Novità fiscali del 7 ottobre 2009: normativa comunitaria: l’Italia si adegua; DDL finanziaria 2010: a regime l’aliquota IVA ridotta per le ristrutturazioni edilizie; imposta di registro: rendite catastali non retroattive; scudo fiscale: il valore delle attività è a discrezione del contribuente; anche se gli immobili sono inagibili la detrazione del 36% spetta per i familiari conviventi; altre di fisco


 

 

Indice:

 

1) Normativa comunitaria: l’Italia si adegua

 

2) DDL finanziaria 2010: A regime l’aliquota IVA ridotta per le ristrutturazioni edilizie

 

3) Imposta di registro: Rendite catastali non retroattive

 

4) Scudo fiscale: Il valore delle attività è a discrezione del contribuente

 

5) Anche se gli immobili sono inagibili la detrazione del 36% spetta per i familiari conviventi

 

6) Altre di fisco

 

 

1) Normativa comunitaria: l’Italia si adegua

Il nostro Legislatore ha rivisto la normativa interna alla luce di alcune sentenze della Corte di giustizia europea e delle procedure di infrazione avviate nei confronti dello Stato italiano.

A tal fine, è all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato il provvedimento di legge concernente la Conversione in legge del D.L. 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee (A. S. 1784).

In particolare, emergono i seguenti interventi:

– in tema di responsabilità di pagamento dell’imposta annuale sui contratti di assicurazione, prevedendo che la disposizione del vigente art. 4-bis, che impone la nomina di un rappresentante fiscale per le imprese non aventi sede nel territorio dello Stato, non si applica alle imprese assicuratrici aventi sede principale negli Stati dell’Unione europea ovvero negli Stati dello Spazio economico europeo che assicurano lo scambio di informazioni;

– sulla normativa Iva, prevedendo che le imprese estere con stabile organizzazione non saranno più tenute all’identificazione diretta e alla nomina di un rappresentante fiscale residente. Sarà la sede italiana, infatti, a far fronte agli adempimenti fiscali nel nostro Paese; per conseguenza, l’imposta eccedente potrà essere recuperata direttamente da tale struttura avvalendosi delle detrazioni in occasione delle liquidazioni periodiche. Non è più consentita, quindi, l’adozione della procedura del rimborso diretto (art. 38-ter);

– in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, al fine prioritario di adeguamento all’ordinamento comunitario e anche allo scopo di aumentarne la spinta liberalizzatrice in un quadro regolatorio certo e chiaro che agevoli l’iniziativa dei soggetti privati, riduca i costi per le pubbliche amministrazioni e garantisca la migliore qualità dei servizi resi agli utenti;

– sul procedimento per il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte e dei relativi interessi conseguente all’applicazione del regime di esenzione fiscale in favore delle società per azioni a partecipazione pubblica maggioritaria esercenti servizi pubblici locali, affidando all’Agenzia delle Entrate il compito di procedere al recupero degli aiuti secondo i principi e le ordinarie procedure di accertamento e riscossione previste per le imposte sui redditi.

IVA: stabile organizzazione senza rappresentante

In particolare, con l’entrata in vigore del D.L. n. 135/2009, dal 26 settembre 2009 le imprese estere con una stabile organizzazione in Italia non sono obbligate a nominare un rappresentante fiscale, ma è la stessa stabile organizzazione che permette di adempiere agli obblighi IVA.

Le modalità operative delle imprese estere non residenti con stabile organizzazione e rappresentante fiscale saranno le seguenti:

– estinguere la partita IVA del rappresentante fiscale o quella relativa alla identificazione diretta;

– la partita IVA relativa al rappresentante fiscale/identificazione diretta va fatta confluire in quella della stabile organizzazione;

– far confluire nella liquidazione e versamento di settembre (effettuato entro il 16 ottobre) il saldo della posizione estera in quello della stabile organizzazione;

presentare la dichiarazione IVA 2010 (relativa al 2009) in un unico frontespizio e due moduli.

Quindi, se una società non residente in Italia ha acquistato direttamente beni o servizi in Italia, senza passare dalla stabile organizzazione, e poi ha detratto l’Iva attraverso la sua stabile organizzazione ha agito secondo le regole europee, ora recepite anche in Italia e non le sarà contestato nulla da parte dell’erario.

La società non residente in Italia che ha operato secondo le norme in vigore fino al 25 settembre scorso ed è ora in attesa del rimborso chiesto a Pescara vedrà respinta la propria istanza. Sarà comunque messa nelle condizioni di recuperare quanto le spetta attraverso la stabile organizzazione.

Se il rimborso è già stato effettuato non ne sarà chiesta la restituzione.

 

2) DDL finanziaria 2010: A regime l’aliquota IVA ridotta per le ristrutturazioni edilizie

Nel disegno di legge finanziaria 2010 (art. 2, comma 8, AS 1790) viene stabilita l’applicabilità non più in via transitoria ma permanente dell’aliquota IVA ridotta del 10% per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, in adeguamento alle disposizioni della direttiva 2009/47/CE del 5 maggio 2009 del Consiglio dell’Unione europea, che ha consentito agli Stati membri di applicare a regime l’aliquota IVA ridotta, tra l’altro, ai servizi c.d. ad alta intensità di lavoro, tra i quali la ristrutturazione di case d’abitazione.

L’agevolazione era stata prorogata, da ultimo, al 31 dicembre 2011 dalla legge finanziaria 2009.

(Assonime nota del 05/10/2009)

 

 

3) Imposta di registro: Rendite catastali non retroattive

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20628 del 25 settembre 2009, ha stabilito che in merito alla determinazione del valore finale dell’immobile trasferito ai fini dell’imposta di registro, non sono applicabili in via retroattiva le nuove rendite catastali degli immobili fissate dalla valutazione automatica.

In proposito, non sussiste una norma transitoria, né il principio di irretroattività delle leggi tributarie consente un’applicazione della materia ai rapporti preesistenti.

 

 

4) Scudo fiscale: Il valore delle attività è a discrezione del contribuente

Il valore delle attività da rimpatriare o da regolarizzare con lo scudo fiscale ter di cui all’art. 13-bis, D.L. n. 78/2009 da indicare nei Quadri A e B della dichiarazione riservata può essere determinato a discrezione del contribuente adottando, alternativamente, il costo di acquisto oppure il valore corrente al momento di emersione.

Solo per il denaro si deve tenere conto del valore nominale.

Per gli investimenti di natura non finanziaria (ad esempio, immobili, yachts, opere d’arte, oggetti preziosi, ecc.), inoltre, il valore dichiarato può essere supportato anche da una perizia redatta nel luogo in cui i beni sono detenuti.

 

 

5) Anche se gli immobili sono inagibili la detrazione del 36% spetta per i familiari conviventi

Se un soggetto acquista un’unità abitativa da ristrutturare, su tale unità – anche se inagibile – il rapporto di convivenza con i familiari si realizza fin da subito e non soltanto quando l’immobile potrà di fatto essere utilizzato.

Pertanto, per la ristrutturazione di tale immobile, acquistato in qualità di unico proprietario dal padre, beneficiano della detrazione del 36% delle spese anche la moglie e i figli.

In tale fattispecie, lo status di convivente oltre a realizzarsi nell’abitazione principale, si estende a tutti gli immobili a disposizione della famiglia.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza n. 179 del 30.09.2009, che ha accolto il ricorso presentato dai contribuenti causato dal disconosciuto beneficio della detrazione d’imposta prevista dall’art. 1, della Legge n. 449/1997.

La citata C.T.P. ha osservato lo status di convivenza perdura fino a quando si continua a fare parte del medesimo nucleo familiare e, pertanto, il concetto di convivenza non va inteso tanto in senso materiale (vivere assieme, al presente, in un determinato luogo), quanto in senso ipotetico (possibilità, anche in prospettiva futura, di vivere assieme in un determinato luogo).

Ne consegue che la convivenza tra persone appartenenti al medesimo nucleo familiare, anche con riguardo ad un’unità abitativa da ristrutturare e, al momento, inagibile, su cui un familiare goda di un diritto reale, è attuale ed effettiva già da subito (e non solo quando la stessa diverrà agibile).

Pertanto, ha concluso la Commissione tributaria, ai familiari che convivono con il titolare di un diritto reale sull’unità abitativa compete il diritto a fruire della detrazione sulle spese relative alla ristrutturazione della stessa.

 

 

6) Altre di fisco:

 

– La dichiarazione di successione è modificabile anche dopo la scadenza dei termini

Tuttavia, la modifica deve precedere la notifica dell’avviso di rettifica.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20629 del 25.09.2009.

La dichiarazione di successione può, quindi, essere ritrattata e modificata, anche dopo la scadenza del termine annuale previsto dall’art. 31, D.Lgs. n. 346/1990, a condizione che avvenga prima della notificazione dell’avviso di rettifica e liquidazione della maggiore imposta.

 

 

– Sisma Abruzzo, nuova ordinanza in G.U.: Riguardo la locazione e comodato i contratti sono esenti da ogni tributo e diritto

Sospeso fino al 30 novembre 2009 il termine per la registrazione dei contratti già in essere.

Lo ha previsto l’O.P.C.M. n. 3813 del 29.09.2009, pubblicata nella G.U. n. 231 del 5 ottobre 2009, che ha stabilito ulteriori interventi in favore del territorio abruzzese colpito dal terremoto.

In particolare, l’art. 5 dell’ordinanza stabilisce che, per agevolare le persone fisiche residenti o stabilmente dimoranti nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile scorso, in attesa del rientro nelle abitazioni riparate o ricostruite, i contratti di locazione o comodato sono esenti da ogni tributo e diritto.

Viene  ridotto del 30% il reddito imponibile derivante al proprietario; il locatore deve indicare nella dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione o comodato nonché quelli della denuncia dell’immobile ai fini dell’applicazione dell’ICI.

 

– Sanzioni  graduali per le irregolarità o falsità commesse sull’apposizione del visto di conformità per la compensazione orizzontale di crediti per importi superiori a 15.000 euro

Infatti, dal 1° gennaio 2010, i professionisti si troveranno a dovere apporre  il Visto di conformità che costituirà condizione necessaria al fine di poter fruire della compensazione.

L’art. 39 del D.Lgs. n. 241 del 1997 prevede che:

– l’infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli necessari per l’apposizione del visto di conformità comporti una sanzione amministrativa da 258 a 2.582 euro;

– nell’ipotesi di violazioni particolarmente gravi, qualora non si provveda al pagamento della suddetta sanzione ed in fine in caso di ripetute violazioni, l’Amministrazione può sospendere la facoltà di apporre il visto di conformità fino a tre anni.

In caso di  ripetizione di violazioni successive alla sospensione sarà disposta l’inibizione dal rilascio del visto.

 

 

– Il mod. RED va in soffitta

Previsto per il giorno 9 ottobre l’ultimo invio della comunicazione RED.

L ’I.N.P.D.A.P. con nota operativa n. 49/2009, ha informato che dal prossimo anno, le verifiche reddituali per i soggetti che fruiscono di prestazioni correlate al reddito prodotto saranno effettuate con collegamento telematico direttamente tra le amministrazioni interessate. 

Gli Enti, quindi, provvederanno a richiedere la risoluzione delle convenzioni sottoscritte con i C.A.F. e con i professionisti abilitati e relative alle annualità 2010 e 2011.

 

 

– Rischia il carcere l’imprenditore che continua a ricorrere al credito bancario in tempo di crisi

Ciò anche se la gestione avventata sia durata pochi mesi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 38577 del 05.10.2009, ha confermato la condanna per bancarotta e ricorso abusivo al credito nei confronti di un piccolo imprenditore, socio di maggioranza in una S.a.s., che, nonostante il periodo di crisi attraversato dall’azienda, aveva continuato a fare investimenti facendosi finanziare dalle banche.

Secondo i giudici supremi la condotta dell’imprenditore è stata quella di dissimulare il reale stato dell’azienda, tamponando una situazione ormai in procinto di precipitare.

In particolare, la fattispecie ha riguardato un’operazione di lease-back ritenuta oltre che illecita, troppo avventata stante la situazione precaria in cui versava la società.

Tuttavia, la maggiore accusa mossa nei confronti del reo si è fondata sulla sua consapevolezza circa la situazione di dissesto economico dell’azienda, giudicato dalla Corte Suprema come irreversibile.

 

 

– Professionisti: siglata in Liguria l’intesa con l’Agenzia delle Entrate

In Liguria si incrementa la collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e gli Ordini professionali.

Commercialisti ed esperti contabili, notai, consulenti del lavoro ed avvocati hanno stipulato un’intesa con la direzione regionale delle Entrate per semplificare le procedure, snellire gli adempimenti e migliorare l’efficienza degli uffici dell’amministrazione finanziaria.

Nel corso di incontri periodici, saranno esaminati i problemi interpretativi e di funzionamento segnalati dai professionisti, così come particolari tematiche legate ad uno specifico territorio.

(Consulenti del Lavoro, nota del 06.10.2009)

 

 

– New slot: si applica l’Iva sul compenso che il gestore liquida all’esercente

Sono soggette a Iva le somme che il gestore di apparecchiature da gioco corrisponde all’esercente nei cui locali le slot sono installate.

Il compenso, oltre alla raccolta delle giocate, remunera altre attività che, diversamente, sarebbero a carico del gestore

La remunerazione non riguarda solo la raccolta delle giocate, ma anche una serie di altre attività.

Sovvertendo un orientamento che sembrava consolidarsi presso la giurisprudenza di merito, la Commissione tributaria provinciale di Ravenna, con la sentenza n. 104/03/09 depositata il 18 settembre 2009, ha escluso che i corrispettivi derivanti dallo svolgimento di attività poste in essere nell’ambito dei rapporti intercorrenti tra possessore di apparecchiature da intrattenimento e da gioco (gestore) e titolare dell’esercizio presso cui le stesse apparecchiature sono installate (esercente) possano essere ritenuti esenti dall’applicazione dell’Iva invocando il disposto di cui all’articolo 10, comma 1, n. 6, del Dpr 600/1973.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

 


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