

f. compila la domanda di richiesta della casella PEC seguendo il flusso sopra riportato “Se in possesso del PIN”, oppure invita il Cittadino ad effettuare la richiesta tramite i Servizi OnLine del Portale INPS, informandolo che non dovrà recarsi presso una sede INPS per l’attivazione della casella PEC, in quanto questa verrà attivata automaticamente dopo la richiesta on-line, essendo già avvenuto il riconoscimento.

D) il Cittadino si reca in sede per la sola Richiesta del PIN

1. prospetta al Cittadino la possibilità di avere anche una casella PEC e le modalità di richiesta della medesima (si veda flusso C)).

Infine, allo scopo di consentire il monitoraggio e il presidio della suddetta casella, si ricorda che il messaggio di posta certificata viene automaticamente protocollato in entrata presso l’Area Omogenea Organizzativa di riferimento, con voce di titolario 800.020-Posta Elettronica Certificata, per cui si rende necessario monitorare giornalmente l’arrivo di documentazione tramite il protocollo informatico e/o GDP, nonché assegnare al messaggio la corretta voce di titolario e/o il referente/processo di competenza.

 

 

5) Altre di fisco:

 

– Niente Iva senza introiti stabili

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 6 ottobre 2009, causa C-267/08, ha stabilito che l’attività pubblicitaria svolta da un partito politico dalla quale si ricavano entrate non aventi carattere stabile non si considera attività economica agli effetti dell’Iva e non conferisce, pertanto, il diritto alla detrazione dell’imposta pagata a monte.

 

 

– Atti di aggiornamento catastale redatti d’ufficio: Nuovi oneri per chi non denuncia

Adeguati gli importi degli oneri dovuti per la redazione d’ufficio degli atti di aggiornamento catastali, in caso di inadempienza da parte dei soggetti obbligati alla loro presentazione.

I nuovi oneri, fissati dall’Agenzia del Territorio con determinazione del 29 settembre 2009, sostituiscono quelli in vigore dal 2007.

(Determinazione Agenzia Territorio 29.0.2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 232 del 06.10.2009)

 

 

– Il Dipartimento Finanze alla xxvi assemblea annuale ANCI 2009

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze è presente al salone espositivo a margine della XXVI Assemblea annuale Anci, quale importante occasione di confronto tra amministrazione centrale e autonomie locali.

La partecipazione all’evento sottolinea l’attenzione e l’impegno che il Ministero rivolge alle autonomie locali, soprattutto nella prospettiva del processo di attuazione del federalismo fiscale, che richiede la realizzazione in tempi brevi di un terreno condiviso di culture, competenze e pratiche.

L’Assemblea annuale rappresenta l’occasione per presentare il sito www.finanze.gov.it con la veste grafica rinnovata e i nuovi servizi relativi alla fiscalità locale, rivolti ai cittadini e ai Comuni.

In particolare, presso lo stand sarà presentato ai Comuni il nuovo servizio per la trasmissione telematica dei dati Ici e Iscop e garantita ai visitatori della manifestazione una costante consulenza sull’applicazione dei tributi locali da parte dei funzionari della Direzione del federalismo fiscale.

(Comunicato del 07.10.2009)



Vincenzo D’Andò

 

 

 


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